Mantenere la glicemia nella norma è fondamentale per ridurre i rischi che un suo innalzamento può comportare. Un adeguato stile di vita è un alleato fondamentale in presenza di prediabete.
Cos'è il Prediabete?
I valori di glicemia dopo 12 ore di digiuno tipici del prediabete sono compresi tra 100 mg/dL e 125 mg/dL. Esiste poi un altro parametro, l’emoglobina glicata, che permette di valutare la concentrazione media di glucosio nel sangue nei 2-3 mesi precedenti l’analisi.
Gestione del Prediabete: Attività Fisica e Perdita di Peso
La gestione del prediabete si basa su un'adeguata attività fisica (almeno 30 minuti o 10 mila passi al giorno) e su una perdita di peso del 7% circa. Un dimagrimento di questo tipo può aiutare a ridurre significativamente i livelli di emoglobina glicata e, quindi, a riportare nella norma la glicemia.
Alimentazione e Glicemia: Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Per quanto riguarda le abitudini alimentari, la gestione del prediabete si basa su una dieta bilanciata. Sono senza dubbio da limitare gli zuccheri semplici, che, se assunti in eccesso, possono peggiorare la condizione di prediabete.
Le fonti di carboidrati da preferire sono quelle ricche di fibre, come la verdura, i cereali integrali e la frutta intera, mentre è bene limitare il consumo di bevande zuccherate, torte, biscotti, caramelle e snack vari.
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Anche dormire un numero adeguato di ore può aiutare a riportare la glicemia nella norma.
Indice Glicemico: Un Parametro Chiave
L’indice glicemico è un parametro che indica l’impatto che i carboidrati ingeriti hanno sugli zuccheri presenti nel sangue. Esistono vari tipi di carboidrati negli alimenti. È la fibra, sostanza di origine vegetale che non può essere assorbita dall’intestino, a limitare e rallentare il rilascio di zuccheri nel sangue.
Alimenti ad Alto e Basso Indice Glicemico
Hanno alto indice glicemico lo zucchero da cucina, lo sciroppo di glucosio e di mais, tutte sostanze ampiamente presenti nei biscotti e nei prodotti da forno industriali. Particolare attenzione va rivolta alla farina di riso. Il riso, specie quello bianco corto tipico delle cucine asiatiche, andrebbe sostituito con quello lungo e integrale.
Riguardo ai cereali, hanno un indice glicemico più basso quelli a base di farine integrali. Meglio, quindi, pane e pasta integrali. Quando si mangia la pasta, meglio quella lunga (spaghetti) e al dente. Quando si fa il minestrone, meglio acquistare quello verde, senza zucca, patate e carote.
Hanno indice glicemico basso tutti i legumi e, tra la frutta, meglio arance, fragole e albicocche.
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L'Importanza degli Abbinamenti Alimentari
Gli abbinamenti contano moltissimo nel determinare l’impatto del pasto sull’aumento degli zuccheri nel sangue. Le verdure, ricche di fibra, se abbinate al carboidrato, ne riducono l’indice glicemico. Meglio quindi pasta non integrale e verdura, piuttosto che pasta integrale senza verdura!
Inoltre, invece di mangiare un piattone di pasta e basta, meglio mangiare meno pasta, aggiungendo le proteine, come carne, pesce o legumi. D’altra parte, è importante abbinare ai carboidrati, oltre alle verdure, una quantità contenuta di proteine della carne, del pesce o dei legumi.
Il Ruolo dei Farmaci: Semaglutide e la Cura dell'Obesità
Cresce la speranza di poter curare l’obesità attraverso un farmaco. Merito di un antidiabetico «tuttofare», semaglutide, in grado di determinare una riduzione fino al 20 per cento del peso corporeo di partenza. Un risultato finora mai raggiunto dalle altre molecole utilizzate nella lotta ai chili di troppo e osservato soltanto in pazienti sottoposti a un intervento di chirurgia bariatrica, a cui oggi si ricorre anche per risolvere le complicanze indotte dall'obesità.
Studi sull'Efficacia della Semaglutide
Allo studio hanno preso parte, per la precisione, 1.961 adulti in sovrappeso o obesi provenienti da 16 diversi Paesi sparsi in tutti i continenti. Condizione necessaria era che il loro indice di massa corporea (BMI) fosse uguale o superiore a 30 (i dati medi finali riferiscono un peso di 105 chili e un BMI di 38) e che nessuno fosse già ammalato di diabete.
Partendo da questi presupposti, i ricercatori hanno suddiviso i pazienti in due gruppi. Obbiettivo: verificare l’efficacia di un’iniezione settimanale di semaglutide (abbinata a un intervento sullo stile di vita) rispetto al placebo nella perdita di peso.
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La sperimentazione è andata avanti per 16 mesi, al termine dei quali i medici hanno osservato una perdita (media) di oltre 15 chili e di 5.5 punti di BMI nei pazienti trattati farmacologicamente. Nel complesso, oltre 1 paziente su 3 (35 per cento) in trattamento con semaglutide ha visto calare il proprio peso almeno di un quinto (20 per cento).
Un risultato senza precedenti, accompagnato dalla riduzione di diversi fattori di rischio: dalla misura della circonferenza addominale ai livelli di zuccheri e grassi nel sangue, oltre che della pressione sanguigna. Complessivamente, i pazienti hanno riportato un miglioramento della qualità della vita proporzionale alla riduzione del peso corporeo.
Oltre a stimolare la produzione di insulina da parte del pancreas, così da accelerare il metabolismo dei carboidrati dopo i pasti, semaglutide agirebbe sui centri ipotalamici della fame e della sazietà.
