Requisiti di legge per il Nutrizionista in Italia

La pandemia ha cambiato il nostro stile di vita, e sempre più giovani si appassionano all’alimentazione e decidono di diventare professionisti del food.

Il nutrizionista in Italia è un biologo (talvolta anche medico, ma più raramente). A questo punto probabilmente ti starai chiedendo come fare per diventare nutrizionista: per poter svolgere la professione esiste un percorso delineato che passa prima di tutto dall’università.

I corsi di studio in medicina e chirurgia o in scienze biologiche solo in pochi casi offrono una formazione mirata all'esercizio della professione di nutrizionista dopo l’iscrizione all’Albo e per questo spesso il percorso formativo prosegue. Il percorso universitario necessario per diventare nutrizionista può essere svolto all’interno di una delle università telematiche riconosciute dal MIUR, con tutti i vantaggi dell’e-learning. Le lezioni per diventare nutrizionista possono essere quindi seguite in via telematica attraverso le piattaforme di e-learning che gli atenei online mettono a disposizione.

Conseguita la laurea occorre superare l’esame di stato per diventare appunto Biologi Nutrizionisti. L'iscrizione prevede il superamento dell'esame di stato. L’iscrizione all’Ordine conferisce il titolo giuridico per svolgere la professione.

Il Biologo può esercitare l’attività di nutrizionista solo se abilitato all’esercizio della professione ed iscritto alla sez. A. Il laureato in biologia iscritto nella sezione A dell'ordine dei biologi che abbia ricevuto il nulla osta dallo stesso ordine per professare come nutrizionista, si opera poi per proseguire nella direzione di una specializzazione in scienze dell'alimentazione non obbligatoria ma vivamente consigliata.

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Il biologo nutrizionista si occupa di sviluppare piani alimentari in soggetti senza patologie ma può essere di diversi tipi a seconda della propria specializzazione e dei propri interessi. Se ti stai chiedendo come diventare nutrizionista sportivo, la risposta è semplice: dopo la laurea in Biologia e il superamento dell’esame di stato puoi iscriverti ad un master per chi aspira a diventare nutrizionista dello sport. Se sei appassionato di alimentazione vegan, invece, probabilmente ti starai chiedendo come diventare nutrizionista vegan. Infine se vuoi operare nel settore infanzia, puoi diventare nutrizionista pediatrico.

Tra le varie tipologie di nutrizionista c’è anche il dietista. Il Dietista è un professionista sanitario in possesso di laurea triennale (facoltà di medicina) che organizza e coordina le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione; elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico e ne controlla l’accettabilità da parte del paziente; collabora con altre figure al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare (DM 2/4/01 MIUR - Suppl. Ord. alla G.U.

Il nutrizionista sa elaborare dei programmi dietetici specifici per il paziente che si trova di fronte, di volta in volta differenti per necessità, tempo dedicato al movimento e all'allenamento del corpo, patologie ereditarie e non. Esperto di educazione e informazione alimentare, è in grado di elaborare schemi dietetici per le comunità (scuole, asili, aziende) o analizzare i bisogni energetici degli individui, per calcolare una dieta corretta in base alle attività svolte. Lavora spesso per le ASL.

Tra le informazioni di natura generale, si rammenta che il biologo nutrizionista può elaborare e determinare piani alimentari sia nei confronti di persone sane sia di persone alle quali è stata diagnosticata una patologia, tuttavia, questa operazione potrà essere effettuata solo dopo l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche da parte del medico. Tali diete possono essere rivolte a tutta l’utenza in condizioni fisiologiche. Se invece il cliente presume di essere affetto da una qualche patologia e vorrebbe dal biologo consigli alimentari per curarla, il biologo lo rinvierà al medico perché accerti, con le sue competenze, se il soggetto è affetto da una qualche patologia e solo dopo questo accertamento potrà determinare ed elaborare una dieta che consenta, unitamente ai farmaci consigliati dal medico, il recupero dello stato di benessere.

Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci. L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Del resto la stessa giurisprudenza amministrativa ha confermato che, oltre alla legge, costituisce fondamento delle competenze del biologo il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93.

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Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…”.

Il Consiglio Superiore di Sanità ha reso due pareri in merito alle competenze del biologo in materia di nutrizione. In premessa, il Consiglio ha precisato testualmente che “in riferimento al biologo il Consiglio di Stato con la sentenza n.6394/05 ha affermato …che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività, fra le quali: in funzione dei fabbisogni nutritivi e in funzione delle intolleranze alimentari, l’elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata destinata una patologia; l’indicazione di integratori/supplementi alimentari e altri prodotti dietetici di libera vendita”, concludendo poi che “il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale, finalizzato al miglioramento dello stato di salute”.

L’art. 3 della Legge 396/67 e il Decreto Ministeriale 22 luglio 1993, n. 362 (Tariffario professionale) consentono al biologo di elaborare diete ottimali.

La specializzazione in Scienze della alimentazione, conseguita dopo la laurea, è un titolo culturale, infatti consente di svolgere la professione con più competenze. No, l’apertura della partita IVA sarà obbligatoria dal momento in cui si dà avvio all’esercizio dell’attività professionale. Per l’apertura della Partita IVA da Nutrizionista non bisogna iscriversi alla Camera di Commercio.

