Ristoranti con Opzioni Vegane: Una Guida Dettagliata in Italia

I ristoranti vegani e vegetariani non mancano, ma quando sei vegano, le opzioni per uscire a mangiare si riducono drasticamente. Lo sa bene chi non mangia nessun tipo di ingrediente di origine animale come scelta di vita, o chi decide di intraprendere il Veganuary - ossia un mese, gennaio, in cui abbracciare un’alimentazione vegetale. D’un tratto si ritrova non solo a fare una spesa e a cucinare cose diverse a casa, ma a dover cercare posti dove uscire con famiglia e amici onnivori per una cena o un aperitivo.

Ristoranti "Solo per" Vegani e Vegetariani

Esistono diversi ristoranti vegani, per vegetariani o solo per vegani, cosa che non si può dire di molte altre province italiane. Alcuni più adatti alla pausa pranzo, altri anche all'aperitivo o alla cena. Seitan, tofu, tempè, torte vegane e falafel: qui si entra sereni.

Il problema è che non tutti gli onnivori hanno voglia di condividere la dieta vegetale - anche se solo per un pasto - e che la proposta è espressamente studiata per una specifica categoria di persone. Sono ristoranti per vegetariani e vegani, frequentati prevalentemente da vegetariani e vegani e che spesso offrono un buffet e piatti compostabili.

La Sfida di Accontentare Tutti

Il problema si complica quando si esce in gruppo, e bisogna cercare un ristorante che accontenti tutti - cosa che, pianificando il mio Veganuary, ho scoperto essere piuttosto complessa.

La maggior parte degli onnivori non ha voglia di mangiare polpette di fave o sformati di zucca, esattamente come chi è vegano non ha voglia di ritrovarsi con davanti una pasta al pomodoro o un piatto di contorni. Lo fa se deve, ma se può non scegliere andrà altrove. E come spesso accade, tutto il gruppo di amici o parenti con cui voleva uscire, cambierà locale.

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L'Importanza di Considerare le Esigenze Vegane

Chi ignora le esigenze di vegani (o di chi mangia senza glutine) non perde solo un cliente, ma un intero tavolo. Difficile pensare oggi però di poterne fare a meno e di ignorare l’esistenza dei vegani solo perché non se ne condivide la scelta.

Un Fenomeno in Crescita

Secondo le statistiche, il numero di vegetariani e vegani non è mai stato così alto, sia in Italia che nel resto del mondo. Secondo l’Eurispes, nel 2024 si dichiara vegetariano il 7,2% degli italiani, seguiti dal 2,3% di vegani (complessivamente il 9,5%, erano il 6,6% nel 2023). Ma la percentuale di vegani è addirittura quadruplicata fra il 2014 e il 2024, e il 5% dichiara di essere stato vegetariano in precedenza e il 50% pensa che ridurrà la carne nei prossimi anni.

Su TheFork, la principale piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, la penetrazione di piatti vegani raggiunge l'1,5% (269 ristoranti) nel 2024. La distribuzione dei ristoranti con il tag “vegano” vede una concentrazione maggiore al Centro, seguito dal Nord-Ovest, e le province con il maggior numero di ristoranti vegani sono Roma, Milano e Napoli.

Le prenotazioni effettuate utilizzando il filtro “vegano” hanno registrato un incremento del +35,2% nel periodo gennaio-novembre. Il momento della cena traina questa tendenza (+36%), seguito dal pranzo, che registra un aumento del +32% nelle prenotazioni.

È facilmente prevedibile che sempre più persone adotteranno uno stile di vita vegetale o plant-based nei prossimi anni: pensare di risolvere il tutto con un tomino alla piastra o un piatto di patate arrosto non è quindi la soluzione.

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Tabella: Crescita del Veganesimo in Italia

Anno Percentuale Vegetariani Percentuale Vegani Totale Vegetariani e Vegani
2023 N/A N/A 6,6%
2024 7,2% 2,3% 9,5%

AAA Ristoranti "Normali" con Opzioni Vegane Cercasi

La ricerca più difficile però è proprio quella di un ristorante che possa accontentare diverse tipologie di clienti e non semplicemente una sola, in modo soddisfacente per tutti. A Milano, usando il filtro “Piatti Vegani” su TheFork, si trovano 200 ristoranti (su 1309 totali), per cercare un ristorante stellato o segnalato dalla Guida Michelin usando il filtro “Menù vegetariano” (non vegano) a Milano si trovano solo 15 ristoranti.

