Quanti alimenti consumiamo ogni giorno senza essere pienamente consapevoli dei loro effetti sul nostro organismo? Alcuni di questi possono essere considerati dei veri e propri "veleni bianchi".
L'alimentazione moderna è sempre meno naturale, a causa dei cibi preconfezionati che hanno subito innumerevoli modificazioni tecnologiche con l’aggiunta di additivi di ogni genere. Il lato positivo è che sono dei cibi pronti o comunque veloci da preparare e questo sembra essere fondamentale quando il tempo a disposizione per cucinare è davvero poco. Ma i cibi troppo raffinati sono dannosi per la salute e andrebbero consumati il meno possibile o, ancora meglio, eliminati del tutto.
I Quattro "Veleni Bianchi"
Tra questi alimenti, spiccano:
- Sale
- Zucchero
- Farina bianca
- Latte
1. Lo Zucchero Raffinato
Il primo veleno è lo zucchero raffinato (lo zucchero bianco) che per subire i processi di normale raffinazione deve essere sottoposto a trattamenti industriali che prevedono l’utilizzo di sostanze chimiche che possono essere dannose per la salute.
Per innalzare il valore della glicemia basta una semplice caramella: questo perché lo zucchero da cucina è uno zucchero semplice che non ha bisogno di molto tempo per essere digerito e dunque va subito nel circolo sanguigno provocando iperglicemia. La diminuzione della glicemia stimola il senso di fame creando così una sorta di circolo vizioso difficile da arrestare, se non se ne prende coscienza.
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Ma lo zucchero si trova in molti alimenti e bevande come succhi di frutta, bibite gassate, merendine yogurt e molti altri prodotti che si trovano sugli scaffali del supermercato; quindi è sempre utile leggere le etichette anche per valutare il contenuto di dolcificanti artificiali come aspartame o saccarina che sono molecole altrettanto dannose.
Non è migliore il fruttosio contenuto nella frutta, ma spesso usato in sostituzione dello zucchero bianco. Lo sciroppo di fruttosio si trova nelle bibite gassate ma anche negli alimenti conservati e inganna l’organismo stimolando il senso di fame.
Quando sei bambino, nella maggior parte dei casi, ti fanno associare la felicità a qualcosa di dolce e zuccherato come una caramella, un gelato o un dolce. Da adulti si continua con questa potente associazione concedendosi spesso il piacere delle gratificazioni con qualche dolce o bevande altamente ricche di zuccheri. Basti pensare che la famosa bevanda scura con l’etichetta rossa e bianca per il 10% è composta di zucchero puro questo significa che per ogni litro (3 lattine) ci sono circa 100 gr di zucchero puro!!! Nessun adulto ha bisogno di assumere zucchero extra per la propria alimentazione basterebbe abituarsi ad assumere alimenti ricchi di carboidrati complessi come la frutta, verdura e cereali integrali che contengono grandi quantità di vitamine e minerali che vengono rilasciati e messi a disposizione per l’organismo.
Mentre I carboidrati complessi sono alimenti ricchissimi di energia e di sostanze nutritive per il nostro corpo, i carboidrati semplici, derivanti dai prodotti dello zucchero, non richiedono tempi di digestione ed entrano subito in circolazione. Questo comporta uno stato di emergenza nel tuo organismo che è costretto a secernere insulina per eliminare lo zucchero in eccesso. Picchi e cali repentini di energia durante la giornata… e nel lungo periodo la possibilità del Diabete.
2. La Farina Bianca
Il secondo veleno è la farina bianca che è ottenuta con una macinazione che prevede l’eliminazione della crusca, la quale contiene le fibre e le vitamine del gruppo “B”, e il germe contenente oli polinsaturi (quelli buoni), vitamine e minerali.
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Una farina privata delle sue proprietà nutritive diventa fonte delle cosiddette calorie vuote che fanno ingrassare, perché innescano un meccanismo che stimola il senso di fame per il crollo degli zuccheri. La composizione della “moderna” farina bianca, arricchita con additivi per favorire la conservazione ed evitare l’ossidazione, porta ad abituare l’intestino ad accumuli di “residui” che provocano infiammazioni e vulnerabilità a sostanze tossiche che intaccano l’organismo.
Una serie di altri disturbi si manifestano con il tempo: problemi respiratori e cardiaci, psoriasi, depressione e costipazioni.
Il terzo veleno è rappresentato da tutti quegli alimenti che contengono la farina bianca come: pane, panini, pasta, impasti di ogni tipo, grissini e brioche. Quando introduciamo nella nostra alimentazione uno di questi alimenti formiamo una massa glutinosa che si muove lentamente attraverso il sistema digerente causando sonnolenza e costipazione.
Basterebbe assumere prodotti integrali che, non solo soddisfano il tuo appetito, ma contengono grandi quantità vitamine, minerali e proteine nobili recandoti un senso di soddisfazione ed appagamento senza quella fastidiosa pesantezza a fine pasto.
Altro veleno molto temibile è proprio il componente principale di pane, pizza, grissini, e dolci… Purtroppo è un dato di fatto che la farina bianca, detta anche OO,sia un invenzione degli anni 50, e come spesso affermato da molti nutrizionisti, il corpo umano non è ancora in grado di scomporre al meglio questo tipo di farina. Riesce molto meglio a farlo con la farina integrale utilizzata da migliaia di anni ormai.