La prestazione d’opera intellettuale oggetto dell’attività del Biologo costituisce un’operazione che è esente ai fini Iva, per cui le ricevute sono esenti dall’imposta IVA. L’elaborazione delle diete sono esenti da IVA così come recita l’Art. 1 del DM Sanità 17/05/2002 e quindi rientrati nelle esenzioni previste dall’Art. 10 del DPR n. Il professionista sanitario ha l’obbligo di curare la propria formazione e competenza professionale nell’interesse della salute individuale e collettiva.

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La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce, ai sensi dell’art. 16-quater del D. Lgs. n. Ai fini di una copertura generale, si raccomanda inoltre al professionista di valutare un’ulteriore copertura di polizza che garantisca dai rischi da responsabilità civile, diversi da quelli evidentemente correlati alla condotta professionale.

Il laureato triennale non può svolgere l’attività di Biologo in campo nutrizionale in quanto le competenze professionali di tale attività sono evidenziate nell’Art. 3 comma b) della Legge 396/67 e sono riferite al laureato magistrale (iscritto nella Sez. A). Il laureato triennale può fornire collaborazione tecnica di supporto per l’attività del Biologo nutrizionista, laureato magistrale (Sez. B).

In particolare l’Art. 31 individua l’oggetto della professione del Biologo Junior (iscrizione Ordine Nazionale dei Biologi nella Sez. B) nelle attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate, quali l’esecuzione con autonomia tecnico professionale delle procedure nello stesso articolo elencate. Si ricorda però che il laureato triennale iscritto all’Ordine dei Biologi nella Sez. B in applicazione all’Art.31 del DPR 328/01 non può firmare i referti o i rapporti di prova in quanto di competenza del Dirigente (iscritto nella Sez. A).

A tal fine, il D.L. - apertura partita I.V.A. L’iscrizione all’ordine dei Biologi non è consentita ai pubblici impiegati ai quali sia vietato, dagli ordinamenti delle Amministrazioni da cui dipendono, l’esercizio della libera professione. Essi sono, a loro richiesta, iscritti in uno speciale elenco (articolo 2 della Legge n. L’attività professionale del Biologo nutrizionista è prevista dall’Art. L. 396/67 - Ordinamento della professione di biologo al cui art. 3 regola l’“Oggetto della professione”, DPR 328/01 (GU n. 190 del 17 agosto 2001, Suppl. Ordinario n. 212 - Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti) e L. 3/2018 (GU n.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.L. vo n. 82 del 7/3/2005 ) ha conferito alla posta elettronica certificata (PEC) valore legale opponibile a terzi in caso di contenzioso. Tutti gli iscritti a un Albo professionale hanno l’obbligo di possedere una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), ai sensi del D.L. n.179 del 18/10/2012 convertito nella L. n.221 del 17/12/2012 che si affianca alle indicazioni già contenute nella L.

Per i professionisti iscritti all’albo il D.L. 16 luglio 2020, n. 76 ha reso obbligatorio l’uso della casella PEC (posta elettronica certificata) ed ha previsto sanzioni per i professionisti che non comunicano la propria PEC (ora domicilio digitale) al proprio Ordine di appartenenza. “Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all’Albo o elenco di cui al comma 7 è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. “L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato previsto dal comma 7, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, ovvero la reiterata inadempienza dell’obbligo di comunicare all’indice di cui all’articolo 6- bis del decreto-legislativo 7 marzo 2005, n.

Il Timbro recante il logo dell’Ordine, il nome ed il numero di iscrizione all’Albo, è rilasciato all’iscritto previa compilazione del modello reperibile sul sito web istituzionale. Il logo può essere apposto esclusivamente sulla carta intestata, sui biglietti da visita, buste, messaggi di posta elettronica, sul timbro professionale.

La pubblicità sanitaria è regolata da diversi provvedimenti normativi riportati sul sito del Ministero della Salute, ad ogni modo la pubblicità è ammessa con ogni mezzo, deve avere carattere informativo essere funzionale all’oggetto, veritiera, corretta e non deve violare l’obbligo del segreto professionale. Inoltre non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria, deve essere escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo (che inviti, cioè, all’acquisto di beni o servizi), nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignita’ della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria.

Tutti i documenti rilasciati ai pazienti dovranno essere timbrati, datati e firmati, l’autorizzazione all’uso del timbro ordinistico deve essere richiesto all’Ordine con apposito modulo presente nel sito istituzionale OBLA alla pagina “Modulistica“ed utilizzato in conformità al regolamento riportato nella stessa pagina. La distribuzione di volantini è regolata dall’art. 663 del codice penale, il quale stabilisce che: “chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, [..] mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con una sanzione amministrativa”.

Per esercitare la professione di Biologo Nutrizionista in centri sportivi e palestre è necessario che la stanza sia utilizzata in maniera esclusiva dal Biologo, che l’attività sia rivolta esclusivamente ai clienti del circolo sportivo e che venga assicurata adeguata riservatezza e decoro. Allo stato attuale le normative regionali e comunali non prevedono particolari clausole, al di là delle caratteristiche a cui tutti gli studi professionali sanitari devono rispondere. come previsto dalle Linee Guida per la professione del Biologo Nutrizionista (pubblicate nel 2019 dall’allora ONB), e più in generale, tutte le attività afferenti alle professioni sanitarie non possono essere esercitate in strutture in cui si svolgano anche professioni non sanitarie (p. es. negozi, centri estetici, ecc) per evitare che ci sia “un interesse in conflitto con quello di un cliente o che possa condizionare il corretto svolgimento dell’incarico” (p.es. la vendita di prodotti, corsi o servizi da parte dello stesso professionista o di terzi).

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