Sabrina Giannini è vegana? Scopriamo le sue scelte alimentari

Sabrina Giannini è una giornalista, autrice e conduttrice televisiva italiana, nota per il suo impegno nel giornalismo d'inchiesta e per programmi come Report e Indovina chi viene a cena.

Nata a Cernusco sul Naviglio (Milano) il 23 marzo 1965 sotto il segno zodiacale dell’Ariete, fin da piccola è sempre stata una grandissima appassionata di letteratura e di giornalismo.

Le piaceva conoscere e informarsi e questo l’ha spinta, dopo il diploma, a iscriversi all’università dove si è laureata in Psicologia, presso l’Università degli studi di Padova.

Solo successivamente ha intrapreso la carriera giornalistica, iscrivendosi all’Albo nel 1993. Inizia in questo mondo come professione libera, per poi piano piano dedicarsi alla televisione, che diventerà un po’ la sua casa.

La carriera di giornalista di Sabrina Giannini si svolge anche in televisione, dove realizza inchieste assai interessanti per alcune trasmissioni di successo.

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Tra le sue inchieste che hanno avuto maggiore risalto ricordiamo quella cominciata nel 1997 che riguarda la tossicità del mercurio presente nell’amalgama dentale, oppure l’inchiesta sullo scandalo degli schiavi del lusso cinese che le è valso il premio Golden Chest Argento.

Interessanti i suoi contributi anche come conduttrice televisiva: dal 2016 è al timone del programma di Rai 3 intitolato “Indovina chi viene a cena”. Il suo programma di prima serata Indovina Chi viene a Cena tornerà in onda dal 25 febbraio 2024 su Rai 3 con la nuova stagione e nuove inchieste.

La vita privata e le scelte alimentari

Di carattere riservato e poco incline a parlare di sé, sulla vita privata di questa professionista della comunicazione non si sa molto. La giornalista è sempre stata estremamente attenta alla propria privacy. Ad ora non è quindi dato sapere se sia sentimentalmente impegnata con qualcuno, o se addirittura abbia dei figli, Giannini preferisce mantenere un certo riserbo a riguardo.

Tra le domande più frequenti degli utenti c’è anche quella del legame di parentela tra i due giornalisti, complice anche una gestione decisamente abbottonata della sua vita privata. Anche se qualcuno ipotizza che siano fratello e sorella, i due condividono solo il cognome. Sabrina non è la sorella di Massimo Giannini, altro noto giornalista italiano.

Ha inoltre confessato non avere una vita sociale molto attiva, confermando al Blog di Rosita Celentano: “Vivo in un mondo estremamente isolato. Chiusa sempre in montaggio, non ho molte amicizie a parte i vecchi colleghi di Report“.

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La conduttrice inoltre osserva uno stile di vita molto salutare, prediligendo particolarmente le verdure, tanto che forse per il lavoro che svolge e per la sua trasmissione che parla anche di alimentazione, si è sempre pensato che fosse vegana.

Molti si chiedono se Sabrina Giannini sia vegana, ma la giornalista ha specificato che in realtà è vegetariana. La risposta forse potrebbe sorprendere i telespettatori di Indovina chi viene a cena su Rai 3, ma lo ha confermato lei stessa parlando di una “scelta etica”.

La giornalista ha affermato che la preferenza per questo tipo di alimentazione, rispetto a quella vegana, è dipesa dalla difficoltà in passato di trovare piatti e menù nei ristoranti che la soddisfacessero. Nella stessa intervista ad Honora, qualche anno fa, la giornalista aggiunse: “Cinque anni fa ho scelto per etica di diventare vegetariana. Avevo visto cose che non credevo esistessero. Vere e proprie sevizie agli animali, in nome di un profitto vergognoso, così come è gestito. Ricordo che sentii una fitta al cuore e un senso di svenimento, che tutt’ora provo solo se sento raccontare cose simili… Anche se il mio primo shock lo ebbi nel periodo della “mucca pazza”, trovai Apocalittico forzare un animale erbivoro al cannibalismo, ingannandolo a mangiare polveri di ossa o resti di carcasse di altri animali morti. Poi mi fu regalato un libro, “The China study” scritto da Collin Campbell, che ha completato il mio cambiamento.”

“Quando anni fa dicevo che ero vegetariana, non c’era una cena dove qualcuno non mi dicesse: “anche i peperoni soffrono…anche i rapanelli hanno una loro coscienza…” Adesso il vegetariano è integrato e trovi menù vegetariani, vuol dire che negli ultimi 30 anni qualcosa si è mosso, forse i vegani sono ancora un po’ percepiti come di un altro pianeta.”

