La dieta del gruppo sanguigno è un regime alimentare che si basa sulla teoria che ogni gruppo sanguigno richieda un'alimentazione specifica per mantenere uno stato di salute ottimale. Questo approccio dietetico è stato proposto per la prima volta dal naturopata e autore Peter J. D'Adamo.
I Principi della Dieta del Gruppo Sanguigno
D'Adamo e il dottor Mozzi propongono una dieta basata sullo specifico gruppo sanguigno dell’individuo. Il naturopata propone di fare riferimento al proprio gruppo sanguigno che sarebbe l’espressione dell’adattamento di quel determinato soggetto all’alimentazione umana. L’idea fondante del naturopata è che i gruppi sanguigni si sono comparsi in successione e si sono evoluti durante la storia umana, in funzione anche dei cambiamenti legati allo stile alimentare dei nostri antenati.
In breve, secondo la dieta dei gruppi sanguigni, proposta per la prima volta ormai oltre 20 anni fa, ciascuna persona dovrebbe scegliere cosa portare in tavola in base al proprio gruppo sanguigno: A, B, 0 o AB. Secondo D’Adamo i gruppi sanguigni si sarebbero evoluti in risposta alle differenti diete che l’uomo ha avuto nel corso della sua storia.
Secondo quanto sostengono i fautori della dieta lanciata da D’Adamo, i diversi antigeni presenti sulla superficie dei globuli rossi del sangue, e scoperti anche nell’intestino, sarebbero espressione dell’evoluzione umana e responsabili della diversa capacità di digerire i vari alimenti da parte di un individuo. Ciascuno di noi dovrebbe quindi mangiare tenendo conto di questo fattore, per poter ottenere maggiori benefici dal cibo e vivere in salute e più a lungo.
I Gruppi Sanguigni e le Raccomandazioni Dietetiche
Ciò che propone la dieta dei gruppi sanguigni illustrata da D'Adamo è piuttosto semplice. La dieta dei gruppi sanguigni, infatti, si basa sul sistema di classificazione del sangue ABO.
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- Gruppo 0: Gruppo 0 è quello più antico di tutti, tipico di quegli individui cacciatori-raccoglitori. Dunque, la dieta per chi ha questo gruppo sanguigno si basa su un elevato consumo di carne, pesce e pollame, e alcuni tipi di frutta e verdura. “Le persone con gruppo sanguigno di tipo 0 stanno bene seguendo una dieta ricca di proteine animali e un programma di attività fisica intensa (…) non tollerano bene i prodotti caseari e i cereali”.
- Gruppo A: Gruppo A è il gruppo sviluppatosi nel Neolitico, quando l’uomo diventa sedentario e affianca l’agricoltura, alla caccia e pesca. L’alimentazione ottimale secondo Peter D’Adamo e Piero Mozzi, per gli individui appartenenti al gruppo A, consiste in una dieta povera di proteine animali dove la carne e i latticini sono ridotti al minimo o aboliti e sostituiti principalmente dai legumi, dal tofu, dalla frutta secca. Solo le uova e il pesce sono ben accetti per quanto riguarda le proteine animali. “Le persone di tipo A si sentono meglio seguendo una dieta vegetariana, un’eredità tramandata dai loro antenati che erano diventati stanziali, contadini e poco aggressivi. Per molti aspetti, il metabolismo del tipo A è l’esatto opposto di quello del tipo 0”.
- Gruppo B: Gruppo B è il gruppo delle popolazioni nomadi, dedite soprattutto alla pastorizia. Per questo gruppo sanguigno la dieta ottimale è a base di carne - ad eccezione di suini e pollame -, prodotti caseari e verdure. Come possiamo vedere, il tipo B è quello più “capace di adattarsi” e, dunque, sono pochi i cibi che deve evitare, o meglio, sono poche le categorie di cibo a cui deve fare attenzione. Consumare latte e latticini. Limitare i prodotti a base di frumento e granoturco.
