Le Iene e la Dieta Vegana: Verità e Disinformazione

Il programma Le Iene ha proposto un'assurda dieta vegana anticancro, contestata con argomentazioni scientifiche da Giulia Corsini del gruppo PRO-TEST. La Corsini ha organizzato un sit-in pacifico davanti alla redazione Mediaset di Cologno Monzese per protestare contro la disinformazione scientifica de Le Iene.

Nel programma si lascia intendere che esiste un rimedio miracoloso contro la malattia citando il libro The China Study e proponendo quasi un’alimentazione vegana al posto della chemioterapia. Tutti noi conosciamo l’opera di denuncia e di informazione fatta dal programma negli anni passati, grazie a cui è diventato famoso e grazie a cui si è costruita la sua credibilità.

Tuttavia il timone degli autori ha virato dalla parte diametralmente opposta nei servizi dedicati alla salute e questo lo riteniamo estremamente grave. Troppa disinformazione e allarmismo vengono usati nel trattare un argomento estremamente delicato e importante. Dopo il caso del “veleno di scorpione omeopatico” che avrebbe curato il cancro, dopo il caso Stamina, definita da Le Iene come cura miracolosa per le malattie neurodegenerative, hanno deciso di dedicarsi di nuovo alla salute e alla scienza.

Il Servizio Alimentazione e Cancro

Il ciclo di puntate Alimentazione e Cancro condotto dalla Iena Matteo Viviani affronta l’argomento in modo scorretto e superficiale, creando un vero e proprio allarmismo negli spettatori che non hanno un’infarinatura scientifica di base per comprendere che si tratta della solita ricerca di audience. Il servizio di mercoledì 7 maggio 2014 intitolato Alimentazione, tumore e altre malattie spacciava il libro The China Study come straordinaria rivelazione della cura per il cancro.

Si mostra un elenco di malattie che verrebbero curate attraverso un cambio di alimentazione. E queste malattie includono il cancro. Il messaggio che passa è: “a questo punto, perché devo fare la chemio, che comporta dolore, quando posso guarire semplicemente mangiando vegetale?”. Purtroppo per tutti, dal punto di vista scientifico tutto ciò non vale di più di un romanzo rosa. La pecca (grave per chi vuole fare giornalismo) è stata di non cercare e analizzare i giudizi critici.

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Qui c’è il debunking completo di The China Study in italiano: The China Study: fatti o fandonie?, traduzione di The China Study: Fact or Fallacy?, 31 pagine, formato PDF.

La Dieta Vegana e il Cancro: Cosa Dice la Scienza

La dieta vegana è un approccio alimentare che fa a meno di tutti i prodotti di origine animale, quindi non ci si ciba di carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele (a differenza delle dieta vegetariana che accetta i derivati animali). Le diete veg riducono l’insorgenza di cancro. Attenzione: questo non vuol dire che curano il cancro, ma che aiutano a prevenirlo! Non esiste alcuna prova scientifica che supporti l’idea che la dieta, una qualunque dieta, possa far guarire una persona malata di cancro senza l’aiuto di terapie efficaci.

L’IRCCS Ospedale San Raffaele, in riferimento al servizio “Alimentazione e malattie. La storia del tumore guarito di Antonio”, dichiara che nessuno studio in tal senso è in corso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e osserva che ad oggi non esiste alcuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica.

Ricordiamo che Steve Jobs è sempre stato vegano (anzi di più: fruttariano), ed è morto di cancro al pancreas, una delle forme più mortali di tumore. Qui non si tratta di una guerra di vegani contro carnivori contro onnivori, si tratta semplicemente di mettere in guardia dal fatto che la dieta vegana non guarisce dal cancro.

Recentemente è stata mandata in onda una puntata delle Iene in cui si è intervistato un paziente oncologico che, dopo aver fatto radioterapia e chemioterapia ha deciso di affidarsi alla dieta vegana, avendo come risultato la scomparsa del tumore. Che sia chiaro: non è possibile sostituire una cura chemioterapica o radioterapica con un cambio di alimentazione.