Scorrendoli tutti e andando a controllare uno ad uno i menù dei ristoranti conosciuti, la situazione appare però chiara: pasta al pomodoro, pizza marinara, nessuna traccia di opzioni vegane e spesso neppure una chiara indicazione di che cosa sia vegetariano.

Officina 12 sui Navigli ha un hamburger Beyond Meat che spunta in mezzo a risotti e cotolette, L’Alchimia un piatto unico vegano, il ristorante stellato Horto un menù vegetariano e nessuna indicazione relativamente ad opzioni vegane, IYO Restaurant offre una selezione di piatti e sushi vegano, ma cercando sulle piattaforme non lo si evince. Alla Antica Trattoria della Pesa e da Masuelli San Marco c’è la pasta e fagioli, e i contorni.

In generale, nelle trattorie pugliesi ad esempio trovi piatti tradizionali come le orecchiette con le cime di rapa o il macco di fave con cicoria, e quindi almeno lì hai almeno due piatti fra cui scegliere. Negli hotel a cinque stelle l’opzione vegana viene sempre offerta (come servizio e per necessità, vista la clientela internazionale.

Nella maggior parte dei casi però il problema è un’altro: non si trova il menù e per trovarlo bisogna scandagliare fra Google, Tripadvisor, i social network.

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Pubblicate il Menù!

Se non posso o non voglio mangiare specifici cibi, la ricerca di un ristorante viene fatta in anticipo. Improvvisare espone al rischio di trovarsi davanti ad un piatto di patate al forno e al cestino del pane, e quindi chi ha specifiche esigenze programma in anticipo.

Ma se sul sito o le pagine social del locale non sono pubblicati i menù, si finisce per cercare informazioni qua e là, sperando che i commenti e le recensioni di altri clienti siano veritiere. Spesso, anche trovandolo sul sito, è poi difficile capire che cosa contengano i piatti: useranno il burro per cucinare? Ci sarà del latte? La lista degli allergeni seppur obbligatoria non è bene indicata o fornita su richiesta e questo, al momento di decidere il locale, complica le cose.

Dopo ore di ricerca per questo articolo, risulta evidente che non siamo ancora pronti a gestire in modo inclusivo le necessità di tutti. O che molti ristoranti non vogliano essere poi così chiari.

Dipende molto dal target di clienti e me lo hanno spiegato chiaramente Tunde Pescavari, founder e social dell'Osteria del Brunello e di Macha Cafè che oltre a cotolette e risotto ha un'intera linea vegana, ma mi dice, non la ordina nessuno. «Se ti offro una torta cocco e lime la ordini, se ti dico che è vegana in molti mi rispondono di no, per preconcetto», ma loro la tengono lo stesso.

Di idea opposta è Alessio di Ramen Shifu, che ha inserito diveris ramen e snack vegan, vedendo crescere il numero di clienti: «Chi è vegano mi dice che riesce ad aggiungere un novo locale nel suo indirizzario ogni sei mesi, e quindi è contentissimo di trovare questa offerta, e di poter venire qui con amici onnivori».

Ma i due target sono diversi, Ramen Shifu si rivolge ad under 30 e nelle nuove generazioni le cose stanno cambiando rapidamente.

Un Consiglio Spassionato

A meno che non si stia andando in un locale dichiaratamente vegano o con opzioni ben specificate, meglio telefonare. A volte le proposte esistono, e facilmente ne vengono create di nuove anche al momento, come da Cactus in cui lo chef Alesso Sebastiani oltre a piatti pescatariani, vegetariani e vegani, declina un intero menù degustazione molto gustoso.

Lo fanno anche altri, ma a volte hanno bisogno di saperlo prima. Come per allergie e intolleranze, soprattutto se gravi poi, meglio prevenire.

