Se sei un nutrizionista e stai pensando di svolgere questa professione come freelance, la domanda che probabilmente ti frulla per la testa è: “Devo aprire partita IVA?” La risposta breve è Sì, se vuoi esercitare la professione in modo autonomo.
In questo contesto culturale, è diventata fondamentale la figura del nutrizionista: un professionista specializzato nelle scienze dell’alimentazione e della nutrizione. L’interesse per il settore alimentare, come avrai potuto constatare, è divenuto sempre maggiore. Con esso anche i problemi legati all’abuso di cibo. Il rapporto con la nostra alimentazione è molto cambiato negli ultimi trent’anni, soprattutto a causa del proliferare di prodotti dal facile consumo. Ciò ha avuto come conseguenza la crescita della richiesta della figura del nutrizionista.
Inoltre, ricorda che la professione di Nutrizionista è regolata da un Albo professionale e in questo caso non è possibile lavorare con prestazione occasionale. Questo a prescindere dal volume del fatturato che pensi di poter generare nell’anno.
Chi è il Nutrizionista?
Prima di addentrarci negli aspetti fiscali e burocratici, è fondamentale chiarire chi può legalmente esercitare la professione di nutrizionista. Spesso, infatti, si fa confusione tra queste figure. Il nutrizionista è un biologo senior regolarmente iscritto all’albo, specializzato in nutrizione umana che può stilare diete per soggetti senza patologie, ma non può effettuare diagnosi e prescrivere farmaci. Può lavorare come libero professionista o come dipendente di enti pubblici.
Il biologo nutrizionista è un laureato in biologia o scienze biologiche con specializzazione in nutrizione. Questa figura professionale può elaborare e determinare piani alimentari personalizzati sia per persone sane che per soggetti con patologie diagnosticate.
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Per diventare biologo nutrizionista e aprire partita IVA sono necessari specifici requisiti formativi.
Esistono, inoltre, altre figure professionali che si occupano di alimentazione:
- Dietista: Professionista sanitario laureato in Dietistica (Laurea Triennale). Elabora, formula, attua e valuta piani dietetici prescritti dal medico. Non può fare diagnosi né prescrivere farmaci. Collabora con altre figure sanitarie.
- Dietologo: È un medico che ha conseguito una laurea in Medicina e Chirurgia seguita da una specializzazione in Scienze dell’Alimentazione. Essendo medico, può prescrivere diete, farmaci ed esami diagnostici. Il percorso prevede laurea in Medicina e specializzazione quadriennale post-laurea.
- Nutrizionista (senza ulteriori specificazioni): Termine generico che a volte viene utilizzato impropriamente. In genere, quando si parla di "nutrizionista" ci si riferisce al biologo nutrizionista.
Tra le informazioni di natura generale, si rammenta che il biologo nutrizionista può elaborare e determinare piani alimentari sia nei confronti di persone sane sia di persone alle quali è stata diagnosticata una patologia, tuttavia, questa operazione potrà essere effettuata solo dopo l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche da parte del medico.
Requisiti per Esercitare la Professione
Prima di concentrarsi sugli aspetti fiscali, occorre ricordare quali sono i requisiti obbligatori per esercitare come biologo nutrizionista. Il Biologo può esercitare l’attività di nutrizionista solo se abilitato all’esercizio della professione ed iscritto alla sez. L’iscrizione all’Ordine conferisce il titolo giuridico per svolgere la professione.
L’iscrizione all’ordine dei Biologi non è consentita ai pubblici impiegati ai quali sia vietato, dagli ordinamenti delle Amministrazioni da cui dipendono, l’esercizio della libera professione. Essi sono, a loro richiesta, iscritti in uno speciale elenco (articolo 2 della Legge n.
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L’attività professionale del Biologo nutrizionista è prevista dall’Art. 3 comma b) della Legge 396/67 e sono riferite al laureato magistrale (iscritto nella Sez. A). Il laureato triennale non può svolgere l’attività di Biologo in campo nutrizionale in quanto le competenze professionali di tale attività sono evidenziate nell’Art.
Il laureato triennale può fornire collaborazione tecnica di supporto per l’attività del Biologo nutrizionista, laureato magistrale (Sez.
