Ripartitori di Calore: Funzionamento e Normativa

I ripartitori di calore sono dispositivi che consentono di monitorare e contabilizzare il calore erogato da ciascun radiatore, giocando un ruolo chiave in termini di efficienza energetica all’interno delle abitazioni. La loro funzione principale è quella di misurare l’energia termica consumata in ogni unità abitativa o in una determinata stanza, permettendo di impostare un livello di riscaldamento più preciso, personalizzato ed economico.

Normativa di Riferimento

La contabilizzazione del calore è un prerequisito per l’efficienza energetica residenziale, spinta esplicitamente dall’Unione europea. Dal punto di vista normativo, la contabilizzazione del calore è regolata dal decreto legislativo n. 73 (GU Serie Generale n.175 del 14-07-2020) di modifica del decreto legislativo n. 102 del 2014, in coerenza con quanto disposto dall’art. 9.

La novità è prevista dalla Direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. L’articolo che riguarda questo settore è il numero nove, in dettaglio io 9 quater. Ridurre gli sprechi energetici è un obiettivo prioritario dell’Unione. Nel 2012 il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, divenuta l’atto più rilevante su questo tema per tutti i Paesi dell’Unione.

La Direttiva afferma che l’Unione si trova di fronte a sfide senza precedenti, determinate da una grande dipendenza dalle importazioni di energia, dalla scarsità di risorse energetiche e dalla necessità di superare la crisi economica. Nella Direttiva la contabilizzazione individuale del calore è trattata all’articolo 9 (“Misurazione”): “Nei condomìni e negli edifici polifunzionali, riforniti da una fonte di riscaldamento/raffreddamento centrale o da una rete di teleriscaldamento, sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità, se tecnicamente possibile ed efficiente in termini di costi.

Nel nostro Paese il recepimento (tardivo) della Direttiva Europea è avvenuto nel luglio 2014 con l’approvazione del Decreto Legislativo n. 102, in cui viene confermata la data del 31.12.2016 quale termine ultimo per l’installazione dei dispositivi di contabilizzazione del calore, nonostante l’applicazione delle sanzioni sia stata sospesa fino al 1.1.2017.

Leggi anche: Normativa Ripartitori Condominio

Principali normative di riferimento:

  • Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica
  • Legge n. 10 del 1991 in materia di uso razionale dell’energia
  • D.P.R. n. 412 del 1993 sulle norme di progettazione, realizzazione, conduzione impianti termici
  • D.P.R. n. 551 del 1999 che modifica il D.P.R. 412/1993
  • D.P.R. n. 74 del 2013 sui criteri generali in materia di impianti termici
  • D.P.R. n. 59 del 2009 sull’attuazione della direttiva 2002/91/CE
  • D.Lgs. n. 102 del 2014 sull’attuazione della direttiva 2012/27/UE

Norme tecniche:

  • UNI EN 834:2013 Ripartitori dei costi di riscaldamento per la determinazione del consumo dei radiatori
  • UNI EN 442-1:2015 Radiatori e convettori - Specifiche tecniche e requisiti
  • UNI EN 1434:2007 Contatori di calore
  • UNI 10200:2015 Impianti termici centralizzati di climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria - Criteri di ripartizione delle spese

Come Funzionano i Ripartitori di Calore

Il ripartitore dei costi del calore è uno strumento elettronico sofisticato che registra nella sua memoria le unità di consumo: il calore emesso dal radiatore su cui è installato è funzione della potenza termica e il ripartitore registra le variazioni di temperatura superficiale. La procedura di programmazione consiste nell’impostazione di un valore di scala coerente con la potenza del radiatore in questione.

Anche la posizione del ripartitore sul radiatore è operazione di fondamentale importanza: il dispositivo deve infatti poter rilevare con precisione la temperatura media della superficie del radiatore. La posizione verticale raccomandata, invece, è tra il 66 e il 75% dell’altezza, misurando dalla parte bassa del radiatore.

Funzionamento del riscaldamento centralizzato con contacalorie:

  1. Installazione: All’interno di ogni unità abitativa, vengono installati i contacalorie, o contabilizzatori di calore, collegati ai radiatori o ai termosifoni per misurare la quantità di calore emessa da ciascun impianto di riscaldamento.
  2. Misurazione: I contacalorie misurano in modo puntuale il calore emesso da ogni radiatore attraverso sensori di temperatura che rilevano la differenza termica tra l’aria circostante e il corpo riscaldante del termosifone.
  3. Trasmissione dati: I dati raccolti dai contacalorie vengono periodicamente trasmessi a un sistema centrale di contabilizzazione del calore. I dati provenienti dai contacalorie di tutto il complesso residenziale vengono elaborati e memorizzati. L’elaborazione comprende il calcolo dei consumi energetici di ciascuna unità abitativa in termini di kilowattora.
  4. Fatturazione: La gestione centralizzata dei dati permette di stabilire in modo preciso la quantità di calore consumato da ciascun appartamento. Ciò facilita interventi di manutenzione preventiva e il funzionamento ottimale del sistema nel tempo.

