Valeria Sorbara Nutrizionista: Recensioni e Approfondimenti

Questo articolo fornisce informazioni su Valeria Sorbara, nutrizionista, e approfondimenti su temi legati alla nutrizione, all'ipertensione e alla dieta mediterranea.

Valeria Sorbara: Professionista della Nutrizione

Come primo nome inseriamo a furor di popolo la nutrizionista Valeria Sorbara: abbiamo infatti ricevuto tante segnalazioni che ci indicavano la dottoressa Sorbara come la migliore tra i professionisti dell’alimentazione (includendo dietologi e dietisti) della città emiliana. Dopo aver conseguito una laurea all’università di Modena, la dottoressa ora riceve a Modena presso il Poliambulatorio S. Geminiano e Bologna e il suo obiettivo, come riportato sul sito, è quello di fornire una dieta su misura per ogni persona in modo da affrontare al meglio le diverse problematiche.

Valeria Sorbara nutrizionista dietologa bolognaciao è molto brava, riceve qui CENTRO MEDICO LAMEVIA DELLE LAME 57 - 40122 BOLOGNA ...

Tuttavia, non tutte le esperienze sono positive. Un utente ha commentato: Ciao, ti contraddico. Io sono andata a visita proprio dalla dottoressa Valeria sorbara e non mi sono trovata assolutamente bene.

Altri Nutrizionisti Consigliati

Oltre alla dottoressa Sorbara, vengono menzionati altri professionisti nel campo della nutrizione:

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  • Dott. Tamburini Alessandro: Non prescrive pillole, ma viene descritto come molto bravo.
  • Dott. Carmen Zedda: Riceve a Bologna e ha aiutato pazienti a perdere peso e mantenere i risultati nel tempo. La dott. carmen zedda!!Sono di Bologna e mi sono trovata benissimo con la Dott. Carmen Zedda finalmente la guerra al mio peso è terminata quando mi sono rivolta a lei. Mi ha dato molta fiducia, mi ha saputo consigliare e sono dimagrita 18 kg sono passati 3 anni e grazie ai suoi consigli sono in ottima forma.
  • Dott. Paolo De Vita: Ha un approccio efficace che concilia il piano dietetico con le abitudini del paziente. Dott, paolo de vitaDott. Paolo De Vita, ha un approccio efficace perché concilia il piano dietetico con le abitudini e non richiede sforzi straordinari, inoltre posso dire che è molto preparato, è specialista in biochimica clinica e presta molta attenzione anche agli esami clinici. Questo è il suo sito ...
  • Dottor Giuseppe Scopelliti: Ha seguito con successo molti pazienti, dimostrando empatia e comprensione.
  • Dott.ssa Sara Petta: Particolarmente preparata per chi segue un'alimentazione vegetariana.
  • Maria De Marinis: Il suo metodo punta molto sul rapporto con il paziente per riuscire a creare quella forza di volontà necessaria a raggiungere obiettivi impensabili fino a qualche giorno prima. La nutrizionista De Marinis ci è stata segnalata per non applicare diete rigide e obiettivi impossibili da raggiungere ma per lavorare giorno dopo giorno con i pazienti per migliorare la loro forma fisica.
  • Dottoressa Gaia Zaccarelli: potrà aiutarvi anche nel caso stiate cercando una dieta legata al vostro DNA in quanto specializzata in NutriGenetica: una delle discipline più innovative in ambito medico nutrizionale e dove, specialmente in Italia, c’è ancora tanto da fare.

Ipertensione Arteriosa: Cause, Sintomi e Trattamenti

Con il termine di ipertensione arteriosa si definisce un aumento anormale e prolungato della pressione arteriosa (PA ≥ 140/90 mmHg). La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle erterie. I valori della pressione arteriosa si aggirano normalmente intorno ai 120-130 mmHg per la pressione massima (sistolica), ma possono variare con l'età, tendendo ad aumentare con il passare degli anni, e nel corso della giornata, risultando più alti al risveglio, tendendo a diminuire durante il giorno, aumentando in caso di sollecitazioni fisiche ed emotive.

