Negli anni, con il mio lavoro, ho ascoltato le storie di tantissime persone: le storie di corpi diversi, spesso non accettati dalla società, discriminati, giudicati in base al loro peso e sfiniti dal vivere sotto la pressione incessante della cultura della dieta e dell’industria della bellezza.
La cornice teorica-scientifica è quella di un approccio rispettoso di tutti i corpi e sarà la mappa per orientarsi via via lungo le tappe e i traguardi che vi porteranno finalmente a fare pace con il cibo (e con il corpo).
Intuitive Eating: Un Approccio Rivoluzionario
Grazie ai 10 principi dell’Intuitive Eating, che pian piano vengono introdotti lungo il percorso in virtù dei bisogni e della personalizzazione, si impara a comprendere le dinamiche che governano il nostro comportamento alimentare.
L'approccio dell'intuitive eating è stato rivoluzionario e duraturo. Pochi professionisti ti insegnano a vivere il tuo rapporto con il cibo in maniera valida, serena e corretta e la dottoressa ci è riuscita in pieno.
Cosa dicono di noi
“Ciao ragazzi! Vi ringrazio per avermi spinto a fare il percorso Intuitive eating dopo aver fatto Mindful, avevo il dubbio di aver già appreso quello che era possibile e di ripetere solo concetti già visti...
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Alimentazione ed Endometriosi: Le Opinioni degli Esperti
L'endometriosi, una condizione cronica che colpisce milioni di donne in tutto il mondo, è caratterizzata da una serie di sintomi debilitanti, tra cui dolore pelvico cronico, dispareunia, affaticamento e disturbi gastrointestinali. Sebbene non esista una cura definitiva, l'ottimizzazione della gestione dei sintomi rappresenta una priorità clinica. In questo contesto, l'alimentazione emerge come un fattore modulabile con il potenziale di influenzare significativamente il decorso della malattia.
La crescente evidenza scientifica suggerisce che specifici interventi dietetici possono agire su meccanismi patogenetici chiave dell'endometriosi, in particolare l'infiammazione e gli squilibri ormonali.
Per comprendere meglio il legame tra alimentazione ed endometriosi abbiamo raccolto l’opinione di diversi professionisti della nutrizione come dietisti e dietologi. Abbiamo chiesto loro: quali sono i cibi più indicati per chi soffre di endometriosi? Ci sono alimenti che è meglio eliminare o ridurre? Se sì, quali e perché?
L'opinione della dott.ssa Caterina Bracchetti
Le evidenze scientifiche più recenti confermano che la dieta mediterranea rappresenta il modello alimentare più indicato per le donne con endometriosi, grazie alla sua naturale azione antinfiammatoria. È importante invece diffidare di regimi alimentari estremi o fortemente restrittivi: oltre a non avere basi scientifiche solide, possono comportare carenze nutrizionali e peggiorare i sintomi.
Le principali indicazioni da seguire? Incrementare il consumo quotidiano di frutta e verdura fresca di stagione (almeno 5 porzioni), preferire cereali integrali e legumi (3-4 volte a settimana), consumare pesce azzurro ricco di Omega-3 e utilizzare olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi. Al contrario, è opportuno limitare carni rosse e lavorate (non più di una volta a settimana), zuccheri semplici, alimenti ultra-processati, alcol e caffeina.
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Infine non va trascurata la salute intestinale: una corretta assunzione di fibre, un’adeguata idratazione e l’eventuale uso di probiotici o integratori possono contribuire a migliorare la regolarità intestinale e, di conseguenza, ridurre il dolore pelvico.
L'opinione del dott. Enrico Filippini
Per chi soffre di endometriosi, l’alimentazione può giocare un ruolo importante nella gestione dei sintomi. Gli alimenti antinfiammatori, come verdure a foglia verde, pesce azzurro, frutti rossi e olio extravergine d’oliva aiutano a ridurre l’infiammazione cronica, spesso associata a questa patologia. Al contrario, latticini, zuccheri raffinati, glutine e alimenti ultra-processati possono peggiorare il quadro sintomatologico, favorendo picchi glicemici e squilibri ormonali.
Gli errori alimentari più frequenti includono il consumo eccessivo di cibi pro-infiammatori e la mancanza di regolarità nei pasti, che può destabilizzare l'equilibrio ormonale.
L'opinione della dott.ssa Veronica Bignetti
L’endometriosi è una patologia cronica complessa e ancora poco compresa, che non si cura con l’alimentazione. Purtroppo, essendo di più recente studio, è spesso oggetto di semplificazioni fuorvianti, soprattutto da parte della cultura della dieta, che capitalizza sulla sofferenza offrendo “soluzioni” alimentari non supportate da evidenze solide. Questo approccio fa leva sull’emotività, dando l’illusione di controllo e miglioramento attraverso regole rigide, ma può peggiorare significativamente il benessere fisico e mentale.