Appello ai Ristoratori

Se il vostro target è giovane o vedete che le proposte vegetali sono fra le apprezzate del vostro menù, segnalatelo. E in generale, se avete proposte vegane e vi impegnate ad offrire questo servizio, non basta citarlo in modo vago, serve rendere disponibile il menù ai futuri clienti - piuttosto con un simbolino.

Ristoranti con Opzioni Vegane Segnalati

Ecco alcuni ristoranti con opzioni vegane suddivisi per città:

Rimini

  • Via Cà dei lunghi, 136: Locale vegetariano con molti piatti vegan.
  • Via san Giuliano, 43: Accanto a una cucina tradizionale, propone piatti vegani ottimi, con varietà di cereali (farro integrale, miglio, zuppe miste), legumi, ogni giorno preparati in modo diverso e gustoso, seitan e tofu, dolci vegani. I piatti sono accurati e presentati in modo da appagare anche l'occhio, veramente consigliato anche per la sensibilità della proprietaria alla scelta vegan, porta anche i piatti al tavolo se dà fastidio vedere la carne e il pesce.
  • Via Francesca da Rimini, 34
  • Via Cesare Battisti 47
  • Via Italico 3
  • Via Valliano 34: Tutti i venerdì fanno una cena a buffet completamente vegana al prezzo di 20 euro, con menù vastissimo (una quindicina di antipasti, quattro primi, tre secondi e otto-nove dolci; per una cena così il prezzo è anche basso).
  • Via Leoncavallo 6: Il menu comprende piatti vegani.
  • Viale Panoramica 26
  • Via della Fiera 66
  • Via Bramante 7
  • Via Sigismondo, 39
  • Via Poletti, 32: Il ristorante presenta un menù vegan apposito basato soprattutto sui prodotti di una ditta locale. Lo chef propone cene vegan a cadenze mensili dove si fa fatica a trovare posto. Di fatto i loro piatti sono curati e abbondanti. Non hanno dolci vegan se non in queste occasioni speciali, ma servono frutta fresca. Segnalo volentieri il loro hamburger vegan e l'insalata di seitan con cous cous. Anche se i loro menù variano con le stagioni e non sempre si trovano gli stessi piatti.
  • Viale Pascoli 95
  • Via Ruggeri 32
  • Viale Giuseppe Mazzini, 25

