Oggi, 1° novembre, si celebra il World Vegan Day, un'occasione importante per riflettere sulle nostre scelte alimentari. Secondo l’Eurobarometro della Commissione Ue, la maggioranza dei cittadini europei (84%) e italiani (88%) desidera una maggiore tutela per gli animali allevati a scopo alimentare. Smettere di consumarli significa opporsi al sistema di sfruttamento estremo e crudele che li opprime.
Ancora sono una minoranza, ma gli italiani che scelgono un’alimentazione vegana - per gusto personale o per etica - sono in continuo aumento, complici anche le nuove generazioni particolarmente attente ai cambiamenti climatici e, di conseguenza, alle emissioni causate dagli allevamenti intensivi. Quella dei vegani integralisti, quindi, è una nicchia in crescita nel nostro Paese, anche se con numeri ancora modesti: secondo recenti rilevazioni di Eurispes, sarebbero l’1,3% della popolazione. Nel 2014, primo anno in cui è stata condotta l’indagine, la percentuale si attestava attorno allo 0,6%. Per il 2022 invece gli italiani che si dichiarano vegetariani si fermano al 5,4% per un totale combinato del 6,7% della popolazione che ha scelto di non mangiare mai carne. Sono numeri che rappresentano comunque la punta di un iceberg che pende inevitabilmente verso un maggiore consumo di vegetali.
Sia come sia, l’Italia è ormai il terzo Paese europeo con il maggior numero di ristoranti veg, preceduto solo da Germania e Inghilterra. Va fatta una premessa: come sono ormai centinaia i buoni locali dove a fianco di un menu tradizionale è presente una carta vegetariana, sono tanti i ristoranti di cucina vegetariana che hanno una quota (più o meno) ampia di proposte vegane. Proprio in nome della libertà di scelta e dei desideri di una clientela non per forza votata al vegetale.
Ristoranti Vegani da Non Perdere
Joia (Milano)
Non potevamo non partire da qui. Semplicemente, il tempio del maestro. Pietro Leemann, tra gli allievi prediletti di Gualtiero Marchesi, iniziò a predicare la cucina naturale a fine anni '80 a Milano. In questo senso, l'esempio perfetto è rappresentato dal celebre Joia di Pietro Leemann, stellato Michelin dal 1996 e riferimento assoluto non solo in Italia, tanto da aver vinto nel 2018 aveva vinto il Best Veggie Restaurant Award di We're Smart Green Guide, la classifica più famosa del mondo sul tema.
Bioesserì (Milano e Palermo)
Bioesserì è partito come concept circa cinque anni fa a Milano. Poco dopo ha aperto il secondo ristorante certificato biologico a Palermo, la città di origine dei due fondatori. Da poco ha aperto il terzo locale, in Porta Nuova a Milano.
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La Trattoria Vegetale (Milano)
In qualche senso, la trattoria milanese che non ti aspetti, proprio per la sua offerta completamente vegetale: qui non viene servita la cassoeula e non puoi trovare nemmeno i mondeghili. Con i suoi appena 50 coperti, questa piccola trattoria è aperta solo a pranzo. Il menù è interamente di stagione, con prodotti freschi e genuini.
Apriti Sesamo (Parma)
Ci spostiamo a Parma, in quello che è da più di vent’anni un vero e proprio punto di riferimento per la cucina vegana di quella zona. Aperto nel 1996 da Antonella e Mimmo, il ristorante insiste molto sulla necessità di una buona cucina nel segno della salute. Cura, emozione e consapevolezza sono i tre pilastri della mission dei titolari, una volontà espressa fin dall'inizio di nutrire con amore.
Antonio Chiodi Latini (Torino)
Qui non si mangia niente di tradizionale, qui la cucina vegetale è altamente creativa. Eppure Antonio Chiodi Latini è uno chef “anomalo”, che non ama né i riflettori, né le etichette. La sua è piuttosto una cucina che non vuole essere ingabbiata negli schemi semantico-categorici degli aggettivi "vegana" o "vegetariana".
Restiamo a Torino per un ristorante dallo spazio moderno in stile vintage, abbastanza modaiolo nella forma, ma interessante nel contenuto. Piatti curati e ben presentati, attenzione massima alla materia prima, una bella dose di creatività negli abbinamenti e contaminazioni esotiche centrate, senza contare i giochi che coinvolgono anche i piatti della tradizione italiana.
Più che un ristorante questo è un laboratorio vero e proprio di cucina vegetale che si divide in due locali in uno: da una parte la cucina, dall’altra il caffè specializzato in sandwich e cocktail. Tutto, ovviamente, senza ingredienti di origine animale.
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Lord Bio (Macerata)
Lord Bio ha una missione molto seria: trattare e raccontare la natura con mano consapevole. Infatti questa bellissima realtà si divide tra l'azienda agricola biologica situata nelle campagne maceratesi e lo splendido ristorante nel centro della città, incorniciato dalle volte del quattrocentesco Palazzo dei Priori. Il ristorante vi aspetta a pranzo e a cena per proporvi piatti a base del territorio.
180gradi (Fermo)
Situato nel centro storico, nei pressi dell ITIS di Fermo, 180gradi è la panetteria che si trasforma! Questo era un agriturismo carnista, sapete? Poi io sono diventata vegan. E un anno dopo anche mia madre, la titolare.
Agriturismo Becerca Vegan (Serre San Quirico, Ancona)
Immerso nel verde delle colline marchigiane, l’Agriturismo Becerca Vegan è molto più di una struttura ricettiva. Si trova a Serre San Quirico, in provincia di Ancona, immerso nella natura del Parco Gola della Rossa e Frasassi, e rappresenta un’ottima base da cui partire per visitare le vicine grotte di Frasassi, il Museo della Carta di Fabriano e la storica città di Jesi di Federico II. Gestito da due sorelle, Margherita e Susanna, l’Agriturismo Becerca Vegan si è rivelato da subito un posto del cuore. Il menu della cena è alla carta e cambia molto frequentemente, con piatti che spaziano dagli gnocchi alle lasagne alla tagliata di seitan artigianale, ma se siete indecisi o curiosi, consiglio assolutamente di provare il Menu degustazione. I piatti sono ben presentati, ricercati e gustosi e il rapporto qualità-prezzo è ottimo. E’ possibile cenare sia all’interno, in un ambiente rustico piacevolissimo, che all’esterno, al tramonto, immersi nel verde e con una meravigliosa vista. Hanno tutte il bagno interno e sono semplici, curate e accoglienti.
Altri Ristoranti Vegani da Considerare
- Il Margutta RistorArte (Roma): L'indirizzo storico per il vegetarianesimo d'autore a Roma unisce senza sforzo arte, gusto ed etica dal 1979. Il Margutta RistorArte nasce prima di tutto come circolo culturale, un luogo d'incontro e di condivisione voluto da Giancarlo Vannini per la promozione di uno stile di vita alternativo all'epoca controcorrente.
- Botanica Lab: Cucina vegetale creativa. Nel 2017 è stato eletto miglior ristorante vegano in Italia dalla rivista Vegan Italy. Botanica Lab è il progetto che in un solo anno ha fatto molta strada: è nato infatti nel 2016 da un'idea di Anna Artesiani, chef con formazione crudista presso la scuola losangelina di Matthew Kenney.
- Julienne (Modena): Julienne è l'indirizzo biologico e vegetale alle porte del centro storico di Modena. Un ristorante che tocca la natura con mano consapevole.
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