Passaggi per Aprire la Partita IVA
L’apertura della partita IVA come nutrizionista richiede il completamento di alcuni passaggi amministrativi essenziali. Il primo passo consiste nella richiesta del numero di partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
- Apertura Partita IVA: In questo modello dovrai indicare una serie di informazioni relative alla tua persona e all’attività che svolgerai, tra cui il Regime fiscale e il Codice Ateco scelto. Per la professione di nutrizionista non è richiesta nessuna iscrizione alla Camera di Commercio, e l’apertura della Partita IVA è gratuita.
- Codice ATECO: Il codice ATECO identifica la tipologia di attività economica svolta e rappresenta un elemento cruciale per la corretta apertura della partita IVA. La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale non solo per l’inquadramento fiscale ma anche per gli adempimenti previdenziali successivi. 86.90.29 - Altre attività paramediche indipendenti ncaSe sei dietista, questo è il codice corretto da utilizzare. Attenzione: anche se sei un biologo nutrizionista, non usare codici generici o riferiti ad altre professioni sanitarie.
- Iscrizione all’Albo Professionale: Prima di poter esercitare la professione, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale di riferimento. L’iscrizione all’Albo comporta il pagamento di una quota annuale e rappresenta un requisito indispensabile per l’esercizio legale della professione.
Regimi Fiscali Disponibili
Uno dei principali dubbi per chi si appresta ad aprire la partita IVA riguarda il regime fiscale da adottare.
- Regime Forfettario: Il regime forfettario costituisce l’opzione fiscale più vantaggiosa per chi inizia l’attività, prevedendo una tassazione agevolata con aliquota fissa al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni per le nuove attività). Il reddito imponibile viene determinato applicando un coefficiente di redditività del 78% al fatturato complessivo. Questo sistema consente di beneficiare di un’imposizione semplificata con un’imposta sostitutiva pari al 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di nuova attività), in sostituzione di IRPEF, addizionali e IRAP. Per i biologi nutrizionisti, il coefficiente di redditività stabilito dall’Agenzia delle Entrate è del 78%.
- Regime Ordinario: Il regime ordinario diventa obbligatorio al superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi annui o per scelta volontaria del professionista. Ad esempio, nel regime ordinario è possibile dedurre spese come l’affitto dello studio, i corsi di aggiornamento, l’acquisto di attrezzature e persino parte delle spese di auto utilizzata per lavoro.
Un altro passo fondamentale nell’apertura della Partita IVA è quello di scegliere il regime fiscale adeguato alla tua professione. Nello specifico, il reddito imponibile su cui è applicata l’imposta viene calcolato esclusivamente a seconda del criterio di cassa, ossia sulla base dei ricavi e compensi percepiti nel periodo.
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Costi Iniziali e Gestione della Partita IVA
Aprire la partita IVA è un passaggio gratuito dal punto di vista amministrativo, in quanto non è previsto alcun costo di apertura presso l’Agenzia delle Entrate.
La prima voce riguarda l’iscrizione alla Cassa di Previdenza ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi), a cui ogni biologo con partita IVA deve obbligatoriamente aderire. L’esercizio della professione di nutrizionista comporta l’obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale di categoria. L’iscrizione all’ENPAB è obbligatoria per tutti i biologi che svolgono attività libero-professionale.
Se sei riconosciuto come Biologo sarà necessario iscriversi all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Biologi), mentre se sei un medico l’iscrizione avverrà presso l’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri).
Accanto a questo, bisogna considerare i costi del commercialista o della consulenza fiscale, soprattutto se non si desidera gestire in autonomia le comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate.
Contribuzione ENPAB
L’ambito contributivo ENPAB prevede un versamento di contributi minimi che dovranno essere sostenuti a prescindere dal fatturato del professionista, e di un contributo integrativo che corrisponde al 4% su ogni fattura emessa.
I contributi che versiamo all'ENPAB sono il contributo soggettivo (che è quel 14%), il contributo integrativo (che è quel 4%) e il contributo di maternità (che è pari a poco più di 100 euro) Queste tre quote, come dicevo, hanno dei minimi che tutti devono rispettare e concorrono a formare quei circa 1300 euro l'anno che l'ENPAB ci chiede fissi. Questi 1300 euro si pagano in due rate (salvo rateizzi), una a fine aprile e una a fine giugno e si riferiscono all'anno in corso. A fine luglio/inizio agosto dobbiamo fare una dichiarazione dei redditi nell'area riservata dell'ENPAB e se, come è probabile, il 14% del tuo reddito e il 4% del tuo fatturato supereranno le quote minime di quest'anno, a settembre e dicembre del prossimo anno arrivano altri MAV di conguaglio, il cui valore è proporzionale al tuo fatturato, quindi non prevedibile da me ora.
