Sara Cordara: Nutrizionista, Filosofia Alimentare e Approccio al Paziente

Sara Cordara è una biologa nutrizionista specialista in scienza dell'alimentazione ed esperta in nutrizione e integrazione sportiva. Collabora con diverse testate giornalistiche e con programmi televisivi nazionali.

Si laurea con lode nel 2003 in Scienze Biologiche (con indirizzo fisiopatologico) presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”. Post di Dr. Nasco come biologa ricercatrice in ambito nutrizionale, si specializza in scienza dell'alimentazione presso la facoltà di medicina e chirurgia e consegue un master in nutrizione sportiva.

Durante il suo percorso professionale ha collaborato e collabora tutt’ora come consulente per aziende farmaceutiche, alimentari e per testate giornalistiche di salute e benessere come Viversani&Belli, Grazia, Riza psicosomatica, Vero Salute, F, Starbene, D Repubblica, Intimità, Gioia, Vanity Fair, etc., e gestisce una rubrica di alimentazione sul settimanale della provincia di Alessandria Il Piccolo.

Nel corso degli anni ha inoltre partecipato, come nutrizionista, ai programmi televisivi In Forma su Sky Sport, Dimartedì su LA7, Mela Verde su Canale 5, Buono a Sapersi e La Prova del Cuoco su Raiuno e attualmente è presenza fissa a Elisir, un programma medico di Raitre.

Sara ha anche rivestito il ruolo di docente di alimentazione per scuole di estetica, istituti alberghieri e corsi di aggiornamento rivolti a farmacisti e spesso viene invitata, in qualità di relatore, a convegni, conferenze e seminari sulle tematiche dell’alimentazione.

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Filosofia Alimentare e Approccio al Paziente

L'approccio di Sara con il paziente è differente dal classico avvicinamento ‘obbligo delle diete’, bensì è di tipo educativo e comportamentale. La sua filosofia, chi già ha avuto modo di incontrarla e conoscerla, è quella di rendere i pazienti autonomi grazie anche a ‘schemi dietetici’ non pesati ma lineari, settimanali ed efficaci e ricordando sempre che dieta significa mangiare. Le fa sorridere chi deve pesare 68 grammi di mela o 82 g di mozzarella o ancora 55 g di pasta.

Una dieta che non sia monotona e che ogni giorno proponga alimenti diversi e combinati tra loro in modo razionale, innanzitutto rende più facile il dimagrimento (se si segue una dieta ipocalorica per perdere peso) e poi, permette il recupero di tutti quei prodotti tipici e tradizionali di un territorio per rilanciarli e restituirli alla nostra tavola. Iniziamo a consumare e a ruotare cibi antichi o poco conosciuti ma altrettanto sani e nutrizionalmente ottimi, per variare la nostra alimentazione e rimettersi o restare in forma.

La sua filosofia si fonda sul principio: perdere peso mangiando “biodiverso”, inserendo legumi ormai dimenticati come le cicerchie, i lupini, i ceci e le lenticchie nere o riscoprendo antichi cereali come il teff o i falsi cereali come il grano saraceno, la quinoa e l’amaranto.

Lo sapete che il riso, presente con centinaia di varietà nella dieta quotidiana dei popoli di ogni continente, è il cibo più consumato al mondo? Perché non provare a dimagrire sostituendo di tanto in tanto lo stra-consumato riso con il miglio? Non tutti sanno che il miglio colonizza quasi tutto il pianeta. Proprio grazie alla sua rusticità si adatta facilmente a molti tipi di terreno, purché il clima sia caldo e/o temperato; anche grazie a questa caratteristica, il miglio è stato uno dei primissimi cereali a essere sfruttati dall’uomo in agricoltura, ma attualmente (o quasi) scomparso dalle tavole.

Per citare un esempio, tra i cibi diffusi nell’antichità̀ ce n’è uno prezioso come una moneta, il fagiolo piemontese di Cortereggio presidio Slow Food, bianco dalla buccia sottile e dalla forma schiacciata quasi a forma di rene, utilizzato in passato come bene di scambio per acquistare l’uva del Monferrato. Ma come per molti altri legumi la sua coltivazione è stata progressivamente abbandonata, solo pochi abitanti hanno continuato a seminarla per autoconsumo, continuando a riprodurre il seme in famiglia e conservandolo.

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Sfide e Soddisfazioni nel Lavoro

Sono una biologa nutrizionista con specializzazione in scienza dell’alimentazione afferente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, ho anche un master in nutrizione e integrazione sportiva. Collaboro con diverse testate giornalistiche del settore benessere come Viversani&belli. Ultimamente ho collaborato con Raiuno nel programma condotto da Elisa Isoardi “Buono a sapersi”.

