Dieta Chetogenica: Quanto Tempo Seguirla?

Come visto nei capitoli introduttivi Dieta chetogenica: cos’è e Dieta chetogenica: quali benefici apporta e quali alimenti sono ammessi, la dieta chetogenica consiste in un rigido regime alimentare che riduce drasticamente l’assunzione di carboidrati mentre apporta quantitativi elevati di grassi e di proteine, ma per quanto tempo deve essere portata avanti?

La Fisiologia della Dieta Chetogenica

La premessa su cui si basa la dieta chetogenica è la capacità del nostro organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità di carboidrati venga notevolmente ridotta. L’organismo umano dispone di diverse forme di accumulo di riserve delle quali la più consistente è quella rappresentata dal tessuto adiposo, che in un individuo medio del peso di 70 kg, può ammontare a circa 15 kg, mentre le scorte di carboidrati ammontano a poco meno di mezzo kg. È evidente che le riserve di zuccheri possono garantire energia per periodi di tempo molto limitati, mentre i grassi rappresentano una riserva quasi illimitata di energia. I tessuti ricevono energia in proporzione all’effettiva disponibilità di substrati nel sangue.

Quando il glucosio è presente in quantità sufficiente allora risulta essere la sorgente di energia preferita da parte della maggior parte dei tessuti del corpo. La restrizione severa dell’apporto di carboidrati, attraverso l’azione su ormoni quali insulina e glucagone, promuove la mobilitazione di lipidi dai tessuti di riserva e la loro utilizzazione a scopo energetico. Vista la scarsità di glucosio l’acetilCoA presente viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici, sostanze dai nomi complessi come acetone, acetoacetato e acido β-idrossibutirrico, che divengono carburante d’elezione per le cellule del Sistema Nervoso Centrale.

L’effetto di risparmio delle riserve proteiche potrebbe avvenire attraverso diversi meccanismi: l’uso di proteine è rilevante nei primi giorni della dieta, ma man mano che l’organismo comincia ad utilizzare in maniera preponderante acidi grassi liberi e chetoni per le proprie esigenze energetiche la richiesta di glucosio cala drasticamente, accompagnata della riduzione dell’uso di aminoacidi a scopo energetico. I chetoni in eccesso, non utilizzati a livello dei tessuti, vengono eliminati attraverso la respirazione in forma di acetone - che impartisce il caratteristico fiato acetosico - e tramite le urine, dove l’eccesso di acidità è tamponato da contemporanea eliminazione di sodio, potassio e magnesio: l’aumentata escrezione di sali è un fatto di cui tenere conto durante una dieta di questo tipo.

La chetosi determina modifiche nella concentrazione di diversi ormoni e nutrienti, tra cui grelina, amilina e leptina e, ovviamente, dei corpi chetonici stessi. È probabilmente attraverso queste variazioni che viene a determinarsi uno degli effetti più rilevanti della dieta chetogenica: la riduzione o la totale scomparsa della sensazione di fame che è tipica della chetosi profonda, indubbiamente una situazione che meglio aiuta a sopportare le rigorose restrizioni alimentari di questa dieta. Durante la dieta chetogenica ci si può facilmente accorgere del raggiungimento dello stato di chetosi da sintomi come: bocca asciutta e sete, aumento della diuresi per eliminare l’eccesso di corpi chetonici, alito e/o sudore acetonico, riduzione dell’appetito e spossatezza.

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Per coloro che vogliono monitorare il livello dei chetoni è possibile utilizzare delle strisce reattive (ketosticks) che rilevano i corpi chetonici nelle urine: è sufficiente posizionarle sotto il flusso e in pochi secondi si coloreranno a seconda dello stato di chetosi. Il metodo comunque più preciso sono le analisi del sangue.

Quando è Indicata la Dieta Chetogenica?

Una delle applicazioni classiche della dieta chetogenica è il trattamento dell’obesità severa in soggetti accuratamente selezionati: i vantaggi sono rilevanti, per la rapidità dei risultati che accresce notevolmente la motivazione, per la riduzione della sensazione di fame tipica della chetosi, per l’effetto di risparmio sul tessuto muscolare e per la maggior aderenza al piano alimentare che risulta in genere molto facile da seguire. La dieta chetogenica si presta anche alla realizzazione di programmi commerciali di dimagrimento: è fondamentale in questo caso che il soggetto sia seguito da un team esperto che comprenda medico e nutrizionista per gestire dieta e dimagrimento senza rischio alcuno per il paziente.

