Se Dio ci avesse voluto vegani: significato e implicazioni

La questione se "Dio ci avesse voluto vegani" solleva interrogativi complessi che toccano la religione, l'etica e la nostra relazione con gli animali.

Definizione e origini del veganismo

Il termine "vegano" è stato usato per la prima volta nel 1944 e l'etica vegana si risolve in una profonda rivoluzione interna all'individuo. La dieta vegana esclude tutti i prodotti di origine animale: carne, pesce, latticini, uova e la pelle.

Interpretazioni religiose e diritti degli animali

Volendo fare riferimento ai testi biblici Dio crea gli animali non come strumenti ad uso e consumo dell’uomo ma come compagni di vita: “Non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia SIMILE. Allora il Signore plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e le condusse all’uomo per vedere come le avrebbe chiamate” (Gen.

Nel libro della Sap. II 23-26 troviamo: “Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose”. E in Gb.12,7-10: “Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana”. E ancora:“Se Egli richiamasse il suo spirito e a se ritornasse il suo soffio ogni carne morirebbe all’istante”: Gb. 34,14. “Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente”: Num.

Per quale motivo il Creatore non avrebbe dovuto dare un’anima anche agli animali? Diceva Montaigne : “La presunzione è la nostra malattia originaria. Che cosa significa essere ad immagine di Dio? avere il libero arbitrio? Questo non lo hanno, a differenti livelli, anche gli animali?

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C’è chi dalla Bibbia prende le cose che servono a confermare i suoi punti di vista e chi crede che nella Bibbia vi sia il seme di quell’amore che l’uomo ha il dovere di far germogliare.

Il vegetarianismo nella storia cristiana

Sia i vangeli apocrifi sia gli scritti originali dell’antica cristianità indicano chiaramente che il consumo di carne non era permesso fino al 4° secolo, cioè fino a quando la Chiesa cattolica divenne per concessione di Costantino religione ufficiale dell’impero. In queste Gesù dice: “Siate compassionevoli non solo verso i vostri simili ma verso tutte le creature poste sotto la vostra tutela. Sono venuto a porre fine ai sacrifici e ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l’ira divina non si allontanerà da voi.

Infatti nei manoscritti evangelici si fa riferimento al pesce solo dal IV secolo in poi; prima di tale periodo, per il miracolo, si parla di pane e di frutta.

Personaggi di grande rilievo nella cristianità moderna che furono accesi sostenitori del vegetarianesimo sono Ellen G. San Pio V condannò le corride considerandole spettacoli crudeli e vergognosi, più degni dei demoni che degli uomini, e Paolo VI non concesse alcuna udienza speciale ai toreri. Giovanni XXIII disse che se per realizzare un suo piano avesse dovuto uccidere una formica non lo avrebbe mai fatto.

Nell’enciclica Sollicitudo Rei Socialis (cap 34) afferma: “Non si può fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri viventi o inanimati - animali, piante, elementi naturali - come si vuole, a seconda delle proprie esigenze economiche… Il dominio accordato dal Creatore all’uomo non è un potere assoluto… Nei confronti della natura visibile siamo sottoposti a leggi non solo biologiche ma anche morali, che non si possono impunemente trasgredire.”

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“San Francesco sta dinanzi a noi come esempio di inalterabile mitezza e sincero amore nei confronti degli esseri irragionevoli, che fanno parte del Creato. Egli guardava il Creato con gli occhi di chi sa riconoscere in esso l’opera meravigliosa della mano di Dio.

Molti cristiani sono stati tratti in inganno da alcuni passi del Nuovo Testamento, dove si dice che Cristo mangiò carne o consigliò di mangiare carne. Dopo il Concilio di Nicea (325 d.C.) voluto e controllato da Costantino in cambio dell’apertura del potere politico al clero cristiano, il Nuovo Testamento fu alterato dalle autorità ecclesiastiche di allora con lo scopo di stabilire la dottrina “ortodossa” ed eliminare la reincarnazione e il vegetarianesimo dalla loro posizione di pilastri della fede cristiana.

I primi cristiani (i cristiani delle origini) erano infatti strettamente vegetariani: lo dimostrano le cronache del tempo. Neanche nel Nuovo Testamento viene dunque consigliato di mangiare carne.

Studi accurati sugli antichi manoscritti orginali dei Vangeli, scritti in greco, hanno rivelato che le parole tradotte come “carne” sono in realtà trophe, phago, e brome, che significano semplicemente “cibo” o “atto del mangiare” in senso lato. La parola greca per indicare la carne è kreas, che non compare mai nei Vangeli originari in riferimento a Cristo.

San Giovanni Battista, che faceva austerità vivendo nel deserto, mangiava carrube e miele. Da molti episodi risulta che Gesù e sua madre Maria appartenevano al gruppo degli Esseni. Gesù in particolare aveva fatto voto di Nazireato, che comporta l’astensione da bevande alcoliche e cibi non vegetariani, oltre all’austerità di non tagliarsi mai né capelli né barba e di indossare abiti senza cuciture.

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Clemente di Alessandria, un padre della Chiesa delle origini, raccomanda nei suoi scritti l’alimentazione vegetariana, in particolare citando l’esempio dell’apostolo Matteo che “si cibava di semi, noci e vegetali, senza mangiare carne” e commenta “Non vi è forse in una temperata semplicità una completa varietà salutare di cibi? San Giovanni Crisostomo considerava il consumo di carne innaturale e crudele da parte dei cristiani.

