Il formaggio spalmabile è un prodotto industriale di pronto utilizzo, molto amato sia per preparare rapidi spuntini che per arricchire una ricetta. Il più diffuso è certamente il Philadelphia - prodotto dalla multinazionale Mondelēz in stabilimenti localizzati in Francia e in Germania - ma non mancano prodotti analoghi, come quelli firmati Nonno Nanni o Exquisa, oltre che con i marchi dei supermercati.
In commercio troviamo anche vaschette di formaggio spalmabile aromatizzato, come quelle al salmone o alle erbe, versioni light a ridotto contenuto di grassi, versioni senza lattosio o a elevato contenuto proteico. Abbiamo confrontato alcuni di questi formaggi, di marchi noti o con il marchio dei supermercati, considerando anche tre prodotti diversi, ma con le stesse occasioni di consumo: lo Spalmabile classico Valsoia (a base vegetale), una ricotta e una robiola.
Cos'è il Philadelphia?
La Philadelphia è un formaggio spalmabile, prodotto negli Stati Uniti e presente sul mercato alimentare italiano dal 1972. Ad aver prodotto il primo formaggio spalmabile è stato un lattaio newyorkese, William Lawrence, nel 1872, ma solo otto anni dopo gli si da’ il nome di Philadelphia, che diventa un brand di prodotti alimentari.
Oggi, della Philadelphia se ne possono trovare diverse versioni, ma quella “base” contiene latte pastorizzato, crema di latte, sale ed addensanti, come la farina di carrube o l’alginato di sodio.
Valori nutrizionali del Philadelphia
Un etto di questo formaggio contiene 280 calorie, e 27,5 grammi di questa quantità sono grassi, mentre 4,5 grammi sono proteine. In quantità minori sono presente carboidrati (2,7 grammi), fibre (0,1 grammi) e sale (0,75 grammi).
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Philadelphia e dieta chetogenica
Sei agli inizi con la chetogenica? 👨⚕️💬 - Philadelphia è un alimento povero in carboidrati. Per questo, può entrare nella tua dieta chetogenica. 👨⚕️💬 Non troppo favorevole a chi sta cercando di mantenere o perdere peso, questo alimento dovrebbe essere consumato occasionalmente o in piccole quantità. Calcola sempre in anticipo la tua quota giornaliera di calorie per non esagerare. N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.
Philadelphia vegetale: un'alternativa nutriente
Il Philadelphia vegetale, a differenza del classico formaggio spalmabile, è realizzato con ingredienti a base vegetale (farina di mandorle e avena), rendendolo un'opzione adatta per coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana. Questo alimento è caratterizzato da una consistenza cremosa e da un sapore delicato, che lo rendono ideale sia come spalmabile che come ingrediente per piatti salati o dolci.
Valori nutrizionali del Philadelphia vegetale
Una delle ragioni per cui il Philadelphia vegetale è così interessante per la dieta chetogenica è il suo contenuto nutrizionale. In generale, questo alimento è comunque ricco di grassi quasi come il formaggio spalmabile tradizionale. Una porzione da 100 grammi di Philadelphia vegetale tipicamente contiene circa 200 calorie, 21 grammi di grassi, circa 2 grammi di carboidrati e 3 grammi di proteine. Questo profilo nutrizionale è perfettamente allineato con i principi della dieta chetogenica, che enfatizza l'assunzione di grassi sani e la limitazione dei carboidrati.
Benefici del Philadelphia vegetale nella dieta chetogenica
- Soddisfazione e Sazietà: Grazie al suo contenuto di grassi, il Philadelphia vegetale può contribuire a creare una sensazione di sazietà.
- Fonte di Grassi Salutari: I grassi presenti nel Philadelphia vegetale sono principalmente acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, noti per i loro effetti positivi sulla salute del cuore e sulla regolazione del colesterolo.
- Basso Contenuto di Carboidrati: Con il suo contenuto di carboidrati praticamente trascurabile, il Philadelphia vegetale non interferisce con la chetosi.
Ricette chetogeniche con il Philadelphia vegetale
Ecco alcune idee per incorporare il Philadelphia vegetale nella tua dieta chetogenica:
- Salmone con Crema di Philadelphia Vegetale: Spalma il Philadelphia vegetale sul salmone cotto al forno per un tocco cremoso e saporito.