Lettura dell’Energia Consumata

La lettura dell’energia consumata nei sistemi di riscaldamento con contacalorie è un processo cruciale per una gestione efficace e trasparente dei consumi termici. Ecco quali sono le modalità più diffuse per elaborare questi dati:

  • Sistema di trasmissione dati senza fili: Alcuni sistemi di contabilizzazione del calore impiegano tecnologie wireless per trasmettere automaticamente i dati di consumo. In questo caso, il vantaggio è la rilevazione da remoto dei consumi senza accesso fisico a ciascun contacalorie.
  • Trasmissione unidirezionale: In alternativa, alcuni sistemi adottano un approccio di trasmissione unidirezionale dei dati, in cui i contacalorie inviano le informazioni di consumo a un sistema centrale, il quale raccoglie e registra i dati. Questo metodo è un buon compromesso tra automazione e gestione centralizzata.
  • Rilevazione manuale: In situazioni in cui l’installazione di sistemi di trasmissione automatica non è praticabile o non sia conveniente, si può effettuare la lettura manuale dei contacalorie con l’intervento di un tecnico per raccogliere e registrare i dati di consumo direttamente dai dispositivi installati su ciascun radiatore.

Obbligatorietà e Sanzioni

In Italia, l’installazione dei contacalorie per i termosifoni è disciplinata dalla legge. La principale norma che regola questa obbligatorietà è la Legge n. 10 del 9 gennaio 1991, nota come “Legge sull’uso razionale dell’energia”, che ha introdotto l’obbligo di installare dispositivi di contabilizzazione del calore in edifici dotati di impianti centralizzati di riscaldamento.

Leggi anche: Tutto sui ripartitori di calore Siemens

La mancata installazione, in violazione di queste normative, può comportare sanzioni finanziarie proporzionate alla gravità dell’infrazione con multe che variano da €500 fino a €2.500.

Installazione e Sostituzione

L’installazione dei ripartitori di calore è un processo relativamente semplice, se eseguito da tecnici specializzati: gli apparecchi vengono posizionati sui singoli termosifoni, collegati al sistema di contabilizzazione del calore e configurati per registrare i consumi in modo accurato. In sintesi, i passaggi principali sono: valutazione preliminare, posizionamento dei ripartitori, collegamento al sistema centrale e configurazione e calibrazione.

La durata di questi prodotti ha una durata variabile, in base alla qualità e ad altri fattori, come per esempio la manutenzione e l’usura, ma generalmente si aggira intorno ai 10-15 anni. La sostituzione è necessaria e consigliata, se non addirittura obbligata, in caso di guasti permanenti o malfunzionamenti. Ecco perché monitorare regolarmente lo stato dei ripartitori è essenziale per assicurarsi che tutto stia funzionando in modo corretto e la misurazione dei consumi termici sia ancora precisa.

Agevolazioni Fiscali

Tra i tanti bonus emessi e prorogati negli ultimi anni, in alcuni casi è possibile usufruire di agevolazioni fiscali anche legate all’installazione dei contacalorie per i termosifoni in caso di sostituzione di radiatori obsoleti con modelli più recenti ed ecologici. La sostituzione dei termosifoni obsoleti con modelli più moderni, efficienti ed ecologici è incentivata attraverso l’Ecobonus: l’agevolazione che consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% sul totale della spesa, con un limite massimo di 96.000 euro. La detrazione viene suddivisa in dieci rate annuali di uguale importo.

Contacalorie e Termovalvole

L’abbinamento tra contacalorie per termosifoni rappresenta una soluzione completa per ottimizzare il riscaldamento in un ambiente domestico. Le termovalvole, infatti, consentono il controllo autonomo della temperatura in ogni stanza, mentre i contacalorie registrano e contabilizzano in modo accurato tutti i consumi di riscaldamento. Questa combinazione, quindi, offre un sistema integrato evoluto per favorire il risparmio energetico, attraverso una gestione personalizzata delle esigenze termiche individuali.

Leggi anche: Vantaggi Ripartitori con Batteria Sostituibile

Esempio di Ripartizione dei Consumi

Immaginiamo un condominio di 4 appartamenti, con consumi centralizzati pari in un anno a 10.000 kWh. Il primo passo è distinguere i consumi volontari da quelli involontari. Assumendo, ad esempio, che si tratti di uno stabile quattro piani con impianto di distribuzione verticale a colonne, correttamente isolato, la quota involontaria a piena utilizzazione sarà pari al 20%, mentre la restante quota volontaria sarà pari all’80%.

Questo sistema di misurazione diretta consente a ciascun condomino di pagare in funzione del reale utilizzo dei propri termosifoni. Così un singolo condomino potrà pagare solo per i suoi 1700 kWh effettivamente consumati nell’anno e non in base a una stima, che potrebbe essere sbagliata per difetto o eccesso.

tags: #ripartitori #di #calore #funzionamento #e #normativa

Scroll to Top