Roma

  • La chef Marta Maffucci ha potuto coronare il suo sogno di aprire un ristorante vegetariano all’Alberone nel 2020: Qui ha portato la sua idea di cucina vegetariana (ma ci sono anche piatti vegani) fatta di prodotti selezionati e ingredienti autoprodotti, come il seitan, sempre presente in menu.
  • Indigeno: Aperto a marzo 2022 da una coppia di appassionati e capaci professionisti, Silvia di Giulio in cucina, Moran Pucciarini in sala e ai vini, Indigeno è un indirizzo che a Roma mancava per rendere davvero onore alla cucina vegana. Siamo ai confini del Pigneto, in una viuzza in cui si trovano altri locali e d’estate si può godere dello spazio esterno. Il locale è piccolo, semplice ma accogliente. Il menu studiato dalla chef è completamente vegano e quasi integralmente (fa eccezione per esempio il pane) autoprodotto. Dal tagliere di alternative vegetali al formaggio, fino ai piatti di tofu e tempeh fatto in casa, o le paste fresche e ripiene, per finire con i dessert.
  • Aromaticus: Nel cuore di Trastevere c’è un indirizzo dove è possibile assaggiare ottima cucina vegetariana e vegana (ma in menu si può trovare saltuariamente qualche piatto di pesce) bevendo anche bene: Aromaticus ha aperto qui la sua seconda sede, con una sala interna, la cucina a vista, uno spazio esterno su strada e un grazioso cortiletto interno ricco di verde. Parliamo di un ristorante abbastanza unico nel suo genere.
  • Flower Burger: Presente in diverse città italiane, ma anche all’estero, Flower Burger è una catena di burger (tra i 7 e i 9,50€) completamente vegani, serviti con pani e salse coloratissime. Accanto alla proposta di panini, ci sono anche contorni, bowl, dolci e bevande. Si possono ordinare anche in delivery e c’è la possibilità di comporre in autonomia il proprio menu preferito.
  • Romeow: Divenuto famosissimo alla sua apertura nel 2014, come Cat Cafè (caffè dei gatti) negli anni Romeow ha perfezionato la sua proposta. I gatti ci sono e fanno da piacevole compagnia agli avventori che sono chiamati a non disturbarli con troppe attenzioni. Il menu è un viaggio tra sapori occidentali e orientali che mettono al centro verdure, vegetali, cereali, ma anche spezie, frutta e fermentazioni.
  • Vitaminas24: Trasferitosi nel 2022 in un locale nuovo al Pigneto, questo indirizzo ne ha guadagnato in bellezza e spazio: Vitaminas24 in Via Giovanni de Agostini, in un punto un po’ defilato del quartiere, è un indirizzo per tutto il giorno, dalla colazione alla cena. Lo spazio è molto ampio e ricco di luce, con un arredamento dai colori tenui e qualche tavolo anche all’esterno. Il menu è ricco di piatti per tutti i gusti, che spaziano dalle insalate e gli estratti stagionali, ai panini e ricette della tradizione mediterranea o medio-orientale (antipasti tra i 6 e i 14€, insalate 9€, primi tra i 7,50 e gli 8,50, secondi tra gli 8,50 e i 10€).
  • Il Margutta: Aperto nel 1979 nel centro di Roma, il Margutta è da anni un riferimento solido per la cucina vegetariana e vegana della capitale. Il menu è fornitissimo e concentrato su ingredienti di stagione: troviamo antipasti (tra i 13 e i 16€), taglieri, primi (tra i 15 e i 18) e secondi (tra i 15 e i 22€), nonché pane e dolci fatti in casa. Le proposte vegetali si possono combinare in tre diversi percorsi degustativi per cena. Ci sono tutti i classici vegetariani della tradizione italiana e qualche ricetta più creativa.
  • Ristorantino Indiano (zona San Giovanni): In centro a Roma c’è una piccola chicca: un localino gestito da una famiglia indiana aperto tutti i giorni dalla mattina a dopo cena. Più che un ristorante, una gastronomia con qualche tavolo da cui osservare la cucina in movimento. Il menu, molto ampio, permette di scegliere tra riso, zuppa Dahl con lenticchie e verdure, tofu in salse diverse, verdure, dosa (crepe di riso e legumi da mangiare da sole o condire).
  • Ristorantino zona San Giovanni: Bisogna aspettarsi una cucina confortevole da questo piccolo ristorantino in zona San Giovanni, in una traversa pedonale della trafficata Via Appia. Aperto sia a pranzo che a cena, offre la cucina della chef Cristina che cura una selezione di piatti freschi, realizzati sul momento con ingredienti stagionali. Spuntano così proposte divertenti, come il filetto di seitan alla Wellington, il dahl di lenticchie rosse e il cannolo con spuma di cicoria.
  • Grezzo: Divenuto negli anni un riferimento per la pasticceria crudista e vegana, Grezzo è la creatura di Nicola Salvi. Le sedi sono tre: la prima, quella di Via Urbana nel rione Monti, la seconda, quella di Piazza Mattei nel centro storico, la terza, quella di Piazza Euclide. Cosa si trova? Una proposta di pasticceria e cioccolateria realizzata con tecniche di lavorazione leggere e non invasive, che passa dalle praline alle monoporzioni, dal gelato alle uova di cioccolato per Pasqua. La proposta si arricchisce anche di ricette stagionali sin dal 2014.
  • Écru: Altro riferimento per la cucina crudista a Roma è - come lo stesso nome suggerisce - Écru, non troppo distante da Castel Sant’Angelo. Bello l’indirizzo, realizzato con materiali naturali e ampie vetrate che rendono lo spazio luminoso. Ricca la proposta, che spazia dalla mattina alla sera tra piatti, bevande, pasticceria e vini naturali. In menu troviamo un po’ di tutto: dalla colazione agli snacks, dalle vellutate al sushi vegano.
  • Le Bistrot: Dal 1987 Daniela e Barbara Sabbatini gestiscono Le Bistrot, insegna vegana a Garbatella che negli anni ha fatto diversi passi per arrivare a proporre un menu completamente vegano.

