Perché Non Essere Vegani: Una Visione Contraria

Chiunque ha il diritto di decidere di mangiare come preferisce - e certo anche vegano -, auspicabilmente dopo essersi bene informato. Personalmente credo che l’alimentazione migliore per l’essere umano sia quella onnivora, prevalentemente basata sui vegetali ma con una moderata quantità di alimenti di origine animale.

Evoluzione e Alimentazione Umana

Abbiamo mangiato proteine animali per tutta la nostra storia evolutiva e così hanno fatto prima di noi gli ancestrali progenitori dell'uomo, gli australopitechi. La nostra specie si è perfino evoluta ed è diventata ciò che è grazie al consumo di carne, che ha consentito, tra le altre cose, un'espansione del cervello senza eguali nel regno animale. Possediamo denti non specializzati che ci consentono di nutrirci sia di vegetali che di tessuti animali, enzimi digestivi perfettamente atti a demolire le proteine animali, un apparato digerente di dimensioni intermedie tra quello lungo degli erbivori e l'intestino corto dei carnivori.

Luoghi Comuni e Realtà

Uno tra i luoghi comuni più diffusi tra chi ama disinformare e spaventare vuole che carne, latte e uova siano pieni di ormoni e antibiotici. L'Italia è poi in assoluto uno dei paesi al mondo in cui gli alimenti animali sono più controllati, tanto che i dati raccolti dal Ministero della Salute in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui negli animali e nei loro prodotti dimostrano che su 44.108 campioni esaminati le irregolarità ammontano solo allo 0,09% del totale.

E' stata la stessa IARC a dover intervenire per far chiarezza, dopo il panico scatenato da certa cattiva stampa e tante inutili polemiche: è l'eccesso di carne rossa ciò che può essere nocivo (come per qualunque alimento, d'altronde), mentre un consumo moderato è del tutto sicuro e persino benefico, basta non superare i 700-750 grammi (peso a crudo) di carne rossa alla settimana.

On line girano video e immagini truculente di macelli provenienti da chissà quali paesi del terzo mondo, che giustamente scandalizzano, ma che non rappresentano la realtà, perlomeno quella italiana. Nel nostro paese vige una precisa regolamentazione sul benessere degli animali da reddito in attuazione di direttive comunitarie e i maltrattamenti sono severamente puniti dalla legge. Al di là del rispetto delle leggi, poi, nessun allevatore degno di questo nome ha interesse a trattare male i propri animali, che sono per lui essenziale fonte di guadagno, dal momento che sa quanto la qualità della loro vita sia strettamente legata a quella della produzione. Chi lo desidera, comunque, può anche scegliere di rivolgersi agli allevamenti etici, realtà ormai non più così rare.

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Aspetti Etici e Ambientali

I vegani pensano con la loro scelta di evitare la morte e lo sfruttamento degli animali. Credono di non fare del male alla natura e agli animali semplicemente perché rinunciano alla bistecca e alle uova. Così come ignorano un aspetto persino più importante, ovvero la quantità di habitat e territorio che viene sottratta alla fauna e alla vegetazione naturale per far spazio alle diverse opere e attività umane di cui tutti beneficiamo: oltre all'agricoltura, le abitazioni, le strade, le industrie. Anche i vegani dipendono direttamente dagli animali per la loro sopravvivenza.

Tanti fautori della dieta priva di derivati animali sostengono che se chiunque diventasse vegano verrebbe sconfitto il problema della fame nel mondo, di cui attribuiscono la colpa agli allevamenti e alle risorse ambientali da questi consumate. Anche qualora tutti ci convertissimo al veganismo non cambierebbe alcunché. Per riuscire a nutrire le popolazioni che patiscono cronicamente la fame basterebbe evitare di sprecare 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, come invece avviene attualmente in Europa e negli Stati Uniti.

Una scelta vegana è veramente sostenibile, come vanno affermando ormai in molti, dando per scontato che sia così? Spiace deludere ma purtroppo no, non è così. Al di là delle buone intenzioni però, una scelta alimentare di questo tipo è un fenomeno piuttosto innaturale, in quanto appare scollegato dal vero funzionamento della natura (seppur crudele) e da come gli organismi viventi sopravvivono su questo pianeta. Un mondo vegano, in termini di consumi di risorse, soprattutto petrolifere, avrebbe un impatto molto importante a causa dell’utilizzo di fertilizzanti, ma anche dell’abbandono di materiali di origine animale che quotidianamente utilizziamo. Infatti, i fertilizzanti per coltivare frutta e verdura sarebbero quasi solamente chimici per sostenere la produzione (addio biologico), i capi di vestiario esclusi come lana, seta e pelle darebbero ancora più spazio a quelli sintetici (sempre di origine petrolifera). O ancora, gli impatti della produzione di cibi come la quinoa, l’avocado o il tofu si farebbero ancora più devastanti di quanto non siano già. Le condizioni delle zone andine convertite a monocolture di quinoa, o quelle messicane destinate al tanto utilizzato avocado sono infatti molto evidenti: largo uso di fertilizzanti e concimi chimici, ma anche di acqua, impoverisce i terreni che diventano più aridi e aggravano i rischi per la biodiversità.