Amo aggiornarmi in continuazione: leggere le ultime ricerche, gli studi scientifici più recenti, per poi tradurre e trasferire i risultati e le nozioni apprese nella mia pratica professionale. La nutrizione è un campo assai vasto dove è impossibile annoiarsi, ma solo arricchirsi e migliorarsi.

Qual è la più grossa difficoltà che incontra con i suoi pazienti? I pazienti non sono tutti uguali, c’è chi è disposto a collaborare, non ha fretta di raggiungere l’obiettivo prefissato, ascolta e decide di cambiare le proprie abitudini alimentari e stili di vita. E’ palese che in 1 solo mese è difficile raggiungere ciò, per questo bisogna dotarsi di tanta pazienza e volontà. Dall’altro lato, c’è invece chi ha le idee confuse fin dalla prima visita, pretende di perdere molti kg in poche settimane, non è disposto ad apportare modifiche alla propria alimentazione o a iniziare dell’attività fisica o comunque un minimo movimento giornaliero. In studio ho appeso un cartello un po’ provocatorio ma incisivo con scritto “Qui non si effettuano miracoli!”.

Non somministro diete drastiche, ad esempio prive di carboidrati o stracariche di proteine animali, mi prefiggo piuttosto di educare chi ho di fronte insegnandogli le regole basilari per nutrirsi al meglio in quanto solo in questo modo si dimagrisce, si abbassano i valori ematici di colesterolo, glucosio, trigliceridi, acido urico, ecc. Per intenderci, odio gli estremismi in genere.

La dieta migliore è quella il più variegata possibile: mangiamo sempre i soliti cereali o legumi, ma esistono anche il miglio, il farro, le cicerchie, i ceci neri, i lupini e così via. Creiamoci una tabella settimanale dove ogni giorno scriviamo ciò che mangiamo evitando di riporre nel piatto lo stesso cibo due giorni consecutivi, se così fosse cambiamo immediatamente con delle alternative.

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Il Cibo del Futuro e Consigli Post-Vacanze

Senza ombra di dubbio dico farine di insetti, carne biotecnologica e alghe. Una fonte di proteine di alta qualità economica e dallo scarsissimo impatto ambientale, è rappresentata dagli insetti commestibili. Questi animali abbondano infatti di proteine, ma anche di sali minerali e di alcune vitamine. Nel mondo, gli insetti sono già parte della cultura alimentare di alcune popolazioni africane e asiatiche. Più difficile è invece immaginare una loro rapida diffusione nelle tavole degli occidentali, anche se le loro farine potrebbero facilmente rientrare nella composizione di prodotti confezionati senza disturbare troppo il consumatore.

Tra qualche anno, poi, sono convinta che le biotecnologie permetteranno anche di creare della “carne artificiale”, facendola crescere in laboratorio a partire da cellule staminali estratte dai muscoli animali. Un risultato simile è già stato ottenuto a livello sperimentale nel 2013, con la creazione del primo hamburger artificiale. Le alghe, più precisamente alcune microalghe rappresentano invece l’alternativa per chi è vegano e chi rifugge all’idea di mangiare insetti o carne coltivata in laboratorio. L’esempio più palese è la spirulina, ricca di aminoacidi essenziali, vitamine e antiossidanti.

Come affrontare il rientro post vacanze? In estate è facile concedersi dei peccati di gola e quando rientriamo è facile avere qualche chilo di troppo. E’ vero anche che generalmente conduciamo una vita più dinamica, ci muoviamo di più e pratichiamo nuovi sport. Se siete stati al mare avete un vantaggio: avete incamerato maggiori quantità di iodio, utile per il buon funzionamento della tiroide; l’esposizione al sole ha poi favorito la produzione della vitamina D che migliora la salute delle ossa. Quando tornate dalle ferie, questi benefici vanno assicurati all’organismo durante tutto l’anno mi raccomando, utilizzando il sale iodato in cucina e assumendo cibi ricchi di calcio e valutando assieme al nutrizionista eventuali integrazioni. Consiglio anche di tornare a una sana ed equilibrata alimentazione.

Non saltate la colazione, evitate di mangiare qualcosa di veloce a pranzo per poi abbuffarvi a cena. Pesatevi una volta alla settimana, riducete le porzioni dei cibi e dei condimenti ma senza eliminarli del tutto. In questo periodo ci avviciniamo anche al cambio di stagione, andando verso l’autunno è facile sentirsi più irritabili, stanchi e con i primi malanni influenzali, quindi, non dimenticate di abbondare di verdure e di mangiare 2 porzioni di frutta al giorno. Infine, la tristezza, che tipicamente ci assale al rientro delle vacanze, può essere contrastata da alimenti contenenti triptofano, un aminoacido che aumenta la produzione di serotonina e che induce calma e tranquillità. Ecco i cibi dove troviamo il triptofano: cereali integrali, banane, frutta secca, cioccolato, legumi, latticini e polenta.

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