Cagliari

  • Gintilla: Da Gintilla troverete piatti curiosi e interessanti, preparati utilizzando ingredienti biologici e di provenienza locale. Alcuni piatti? Ravioli crudisti di barbabietola ripieni di crema di macadamia su salsa di melone, Involtini thai accompagnati da alghe wakame e salsa di sesamo agrumata, Maltagliati alla crema di spinaci, funghi di carne e noci pecan, Tofu saltato in stile pad thai.
  • Cavò Bistrot: La seconda (non certo per ordine di importanza) proposta interamente vegana di Cagliari si chiama Cavò Bistrot, si trova anch’essa in Corso Vittorio Emanuele II, una delle strade principali della città, ed è il posto perfetto per stupire i vostri commensali non vegani. Dimenticate ogni remora di una cucina vegana triste e sconsolata, i piatti di Cavò Bistrot sono una gioia per il palato e rappresentano un’opzione nuova e interessante che non lascerà sicuramente delusi neanche gli onnivori. Molto interessante e curiosa anche la carta dei cocktail (e mocktail, analcolici), con drink fatti con frutta fresca e ingredienti di prima scelta.
  • Little Star: La semplicità del locale e la varietà del menù sono le due caratteristiche di questo simpatico ristorantino. A due passi dal Teatro Lirico, Little star è arredato in modo essenziale e semplice eppure molto accogliente. Un’atmosfera gradevole e informale che svelerà, affiancato al menu tradizionale, anche un intero menu vegano, con cucina sia italiana che medio-orientale. Insomma, tutti, carnivori e vegani, possono trovare al Little Star il piatto per loro, sia di cucina mediorientale che italiana, in un’atmosfera accogliente e familiare.
  • Old Square: In Corso Vittorio Emanuele II, Old Square è un caratteristico pub irlandese con un’ampia selezione di birre e un ricco menù che include anche alcune opzioni vegane. I piatti variano spesso e includono anche gli Special settimanali o del mese. In un ambiente piacevole e molto accogliente, l’Old Square è un’ottima scelta per un pranzo o una cena informale con amici onnivori.
  • Good: E’ aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino fino a sera, “Il garden di Cagliari”. Good dispone infatti di un ampio e piacevole spazio esterno, ma anche la zona al coperto è molto accogliente. Qui potrete venire per una gustosa colazione, per l’aperitivo o per cena. Non solo pinse però, ma anche gelati e dolci per tutti i gusti.
  • B-Liv: Nei pressi della stazione ferroviaria, B-Liv è un locale moderno e curato nei dettagli, con uno staff cordiale e disponibile. Come opzione vegana per il brunch, B-Liv propone il Chia Pudding (con Latte di cocco, semi di chia, granola homemade, frutta fresca e burro d’arachidi, 7€).
  • Wow.: Aperto anche a pranzo con un menu fisso che include opzioni vegane, Wow. è un locale davvero piacevole, con un servizio amichevole e attento. In carta, tra gli altri, Carbonara, Amatriciana e Cacio e Pepe Vegan, il Vegan Burger Nenno, la Pizza Bronstosauro (con crema di carciofi, patate arrosto, funghi e rucola) e la Urano (con mozzarella veg, pollo veg, patate fritte, cipolla, crema di formaggio). Oltre che per il pranzo e per la cena, Wow. è un’ottima opzione anche per uno sfiziosissimo aperitivo.
  • Cerchio Rosso: Per una pausa rinfrescante o un pranzetto leggero, questo localino propone deliziose insalate, piatti con verdure di stagione, cereali e proteine vegetali e i Beagle, tra cui quello vegano con verdure grigliate, maionese veg e avocado.
  • La Locanda dei buoni e dei cattivi: La Locanda dei buoni e dei cattivi fa parte di un progetto sociale volto a dare un’opportunità di lavoro a persone in difficoltà. Il ristorante è stato riconosciuto da varie guide e propone una cucina genuina e gustosa, con abbinamenti interessanti. Il locale è in un giardino curato e accogliente e lo staff è professionale, disponibile ma mai invadente.
  • Seen Asian Fusion Bistrot: In Corso Vittorio Emanuele II, praticamente davanti a Gintilla, da Seen Asian Fusion Bistrot le tradizioni culinarie asiatiche si fondono con influenze contemporanee. Il locale, moderno e curato, ha una sezione “vegetariana” del menu che in realtà include opzioni vegane, come il Tofu alla Mapo, i Ravioli di Verdure, gli Spinaci con salsa di sesamo e il Goma wakame (contorno giapponese a base di alga wakame). Anche a pranzo, durante la settimana, per la formula business lunch ha una proposta vegana.