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Quando uno degli alimenti sopraelencati viene da noi mangiato, si ottiene come effetto che la poltiglia diventi una massa glutinosa che con molta fatica viene mossa dai movimenti peristaltici del tubo digerente, con effetto finale, quindi una difficoltà enorme per il sistema digerente, e enorme spreco di energie, con conseguente sonnolenza e torpore da parte dell’individuo. Inoltre la farina bianca proprio per la sua lavorazione eccessiva risulta un componente quasi privo di tutte quelle sostanze nutritive caratteristiche della farina integrale ricca di vitamine e minerali, così importanti per il nostro organismo.
3. Il Sale
Anche se il sale da cucina è una preziosa fonte di sodio e di cloro che sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo, un abuso comporta numerosi effetti nocivi soprattutto sull’apparato cardiocircolatorio; come nel caso dello zucchero, il sale che consumiamo ha subìto una lavorazione industriale con l’utilizzo di sostanze chimiche che potrebbero interferire con la salute; molto spesso il consumo di sale è notevolmente più alto rispetto al fabbisogno.
Basti pensare che un adulto medio, nella sua alimentazione, ha bisogno al massimo di 1 kg di sale all’anno mentre oggi purtroppo la media nei paesi civilizzati è di circa 10kg all’anno! Quando si assume più sale del dovuto il corpo deve compensare trattenendo i liquidi per mantenere il sale in soluzione e questo comporta gonfiori, sensazione di pesantezza e la famosa ritenzione idrica causa di tanti inestetismi.
L’assunzione eccessiva di sale nella propria alimentazione comporta nel lungo periodo tantissime conseguenze negative prima tra tutte l’ipertensione arteriosa. I tipi di sale in commercio sono diversi e bisogna imparare anche a scegliere quello giusto tra le tante varietà: ad esempio il sale rosa dell’Himalaya risulta essere povero di sodio rispetto a tutti gli altri tipi.
Per attenuare gli effetti negativi di un eccesso di sodio nell’organismo è necessario abbinare l’apporto di potassio, che riduce sensibilmente l’effetto ipertensivo e regola anche l’equilibrio elettrolitico nel sangue che, se mal funzionante, porta gonfiore, edemi, scompensi cardiaci e sete.
L’abuso di sale è responsabile delle più importanti malattie dell’apparato cardiocircolatorio. L’abuso di sale provoca anche ipertensione e ritenzione idrica creando inestetismi come la cellulite e la cattiva circolazione. Il sodio si trova più o meno in tutti gli alimenti, ma in particolare in quelli conservati, che spesso sono anche abbinati a sostanze che predispongono all’insorgenza del cancro, come il glutammato monosodico contenuto negli insaporitori.
4. Il Latte
Il quarto e ultimo veleno è considerato il latte: noi siamo l’unica specie al mondo che si nutre del latte di un’altra specie e per di più dopo lo svezzamento. Intorno ai due anni circa, si ha una progressiva riduzione dell’attività della “lattasi”, che è l’enzima adibito all’assimilazione del latte, fino ad arrivare all’età adulta in cui la sua azione è praticamente inesistente (riduzione di circa il 90-95%).
Questo ovviamente porta ad una intolleranza più o meno grave che può manifestarsi con diversi effetti collaterali quali gonfiori, irritazione del tratto intestinale, coliche, allergie, etc. Il latte acquistato nei supermercati, ma anche quello fresco, a seguito dei trattamenti per garantire la lunga conservazione, soprattutto quello UHT (Ultra High Temperature), perde le vitamine e subisce la modificazione della caseina e degli aminoacidi.
Ecco che l’organismo non è più in grado di gestire tali modifiche, in quanto vengono distrutti anche quei batteri benefici che proteggono la flora intestinale. L’apparato digerente reagisce con intolleranze, cattiva digestione, e altri disturbi intestinali. Il latte scremato in particolare è quello che più di tutti perde in qualità.
Privato dei grassi e delle vitamine A e D inibisce l’assorbimento di calcio e predispone ai tumori della prostata e all’infertilità femminile. Insomma, l’alternativa a questo tipo di latte industriale è il latte crudo, reperibile presso allevatori locali che hanno scelto di seguire un protocollo biologico. In mancanza di quello crudo va bene anche quello fresco ma intero, diminuendo però le quantità.
La bontà del latte come elemento primario è probabilmente indiscutibile, ma può trasformarsi in una bevanda nociva per la salute. Il latte acquistato nei supermercati, anche quello fresco, a seguito dei trattamenti per garantire la lunga conservazione, soprattutto quello UHT (Ultra High Temperature), perde le vitamine e subisce la modifica della caseina e degli aminoacidi. Ecco che l’organismo non è più in grado di gestire tali modificazioni, in quanto vengono distrutti anche quei batteri benefici che proteggono la flora intestinale. Anche l’allevamento delle mucche e degli animali che producono il latte è importante. Il latte scremato in particolare è quello che più di tutti perde in qualità nonostante sia consigliato dai nutrizionisti per chi segue un regime alimentare ipocalorico. Insomma, l’alternativa a questo tipo di latte industriale è il latte crudo, reperibile presso allevatori locali che hanno scelto di seguire un protocollo biologico.
Consumo Medio Annuo di Sale: Un Confronto
La tabella seguente illustra il divario tra il fabbisogno massimo di sale raccomandato e il consumo medio effettivo nei paesi civilizzati:
| Parametro | Quantità |
|---|---|
| Fabbisogno massimo di sale per adulto | 1 kg/anno |
| Consumo medio di sale nei paesi civilizzati | 10 kg/anno |