Antispecismo e implicazioni filosofiche

In Italia gruppi di individui si definiscono 'specisti' per contrapporsi al movimento antispecista. Prima dell'avvento del movimento antispecista agli inizi degli anni 70', il tema sui diritti animali ha avuto un ruolo marginale nel dibattito scientifico e filosofico occidentale.

Come è stato giustamente sottolineato, sul sito www.eticanimalista.org si legge: «alcune religioni indicano l’uomo come immagine e somiglianza della divinità», eppure, «non credo che nell’animo umano vi siano sentimenti di generosità e di altruismo e quindi neppure che esso possa essere emanazione di volontà divina».

Non è un caso se i principali teorici dell’ateismo sono anche vegetariani e si battono per estendere agli animali i diritti umani, da Dawkins a Veronesi, da Luis Zapatero e Peter Singer. Proprio quest’ultimo scrive: «Lo scopo del mio argomento è di elevare lo status degli animali piuttosto che di abbassare lo status di qualsivoglia gruppo umano» (P. Singer, Etica pratica, Liguori editore 1988, p. 74), perché «chiamare “persona” un animale può sembrare strano solo perché è un segno dell’abitudine considerare la nostra specie rigidamente separata dalle altre» (p. 99).

E’ l’animale che va sacralizzato, non la dignità umana. Lo stesso ragionamento era alla base della legge nazista sui diritti degli animali varata dal Führer, vegetariano militante, nel 1933 -portata recentemente alla luce da La Stampa-, in cui si legge: «E’ proibito operare o trattare animali vivi a scopo sperimentale in modo che possa essere loro provocato sensibile dolore».

Nella sua enciclica “ecologista”, la Laudato Sì, Papa Francesco ha scritto che tutto «questo non significa equiparare tutti gli esseri viventi e togliere all’essere umano quel valore peculiare che implica allo stesso tempo una tremenda responsabilità. E nemmeno comporta una divinizzazione della terra, che ci priverebbe della chiamata a collaborare con essa e a proteggere la sua fragilità».

Critiche alle diete vegane e vegetariane

Bisognerebbe mettere anche in discussione il presunto effetto salutare di queste diete alimentari, poiché esse comportano l’assenza di vitamina B12 (non presente nel mondo vegetale, che abbassa i livelli di omocisteina), il ridotto apporto di Ferro e Calcio (con tutte le varie conseguenze, come l’alto rischio di osteoporosi), l’eccesso di acido fitico (che riduce l’assorbimento di zinco, calcio, magnesio e ferro), l’eccesso di ossalati (che inibiscono l’assorbimento di ferro, magnesio e calcio), la carenza di alcuni aminoacidi e grassi essenziali (ad esempio l’omega 3), fondamentali per la salute ecc.

Non stupisce nemmeno il proliferare di studi che rilevano che vegetariani e vegani sono “meno sani” e con una minor lunghezza di vita (in particolare: maggiore incidenza di cancro, allergie e disturbi di salute mentale, maggiore necessità di assistenza sanitaria e più povertà della qualità della vita).

Intervista a Gary Yourofsky

Gary Yourofsky, attivista per i diritti animali, spiega le ragioni per cui le persone consumano carne: abitudine, convenienza, gusto e tradizione, con l'aggiunta del profitto economico. Sostiene che il consumo di animali e derivati è psicotico, irrazionale e segno di puro egoismo, equiparabile a una tossicodipendenza.

Yourofsky afferma che la riduzione e l'abolizione sono gli unici percorsi possibili per fermare il massacro animale. Inoltre grazie alla rete, centinaia di migliaia di persone stanno diventando vegane, o comunque intraprendono il percorso verso il veganismo.

Confutazioni alle accuse vegane e vegetariane

Ecco alcune risposte per contrastare chi accusa un NORMALE essere umano di essere un assassino o stupidagini del genere:

  1. l'uomo non è adatto a cacciare: La natura lo ha fornito di intelligenza, con cui trasforma il suo ambiente rendendolo più funzionale a sé.
  2. l'uomo non prova appetito per gli animali vivi: Si cerca il gusto più gradevole, e il carpaccio si presenta come "appetibile" anche se crudo.
  3. mangiare carne provoca malattie: C’è una via di mezzo tra il mangiare troppo e il non mangiare affatto.
  4. l’uomo non ha un organismo atto a cibarsi di carne: L’uomo è onnivoro. Perché i canini, perché gli incisivi, altrimenti?
  5. mangiare carne è comunque innaturale: Come potrebbe quello che per i vegetariani è solo un prodotto della natura (l’uomo) andare, e così massicciamente, contro natura?
  6. ci sono altri fenomeni che sono diffusissimi ma innaturali, ad esempio la guerra: Ma la guerra ha sempre e ovunque trovato moltissimi oppositori, in modo assolutamente non paragonabile alle deboli e sporadiche voci contro il consumo di cibi animali.
  7. comunque moltissimi nel mondo seguono una dieta vegetale: I più perché costretti dalla loro povertà.
  8. se avviene così è solo per la vostra massiccia campagna di disinformazione: È vero piuttosto che esiste un martellamento animalista, che si avvale da tempo anche di importanti mezzi di comunicazione di massa.

Anzitutto è discutibile parlare di sofferenza degli animali, perché tale termine si può impiegare nel suo vero senso solo nel caso dell’uomo e di esseri comunque consapevoli. Per gli animali è più appropriato parlare di dolore, e tenendo presente che non possiamo immaginare che cosa sia il dolore in un essere privo di coscienza razionale.

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