Non esiste una dieta per l’endometriosi. Alcune indicazioni possono aiutare a migliorare la qualità della vita in presenza di sintomi specifici, ad esempio, in caso di stipsi, gonfiore addominale, dolori intestinali o infiammazione; ma vanno sempre personalizzate, valutando il coinvolgimento di organi specifici e le preferenze individuali. Non si può generalizzare.
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Molte persone con endometriosi arrivano a eliminare glutine, latticini, legumi o altri gruppi alimentari senza una reale necessità clinica, seguendo diete viste online o prescritte in modo approssimativo. Questo è un errore frequente e rischioso: la restrizione alimentare è un fattore di rischio per i disturbi alimentari, e in presenza di una patologia cronica può aggravare la fatica fisica e mentale.
Un approccio rispettoso e non prescrittivo, centrato sull’ascolto del corpo e sull’autodeterminazione, è fondamentale. Lavorare sull’alimentazione in questo contesto significa esplorare con delicatezza se ci sono scelte che aiutano a stare un po’ meglio, senza rigidità né illusioni.
L'opinione del dott. Adriano Tribuzio
Alla base dell'endometriosi troviamo infiammazione, stress ossidativo e un microbioma intestinale spesso alterato. L'alimentazione può agire positivamente su questo fronte. La Dieta Mediterranea è l'approccio con le basi scientifiche più solide: ricca di antiossidanti e con spiccate proprietà anti-infiammatorie, aiuta a ridurre molti sintomi e può contribuire a regolare i livelli di estrogeni. Ciò è possibile grazie all'abbondanza di fibre (che aiutano a eliminare gli estrogeni in eccesso) e ai grassi buoni come quelli dell'olio d'oliva (che favoriscono la produzione di SHBG, una proteina che "disattiva" parte degli estrogeni circolanti).
Alcuni cibi e nutrienti sono particolarmente preziosi:
- Omega-3: Li trovi nel pesce azzurro (salmone, sgombro), nelle noci e nei semi di lino. Sono fantastici per le loro proprietà anti-infiammatorie e per ridurre il dolore.
- Antiossidanti (Vitamine C, D, E): Aiutano a combattere i radicali liberi e il dolore. Le puoi trovare negli agrumi, kiwi, frutti di bosco, peperoni (Vitamina C); pesce azzurro, tuorli (Vitamina D, anche se per questa vitamina buona parte del lavoro lo fa un’integrazione ben pensata col medico); noci, semi e verdure a foglia verde (Vitamina E).
- Fibre: Frutta e verdura ne sono ricche. Aiuta sia sul fronte estrogeni che sul fronte intestinale.
Se soffri anche di disturbi intestinali come gonfiore o colon irritabile (comuni nell'endometriosi), la dieta Low-FODMAP, che limita temporaneamente certi zuccheri fermentabili, può darti sollievo se seguita con un esperto.
L'opinione della dott.ssa Martina Mangino
L’alimentazione può essere un supporto concreto per ridurre l’infiammazione, migliorare il dolore pelvico e modulare la risposta ormonale. Sono consigliati cibi a forte potere antinfiammatorio, come verdura e frutta di stagione, legumi ben tollerati, cereali integrali, spezie come curcuma e zenzero, ma anche fonti di omega‑3 come il pesce azzurro, i semi di lino e le noci.
È importante anche aumentare l’introito di alimenti ricchi di antiossidanti, come i polifenoli dell’olio extravergine d’oliva, i frutti rossi, il tè verde: tutti contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo che può peggiorare i sintomi.
Allo stesso tempo, è bene limitare alimenti pro-infiammatori come carni rosse e processate, zuccheri semplici, alimenti ultra‑lavorati, alcol, e, in alcuni casi, latticini e glutine, soprattutto se si notano sintomi gastrointestinali o intolleranze associate. Alcune pazienti traggono beneficio da un approccio a basso contenuto di FODMAP, soprattutto se è presente anche una componente di colon irritabile.
Uno degli errori più frequenti che vedo in studio è l’autogestione tramite diete drastiche, restrittive o “di moda”, che non portano benefici ma peggiorano il benessere fisico ed emotivo.
L'opinione della dott.ssa Simona Ferrari
L’endometriosi, una condizione infiammatoria cronica, può trovare un valido alleato in un’alimentazione mirata. Sebbene non esista una dieta risolutiva, scegliere cibi antinfiammatori e ridurre quelli pro-infiammatori può aiutare ad alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Una dieta benefica dovrebbe privilegiare verdure crucifere come broccoli e cavoli, ricche di sostanze che favoriscono il metabolismo degli estrogeni, e alimenti ricchi di omega-3 come salmone e semi di lino, utili per contrastare l’infiammazione. Le fibre solubili di legumi e avena aiutano a regolare l’intestino e ridurre il riassorbimento degli estrogeni, mentre spezie come curcuma e zenzero offrono un naturale sostegno contro il dolore.