- Gruppo AB: Secondo D'Adamo il tipo AB rappresenta un “misto” tra i gruppi A e B in quanto è comparso circa un migliaio di anni fa (è il gruppo più recente), in Europa, a seguito della mescolanza di popolazioni diverse, nel corso delle invasioni barbariche. Dal punto di vista della dieta, possiamo vedere che le fonti proteiche preferibili da consumare sono pesce e legumi, mentre carne e anche latticini devono essere limitati molto. Consumare pesce e frutti di mare in abbondanza. Ridurre i prodotti a base di farina di frumento in caso di obesità e sovrappeso. Limitare il consumo di pasta a 1-2 volte a settimana.
Altre Indicazioni Dietetiche
Altre indicazioni dietetiche “strambe”, che però ognuno di noi si dovrebbe aspettare da una dieta che ha le basi sull’igienismo e la naturopatia, è il bere poco durante i pasti (meglio bere prima dei pasti o dopo una o due ora). Da utilizzare come spuntino, da sole o abbinate a proteine o semi oleosi. Da consumare a colazione o a pranzo ma in quantità moderate. Consumare frutta e verdura in abbondanza.
Le Lectine e il Sistema Immunitario
A collegare cibo e sistema immunitario sono le lectine, un gruppo di proteine presenti nei legumi soprattutto e leganti specifici carboidrati, che agiscono come agglutinine. Non è così. Le lectine tendono a reagire in modo simile, indipendentemente dal gruppo sanguigno.
Quanto è Attendibile la Dieta del Gruppo Sanguigno?
La dieta dei gruppi sanguigni è ampiamente considerata inattendibile dalla comunità scientifica. In una revisione sistematica della letteratura, pubblicata nel 2013 sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, gli autori concludono che “non esistono prove fattuali a sostegno dei presunti benefici della dieta dei gruppi sanguigni sulla salute”. Questa, è l’unica revisione sistematica della letteratura effettuata sull’argomento, e ritengo che chiunque volesse parlare della dieta dei gruppi sanguigni, dovrebbe quanto meno dare un’occhiata a questa ricerca prima di rischiare di fare disinformazione.
Bisogna precisare, però, che di tutti gli studi inizialmente presi in considerazione dai ricercatori solo uno ha dimostrato di avere le carte in regola in termini di qualità per essere incluso nell’analisi finale. L’anno successivo, i risultati di uno studio condotto su quasi 1.500 persone, pubblicati sulla rivista Plos One, hanno portato più o meno alle stesse conclusioni: seguendo un regime alimentare in base a un determinato gruppo sanguigno si possono avere benefici per la salute in realtà indipendenti dal gruppo sanguigno stesso.
In altre parole, gli autori hanno osservato che, per esempio, seguire una dieta ricca di frutta e verdura (quella consigliata alle persone di gruppo A) riduce i fattori di rischio cardio-metabolici, ma il miglioramento si osserva anche se chi segue questa dieta appartiene al gruppo B o a qualsiasi altro gruppo. “I nostri risultati suggeriscono che la teoria alla base di questa dieta non sia valida” hanno concluso gli autori dell’articolo.
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Infine i risultati pubblicati nel 2021 sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics hanno dimostrato che il gruppo sanguigno non è associato agli effetti di una dieta a base vegetale sul peso e il grasso corporeo, sui livelli di lipidi nel sangue o sul controllo glicemico (cioè dei livelli di zucchero nel sangue).
Critiche alla Dieta del Gruppo Sanguigno
Una delle prime critiche alla dieta proposta da D’Adamo riguarda l’evoluzione dei gruppi sanguigni. Il gruppo 0, infatti, è caratterizzato da un particolare gene che codifica una proteina difettosa. Difatti, la troviamo in molte specie animali, rane comprese, ma non nei pesci. Il gruppo 0, dunque, è il più recente, originatosi da una mutazione degli alleli A e B. Alla comparsa del genere umano, quindi, c’erano già tutti i gruppi sanguigni.
Una seconda critica ha a che fare con il presunto legame tra gruppo sanguigno e malattie. Diversi lavori scientifici avrebbero dimostrato nel corso degli anni una diversa suscettibilità dei soggetti con specifico gruppo sanguigno a una serie di patologie. Ad oggi tutti gli studi che hanno indagato sul ruolo del gruppo sanguigno nella dieta sono concordi.