Bologna

  • Via S. Tè e Tisane selezionate. Erboristeria biologica personalizzata. Sala degustazione ed eventi: La caffetteria è fornita anche di cibo vegano e al venerdì sera buffet vegano con aperitivo.
  • Cucina Tradizionale romana: Piatti tradizionali reinterpretati senza utilizzo di derivati animali. Segnalati sul menu' ci sono sia piatti vegetariani che vegani. E' una tipica osteria molto caratteristica ed accogliente, gestita da un gruppo di ragazzi giovani molto disponibili.
  • VIA PERSICETANA 98/B, LOC: Organizzano serate estive di "cucina vegana" nel giardino del locale.
  • Offre le proposte vegan: piatti a base di tofu o seitan e verdure di stagione. Il locale si trova in via Degli Orefici 5/d, Bologna, a due passi dalle Due Torri.
  • via Fagnano 158, Valsamoggia, loc:

Torino

Torino è patria di piatti a base di carne come plin, agnolotti, tajarin al sugo d’arrosto, vitello tonnato e bolliti, tanto per citarne alcuni. Il richiamo di questa città è irresistibile, soprattutto per il palato. Quando qualcuno mi chiede cosa abbia in programma, la mia risposta è sempre la stessa: “Mangiare!”.

Qui trovi il pane fatto come una volta con solo 3 ingredienti, farina, acqua e sale. Per gli impasti utilizzano pasta madre e farine macinate a pietra che coltivano nel Parco Naturale di Stupinigi. E poi c’è lei, la torta di pane, nella variante vegana con albicocche, mele e cannella, e “classica” con cacao, uvetta e frutta. Una vera delizia, ancora più buona se lasciata riposare in frigorifero per qualche ora. Per realizzarla si parte ovviamente dal pane invenduto così da non sprecare nulla. Un approccio sostenibile e innovativo volto al recupero di alimenti che hanno ancora un alto valore nutrizionale, come le trebbie da produzione di birra e il pastazzo ricavato dai succhi di mela, per produrre nuovo pane e prodotti da forno. Il tutto ad un prezzo contenuto. Si sente spesso dire che mangiare sano costa troppo e c’è chi se ne approfitta.

Se i brunch sono il tuo mantra e vivresti di cinnamon rolls, dirigiti subito nel quartiere San Salvario, all’angolo tra via Giuseppe Baretti e Madama Cristina. Qui la tradizione anglosassone viene rielaborata con i sapori e gli ingredienti tipici delle ricette italiane.

Vicino ai Giardini Cavour in uno dei quartieri, a mio avviso, più belli e tranquilli della città, c’è un piccolo locale dove gustare piatti genuini vegetariani e vegani con frutta fresca e verdure di stagione. Noi abbiamo scelto due piatti tra le specialità, la parmigiana di melanzane al forno e le falde di peperoni arrostiti ripieni di salsa stonnata, entrambi vegani e senza glutine. La parmigiana, per nulla pesante, ricordava come consistenza la Moussaka greca.

Gli Xiaolongbao sono il loro cavallo di battaglia, realizzati ciascuno con diciannove pieghe e ventuno grammi di pasta. Noi abbiamo scelto la nuovissima sede vicino a Piazza Vittorio Veneto, la cui progettazione è stata affidata allo studio Velvet di Torino. Uno spazio moderno e affascinante attento alla sostenibilità dove il punto focale è il bancone con affaccio diretto sulla cucina a vista. Tante le proposte veggie gustose e succulente, dai Veggie Guao Bao con melanzane cinesi saltate in padella e maionese piccante, al dolce con i Red Bean Xiaolongbao farciti con fagioli rossi azuki.

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