- Insalata di Spinaci e Philadelphia Vegetale: Mescola foglie di spinaci freschi con Philadelphia vegetale, noci pecan e lamponi per un'insalata ricca di nutrienti.
- Avocado Ripieni di Philadelphia Vegetale: Riempi metà di un avocado con Philadelphia vegetale e completa con pepe nero e un filo d'olio d'oliva.
- Crema Dolce con Philadelphia Vegetale: Mescola Philadelphia vegetale con dolcificante naturale e vaniglia per una crema dolce da gustare da sola o come topping su dessert chetogenici.
Come consumare il Philadelphia a dieta?
Quando si è a dieta, è consigliabile limitare il consumo di Philadelphia a circa 30-50 grammi al giorno, preferibilmente scegliendo le versioni light o ridotte in grassi, che contengono meno calorie e grassi saturi.
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Nonostante il suo contenuto calorico, il Philadelphia può offrire benefici a chi è a dieta. Le proteine presenti contribuiscono al senso di sazietà, aiutando a controllare l’appetito e a ridurre il consumo complessivo di cibo. Inoltre, il calcio supporta il metabolismo e la salute ossea.
Il Philadelphia può essere utilizzato in molti modi in un piano alimentare. È ottimo spalmato su una fetta di pane integrale per una colazione nutriente o come ingrediente per arricchire insalate e piatti a base di verdure. Inoltre, può essere impiegato in ricette light, come base per salse leggere o per preparare cheesecake dietetiche.
Alternative al Philadelphia
A formaggi come la Philadelphia, è bene preferirne altri più magri, come la ricotta, i fiocchi di latte, il quark, lo stracchino e la mozzarella light. Invece tra quelli da evitare, soprattutto nelle diete dimagrati, sono il pecorino, l’asiago, il caciocavallo, l’emmental e la gorgonzola.
Formaggi meno calorici:
- Fiocchi di latte
- Ricotta
- Mousse di Latte
- Squacquerone di Romagna DOP
- Casatella
- Mozzarella
- Stracchino
- Raschera
- Mozzarella di latte vaccino
- Formaggio di Castel San Pietro
- Quark
Come abbinare correttamente il formaggio a seconda del pasto
Formaggi a colazione
Per chi è amante della colazione salata i formaggi freschi e quelli stagionati possono essere una buona fonte proteica per iniziare la giornata alternativa al latte o allo yogurt. Hanno un buon effetto saziante.
A pranzo con la rucola e la cipolla
«Le fibre delle verdure e degli ortaggi rallentano l’assorbimento di grassi e zuccheri presenti nel formaggio. Agiscono positivamente sul colesterolo, di cui sono particolarmente ricchi, favorendo l’aumento dei livelli di quello “buono” HDL», dice la nutrizionista Valentina Schirò. «Inoltre, i vegetali forniscono nutrienti utili per ridurre l’assorbimento ed eliminare le sostanze di scarto liberate durante la digestione del pasto. Per potenziare i loro benefici basta aggiungere al piatto di verdure una cipolla, cruda o cotta, che ha un’eccellente azione diuretica».
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A merenda con le noci
Un quadratino di formaggio stagionato abbinato a 2 o 3 gherigli di noci è lo spuntino ideale per ricaricarsi di energia e contrastare la stanchezza nei periodi particolarmente intensi.
A cena con la lattuga e l’avocado
I formaggi stagionati andrebbero evitati a cena soprattutto se si hanno difficoltà ad addormentarsi. Per controbilanciare l'effetto “eccitante” e facilitare il riposo se non si possono evitare la sera l’ideale «è prediligere quelli freschi a minor contenuto di grassi che danno sazietà senza appesantire eccessivamente». L’abbinamento da provare? Ricotta con avocado e lattuga.
Conclusioni
La Philadelphia può avere un posto in una dieta equilibrata, purché consumato con moderazione e nella giusta quantità. Scegliendo le varianti a ridotto contenuto di grassi e facendo attenzione alle porzioni, è possibile godere dei benefici nutrizionali di questo formaggio senza compromettere gli obiettivi di perdita o gestione del peso.