Assicurazione Professionale
Dal 2014, tutti i professionisti sanitari, inclusi i nutrizionisti, hanno l’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa per la responsabilità civile professionale.
Ai fini di una copertura generale, si raccomanda inoltre al professionista di valutare un’ulteriore copertura di polizza che garantisca dai rischi da responsabilità civile, diversi da quelli evidentemente correlati alla condotta professionale.
Esempio Pratico e Considerazioni Finali
Per darti un’idea più concreta, consideriamo un esempio pratico. Supponiamo che tu, come nutrizionista, riesca a fatturare 26.000 euro in un anno. Con il regime forfettario, pagherai le tasse solo sul 78% di questo importo, che rappresenta il tuo reddito imponibile. Quindi, su un fatturato di 26.000 euro, il reddito imponibile sarà di 20.280 euro.
La scelta della partita IVA e del regime fiscale è una decisione che deve essere fatta con attenzione, possibilmente con il supporto di un commercialista esperto in professioni sanitarie. Aprire la partita IVA non significa solo iniziare a fatturare, ma soprattutto costruire un percorso di crescita professionale.
Diventare biologo nutrizionista e aprire la partita IVA rappresenta un vero e proprio investimento sul proprio futuro. Il regime forfettario si conferma la scelta migliore per i primi anni di attività, grazie a imposte ridotte e burocrazia semplificata.
Costi Stimati per Avviare uno Studio Nutrizionista
Il costo iniziale totale necessario per aprire uno studio di nutrizione sarà di circa 23.930€.
Per aprire uno studio di nutrizione e dietetica è necessario contare con un locale nel quale si faranno le visite.
- Sala di trattamento: questa può essere separata da un paravento o stanza a parte.
Il sistema di di condizionamento del locale sarà tanto esterno come interno. Il costo per installare un sistema di condizionamento nel locale è di circa 15.800€. Questa cifra dipenderà dalla grandezza del locale e delle condizioni nelle quali questo si trova. Il costo del mobilio e dell'arredamento di tutto il locale è di 3.500€. Questo prezzo può aumentare se scegli una qualità molto elevata.
Per sviluppare l'attività dello studio nutrizionale è necessario contare con del materiale d'ufficio ( desarrollar la actividad de la consulta es necesario contar con materiales de oficina (schedari, carta, penne, ecc.). Inoltre, sarà anche necessario avere bendaggi, guanti, carta per lettino, ecc.
L'inversione inziale totale necessaria per aprire uno studio di nutrizione sarà di 23.930€ approsimatamante.
L'inversione iniziale può spaventare inizialmente, però ci sono molti modi per ottenere un aiuto e non farti carico dell'intero importo da solo. Prima di tutto devi tenere in conto la percentuale di finanziamento proprio e della percentuale che sarà di debito con terzi.
La principale fonte di finanziamento a cui si rivolgono gli imprenditori per aprire uno studio di nutrizione è la famiglia e amici. Puoi chiedere che apportino un piccolo capitale al tuo negozio.
Per finanziare e aprire uno studio di nutrizione esistono anche aiuti e sussidi che offrono organismi pubblici per fomentare la creazione di imprese e impiego. Gli aiuti ad imprese cambiano tutti gli anni per quanto riguarda quantità e condizioni.
| Costo | Importo Stimato |
|---|---|
| Sistema di condizionamento | 15.800€ |
| Mobilio e arredamento | 3.500€ |
| Materiale d'ufficio e sanitario | Variabile |
| Totale Iniziale Stimato | 23.930€ |
Riferimenti Utili
Ecco alcuni riferimenti utili per approfondire:
- INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione)
- ABNI (Associazione biologi nutrizionisti italiani)
- ASPENI (Associazione professionale etologi e nutrizionisti italiani)
- ONB (Ordine nazionale biologi)
La gestione di una Partita IVA comporta una serie di obblighi che possono risultare complessi e dispendiosi in termini di tempo. Affidarsi a un consulente fiscale può rappresentare un grande vantaggio.