È da evidenziare che le centrali termiche, se di potenzialità superiore a 116 KW o 100.000 kcal/h (intesa come sommatoria della potenzialità di tutti i bruciatori esistenti) sono soggette, a prescindere dal tipo di combustione, al controllo preventivo da parte dei vigili del fuoco.
Questo articolo fornisce una panoramica dettagliata sulla conversione di kW in Kcal, analizzando diversi sistemi di riscaldamento e i relativi costi. Se non si è interessati ai calcoli, si può andare direttamente al paragrafo riassuntivo dei costi. È importante notare che i calcoli presentati sono basati su tariffe non aggiornate (risalenti al 2006) e servono solo come indicazione di massima. Tuttavia, i calcoli sono replicabili e possono essere attualizzati in base al prezzo corrente della fornitura energetica per stabilire con precisione la convenienza effettiva.
Calcolo delle Calorie Necessarie
Per dimensionare un impianto di climatizzazione, esistono diversi metodi. Il metodo è semplice: per ogni metro cubo da climatizzare occorrono 30 kcalorie/ora in riscaldamento e 25 kcalorie/ora in raffreddamento. Oppure: indicativamente calcolare una potenza di 6.000-8.000 Btu/h (circa 2Kw) per ambienti tra i 15 e i 20 mq di superficie, di 9.000-10.000 Btu/h (circa 3Kw) per quelli tra i 20 e i 30 mq, e di 11.000-14.000 Btu/h (circa 4Kw) per locali tra i 30 e i 40 mq.
La caloria (cal.) è un’unità di misura di calore. Esempio: volendo riscaldare 25 litri (corrispondenti a 25Kg) di acqua da 10°C a 50°C = 40°C salto termico x 25 Kg = 1000 Kcal.
Sistemi di Riscaldamento a Confronto
Di seguito, vengono analizzati diversi sistemi di riscaldamento, con un focus sui costi e sulle potenze assorbite:
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- Sistema a Metano: A tariffa mediata. Potenza assorbita: Elettrica: 0,3 Kw (€/Kwh 0,15).
- Sistema GPL Liquido con Serbatoio: A tariffa mediata. Caldaie ultima generazione. Potenza assorbita GPL: 9,480 Kcal (8342 / 0,88) = circa 0,82 Kg = circa 1,6 Lt (il potere calorifico del GPL al Kg, varia normalmente tra 11.000 e 12.000 Kcal, la media è di circa 11.500 Kcal. Potenza assorbita: Elettrica: 0,3 Kw (€/Kwh 0,15).
- Stufe a Pellets: I pellets sono segatura di legno compattata ad altissima pressione, dall’aspetto di piccoli cilindri. Il rendimento delle stufe e il potere calorifico dei pellets varia molto. Le stufe a legna hanno un rendimento più basso (75% le migliori), e la legna ha un potere calorifico generalmente inferiore (3000 / 4200 Kcal/Kg.) . Potenza assorbita: Elettrica: 0,1 Kw (Consumo elettrico medio delle stufe a pellets).
- Stufetta Elettrica: È la tipologia della classica stufetta elettrica, dove l’energia elettrica viene in pratica “bruciata”, e non usata per “pompare” il calore. Viene qui riportata con valori distorti solo come riferimento. Per usi moderati (esempio riscaldamento bagno, uso saltuario in piccoli ambienti, o impiego di emergenza), va bene. Costo kw/h: 0,15 € (escluse quote fisse, IVA, ecc. Tariffa contratto 6Kw.
Pompe di Calore: Vantaggi e Considerazioni
La possibilità che si ha con la pompa di calore di riscaldare i soli locali o le zone dove si soggiorna (es. zona giorno e zona notte), può aumentare ulteriormente il risparmio, anche del 30%. Il rendimento varia anche in base alla temperatura esterna (la quantità di calore disponibile all’esterno); per temperature medie invernali più miti, il rendimento aumenta. Ovviamente con temperature esterne molto al di sotto di quelle considerate il rendimento della pompa di calore cala e la convenienza diminuisce. In zone molto fredde occorre ricorrere a pompe di calore particolari che scambiano il calore con il suolo o con fonti d’acqua nei dintorni (più costose e complesse nella realizzazione).
Il fornitore di energia elettrica può, se richiesto, allacciare un contatore dedicato alle pompe di calore (3Kw), a tariffa abitativa, quindi agevolata, senza dover alzare il contratto a 4,5 o 6Kw, consigliabili per impianti di una certa potenza. Il raggiungimento della temperatura richiesta è immediato.
Nota importante: volendo utilizzare una pompa di calore per il riscaldamento, occorre considerare la temperatura minima invernale prevista alla quale la macchina dovrà poter funzionare, poiché il rendimento cala al diminuire della temperatura. A temperature esterne molto basse la pompa di calore pomperà poco calore all’interno dell’ambiente climatizzato, e potrebbe non riuscire a compensare le dispersioni. Da questo si capisce come, per alcune zone, occorra un sovradimensionamento per garantire prestazioni adeguate.
Conversione Caldaie da Gasolio a Metano
Estratto da Circ.P.G.R. Sicilia 03/07/2003: Ove tecnicamente fattibile e pur non rientrando nelle tipologie previste dal citato comma 7, dell'art. 26 della legge n. 10/91, la conversione delle caldaie da gasolio a metano investe problematiche di risparmio economico e di minor impatto ambientale, coerentemente con gli impegni di Kyoto sulla riduzione della emissione di CO2, in quanto la combustione di gas metano produce circa il 25% di CO2 in meno rispetto alla combustione del gasolio.
Vantaggi della conversione:
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- Risparmio economico percentuale, rispetto all'uso del gasolio e a parità di prestazione, del 24%.
- Riduzione delle emissioni di CO2.
Gli impianti elettrici nei locali caldaia dovranno essere resi conformi a quanto previsto dalla norma CEI 64-2/A o a norme di questa sostitutive. Nel caso di combustione a metano, la trasformazione deve essere realizzata in conformità al decreto ministeriale 12 aprile 1996; pertanto occorre presentare al locale comando dei vigili del fuoco un apposito progetto redatto in conformità al citato decreto ministeriale 12 aprile 1996.
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