Benefici Indipendenti dal Gruppo Sanguigno
Se davvero la dieta dei gruppi sanguigni è inattendibile, come mai molte persone che la seguono dichiarano di stare bene e anche gli studi clinici dimostrano che seguire un regime progettato per un certo gruppo migliora in effetti molti parametri di salute? La risposta è molto semplice. Chi decide di seguire la dieta dei gruppi sanguigni, a qualunque gruppo appartenga il proprio sangue, spesso modifica la dieta quotidiana dando un taglio netto a zuccheri e prodotti lavorati, cereali raffinati e cibi grassi e aumentando il consumo di frutta e verdura o la varietà degli alimenti portati in tavola.
Ma queste, a ben vedere, sono le regole dell’alimentazione sana ed equilibrata che gli esperti consigliano a tutta la popolazione per migliorare la propria salute e invecchiare bene, tenendo alla larga sovrappeso, obesità e molte altre patologie croniche che con l’alimentazione hanno un legame stretto, incluso il cancro.
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L'Importanza dei Gruppi Sanguigni per la Salute
Sull’importanza dei gruppi sanguigni per la salute non ci sono dubbi, ma in un altro campo rispetto all’alimentazione. Le trasfusioni di sangue salvano tante vite, a patto che il sangue del donatore e quello del ricevente siano compatibili: in caso contrario l’organismo può avere reazioni gravi e anche fatali. Conoscere il proprio gruppo sanguigno è importante anche quando si diventa genitori, per essere certi che il gruppo della madre e quello del bambino siano compatibili (in caso contrario i medici possono prendere le dovute precauzioni per evitare che insorgano problemi alla nascita).
Ci sono anche studi che associano un particolare gruppo sanguigno a determinate caratteristiche fisiopatologiche o al rischio di sviluppare alcune malattie. Non vi sono invece studi sul ruolo del gruppo sanguigno nella dieta.
Peraltro, il sistema di classificazione del sangue AB0, che identifica appunto 4 gruppi sanguigni differenti in base a specifiche molecole presenti sulla superficie delle cellule del sangue, è il più conosciuto, ma non è l’unico. Esiste anche il fattore Rh, caratterizzato inizialmente in una scimmia chiamata Rhesus (da cui la sigla Rh), che può essere espresso (Rh+) o non espresso (Rh-) sul globulo rosso e che può anch’esso dare problemi di compatibilità.
Il gruppo sanguigno è determinato da geni che si ereditano dai genitori e sono una caratteristica immutabile nel corso della vita di ciascun individuo (a meno di un trapianto di midollo osseo da donatore con gruppo sanguigno differente). Studi di nutrigenomica e (la scienza che studia il rapporto fra genoma e dieta) e di nutrigenetica (la scienza che valuta in quale modo i geni di ognuno di noi reagiscono alle molecole presenti nei cibi) hanno mostrato che il cibo che mangiamo può avere molteplici effetti sul DNA, ma ridurre tutte le variabili sul tema ai 4 gruppi sanguigni è limitato e fuorviante.
Le caratteristiche individuali che possono influenzare la nostra relazione con gli alimenti sono innumerevoli e non hanno un alcun collegamento con il gruppo sanguigno.
Oggi la dieta dei gruppi sanguigni è considerata inattendibile dalla medicina e i benefici per la salute che da essa deriverebbero non sono stati confermati in studi clinici. In particolare gli esperti sottolineano che mancano in letteratura dimostrazioni chiare delle basi scientifiche della dieta in questione. In altre parole, le teorie di Eat Right 4 Your Type non sono sostenute da solidi risultati sottoposti al giudizio della comunità scientifica con il metodo cosiddetto della revisione tra pari (peer review).
Tabella Riassuntiva delle Raccomandazioni Dietetiche
La seguente tabella riassume le raccomandazioni dietetiche per ciascun gruppo sanguigno secondo la dieta di D'Adamo:
| Gruppo Sanguigno | Alimenti Consigliati | Alimenti da Limitare/Evitare |
|---|---|---|
| 0 | Carne magra, pesce, verdure | Cereali, latticini, legumi |
| A | Verdure, cereali integrali, frutta, proteine vegetali | Carne rossa, latticini |
| B | Carne magra, latticini, pesce, frutta e verdura | Cereali raffinati, pollo, lenticchie |
| AB | Pesce, legumi, uova, verdure a foglia verde, latticini leggeri | Carne rossa, pollo, frumento, mais, grano saraceno |