Come Leggere e Valutare un Articolo di Ricerca Infermieristica

Negli ultimi anni, si è assistito a una crescente diffusione di riviste infermieristiche che pubblicano articoli di ricerca. Tuttavia, non tutto ciò che viene pubblicato è di elevata qualità. Molti studi, infatti, non offrono risultati utili alla pratica infermieristica, poiché non si basano su ipotesi valide e non sono condotti con modalità scientifiche.

Imparare a leggere un articolo di ricerca infermieristica è importante essenzialmente per tre motivi: per iniziare a leggere in modo critico, per applicare i risultati delle ricerche nelle nostre realtà operative e per imparare noi stessi a condurre una ricerca e scrivere un articolo.

Lettura Critica: Un Approccio Necessario

Un articolo di ricerca infermieristica non è un romanzo! Spesso, una lettura veloce non è sufficiente per coglierne tutti gli aspetti e per valutarne la qualità. Si rende quindi necessario un metodo organico di lettura, che vada oltre il primo impatto.

La lettura critica è un processo, quindi necessariamente si compone di fasi o livelli. Tali livelli sono definiti anche fasi di comprensione. Le fasi sono essenzialmente quattro. Non in tutti i casi si devono necessariamente percorrere al completo: dipende dall’interesse che nutriamo per l’argomento trattato nell’articolo e dall’uso che ne vogliamo fare.

A volte poi, la prima fase può essere sufficiente per farci capire che possiamo evitare di leggere meglio il testo, in quanto non ci interessa, l’articolo è mal scritto, lo studio non correttamente condotto. In altri casi, la comprensione analitica è già stata sufficiente a capire bene il testo.

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Fasi della Lettura Critica

  1. Familiarità o comprensione preliminare: Si acquisisce attraverso la lettura veloce, ma superficiale, di un articolo. Il fine è quello di coglierne il senso generale. Se il testo può essere letto velocemente, il titolo e l’abstract devono essere attentamente analizzati, in quanto offrono informazioni sulle variabili fondamentali dello studio. Altre parti dello studio che vanno considerate sono: l’introduzione, i titoli dei paragrafi e le prime frasi degli stessi, le conclusioni.
  2. Identificare i concetti principali: Capire esattamente di cosa si sta parlando e quali sono gli aspetti fondamentali dell’articolo. Chiarire concetti e termini inconsueti. Un lettore può imbattersi in argomenti, idee e parole che non conosce.
  3. Interrogarsi sulle ipotesi ed il razionale: Determinare le prove (l’evidenza). Una ricerca dovrebbe produrre evidenze scientifiche su un certo aspetto dell’assistenza infermieristica.
  4. Comprensione analitica: Questo livello è fondamentale per la comprensione e l’utilizzo dei risultati degli studi sull’assistenza. Solo dopo questo tipo di lettura è possibile criticare un articolo. Un articolo di ricerca può essere compreso anche nella fase di analisi, ma è più probabile che una quarta lettura permetta di combinare la comprensione dello studio con la sua critica. Anche in questa fase della ricerca è sempre utile chiedere a qualche collega di leggere il medesimo articolo e di confrontarsi poi con noi nella sua critica. Il consiglio di un esperto è poi sempre prezioso per le conclusioni definitive e per fugare eventuali dubbi rimasti.

I criteri di critica sono le “unità di misura, le norme, le guide o le domande utilizzate per giudicare un prodotto o un comportamento” (LoBiondo-Wood & Haber).

Anche nella lettura un impegno costante garantisce il miglioramento delle performance, aumenta la capacità di comprensione ad un primo approccio, permette di diventare più veloci.

Lettura critica, sempre secondo Paul (1990), “significa addentrarsi in una prospettiva alternativa alla propria, quella dello scrittore. Il lettore critico cerca attivamente le ipotesi, i concetti e le idee chiave, i motivi e le giustificazioni, gli esempi di sostegno, le esperienze parallele e qualsiasi altra caratteristica strutturale del testo scritto, al fine di interpretarlo e valutarlo in maniera accurata ed imparziale”.

