Proteine Vegetali Idrolizzate: Cosa Sono e Come Si Usano

Le proteine idrolizzate sono una forma avanzata di integrazione proteica, particolarmente apprezzata nel mondo dello sport e della nutrizione clinica. Ma cosa sono esattamente le proteine idrolizzate? A cosa servono? Possono veramente essere utili? Oppure sono innocue o addirittura pericolose?

Cosa Sono le Proteine Idrolizzate?

Iniziamo definendo le proteine idrolizzate: sono una miscela più o meno complessa di amminoacidi e peptidi ottenuta dall’idrolisi, ovvero dalla separazione di una fonte proteica che sia questa di origine animale, come il latte, o vegetale, come la soia. Le proteine idrolizzate sono miscele dei prodotti ottenuti da un trattamento delle proteine (una sorta di digestione) mirato a ridurle in frammenti più piccoli (aminoacidi e peptidi).

Le proteine sono molecole costituite da numerosi amminoacidi generalmente in strutture piuttosto lunghe. Le proteine sono presenti in tantissimi alimenti: nelle carni, nei derivati del latte, nelle uova, nei legumi e in misura minore anche nei cereali.

Le proteine che si trovano abitualmente in natura sono in forma non idrolizzata, ovvero si trovano sotto forma di catene di amminoacidi intere. Quando una proteina viene “tagliata” selettivamente da enzimi in catene di amminoacidi inferiori alle 100 unità, si ottiene un polipeptide e la proteina diventa così idrolizzata. Quando una proteina è stata idrolizzata attraverso una tecnologia che utilizza enzimi selettivi otteniamo una miscela molto digeribile, veloce da assimilare e particolarmente adatta per un rapido recupero a seguito di attività molto intense.

Il Processo di Idrolisi

L’idrolisi è il processo che rompe il legame peptidico. Non li rompe tutti, ne rompe alcuni, il cui numero aumenta man mano che l’idrolisi progredisce. Questo processo può essere:

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  • Naturale: avviene nello stomaco degli animali, cane, gatti (anche nel nostro); grazie all’acidità gastrica e dagli enzimi, le proteine vengono smontate in piccole catene di amminoacidi che, poi, verranno assorbite.
  • Artificiale: ovvero fatto in laboratorio. In questo caso le proteine vengono messe in contatto con acidi o enzimi che spezzano le catene di proteine formando polipeptidi e amminoacidi singoli.

Si ottengono attraverso un processo denominato idrolisi enzimatica, durante il quale le proteine vengono "pre-digerite" grazie all’azione degli enzimi, che ne spezzano la struttura in molecole più semplici come peptidi e aminoacidi liberi. Questo trattamento riduce notevolmente i tempi di assorbimento, rendendo queste proteine disponibili per l’organismo in un intervallo di tempo che varia dai 10 ai 30 minuti.

Tipologie di Peptidi

A seconda del numero di amminoacidi, i peptidi si classificano in:

  • Dipeptide: due molecole di aminoacidi.
  • Tripeptide: tre molecole di aminoacidi.
  • Oligopeptidi: meno di dieci aminoacidi.
  • Polipeptidi: meno di 100 aminoacidi.
  • Proteine: più di 100 aminoacidi.

Come Vengono Prodotte le Proteine Idrolizzate?

Un integratore di proteine idrolizzate di qualità si distingue per l’origine delle fonti di estrazione e per il processo produttivo adottato. Ecco alcune tecniche utilizzate:

  • Basata sull’attrazione tra molecole di carica opposta: da cui si ricava una concentrazione proteica piuttosto elevata (circa il 90%). Lato negativo di questa metodica, riguarda l’alterazione della materia prima, infatti tende ad eliminare componenti importanti come le immunoglobuline.
  • Prevede la separazione delle proteine dai grassi e dai carboidrati per azione meccanica: ovvero attraverso membrane di diverso diametro, in grado di filtrare la materia prima. Sfruttando questa tecnica si ottengono proteine predigerite con una concentrazione pari all’ 80%. Inoltre è possibile estrarre dalla frazione proteica interessata grassi, zuccheri e lattosio, così da renderle adatte a chi è soggetto ad intolleranze alimentari.
  • Purificazione a flusso incrociato: è un procedimento di tipo fisico che mantiene intatta la natura delle proteine, raggiungendo una purezza del 90% con un residuo di grassi e carboidrati pari all’1%.
  • Tecnica prevalentemente usata per produrre proteine idrolizzate e isolate in polvere: a partire da una soluzione contenente le proteine stesse, unite ad altri soluti. Già citato in precedenza, si tratta di un processo di separazione proteica che avviene ad opera di enzimi selettivi, in grado di scindere la catena di amminoacidi in punti specifici. Tale fenomeno avviene all’interno di “bioreattori” controllati a bassa temperatura (40-50 °C), in grado di raggiungere un Ph vicino alla neutralità.

Benefici delle Proteine Idrolizzate

L’idrolisi rende le proteine idrolizzate particolarmente funzionali per diversi obiettivi. In primis, essendo già parzialmente digerite, risultano molto tollerabili anche per chi ha un apparato digerente sensibile o soffre di disturbi gastrointestinali legati all'assunzione di integratori tradizionali. Un altro vantaggio risiede nella capacità di queste proteine di stimolare un picco insulinico più marcato, fenomeno che accelera l’ingresso degli aminoacidi nelle cellule muscolari e ottimizza il ripristino delle scorte di glicogeno, soprattutto se le proteine vengono abbinate a una fonte di carboidrati.

Inoltre, grazie all’elevata concentrazione di BCAA e prolina, risultano estremamente efficaci nei processi di sintesi proteica. Le migliori proteine in polvere, inoltre, favoriscono una risposta anabolica più veloce durante la cosiddetta “finestra anabolica”, il breve lasso di tempo successivo all’allenamento in cui il corpo è più predisposto ad assimilare nutrienti.

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La rapidità di assimilazione è uno dei motivi principali per cui queste proteine sono considerate ideali nel periodo post-allenamento, quando l’organismo ha bisogno di nutrimento rapido per avviare i processi di recupero muscolare. Le proteine idrolizzate sono comunemente reclamate per una più rapida digestione e assorbimento rispetto alle proteine non idrolizzate.

Le proteine idrolizzate sono proposte per ridurre il rischio che l'assunzione delle proteine nella loro forma originale possa scatenare delle allergie (come l'allergia al latte). Oltre a ridurre il rischio di reazioni allergiche le proteine idrolizzate scatenerebbero meno effetti collaterali a livello gastrointestinale rispetto a quelle “intere”. Inoltre sembra che richiedano tempi di digestione più brevi e che quindi mettano più rapidamente a disposizione gli aminoacidi necessari per il recupero dopo l'attività fisica.

Le proteine idrolizzate, oltre a favorire il recupero immediato, possono rappresentare una soluzione adatta per individui con sensibilità digestive o intolleranze alimentari. A volte, le proteine idrolizzate possono essere meglio tollerate rispetto alle forme non idrolizzate poiché sono parzialmente digerite. Le proteine idrolizzate sono consigliate per evitare reazioni allergiche, come ad esempio nel caso delle intolleranze al lattosio. Inoltre, se paragonate a quelle non trattate, provocano minori effetti indesiderati a livello gastrointestinale, avendo una struttura semplificata.

Quando e Come Assumere le Proteine Idrolizzate

Il momento ideale per assumere questo tipo di proteine è immediatamente dopo l’esercizio fisico, quando i muscoli necessitano rapidamente di nutrienti per avviare i meccanismi di recupero e sintesi. Tuttavia, le proteine idrolizzate possono essere utili anche in altri contesti, per esempio nei regimi alimentari per pazienti con problematiche digestive, grazie alla loro elevata biodisponibilità.

L’utilizzo più indicato, oltre che quello post allenamento, è anche nei 30-60 minuti prima della prestazione. Le proteine idrolizzate poichè “pre-digerite” sono quelle che danno meno discomfort gastro-intestinale e che possono, di conseguenza, essere assunte poco prima rispetto all’allenamento (o anche durante nei casi in cui è necessario) senza che la digestione interferisca negativamente sulla prestazione.