Su scala planetaria, l'ipertensione risulta la terza causa di inabilità dopo la malnutrizione e il tabagismo, e precede in tale classifica la penuria di risorse idriche e la sedentarietà. Nella maggior parte dei casi (90%) non è facile stabilire con certezza le reali cause all'origine della patologia ipertensiva e per questo motivo si parla di un insieme di fattori predisponenti che, nella loro totalità, favoriscono la sua comparsa. Sulle cause dell'ipertensione arteriosa essenziale si possono dunque fare soltanto delle ipotesi. L'ereditarietà o familiarità della patologia influisce per circa il 30% sulla possibilità d'insorgenza dell'ipertensione.

Tra le condizioni più a rischio vi sono: collera trattenuta, arrabbiature, intense emozioni, responsabilità lavorative o eccessivo impegno nello studio e/o nel lavoro. A volte è possibile avere, soprattutto nelle forme che presentano subito valori molto elevati: cefalea, sensazione di testa pesante, ronzii alle orecchie, vertigini, perdita di sangue dal naso.

A livello del cuore un'elevata pressione arteriosa può provocare alterazioni del ritmo cardiaco, dolori al petto (espressione di una condizione ischemica del cuore, cioè di un ridotto apporto di sangue rispetto ai bisogni), sino a giungere a una condizione di insufficienza cardiaca (cioè di incapacità del cuore a far fronte al proprio ruolo di pompa nel sistema circolatorio) che inizialmente si manifesta con mancanza del respiro durante la notte, con necessità di mettersi seduti per respirare meglio, o durante lo sforzo, e con comparsa di gonfiori alle gambe. Un'ipertensione arteriosa elevata e mantenuta a lungo nel tempo può danneggiare irrimediabilmente i reni.

Nella forma primaria la “semplice restrizione dietetica” insieme all'esercizio fisico è sufficiente a diminuire i valori pressori; mentre nella forma secondaria un'adeguata dietoterapia è in grado di ridurre il quantitativo di farmaci necessari d'assumere. In merito al calo ponderale si è potuto stabilire che una diminuzione del peso corporeo medio tra i 5 e i 7 kg può ridurre la pressione arteriosa mediamente di circa 10-20 mmHg, sia per la diastolica che per la sistolica, in soggetti con un sovrappeso superiore al 10% del peso ideale.

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Consigli Dietetici per l'Ipertensione

  • La restrizione di sodio si è visto avere notevole influenza nei soggetti ipertesi e in quelli predisposti, anche se a tale restrizione rispondono “soltanto il 50-60%”. Bisognerebbe ridurre il consumo di formaggi stagionati, in quanto ricchi di sodio, a favore di quelli freschi, come mozzarella e ricotta, e ridurre drasticamente il consumo di insaccati o prodotti affumicati, in quanto cibi ricchi di sale.
  • Studi scientifici confermano che calcio, potassio e magnesio sono i minerali che abbassano l'ipertensione. Il potassio in particolare bilancia il sodio.
  • “L'abitudine” al bere piccole quantità di vino (soprattutto vino rosso), durante i pasti principali, sembrerebbe favorire un aumento di omega-3 circolanti in funzione antinfiammatoria, un modesto, ma significativo, abbassamento dei valori pressori e un aumento di colesterolo HDL ma il suo consumo eccessivo può causare l'aumento della pressione arteriosa, dei trigliceridi e del tessuto adiposo centrale che ha a sua volta un effetto ipertensivo.
  • Infine, un altro elemento presente nelle nostre abitudini giornaliere, che se introdotto in notevoli quantità aumenta i livelli d'ipertensione, è il caffè. Oltre al caffè, bevande come il tè, il chinotto, la coca cola, la cioccolata ecc...contengono quantità più o meno elevate di caffeina.
  • Ingerire meno calorie.
  • Evitare i carboidrati raffinati come la farina bianca e zucchero, le patate bianche (specie se fritte) e bevande analcoliche zuccherate.
  • Non bere più di 226 grammi di birra, 113 grammi di vino, o 30 grammi di superalcolici al giorno.
  • Mangiare alimenti ricchi di fibre come la farina di semi di lino e di altri cereali integrali e verdure. Oltre a aumentare le fibre alimentari, questi alimenti contengono nutrienti che abbassano la pressione sanguigna.
  • Mangiare pesci di acque profonde che sono ricchi di acidi grassi essenziali, come il salmone, il merluzzo, gli sgombri e il tonno. Gli acidi grassi omega-3 nei pesci tendono a rilassare le pareti delle arterie, riducendo la pressione sanguigna.
  • Usare alimenti ricchi di magnesio, potassio e calcio.
  • Smettere di fumare.
  • Impegnarsi in regolare esercizio aerobico per 30 o 40 minuti tre o quattro volte a settimana.