Non è escludendo questo o quell’alimento che si fa la differenza. Lo stile di vita vegano non è né più sostenibile né più etico di quello adottato da chi segue una dieta onnivora. È come una religione con i suoi dogmi, e come tale andrebbe considerato. Non c’è un solo motivo (ambientale, nutrizionale, sociale ecc.) che dia un senso a livello scientifico al vegan. È una scelta, una presa di posizione.

Rischi e Carenze Nutrizionali

I rischi dell’alimentazione vegana possono essere molteplici. Questi si verificano quando in una dieta fai da te le persone, eliminando alcuni nutrienti, non ne aggiungono degli altri che vanno a compensare. E’ il rischio più evidente. Le carenze nutrizionali si verificano quando non si presta attenzione a fornire al proprio corpo tutti i nutrienti necessari. Alcuni nutrienti critici, che possono essere carenti in una dieta vegana, includono vitamina B12, vitamina D, ferro, calcio, zinco, iodio e omega-3 a catena lunga. La mancanza di questi nutrienti può portare a problemi di salute come anemia, osteoporosi, compromissione del sistema immunitario e disfunzioni cognitive.

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Vitamina B12

La vitamina B12 è presente principalmente negli alimenti di origine animale e svolge un ruolo importante nella formazione dei globuli rossi e nella salute del sistema nervoso. Il deficit di vitamina B12, assente nei vegetali, è presto o tardi conseguenza inevitabile della dieta vegana. La mancanza di vitamina B12 può causare anemia megaloblastica e danni neurologici. La carenza principale è a carico della vitamina B12, un nutriente presente nella carne e nei cibi a base di proteine animali, particolarmente importante per la formazione del sangue e per la funzione del cervello. Il suo deficit comporta anemia perniciosa.

Proteine

Mentre le proteine vegetali sono presenti in molti alimenti vegani, spesso non sono complete e non forniscono tutti gli amminoacidi essenziali in quantità sufficiente. Le proteine complete contengono tutti gli aminoacidi essenziali necessari per il corpo.

L'apporto proteico della dieta vegana, se ben organizzata, è quantitativamente e qualitativamente sufficiente a scongiurare la carenza.

Calcio e Vitamina D

Il calcio è essenziale per la salute delle ossa e dei denti, mentre la vitamina D aiuta l’assorbimento del calcio. Poiché i latticini sono esclusi dalla dieta vegana, è importante assicurarsi di ottenere abbastanza calcio da fonti vegetali come verdure a foglia verde, tofu e alimenti fortificati.

Minori livelli di vitamina D, iodio, EPA e DHA: la vitamina D alimentare, che in realtà costituisce una minor parte rispetto a quella sintetizzata dalla pelle sufficientemenete esposta ai raggi UV, proviene sostanzialmente dai prodotti della pesca e dal tuorlo d'uovo. I vegani intorducono meno vitamina D con gli alimenti rispetto agli onnivori.

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Ferro e Zinco

Il ferro è essenziale per la formazione dei globuli rossi, mentre lo zinco è coinvolto in molte funzioni vitali del corpo, tra cui la crescita e il sistema immunitario. Gli alimenti di origine animale contengono ferro eme, che viene assorbito più facilmente dal corpo rispetto al ferro non eme presente negli alimenti vegetali. Pertanto, le persone che seguono una dieta vegana dovrebbero prestare attenzione all’assunzione di fonti vegetali di ferro e considerare l’associazione con alimenti ricchi di vitamina C per migliorarne l’assorbimento.

Omega-3

Un’altra carenza riguarda i grassi essenziali essenziali omega-3, EPA e DHA, presenti solo in alcuni pesci. Infatti, la forma vegetale di omega-3, cioè l’acido alfa linolenico (ALA), che ritroviamo ad esempio nell’olio di lino o nelle noci è convertito in EPA e DHA con scarsa efficienza del corpo umano (1).

Anche lo iodio, l'EPA e il DHA (questi ultimi due, acidi grassi semi-essenziali del gruppo omega 3) provengono dagli organismi marini, ma si trovano anche nelle alghe. La dieta vegana che non include queste ultime apporta livelli insufficienti di EPA e DHA.

