Diversi studi hanno dimostrato che l'aumento eccessivo della temperatura corporea interna corrisponde con un drastico calo delle prestazioni. Negli sforzi intensi, soprattutto in gara, la temperatura corporea interna subisce un aumento esponenziale e monitorare il suo andamento permette anche di controllarla mettendo in atto delle strategie di “cooling” specifiche, sia dirette che indirette.
Ad esempio, si utilizzano dei gilet refrigeranti nel pre-gara, mentre durante la gara si possono assumere dei ghiaccioli o delle bevande fredde.
Il Sensore CORE: Uno Strumento per Monitorare la Temperatura Corporea
Per rispondere a queste domande abbiamo studiato meglio il sistema CORE e ci siamo procurati un sensore, per testarlo sulla nostra pelle, capire come funziona e se può essere utile anche per chi non corre per professione.
Il sensore è resistente all'acqua con una impermeabilizzazione di tipo IPX7, dunque il sudore abbondante non influenza il rilevamento dei dati. Il prezzo? Sul sito ufficiale dell'azienda costa 298,95 euro, sul web si trova anche a cifre leggermente più basse.
Utilizzando queste due vie di comunicazione (Bluetooth e ANT+), il sensore CORE si può collegare anche al cardiofrequenzimetro per incrociare i valori di frequenza cardiaca e temperatura corporea interna. Oppure, aspetto molto interessante per chi si allena tanto indoor, può essere collegato ad un ventilatore come l'Elite Aria, che in questo modo aumenta o diminuisce il flusso d'aria in base alla temperatura corporea interna.
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Dati Forniti dall'App CORE
Oltre al valore della temperatura e dei battiti cardiaci, la App di CORE fornisce altri dati interessanti, che sono:
- Zone di temperatura: cioè i minuti passati nelle varie zone di calore calcolate dal sistema, ma che possono essere personalizzate via App. Tramite questi dati si può capire che tipo di attività abbiamo svolto a livello di temperatura ed eventualmente correggere il tiro negli allenamenti successivi con le strategie di “cooling” o coprendosi di più se si vuole fare “heat training”.
- Temperatura della pelle: ha un andamento diverso e delle variazioni più immediate rispetto alla temperatura interna, perché i fattori esterni come vento, temperatura esterna, pioggia o acqua versata sulla pelle hanno effetti più immediati. Ma è comunque un parametro utile da monitorare, che contribuisce alle variazioni della temperatura interna.
- Heat Strain Index (deformazione termica): è la misura, calcolata in tempo reale, di quanto il tuo corpo sta lavorando per abbassare la temperatura. Ha un intervallo pratico compreso tra 0 e 10, dove 10 è un valore eccezionalmente alto. Ciò rappresenta una temperatura interna di 40°C e una temperatura cutanea di 37°C. Lo zero viene misurato nelle situazioni in cui l'atleta non sta affrontando uno sforzo, oppure quando la temperatura interna è elevata, ma la temperatura cutanea è fresca (ad esempio durante l'attività fisica con temperature basse).
- Heat Strain Score (punteggio di deformazione termica): è il totale dei valore di Heat Strain Score accumulati durante una giornata o durante un allenamento. È forse il valore più importante da monitorare, perché indica quanto il tuo corpo ha faticato per abbassare la temperatura, ovvero quanto è stato messo sotto stress e quanto duramente ha lavorato il sistema di termoregolazione dell'organismo.
- Heat Load: è il tempo passato nella tua zona di “heat training” (allenamento al calore), indicata con il colore arancione nelle zone di temperatura.
Heat Training: Un Approccio Specifico
Come? Bisogna allenarsi indoor sui rulli senza ventilatore e senza scoprirsi troppo, al contrario è consigliato coprirsi con completi invernali e accendere il riscaldamento. Ho volutamente evitato l'heat training, perché a mio avviso è una metodica di allenamento molto (troppo?) specifica per un utente "normale".
Un marginal gain riservato ai professionisti, che richiede impegno fisico e mentale, oltre al tempo necessario per svolgere delle sedute specifiche “extra” allenamento classico. Insomma, una metodica di nicchia...
Test Pratico: Allenamento con e Senza Ventilatore
Al contrario, è stato curioso capire come utilizzare il sensore CORE in condizioni più realistiche, ovvero durante gli allenamenti sui rulli con lavori specifici ad alta intensità, quelli che tanti fanno durante la settimana.
Ho collegato il sensore alla App di CORE, poi ho appaiato la fascia cardio e il Garmin Edge 530, creando una pagina specifica. Dopo aver sincronizzato tutto ho voluto fare un test molto semplice, ma a mio avviso più utile di tanti altri: confrontare l'andamento della temperatura corporea interna e le sensazioni durante due allenamenti identici, ma svolti con ventilatore e finestra aperta e senza ventilatore con finestra chiusa.
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Dopo un riscaldamento di 15 minuti, l'allenamento era composto da una prima parte con delle ripetute “Over-Under” (un minuto sopra FTP e un minuto sotto FTP) e una seconda parte con un lavoro intermittente “30-30” (30” a Vo2 Max e 30” blando). Defaticamento nel finale.
È stato curioso vedere come la temperatura interna fosse molto più controllata nella seduta con ventilatore e come l'Heat Strain Score nell'allenamento senza ventilatore ha raggiunto un valore molto più alto, quasi doppio rispetto a quello dell'allenamento con ventilatore.
Tabella Comparativa Allenamenti
| Parametro | Allenamento con Ventilatore | Allenamento senza Ventilatore |
|---|---|---|
| Temperatura Massima | 39,2°C | 39,8°C |
| Heat Strain Score | Basso | Alto |
| Performance Condition | Cala meno drasticamente | Cala drasticamente |
Anche la frequenza cardiaca sale molto di più senza aria proiettata addosso e ovviamente cambiano le sensazioni: nella seduta senza ventilatore, le ultime ripetute sono state durissime, mantenere il wattaggio è stato difficile, viceversa, con ventilatore il feeling è stato molto simile a quello che ho di solito su strada.
Ovviamente, anche la sudorazione è stata diversa e di conseguenza sono sceso dai rulli senza quella sensazione di spossatezza che si ha quando si perdono molti liquidi.
Considerazioni Finali
Dai grafici si nota come la performance condition abbia un calo meno drastico durante l'allenamento con ventilatore acceso. La reazione al calore indotto dall'allenamento cambia da persona a persona, quindi avere un sensore che aiuta a capire quanto è efficiente il proprio organismo può essere utile a chi si allena molto sui rulli e non vuole “finirsi”, soprattutto durante la preparazione invernale.
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Un altro aspetto sul quale riflettere è l'andamento della temperatura interna, che è ritardato rispetto a quello dello sforzo fisico.
Se vi allenate spesso sui rulli sicuramente può darvi una mano, stesso discorso se in estate siete obbligati ad allenarvi a ora di pranzo e volete capire come preservare al meglio le vostre energie, oppure se il vostro obiettivo sono le gare di endurance che si svolgono in condizioni di caldo estremo.
In generale, parliamo di un “marginal gain” dedicato ai professionisti o agli appassionati più metodici, curiosi di capire come funziona il proprio corpo e disposti a spendere quasi 300 euro per un accessorio del genere. Usarlo o meno non porta a delle differenze abissali, molti aspetti si possono comprendere anche ascoltando le sensazioni, ma avere dei dati precisi aiuta ad acquisire sicurezza e a gestire meglio gli allenamenti.
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