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Il Problema della Disinformazione Scientifica

Le “bufale” scientifiche si diffondono attraverso qualsiasi canale a un ritmo inarrestabile. Il web e i social network hanno fornito ulteriori vie di comunicazione a ogni tipo di pseudo-notizia, teoria strampalata o pure e semplici credenze. Alcune sono destinate a sgonfiarsi, magari dopo aver causato, nonostante le false premesse, danni reali. Altre sono difficili da sconfiggere perché continuamente alimentate da “testimonianze” , studi dalla metodologia discutibile o grazie all’endorsement di qualche personaggio pubblico.

Il problema è quando, a dare seguito a queste sciocchezze, ci si mettono soggetti che hanno grande visibilità e credibilità agli occhi delle persone. Una visibilità in grado di oscurare le parole di chi, meno abile nell’apparire davanti alle telecamere, ha invece le competenze necessarie a dare un parere ragionato sugli argomenti più discussi. Uno dei casi più controversi da questo punto di vista è la trasmissione televisiva Le Iene.

L’atteggiamento della redazione è ambivalente. Da un lato si atteggia a redazione giornalistica, dall’altro utilizza l’alibi della satira come strumento per evitare che qualcuno abbia da ridire sull’etica deontologica degli “inviati”. I servizi delle Iene fingono spesso di voler “smascherare” truffe o portare all’attenzione di tutti qualche verità scomoda che qualcuno vorrebbe nascondere. Più spesso di tratta di servizi che partono da una tesi e fanno in modo di dimostrarla, intervistando persone che con le loro testimonianze possono accreditarla.

Come la Brigliadori, le Iene hanno propagandato “cure naturali” contro il cancro. Sono andate fino a Cuba per magnificare le proprietà “antitumorali” del “veleno di scorpione”, intervistando un tassista cubano che parlava di un fantomatico “vaccino” contro i tumori inventato sull’isola. Le Iene hanno diffuso l’idea che il tumore si possa guarire con una dieta vegana, come suggerito in un libro senza alcuna credibilità, “The China study”.

La Testimonianza di Antonio e il Libro The China Study

La puntata di ieri sera della trasmissione Le Iene ha proposto al pubblico qualcosa di inconsueto: le Iene hanno raccontato la storia di Antonio al quale era stato riscontrato un tumore al cervello, la storia di questo signore è incredibile e racconta alcune verità spesso taciute, la prima è quella che riguarda l'alimentazione ed i suoi effetti benefici, la seconda è il fatto che tutto questo venga tenuto nascosto all'opinione pubblica.

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La storia di Antonio inizia grazie al figlio che informandosi in rete trova informazioni sul tema, si imbatte nel libro The China Study di T. Collin Campbell e inizia a capire causa ed effetto di molte malattie e patologie, a quel punto inizia con l'alimentazione vegan: per circa tre mesi Antonio si alimenta a base di succhi estratti da verdure amare a foglia larga, dopo tre mesi ritorna a fare i controlli per vederne gli effetti e la massa tumorale era scomparsa.

Nel racconto parla anche la Dott.ssa Michela De Petris, che spiega in modo esaustivo la relazione tra cibo e malattie, affermando due grandi verità, che nelle università di medicina si prende a mala pena in considerazione il lato alimentare, e che siamo in piena rivoluzione per quanto riguarda l'alimentazione, dato che grazie a internet un numero sempre maggiore di persone possono ottenere queste informazioni.

Le Iene hanno mostrato non poco coraggio con questa testimonianza: parlare di guarigioni in Tv grazie all'alimentazione e a sani stili di vita non sono argomenti commerciali, per cui tanto di cappello, la prova che queste informazioni sono tabù, o qualcosa che vi si avvicina molto, sta proprio nel fatto che vengano occultate o snobbate prima di tutto nelle università, come se l'alimentazione fosse insignificante e per la medicina il cibo contasse estremamente poco, quando invece conta moltissimo, dato che mangiare sano diminuisce il rischio di malattie e patologie, che pertanto in alcuni casi non si manifesteranno mai.