La Dieta Mediterranea

Il termine “Dieta” si riferisce all'etimo greco “stile di vita”, cioè all'insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e delgi spazi culturali con i quali la popolazione del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l'ambiente culturale, l'organizzazione sociale, l'universo mitico e religioso intorno al mangiare. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità.

L'espressione “dieta mediterranea” nasce verso la fine degli anni '50 per merito, non di un Italiano, ma di un Americano, Ancel Keys, professore di Igiene ed Epidemiologia dell'Università del Minnesota, a Mineapolis che negli anni '40 si trovava a Creta, quando si accorse che in quell'isola l'infarto miocardico era pressocché sconosciuto. Notò che i cretesi non erano obesi ed avevano un'alimentazione diversa da quella americana. Giunto in Italia, nella zona sud di Napoli, Keys trovò altre conferme a queste sue impressioni per cui maturò l'ipotesi della “Dieta Mediterranea” che in seguito, vent'anni dopo, sviluppò in uno studio epidemiologico, il Seven Country Study, condotto in sette nazioni (Giappone, Grecia, Iugoslavia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Finlandia).

Vitamina B12

La vitamina B12, o cobalamina, è una vitamina idrosolubile essenziale per diverse funzioni nel corpo umano. La carenza di vitamina B12 può portare a gravi problemi di salute, come anemia perniciosa e danni al sistema nervoso, disturbi cognitivi - problemi dalla memoria, alla concentrazione e alla capacità di pensiero.

La vitamina B12 può essere sintetizzata soltanto da alcuni batteri, alcuni dai quali sono componenti del microbiota intestinale: l’assorbimento di questa vitamina prodotta dagli ospiti del nostro intestino è purtroppo limitata. Come abbiamo già detto le fonti maggiori sono rappresentate da alimenti di origine animale: carne, pesce, latticini ed uova. Vongole e cozze, sgombro e salmone, ne contengono quantitativi importanti, assieme a granchio e carne di manzo. In una tazza di latte da 250 ml ne troviamo circa 0,9 μg (microgrammi), mentre un singolo uovo può apportarne fino a 0,4 μg.

I composti presenti in alcune alghe, come per esempio la spirulina risultano privi dell’attività biologica della sostanza e possono interferire con l’assorbimento delle piccolissime quantità presenti nei cibi di origine vegetale. Vista l’importanza che la vitamina B12 riveste nel benessere generale e in quello del sistema nervoso in particolare, è indicata l’integrazione in tutte quelle situazioni che possono portare a carenze: diete vegane strette, utilizzo costante di antiacidi, utilizzo di metformina, soggetti in età avanzata con gastrite atrofica.

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Formazione ed Esperienza

Dopo la laurea conseguita a Modena, nei primi anni della mia carriera mi sono occupata principalmente di microbiologia e di tematiche legate al settore qualità coltivando sempre la mia passione per la nutrizione: una forte curiosità per il cibo come nutrimento e medicina. A Modena ho ampliato la mia formazione universitaria partecipando a diversi corsi di formazione e perfezionamento inerenti la nutrizione umana e la dietologia, la nutrizione pediatrica, la nutrizione nella ristorazione collettiva, la nutrizione nello sport. Ho così intrapreso, con molto entusiasmo, la carriera di biologo nutrizionista.

Obiettivo

Il mio obiettivo è quello di fornire un programma nutrizionale su misura, modulato in base alle caratteristiche specifiche del paziente.

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