Considerazioni per Gruppi Specifici

Per quanto riguarda i bambini e gli anziani, l’alimentazione vegana può essere più complessa e richiede una pianificazione ancora più attenta per garantire tutte le esigenze nutrizionali. Durante le fasi di crescita e sviluppo, i bambini hanno bisogno di nutrienti essenziali per sostenere la crescita ossea e muscolare, il sistema nervoso e il sistema immunitario. Gli anziani, d’altra parte, possono essere più suscettibili alle carenze nutrizionali a causa di una minore capacità di assorbire e utilizzare alcuni nutrienti.

Studi e Ricerche

Nonostante la propaganda vegana, non esistono studi controllati che dimostrino che la dieta che esclude completamente cibi di origine animale sia migliore. Molti vegetariani e vegani sono più in salute rispetto alla media, perché mangiano meglio, non fumano, fanno più esercizio fisico. Tutto ciò non ha niente a che fare con l’eliminazione dei cibi di origine animale. In uno studio condotto su 10.000 individui composti sia da vegetariani che da soggetti attenti al corretto stile di vita, non è emersa alcuna differenza in termini di mortalità tra i gruppi (3).

Le persone che promuovono le diete vegane dovrebbero essere più oneste e non usare tattiche e bugie che non hanno alcun fondamento scientifico. Vorrei citare a tale scopo quello che rappresenta la “bibbia” dei vegani, il libro The China Study. Il China Study è un ampio studio epidemiologico svolto negli anni Ottanta nella popolazione cinese, per verificare l’eventuale esistenza di un nesso tra determinati cibi e lo sviluppo di malattie cardiovascolari e cancro. Tuttavia l’autore del libro ha scelto accuratamente solo alcuni dati emersi dallo studio per supportare la sua tesi preconcetta, omettendone altri fondamentali. Tale libro è ritenuto inattendibile dalla comunità scientifica; le ragioni sono diverse, ma la principale riguarda il metodo utilizzato per collegare le possibili cause con gli effetti.

Rimane però il fatto che le ricerche serie dimostrano che una riduzione delle proteine e dei grassi animali diminuisce il rischio di sviluppare tumori e altre patologie croniche, all’interno però di una dieta varia che comprenda latte, uova e pesce.

Alimentazione Vegana e Tumori

Eliminando carni grasse e formaggi grassi - ma anche gran parte dei fritti ecc. La dieta vegana è considerata protettiva sui tumori del colon-retto dieta-dipendenti.

In virtù della bassa incidenza che la caratterizza, la dieta vegana è considerata protettiva nei confronti di certe patologie come: scompensi metabolici (ipercolesterolemia ecc.), complicazioni cardiovascolari, sovrappeso, certi tumori (ad es.

Non sono gli alimenti di origine animale a provocare aterosclerosi, obesità, diabete, cancro al colon ecc., ma una serie di fattori di rischio quali: sedentarietà, bilancio calorico cronicamente positivo, troppi cibi spazzatura - e, con esso, fattori nutrizionali problematici (ad es.

Il Mercato Vegano in Italia

Negli ultimi anni la dieta vegetariana si è consolidata tra le abitudini alimentari di una parte della popolazione residente in Italia. Secondo l’Eurispes (dati 2023), il 6,6 per cento circa adotta un regime vegetariano (4,2 per cento) o vegano (2,4 per cento), corrispondente, in numeri assoluti, a poco più di 3 milioni di persone.

Nel 2020, la popolazione italiana ammontava a 59,55 milioni di persone. Più del 91% del totale si dichiarava completamente onnivoro, e un 8,9 % in qualche modo vegetariano.

Conclusioni

In conclusione, quindi, si può scegliere di diventare vegani, ma al momento non vi sono prove che ciò sia utile o benefico dal punto di vista della salute.

Ognuno è totalmente libero di perseguire i propri obbiettivi e di essere federe alle proprie filosofie.

Tabella Comparativa Nutrienti Essenziali

Nutriente Fonti Animali Fonti Vegetali Note
Vitamina B12 Carne, pesce, latticini, uova Nessuna fonte naturale affidabile Necessaria integrazione nella dieta vegana
Omega-3 (EPA e DHA) Pesce grasso Alghe (limitatamente) Considerare integratori o alghe per vegani
Ferro (eme) Carne, pollame, pesce Legumi, verdure a foglia verde scura Assorbimento meno efficiente da fonti vegetali
Calcio Latticini Verdure a foglia verde, tofu, alimenti fortificati Verificare l'adeguata assunzione

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