La revisione di ricerca, secondo Leininger, è una identificazione e sintesi delle caratteristiche, degli aspetti e dei contenuti di uno studio. La critica di ricerca supera invece il contenuto dello studio, per arrivare ad un giudizio sulla sua significatività e sul suo valore scientifico. Per fare ciò è necessario utilizzare criteri che valutano sia aspetti specifici che generali. Si analizzano le strategie usate per eseguire la ricerca, anche in rapporto alle condizioni e ai limiti della ricerca, oltre alle considerazioni etiche. Il processo di critica richiede una attenzione sullo scritto, piuttosto che sull’autore. È inoltre necessario mantenere una sorta di “isolamento emotivo”, evitando di farsi influenzare da opinioni e sentimenti personali.

Non tutti gli scritti vanno letti in modo critico. La lettura critica è finalizzata a qualcosa di più del semplice piacere di leggere qualcosa. Possiamo affermare che la lettura critica è la base per studiare, applicare, approfondire, fare proprio uno scritto.

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Applicazione nella Pratica Clinica

Lo scopo principale della ricerca nella professione infermieristica è quello di aumentare le conoscenze nel nursing al fine di migliorare la pratica clinica. Se i risultati della ricerca non sono utilizzati nella quotidiana vita professionale, fare ricerca si traduce in uno spreco di risorse, che non ha ricadute positive sul benessere dei nostri pazienti.

Utilizzare la ricerca significa acquisire nuove conoscenze di nursing; un modo diverso di studiare e di aggiornarsi. Gli articoli di ricerca sono spunti dinamici ed innovativi per ampliare le conoscenze di base acquisite durante la formazione di base. Ma leggere le ricerche permette anche di valutare le proprie prestazioni professionali, confrontandosi con le performance in altre strutture sanitarie.

Nell’attuale contesto sanitario si rende assolutamente fondamentale l’utilizzo della ricerca infermieristica per documentare la qualità dell’assistenza fornita, in particolare la sua efficacia e la sua efficienza. La ricerca infatti unisce strettamente teoria e pratica. Tutti gli infermieri devono almeno essere consapevoli dell’importanza e del valore dell’uso della ricerca, ma sarebbe auspicabile che il maggior numero possibile diventi un fruitore critico della stessa.

La lettura di articoli di ricerca prima aumenta il bagaglio culturale dell’infermiere, poi, se i risultati sono incoraggianti, può essere applicata alla pratica clinica, permettendo una assistenza evidence based. Attraverso la ricerca si valuta se l’assistenza erogata è adeguata, ed eventualmente permette di prendere decisioni per modificare la clinica, ma anche le politiche sanitarie assistenziali.

Struttura di un Articolo di Ricerca

Le varie fasi della ricerca trovano precisi spazi nei formati editoriali. Ecco una panoramica degli elementi principali:

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  • Abstract: La sintesi dell’articolo. Detto anche “Riassunto”. Si trova all’inizio o alla fine dell’articolo. Breve riassunto che descrive le componenti principali dell’articolo. Offre una visione d’insieme del problema, dei metodi, dei risultati e delle proposte. Lunghezza: 100-200 parole (un abstract strutturato può variare da 50 a 250 parole). Lingua: italiano ed eventualmente inglese se rivista indicizzata.
  • Area oggetto di indagine: Motivazione dello studio. Va indicato nel riassunto e nell’introduzione, oppure dopo la revisione della letteratura. Oppure vi si dedica una parte specifica (Scopo) dopo la revisione bibliografica e prima dei materiali e metodi.
  • Rassegna di testi, studi ed articoli: Usati per inquadrare l’argomento. Detta anche: revisione bibliografica, rassegna della letteratura, struttura concettuale, struttura teorica. Pensieri e teorie di base che sottendono allo studio. In genere è compresa nella parte precedente. Solo raramente è presentata in una sezione a parte.
  • Ipotesi/domande della ricerca: Idea dell’autore sull’argomento o cosa egli vuole studiare.
  • Disegno della ricerca: Spiega con quali modalità è stato condotto lo studio. Detto anche “Disegno della ricerca”. Si trova nell’introduzione o nella sezione “Materiali e metodi”. Può essere contenuto anche nell’abstract.
  • Campione: Soggetti su cui è stata svolta la ricerca, parte selezionata di una popolazione più ampia. Indicato nella sezione “Materiali e metodi” o in una sezione specifica. I termini per definirlo, oltre a Campione, sono: Soggetti, Partecipanti. tipo e dimensioni.
  • Considerazioni Etiche: Sezione che parla dell’opportunità di condurre la ricerca e delle richieste specifiche fatte per ottenere il consenso da parte dei soggetti, della struttura sanitaria dove si è svolta e dell’eventuale comitato etico.
  • Strumenti (di misurazione): I metodi usati per misurare le variabili da studiare. a volte definita anche “Metodi e strumenti”. Validità ed affidabilità. Modalità utilizzate per spiegare se gli strumenti misurano veramente il fenomeno in questione e con quale grado di precisione.
  • Procedure: Modo in cui lo studioso ha utilizzato gli strumenti. Posta nella sezione “Materiali e metodi”; raramente vi è una sottosezione specifica detta “Procedure”.
  • Analisi dei dati: I test statistici usati per ricerche quantitative e i risultati dei testi descrittivi/deduttivi. La parte dello studio dove si espongono i dati raccolti e le loro elaborazioni. Sono sempre posti in una sezione separata dalle altre, definita “Risultati”.
  • Discussione dei risultati: L’utilità della ricerca per la pratica, i suoi principali difetti e gli spunti per il suo utilizzo. Sono in genere contenuti nella “Discussione”.
  • Conclusioni: Considerazioni finali.
  • Bibliografia: Tutti i riferimenti tratti dalla letteratura presenti nel testo dell’articolo.

Valutazione della Bibliografia

La bibliografia di un articolo permette importanti valutazioni sul merito e la qualità dello stesso. Una buona modalità di citazione indica già un autore esperto. Tali caratteristiche delle fonti bibliografiche sono elementi che permettono di riconoscere la qualità della bibliografia.

Le fonti primarie sono le più idonee, ma in mancanza di esse possono andare bene anche quelle secondarie. Attenzione però di non fingere di aver usato una fonte primaria se non è vero.

La quantità e la qualità della bibliografia selezionata può essere molto variabile: si va da una bibliografia base essenziale, ad una bibliografia ragionata, dettagliata e molto vasta. La vastità della bibliografia utilizzata deve essere proporzionale all’importanza dello studio, al prestigio dell’autore e della rivista su cui è pubblicato l’articolo.

Ogni settore del nursing ha i suoi autori e riviste di prestigio. Ad esempio per l’ambito nefrologico le pubblicazioni dell’ANNA a livello mondiale e dell’EDTNA/ERCA a livello europeo, con i loro rappresentanti più prestigiosi. Più in generale, citare Paola DiGiulio o l’ex “La Rivista dell’Infermiere” in Italia è sicuramente segno di valore del’articolo. Così nel mondo è riconosciuto che una delle riviste infermieristiche più prestigiose è il Journal of Advanced Nursing.

Una buona bibliografia abbina più fonti, come libri (panoramica generale o specifica sul tema) e index di riviste, rapporti o sintesi.

In genere si seguono modalità “accreditate” per elencare le fonti utilizzate. Quelle previste da Index Medicus, ad esempio, sono molto valide.

Sviluppare Competenze nella Ricerca

Progettare e condurre una ricerca, quindi rendere pubblici i risultati della stessa attraverso la presentazione ad un congresso o la stesura di una relazione o di un articolo è una abilità che richiede conoscenze, impegno, tempo e soprattutto molta esperienza. Leggere articoli di ricerca non è facile se non ci si è mai esercitati e se non si ha perlomeno una infarinatura di metodologia della ricerca sanitaria e sociale. Servono inoltre alcune nozioni base di epidemiologia e di statistica. Inizialmente si può aver bisogno anche di 4-6 letture dello stesso articolo. Come in ogni abilità però l’esercizio permette di migliorare le proprie capacità.

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