Al contrario, è consigliabile limitare i cibi che possono peggiorare l’infiammazione, come i grassi trans di fritti e carni rosse, gli zuccheri raffinati e le farine bianche, che influenzano negativamente l’equilibrio ormonale. Anche glutine e latticini, in caso di sensibilità, potrebbero acuire i disturbi intestinali. Caffeina e alcol andrebbero ridotti perché possono aumentare il dolore e gli squilibri ormonali, mentre la soia non fermentata, contenente fitoestrogeni, potrebbe non essere adatta a chi soffre di estrogeno-dominanza.
Per quanto riguarda la scelta degli alimenti è quindi meglio preferire cereali naturalmente privi di glutine es. quinoa, grano saraceno, riso, ecc ; alimenti proteici da allevamenti non intensivi es. pesce pescato/carne grassfed; olio di oliva extravergine, avocado e olio di pesce.
Invece è bene ridurre caffè, alcolici, alimenti industriali ricchi di grassi e zuccheri, soya e derivati. Non eccedere con il consumo di latticini che possono essere pro-infiammatori.
L'opinione della dott.ssa Rita Teglia
L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica complessa, che può trarre beneficio da un’alimentazione mirata. Sebbene la dieta non rappresenti una cura, può avere un ruolo importante nel supportare il benessere generale, ridurre l’infiammazione e attenuare alcuni sintomi, come il dolore pelvico o la stanchezza cronica.
Per chi convive con l’endometriosi, si consiglia un'alimentazione antinfiammatoria e ricca di nutrienti. In particolare:
- Frutta e verdura di stagione: fonti preziose di antiossidanti, vitamine e fibre. Aiutano a contrastare l’infiammazione e sostenere la salute intestinale.
- Cereali integrali: come avena, riso integrale, farro e quinoa, che forniscono energia stabile e fibre utili per la regolarità intestinale.
- Legumi: ricchi di proteine vegetali e fibre, contribuiscono alla salute metabolica e intestinale.
- Pesce azzurro e salmone...
L'Approccio Anti-Dieta e la Giustizia Sociale
Dichiararsi una professionista anti-dieta aiuta a chiarire la questione, sebbene forse non sia scientificamente corretto.
Il mio obiettivo è far sì che le persone possano trovare il loro benessere con l’alimentazione e con il corpo utilizzando l’ascolto e, congiuntamente, strumenti di giustizia sociale.
In questo momento tantissimi studi che vedono l’associazione tra peso e salute sono ricchi di bias e pregiudizi che non ci forniscono lenti oggettive. Pensiamo al fatto che lo stigma porta le persone a evitare le visite mediche, o ad andarci malvolentieri, anche se fare una visita medica per chiunque è un fattore di protezione.
Nella cultura della dieta ci sono degli aspetti molto chiari ed evidenti - io li chiamo industria della dieta - attraverso i quali si lucra sulla salute delle persone, pensiamo ai prodotti sostitutivi dei pasti o alle diete dell’ultimo momento. Le persone sanno che quando si approcciano a quell’ambito non stanno facendo qualcosa che sia orientato al benessere e alla salute, perché il focus è sull’estetica e sul corpo.
Pensare che le persone debbano necessariamente dimagrire è un pregiudizio. Ad oggi l’American Medical Association ha deciso di chiamare l’obesità malattia ma in realtà è una scelta politica, non basata su criteri medici, perché si pensa - erroneamente - che in questo modo le persone siano spinte a migliorarsi.
Il Concetto di Body Positivity e Fat Liberation
La body positivity oggi, quella mainstream, ha perso il carattere politico e la sua accezione originale, motivo per cui chi come me sostiene la lotta contro la grassofobia preferisce parlare di fat liberation. Il movimento nasce, infatti, alla fine degli anni ’90 con quelli per la fat liberation trainati da donne nere, grasse e queer le quali, riconoscendo la grassofobia una discriminazione politica e sistemica, lottavano per ottenere pari diritti e dignità.
Recensioni sulla Dott.ssa Bignetti
- Dietista molto professionale, preparata e soprattutto umana. Riesce a capire i bisogni dei suoi pazienti offrendo un approccio specifico, mirato e duraturo. Oltre che benessere fisico promuove il benessere mentale da cui esso deriva, facendo quindi un lavoro alla radice e per tanto permanente.
- Dietista validissima, professionale e capace di capire i bisogni del paziente.
Tabella Riassuntiva dei Consigli Alimentari per l'Endometriosi
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Limitare |
|---|---|
| Frutta e verdura di stagione | Carni rosse e lavorate |
| Cereali integrali | Zuccheri semplici |
| Legumi | Alimenti ultra-processati |
| Pesce azzurro ricco di Omega-3 | Alcol e caffeina |
| Olio extravergine d'oliva | Glutine e latticini (in caso di sensibilità) |
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