Nel 2020, in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, ha confermato di non mangiare più carne e pesce, ma di prediligere proteine vegetali. “Leggo sempre le etichette, anche se non sono sempre chiare e veritiere. E preferisco il biologico: è vero, costa un po’ di più, ma quanto cibo spazzatura mettiamo nei nostri carrelli?”

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“Vivo in un mondo estremamente isolato. Forse anche per il lavoro che svolge e per la trasmissione che parla anche di alimentazione si è sempre pensato che la giornalista fosse vegana.

Sabrina Giannini è una persona estremamente riservata riguardo alla sua vita personale. Non ci sono informazioni pubbliche su eventuali relazioni sentimentali, marito o figli. In alcune interviste ha dichiarato di avere una vita sociale limitata, dedicando gran parte del suo tempo al lavoro. Nonostante non sia vegetariana o vegana, Sabrina ha espresso una forte preferenza per le verdure e promuove uno stile alimentare consapevole.

Ha spesso criticato pratiche alimentari scorrette e ha sottolineato l'importanza di un consumo responsabile.

L'impegno per un'alimentazione consapevole

Qualche tempo fa aveva rivelato di avere una vita sociale assai ristretta. “Vivo in un mondo estremamente isolato.

“In una trasmissione ho sentito che la mortadella potrebbe essere mangiata tutti i giorni. E’ una falsità.

Quando tra gli scaffali di un supermercato leggo sulle confezioni «con farina integrale», «senza olio di palma», «un pomodoro da sementi non ibride», «allevato senza l'uso di antibiotici», «allevato nel rispetto del benessere animale» rievoco le battaglie vinte nei miei ventitré anni di inchieste e cerco la motivazione per iniziarne di nuove.

Certamente vivere in una favola crea meno turbamento, è più comodo perché non spinge a fare delle scelte, ma dobbiamo essere consapevoli che siamo anche noi responsabili quando acquistiamo un dolce farcito con olio di palma o ci nutriamo di carne allevata in modo intensivo.

Se vogliamo passare dal mondo incantato alla storia, per combattere, dobbiamo entrare nelle pieghe del sistema, decodificarlo, comprenderne i punti deboli, cercare perfino di convertirlo, cogliere le informazioni che con difficoltà noi giornalisti riusciamo a recuperare.

Oggi gli esperti del clima prevedono un rapido riscaldamento globale che potrebbe portare alla sesta estinzione di massa, la prima causata da una specie. Quella specie che si è definita sapiens.

Dobbiamo informarci e conoscere per vincere questa guerra. Ma se prevale l'indifferenza avranno vinto loro, avremo perso tutti. Perciò ho voluto che questo libro racchiudesse la realtà di oggi proponendo però gli strumenti per cambiare il futuro. di persone.

Una potenza economica che fonda il proprio impero su false affermazioni come «il nostro sistema è l'unico possibile», «il più economico», «il più controllato e quindi il più sano». Fino a prova del contrario.

È il momento di fare un'analisi articolata, svelare i retroscena, le strade che a fatica ho dovuto percorrere per raccontare la verità scomoda (e nascosta).

Qui sta il primo punto: la trasparenza dovrebbe essere il cardine di un sistema democratico basato su un'economia dei consumi.

Cosa sarebbe oggi l'Italia se i nostri politici avessero voluto un'agricoltura senza chimica e l'allevamento estensivo? Le campagne sono state abbandonate con conseguenze drammatiche sul territorio e sull'occupazione.

L'intimidazione più comune che può ricevere un giornalista fastidioso e fuori dal coro è una denuncia per diffamazione, talvolta solo annunciata per guadagnare un titolo di giornale (sul quale il colosso alimentare solitamente investe in pubblicità).

Non importa se da una ricerca di Harvard emerge che un campione di donne monitorate per quarant'anni presenta una maggiore frequenza di fratture alla mano direttamente proporzionale al consumo di latte. Quel che conta è evocare uno studio qualunque, tanto non è prassi chiedere all'esperto di turno chi abbia finanziato quella ricerca.

Infatti non è raro che gli studi provengano da una lobby del settore o da un gruppo di ricercatori sovvenzionato dalle aziende stesse.

missione è realizzare ricerche che migliorino la salute e il benessere salvaguardando l'ambiente». Si cerca così di ristabilire l'ordine, perché i consumatori non devono avere dubbi. A meno che non servano per confondere.

Ogni volta che emergeva uno studio che evidenziava la mortalità dovuta al fumo, ecco che erano pronti ricercatori ben pagati, anche autorevoli, che insinuavano il dubbio con argomentazioni che, a leggerle oggi, fanno ridere.

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