I dati epidemiologici indicano un trend in aumento per le malattie renali. Tra le cause potrebbe esserci l’eccesso di consumo di proteine. La dieta iperproteica è usata un po' trasversalmente tra sportivi ma anche tra persone normali un po’ sovrappeso, che si affidano a regimi estremi.
Metabolismo Renale delle Proteine
Come funziona il metabolismo renale delle proteine? Il rene risponde alle proteine con un effetto emodinamico, dilatando l’arteriola afferente dei glomeruli. Questo meccanismo espone i glomeruli agli effetti negativi dell’ipertensione sistemica e conduce a sclerosi ovvero invecchiamento dei glomeruli. Inoltre, l’acidosi associata al consumo di proteine (specie di origine animale) facilita la fibrosi interstiziale del rene, in altre parole un invecchiamento delle cellule epiteliali tubolari, patologia comune a tutte le patologie renali.
L’elevata assunzione di proteine determina un innalzamento dei livelli di azoto nel sangue, azoto che arriva ai reni sotto forma di urea per essere debellato con le urine. Il conseguente aumento di minzione rischia di portare ad un livello di disidratazione, aumentando di conseguenza lo stress dei reni.
Proteine: Amiche o Nemiche dei Reni?
Ma ci può essere una connessione tra l’aumento delle patologie renali e il consumo eccessivo e protratto di proteine? Le proteine possono essere di origine animale e proteine vegetali (meno ricche di aminoacidi solforati e di alcuni aminoacidi essenziali), che hanno differenti effetti anabolici. In quest’ultima evenienza il quesito si pone principalmente perché le proteine portano con sé, anche grassi e inoltre inducono la produzione di acido urico, fosfati e acidi fissi o pesanti, questi ultimi da parte degli aminoacidi solforati. Gli aminoacidi hanno un effetto emodinamico sul rene, aumentando il flusso di sangue a quest’organo.
In Italia, secondo i L.A.R.N. una dieta normoproteica è compresa tra 1 e 1.3 g di proteine al giorno, miste di origine animale e vegetale, queste ultime molto presenti nella Mediterranea. Tuttavia, il fatto che non ci siano sufficienti dati capaci di certificare danni ai reni anche alle brevi condizioni descritte, non significa che anche questa iperproteica moderata non produca danni al rene. Il quadro è diverso per i soggetti che hanno una insufficienza renale, in questi casi una restrizione proteica (come minimo a 0.8 g/kg) è necessaria per mantenere una buona nutrizione, ma riducendo il carico acido e di fosfati, ridurre il colesterolo e l’aumento di tossine per rallentare la progressione di malattia.
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Va detto che la scienza appare divisa sull’opportunità o l’eventuale “pericolosità” di una dieta iperproteica, non ci sono infatti sufficienti evidenze che dimostrino che, in un soggetto sano, un elevato apporto di proteine possa direttamente innescare un danno renale. Se si decide di seguire un regime dietetico iperproteico, è fondamentale parlarne al proprio medico perché, come dimostrano diversi studi, ci potrebbero essere conseguenze negative sulla salute. Se non dura troppo a lungo, la scorpacciata di proteine non crea grandi problemi a chi gode di una buona salute renale, ma può invece risultare pericolosa per chi soffre di disturbi ai reni e può aumentare il rischio di calcoli renali in chi è predisposto. Inoltre, l’esclusione di interi gruppi di alimenti - in alcune fasi della dieta Dukan, per esempio, verdura e frutta sono bandite - può tradursi in carenze di nutrienti e in un conseguente senso di stanchezza o in problemi intestinali (se mancano le fibre). Infine, anche i vantaggi sulla bilancia non risultano così stabili come molti vorrebbero.
Diversi studi osservazionali associano il rischio di aumento della malattia renale con l’eccessivo consumo di proteine animali rispetto alle proteine vegetali. Un regime alimentare iperproteico, raddoppiato rispetto al normale introito giornaliero, determina sicuramente uno stato di iperfiltrazione esponendo i reni a un superlavoro che compromette la funzionalità renale regolare.