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Il modo più facile e tradizionale per assumere le proteine idrolizzate in polvere è quello di utilizzare uno shaker all'interno del quale versare acqua, dopodiché apporre al suo interno il quantitativo ideale, basato sulla propria alimentazione, di polvere per poi miscelare fino al completo scioglimento del prodotto.

Proteine Idrolizzate vs. Altre Proteine: Quali Sono le Differenze?

Quando si entra nel mondo dell’integrazione proteica molto spesso ci si trova a dover rispondere a questa domanda “Qual è la differenza tra proteine isolate e idrolizzate?” unita a molte incertezze. La differenza tra le proteine idrolizzate e gli altri tipi di proteine sta nel processo di produzione con cui vengono realizzate e il tempo di assimilazione.

Ecco una panoramica delle principali differenze:

  • Proteine Isolate: si ottengono attraverso un metodo che permette di separare le proteine dagli altri componenti che ci sono, ad esempio minerali e lattosio. Le proteine isolate vengono prodotte mediante tecniche di purificazione e una volta ultimato tale processo, non subiscono ulteriori modifiche. Mentre per quanto riguarda le funzioni svolte, come il miglioramento del recupero muscolare e il potenziamento dell’anabolismo tissutale, queste rimangono invariate in entrambi i casi. In ultimo presentano tutte e due un elevato valore biologico, che si attesta tra i 150 e i 160.
  • Proteine Concentrate: sono le più comuni e non presentano importanti metodi di produzione.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Le proteine idrolizzate in polvere, come tutti gli integratori, possono avere delle piccole controindicazioni ed effetti collaterali. Le proteine idrolizzate, quando prodotte correttamente e consumate secondo le indicazioni, non dovrebbero provocare danni alla salute. Tuttavia, come per qualsiasi altro integratore o alimento, è importante prestare attenzione alla qualità, alla provenienza e al dosaggio.

Le proteine in polvere fanno male? Che le proteine siano a prescindere un danno per la salute è un mito alimentare ormai sfatato per i soggetti sani - restano invece da tenere sotto controllo, con supervisione medica, in termini di quantità per chi ha problemi renali (nefropatia). Un eccesso di per sè non porta a complicanze, ad esempio è stato visto che in atleti sani con 4 g/kg di proteine (che è un quantitativo molto alto anche per uno sportivo) non ci sono state controindicazioni.

La prima è pensare a cosa succede se dai troppo spazio alle proteine nella tua dieta: a parità di fabbisogno energetico, sicuramente tolgono spazio agli altri macronutrienti, di cui hai comunque bisogno. Bisogna trovare un equilibrio tra i tre macronutrienti per ottimizzarne l’introito, anche perchè mangiarne di più non porta a benefici.

Alternative alle Proteine Idrolizzate

In alternativa o in combinazione, si possono considerare anche altre categorie di proteine:

  • Le proteine isolate, caratterizzate da una purezza superiore al 90% e da un ottimo profilo amminoacidico.
  • Le proteine concentrate, meno raffinate ma comunque valide in termini di apporto proteico.
  • Le proteine a lento rilascio, ideali per fornire un apporto graduale nel tempo.
  • Le proteine vegetali, ottenute da fonti come soia, piselli o riso, adatte a chi segue una dieta plant-based.

Tabella Comparativa delle Proteine

Tipo di Proteina Processo di Produzione Velocità di Assorbimento Purezza Benefici
Proteine Idrolizzate Idrolisi enzimatica Molto rapida Variabile Recupero muscolare veloce, adatte a chi ha problemi digestivi
Proteine Isolate Microfiltrazione, ultrafiltrazione Rapida Alta (oltre 90%) Alto contenuto proteico, basso contenuto di grassi e carboidrati
Proteine Concentrate Filtrazione Media Media (circa 80%) Buon rapporto qualità-prezzo

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