L'Aspettativa di Vita in Italia e l'Alimentazione

Noto che ad ogni nuova puntata delle Iene si alza sempre di più il tiro riguardo la salute e non contenti di quanto hanno combinato con il caso Stamina, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, ci riprovano con il cancro e l’alimentazione. Ben consapevoli che l’italiano medio quando può trovare un nemico comune (per esempio le case farmaceutiche), un bel complotto a cui credere, e qualche eroe che elegge tale solo perchè in controtendenza, non vede l’ora di esaltarsi.

Nemico numero uno è l’alimentazione “tradizionale” quella tipica del bacino mediterraneo, una delle poche cose buone che ci siano ancora rimaste e che, da buoni esterofili amanti delle esasperazioni, delle incongruenze e delle ammmericanate stiamo cercando di demolire. Non voglio neppure spingermi in ricerche e spiegazioni di tipo scientifico, perchè buona parte delle persone non le leggerebbe neppure.

Ipotizziamo che quelli delle Iene abbiano ragione che tutto quello che abbiamo mangiato sino ad ora sia veramente sbagliato, che sia innaturale, che provochi cancro, morte e disperazione, dovremmo aspettarci una vita media veramente bassa rispetto alla media degli altri popoli. E bene se osserviamo le aspettative di vita delle nazioni con almeno 100.000 abitanti, l’Italia è al terzo posto nel mondo, con una aspettativa di vita crescente e pari a 82 anni, superata solo da Giappone (84 anni) e Andorra (83,5).

Certo qualcuno obietterà che dipenda anche dall’ottimo livello delle cure mediche (caspita siamo così longevi grazie a quelli che complottano contro di noi? Allora spero che organizzino un complotto ancora peggiore, perchè non mi dispiacerebbe arrivare almeno a 120 anni). Inoltre se dipendesse solo dall’efficienza delle cure… come mai gli Stati Uniti sono al 29esimo posto? Non mancheranno mica bravi medici?

Veniamo poi alla Bibbia di chi si accanisce contro questo tipo di alimentazione: il libro “The china study“. Non manca dibattito in cui qualcuno non lo citi. Soprattutto i vegani etici, quelli che non vorrebbero far soffrire gli animali, ma evidentemente non si sono accorti che il libro segnala la sperimentazione animale come strumento d’indagine statistica.

Vi do un consiglio, prima di continuare a citarlo… leggetelo! Ma leggetelo davvero, almeno per sapere di cosa state parlando.

Conclusioni

L’informazione è una cosa seria, soprattutto quando si parla di salute, e deve essere trattata con consapevolezza e responsabilità. La verifica delle fonti è importantissima, soprattutto quando si parla di scienza e salute. C’è la vita delle persone in ballo. Ricordiamo inoltre che nel campo scientifico non tutte le opinioni hanno pari valore: ciò che conta sono le evidenze. Se le evidenze sperimentali mancano, si tratta di aria fritta, da qualunque parte provenga.

Creare allarmismo, sfiducia nel sistema sanitario, nella scienza, nei ricercatori e nei medici, dando valore a presunti inventori di cure miracolose, significa mettere in pericolo la salute delle persone. Il fattore psicologico gioca un ruolo importantissimo: una persona può rifiutarsi di curarsi quando è ancora in tempo. Una persona può essere spacciata solo per avere ricevuto delle informazioni sbagliate.

Le persone si fidano di programmi che si sono fatti rispettare condannando le truffe, e Le Iene ce lo ricordiamo tutti così. Vorremmo che tornasse a essere quel che era: un programma al servizio del cittadino. Purtroppo non tutte le persone hanno gli strumenti per identificare la bufala, ci vuole un’infarinatura scientifica di base, un briciolo di scetticismo, l’attitudine ad analizzare ciò che si recepisce e anche l’essere in condizioni non critiche (avere una persona cara in gravi condizioni porta automaticamente ad abbassare le difese di fronte a promesse di guarigione).

Ingannare è la loro professione. L’informazione è una cosa seria, soprattutto quando si parla di salute, e deve essere trattata con consapevolezza e responsabilità.

Tabella: Aspettativa di Vita in Alcune Nazioni

Nazione Aspettativa di Vita (Anni)
Giappone 84
Andorra 83.5
Italia 82
Stati Uniti N/A (29° posto)

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