Patologie Associate a una Dieta Iperproteica
Tra le varie patologie che si generano a conseguenza di una dieta iperproteica possiamo individuare:
- Ipertensione arteriosa
- Peggioramento della funzione renale
- Aumento dei grassi nel sangue
- Accumulo di tossine nei pazienti con insufficienza renale o in dialisi.
Con i regimi alimentari iperproteici l’altro organo bersaglio, oltre al rene, è il cuore, ma sarà una prossima trattazione.
La malattia renale cronica è definita come un'anomalia renale prolungata (di natura funzionale e/o strutturale) che dura più di tre mesi. La malattia renale acuta è definita come danno renale acuto ed è caratterizzata dall'improvvisa riduzione della funzionalità renale (nell'arco di sette giorni). La malattia renale, di solito, causa una perdita della funzionalità renale, e può essere motivo di insufficienza renale, ovvero la perdita completa della funzionalità renale.
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Proteine in Polvere: Amiche o Nemiche dei Reni?
L’idea che un’elevata assunzione proteica possa danneggiare i reni nasce da studi condotti su persone con malattia renale cronica. In questi casi, sì, è spesso necessario limitare l’apporto di proteine per non aggravare la funzionalità renale. Ma estendere questa raccomandazione a chi ha reni perfettamente sani non ha alcuna base scientifica solida.
L’EFSA (European Food Safety Authority) nel suo report del 2018 ha valutato gli effetti di un alto consumo di proteine - inclusi gli integratori - sulla salute generale, con particolare attenzione a reni e fegato.
Risultati? “Non ci sono evidenze che un’assunzione fino a 2 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno comporti effetti avversi nei soggetti sani.” (EFSA Journal, 2018;16(5):5360)
Tradotto: se pesi 70 kg, puoi arrivare fino a 140 g di proteine al giorno senza rischi - ovviamente includendo sia quelle da cibo che da polveri. E questa soglia è ben oltre la media delle diete più comuni, anche tra chi si allena.
Il punto di incontro tra proteine e reni è legato al metabolismo di alcuni acidi (quali acido urico, fosfati e acidi fissi contenuti negli aminoacidi) che vanno ad aumentare l’afflusso di sangue nei reni e quindi la loro attività. Pertanto, se andiamo ad assumere troppe proteine composte da questo tipo di aminoacidi, rischiamo un aumento dell’attività renale.
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Possiamo quindi affermare che le proteine in polvere non fanno male ai reni in quei soggetti che non hanno alcun problema a livello renare e il cui apporto di proteine complessivo, dato dal cibo solido e dagli integratori, rientra nei range consigliati (che possono arrivare ad un massimo di 2,4 g di proteine per kg di peso corporeo per gli sportivi). Chiaramente, se un soggetto non ha una funzione renale normale e apporta un eccesso di proteine, andando a superare le grammature consigliate per la popolazione sana, nel tempo riscontrerà un danno a livello renale. Nei soggetti che manifestano insufficienza renale si potrebbero sviluppare problematiche come ipertensione arteriosa, peggioramento della funzione renale, dislipidemia e accumulo di tossine.
Cosa Fare?
Se assumi proteine in eccesso:
- Una parte viene usata per costruire e riparare i tessuti.
- L’eccesso viene convertito in energia o immagazzinato.
- I reni filtrano i sottoprodotti dell’azoto, ma in soggetti sani questo non comporta danni strutturali.
Quello che conta, come sempre, è il contesto: quantità, qualità e durata.
Se sei sano, vai tranquillo. Se hai patologie renali note o sospette, consulta sempre un medico prima di usare integratori proteici.
Come usare le proteine in polvere in modo sicuro:
- ✅ Preferisci polveri certificate e semplici, con pochi ingredienti e senza dolcificanti eccessivi.
- ✅ Non usare gli integratori come sostituto dei pasti, ma come supporto in un’alimentazione bilanciata.
- ✅ Resta entro il tuo fabbisogno proteico, che può variare tra:
- a. 0,8 g/kg per soggetti sedentari,
- b. 1,2-1,6 g/kg per chi fa attività fisica regolare,
- c. fino a 2,2 g/kg in casi particolari (es. atleti).