Semaglutide: Un'Alternativa alla Chirurgia Bariatrica?
Come precisato da Rachel Batterham, a capo del centro per la ricerca e il trattamento dell’obesità dell’University College di Londra e tra gli autori dello studio, «per la prima volta le persone obese possono raggiungere un risultato finora possibile ricorrendo alla chirurgia bariatrica».
Questa non può però essere considerata la soluzione per tutti. Per i rischi che in alcuni casi portano a sconsigliarla e perché comunque l’Italia non riesce a far fronte alla richiesta. I numeri lo dicono chiaramente. Nel nostro Paese vengono effettuati ogni anno quasi 25mila interventi per trattare chirurgicamente l’obesità, ma le persone affette da una grave obesità corrispondono all’1 per cento della popolazione. Si parla quindi almeno di 600mila persone.
Ben venga, dunque, l’arrivo di nuovi farmaci efficaci nella riduzione del peso corporeo. «Anche perché, nelle persone alle prese con questo problema, la sola correzione dello stile di vita assicura al massimo la perdita del cinque per cento del peso corporeo», aggiunge Busetto. Senza trascurare i rischi legati all’«effetto rebound», che nella maggior parte dei casi porta a vanificare lo sforzo compiuto e a recuperare i chili persi.
Decisivi in chiave preventiva, la correzione delle abitudini alimentari e l’incremento dell’attività fisica non bastano a fronte di condizioni di obesità gravi. Chiarisce lo specialista: «L’obesità è una malattia multifattoriale e, come tale, non dipende soltanto da ciò che una persona mangia. A ciò occorre aggiungere la tendenza a recidivare.
Visto l’esito della fase 3 della sperimentazione, considerando che altri studi su semaglutide sono alle battute finali, il farmaco potrebbe presto entrare a far parte dell’arsenale terapeutico con cui curare l’obesità. In prima battuta, semaglutide potrebbe essere utile in prima battuta per i pazienti con un BMI compreso tra 30 e 40. Per le condizioni di obesità più gravi, invece, l’approccio più efficace continuerebbe a essere quello chirurgico.
«Il calo di peso più significativo si osserva di solito nei primi sei mesi, ma in realtà già dopo 60 giorni ci si rende conto se la terapia con semaglutide funziona o meno - conclude Busetto -. L'obesità è una malattia cronica, alla pari dell'ipertensione e del diabete.
Strategie per Abbassare la Glicemia
Esiste un modo per abbassare la GLICEMIA? Come fare? Innanzi tutto, è importante migliorare il proprio stile di vita attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata e mantenendosi attivi. Far sport non solo aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue (perché aiuta i muscoli a consumare il glucosio), ma permette pure di aumentare la sensibilità insulinica, correggendo, quindi, una delle cause del diabete.
La nostra dieta deve essere varia e nutriente, però ci alcuni specifici alimenti e strategie che possono aiutare a mantenere i valori della glicemia ad un livello normale. E’ necessario stare attenti all’indice glicemico degli alimenti, il valore, cioè, che misura il suo impatto sulla glicemia. Più è elevato l’indice glicemico, più velocemente salirà il livello di glucosio nel sangue dopo aver consumato un certo alimento. Sarà quindi fondamentale scegliere alimenti a basso indice glicemico; è inoltre importante prestare attenzione anche al carico glicemico del pasto, che tiene conto della quantità di carboidrati introdotti.
A tutto ciò bisogna aggiungere anche una corretta idratazione. Bere acqua a sufficienza, infatti, aiuta a reidratare il sangue e ridurre il livello di zuccheri.
Alimenti che Aiutano a Regolare la Glicemia
- Cannella: questa spezia è importante per ridurre la resistenza insulinica, e migliorare la risposta delle cellule al glucosio.
- Curcuma: ricca di antiossidanti, la curcuma è in grado di migliorare la sensibilità insulinica e regolare così i livelli di glicemia.
- Agrumi: le fibre contenute negli agrumi, tra cui il limone, aiutano migliorare i livelli di glicemia.
Diabete di Tipo 2: Perdere Peso per Guarire?
Il diabete di tipo 2, una delle malattie più diffuse in occidente, può essere sconfitto grazie ad una significativa perdita di peso. Secondo un nuovo studio, seguire una dieta fortemente ipocalorica per 8 settimane può invertire la malattia, riportando la concentrazione di glucosio nel sangue a livelli normali. Un risultato incredibile che mette in discussione l’idea che il diabete di tipo 2 sia una condizione cronica e irreversibile.
Lo Studio "The Diabetes Remission Clinical Trial"
Secondo il nuovo studio, durato 5 anni, “The Diabetes Remission Clinical Trial”, una dieta a bassissimo contenuto calorico potrebbe invertire il diabete mellito di tipo 2 e far tornare la concentrazione di glucosio nel sangue alla normalità. La remissione della patologia è stata osservata nel 40% dei partecipanti alla ricerca, che hanno seguito per otto settimane un programma dietetico ed è rimasta stabile per almeno altri sei mesi.
Tabella: Esempio di Alimenti da Consumare con Prudenza in Caso di Colesterolo Alto
| Categoria | Alimenti |
|---|---|
| Carni | Carne di manzo, carne di agnello, carne di maiale, carne di pollo (con la pelle) |
| Grassi | Lardo di maiale, oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto) |
| Latticini | Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi |
| Snack | Snack salati, prodotti da forno, alimenti fritti |
| Bevande | Bevande alcoliche |