Altro importante ambito d’applicazione è quello legato alla preparazione di soggetti candidati a chirurgia bariatrica e al trattamento di soggetti che richiedano un rapido calo di peso nella preparazione ad interventi chirurgici o nel trattamento di patologie osteo-articolari in cui il peso corporeo abbia un ruolo determinante. Alcuni studi preliminari indicano un possibile ruolo della dieta chetogenica nel trattamento di patologie del sistema nervoso come Parkinson, grazie ad una riduzione dei danni ossidativi a carico delle cellule del SNC, e Alzheimer, grazie alla capacità dei corpi chetonici di ridurre il danno cellulare. Studi molto promettenti sono quelli riguardanti l’applicazione della dieta chetogenica nel trattamento della sindrome metabolica, dell’iperglicemia, del diabete e della steatosi non alcolica del fegato, con miglioramenti rilevanti nel quadro clinico dei pazienti trattati.

Come Impostare una Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica si basa sullo sbilanciamento nutrizionale a favore dei grassi, allo scopo di spingere l’organismo a utilizzare quelli forniti con la dieta e quelli accumulati; ciò farà sì che il nostro organismo, in assenza della comune fonte di zuccheri, produca chetoni che vengono utilizzati per ricavare l’energia necessaria alle attività e alla sopravvivenza dell’organismo. riduzione dell’apporto giornaliero di carboidrati al di sotto dei 30 g al giorno. Il contributo proteico, al contrario di quanto comunemente si crede, viene mantenuto su valori di poco superiori a quanto indicato nelle linee guida, valori che oscillano intorno a 1-1,5 g per kg di peso corporeo, attestandosi intorno ai 50/120 grammi giornalieri a seconda delle caratteristiche del paziente.

Ovviamente le proteine devono provenire da alimenti di buona qualità: sono quindi favoriti pesce, carne, uova e yogurt, quest’ultimo in quantità limitate. L’apporto di grassi dovrebbe essere tale da garantire l’apporto calorico desiderato per il soggetto, con netta predilezione per cibi ricchi di grassi insaturi di buona qualità come olio extravergine di oliva, frutta oleosa secca e pesce. Il consumo di verdure a ridotto contenuto di zuccheri è permesso in quantità libera, mentre per verdure con un contenuto di carboidrati più elevato è previsto un tetto alle porzioni da consumare, tra i 100 e i 200g. A meno che non venga utilizzata per il trattamento di specifiche patologie, la dieta chetogenica non può essere protratta indefinitamente nel tempo: la maggior parte degli studi suggerisce che un piano alimentare chetogenico mirato al dimagrimento debba essere utilizzato per un periodo di 8/12 settimane.

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Durata della Dieta Chetogenica

Questo regime alimentare, proprio per la sintomatologia che comporta, non può essere prolungato nel tempo. Non. Una dieta chetogenica non può essere protratta per uno o più anni, ma deve essere limitata a un periodo che varia dalle tre o quattro settimane fino ai tre mesi. La dieta keto non può essere effettuata per più di 3 settimane consecutive, è necessario intervallarla con periodi di dieta mediterranea relativamente lunghi con una particolare attenzione alla reintroduzione degli zuccheri.

La durata raccomandata per seguire una dieta chetogenica può variare notevolmente da persona a persona e dipende da diversi fattori, tra cui l'obiettivo della dieta, lo stato di salute generale e la risposta individuale del corpo alla chetosi. Se l'obiettivo principale è la perdita di peso, molte persone seguono una dieta keto per un periodo limitato, solitamente da due a sei mesi. In definitiva, la durata della dieta chetogenica dipende dagli obiettivi personali e dalle circostanze individuali. Mentre alcuni possono seguire una dieta cheto per pochi mesi per perdere peso, altri possono optare per un approccio a lungo termine per migliorare la salute metabolica.

Reintroduzione dei Carboidrati

Alla fine di questo piano alimentare deve seguire una lenta e progressiva reintroduzione guidata dei carboidrati fino ad arrivare ad una completa e bilanciata dieta mediterranea. Quando si segue un regime alimentare infatti, la difficoltà è senza dubbio all’inizio in quanto l’organismo deve abituarsi al cambiamento ma ancora più difficile è poi mantenere il giusto peso nel tempo. La reintroduzione dei carboidrati deve essere graduale poiché, durante il regime chetogenico si assumono poche calorie e l’insulina viene scarsamente stimolata. Questo ormone deve riequilibrarsi lentamente per essere secreto in dosi ottimali, dipendenti dal tipo di alimento ingerito.

Questa fase di transizione di norma ha una durata pari al periodo di dieta chetogenica: ad esempio, se la keto diet è durata 10 settimane, la transizione verso il reinserimento dei carboidrati durerà 10 settimane, suddivise in 5 tappe da 2 settimane ognuna. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che più la fase di transizione è lunga, più i risultati saranno duraturi in quanto il carico glicemico è minore. È possibile perdere un po’ di peso durante la fase di transizione in quanto l’apporto di carboidrati è ancora sotto la norma; tuttavia, aumenti fino a 2 kg possono verificarsi durante la reintroduzione dei carboidrati ma non devono assolutamente spaventare. Infatti, non si tratta di grasso poiché agli atomi di carbonio che compongono i carboidrati sono legati due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, H2O ovvero acqua.