Come sempre, il segreto è uno solo: personalizzare le scelte alimentari in base alle proprie condizioni di salute. E qui, un nutrizionista può fare la differenza.
Quando le Proteine Sono Troppe?
Le proteine sono nutrienti essenziali per il nostro corpo, ma come per ogni cosa in medio stat virtus. La dose di assunzione giornaliera raccomandata per adulto è di 0.8 g di proteine per kg di massa corporea. Oltre a questa soglia si può parlare di eccesso di proteine, che, tuttavia, entro certi limiti (2g/kg) non sembra avere conseguenze a medio termine.
C’è eccesso di proteine quando vengono assunte oltre 2 g di proteine per kg di peso al giorno. Per una persona di 70 kg questo significa ingerire oltre 140 g di proteine ogni giorno. In ogni caso, assumere troppe proteine per un lungo periodo potrebbe esporti al rischio di gravi effetti indesiderati.
Troppe proteine alterano il metabolismo del calcio causando malassorbimento osseo. Questo nel lungo periodo, specialmente nelle donne in menopausa, può portare all’osteoporosi. Per evitare questi rischi, la cosa migliore è seguire un’alimentazione con l’apporto di proteine di cui il tuo corpo ha bisogno.
Alimenti Ipoproteici
Gli alimenti ipoproteici sono quelli a basso contenuto di proteine. Tra gli alimenti ipoproteici troviamo frutta e molti tipi di verdura. Al contrario, gli alimenti aproteici sono Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS) le cui caratteristiche sono regolate sia dal Regolamento Europeo n. 128/2016 che dalla Circolare ministeriale del 5 novembre 2009.
Per quanto riguarda l'adeguatezza di una dieta ipoproteica (LPD) con proteine prevalentemente vegetali, è importante notare che la Recommended Dietary Allowance (RDA) è per le proteine di 0,8 g/kg/die e che il fabbisogno stimato sulla base di studi metabolici è probabilmente anche inferiore (ovvero 0,6 g/kg/die) purché siano garantiti adeguati aminoacidi essenziali. Tuttavia, la maggior parte degli adulti nelle società occidentali mangia 1,0-1,4 g/kg/die di proteine.
Conclusioni
Per la maggior parte delle persone sane una dieta ricca di proteine non è generalmente dannosa, in particolare se seguita per un breve periodo. Il miglior piano alimentare è quello a cui puoi attenersi a lungo termine. Tale metodo di valutazione, per quanto "logico", è comunque "spannometrico" e di limitata utilità nell'applicazione del "singolo".
Rispetto alla “norma” che prevede per ogni giornata alimentare, secondo l’OMS e tutte le società scientifiche, almeno 0,83 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, chi ne ha mangiate di più ha avuto progressivamente una migliore sopravvivenza alla malattia e un rischio di mortalità ridotto con elevata significatività statistica.
“La convinzione che gli italiani mangino troppe proteine è profondamente sbagliata. Assumendo 1 g di proteine per chilo di peso corporeo al giorno (quindi più degli 0,83 suggeriti) la mortalità da insufficienza cardiaca scendeva del 12%. Utile proporre subito un esempio pratico perché spesso le persone pensano che mangiando una fettina di pollo da 80 g si mangino 80 g di proteine. In realtà gli effetti di protezione del rene sono stati compresi applicando un importante cambio di paradigma che non considera più le proteine in sé, ma considera anche come il rene possa rispondere ad un eccesso di glicazione. Se si pensa che in media gli italiani mangiano una quantità giornaliera di proteine molto inferiore a quella richiesta e che sopra i 65 anni la quantità dovrebbe diventare 1,2 g per chilo di peso si può capire quanto sia sbagliata la “convinzione diffusa” che gli italiani mangino troppe proteine e che se ne debbano mangiare meno.
Tabella: Raccomandazioni sull'Assunzione di Proteine
| Gruppo | Assunzione Raccomandata |
|---|---|
| Sedentari | 0,8 g/kg |
| Attività fisica regolare | 1,2-1,6 g/kg |
| Atleti | Fino a 2,2 g/kg |
| Anziani (sopra i 65 anni) | 1,2 g/kg |