Durante la dieta chetogenica i corpi chetonici riducono l’appetito mentre nella transizione è fisiologico cominciare ad avvertire il senso di fame; in questo momento è fondamentale non cedere alla tentazione di mangiare cibi confezionati e optare piuttosto per merende a base di frutta o verdura fibrosa.

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Esempio di Piano Alimentare

Le seguenti tabelle hanno il solo scopo esemplificativo e non costituisce un protocollo da adottare da soli in quanto solo il medico può prescrivere il miglior programma personalizzato in base al sesso, all’età e alle specifiche esigenze. Questo piano alimentare apporta circa 1200-1300 Kcal ed è ideale in caso di moderato sovrappeso e scarsa attività fisica con ipercolesterolemia ed elevati livelli di trigliceridi. Nei giorni in cui sono previsti pasti a base di piccoli quantitativi di carboidrati (pane e pasta) costituiscono la fase di ricarica.

Pasto Esempio
Pranzo 200 g di trota al forno con spinaci condita con 1 cucchiaio di olio e.v.o.
Cena 150 grammi di affettato, pane di segale (max 40-50 g) e insalata mista a scelta.
Alternativa 150 g di hamburger di carne (o 200 g di pesce) alle erbe condito con formaggio e funghi.
Alternativa 150 g di braciola di maiale con fagiolini saltati in olio di cocco.
Alternativa 150 g di polpette con contorno di zucchine, fagiolini e parmigiano.
Alternativa Lattuga condita con 1 cucchiaio di olio e.v.o.
Alternativa 150 g di pollo al curry con 1 cucchiaio di olio e.v. o 150 g di pollo con 20 g di mandorle.
Alternativa Insalata con pomodoro, sedano e finocchi con 100 g di tonno sottolio e 50 g di gamberetti.

La Storia della Dieta Chetogenica

Come già detto, la dieta chetogenica è un protocollo medico in quanto utilizzata nella storia come dieta “terapeutica”. Il suo impiego in medicina risale infatti agli anni ’20 del 900 nel trattamento dell’epilessia pediatrica refrattaria ai farmaci in seguito agli studi condotti dal Dr. Russell Wilder e dal Dr. Peterman della Mayo Clinic. Già ai tempi di Ippocrate, padre della medicina (400 a.C) un’alimentazione simile consentiva di ridurre le convulsioni. L’elevato livello di corpi chetonici nel sangue dei bambini riduceva infatti gli attacchi epilettici.

Inoltre, in circa la metà dei bambini e dei giovani affetti da tale patologia, le crisi si sono dimezzate, con un effetto che persisteva anche dopo l’interruzione di questo regime alimentare. La dieta chetogenica ha poi fatto la sua comparsa ufficiale all’inizio degli anni ’70 per la cura dell’obesità in tutto il mondo grazie agli studi pionieristici del Prof. Blackburn dell’Università di Harvard. Nel 1993 la prestigiosa rivista Journal of the American Medical Association (JAMA) ha certificato il riconoscimento del protocollo da parte del National Institute of Health (NIH); milioni di persone sono state trattate con successo e in diversi paesi sono state promossi programmi governativi e campagne di prevenzione e cura delle patologie metaboliche. Anche in Italia, l’ADI (Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) ha inserito nel 2014 al dieta chetogenica come protocollo terapeutico per l’obesità.

Considerazioni Importanti

Se si ha la necessità di intraprendere la dieta chetogenica è opportuno farsi visitare da un medico per valutare da un punto di vista clinico i pro e i contro e soprattutto per farsi prescrivere il regime più adatto. Per coloro che praticano attività fisica intensa è fondamentale farsi seguire non solo dal medico ma anche da un preparatore atletico esperto per evitare i pericoli che questa dieta può comportare quando associata ad attività fisica agonistica. Il movimento e gli sforzi muscolari prolungati infatti aumentano la richiesta di glucosio stimolando pertanto una produzione eccessiva e pericolosa di corpi chetonici. Bisogna tenere presente soprattutto che mangiare è uno dei più grandi piaceri della vita e la dieta chetogenica, a lungo andare, contribuisce a smorzare questo piacere.

Durante il percorso della dieta è importante che il paziente venga rieducato ad alimentarsi correttamente, adottando uno stile di vita sano; solo così è possibile avere una buona qualità della vita, vivere più a lungo ed in salute, senza rinunciare al buon cibo. Non servono sforzi eccessivi, basta solo adeguare ciò che si mangia a ciò che si consuma.

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