L'acido clorogenico (chimicamente noto anche con il nome di acido 3-caffeilchinico) è un polifenolo diffusissimo nei vegetali, in particolare nel caffè verde, dove sembra esercitare un importante ruolo biologico all’interno di una catena di processi ossidoriduttivi. Oltre al caffè verde, anche il mate - bevanda sudamericana - ne è una buona fonte. Rappresenta uno dei composti polifenolici più abbondanti nella dieta umana. Abbonda soprattutto nel tè e in diversi tipi di caffè, compreso il caffè verde.
Nonostante il nome, l'acido clorogenico non presenta atomi di cloro nella sua struttura chimica. A loro volta gli acidi fenolici comprendono due classi: quelli derivanti dall’acido benzoico e quelli derivanti dall’acido cinnamico. In particolare, deriva dall'esterificazione dell'acido caffeico con l'acido chinico e presenta diversi isomeri, tra i quali la forma più comune è l'acido 5-caffeolchinico (5-CQA).
Perché si usa l'Acido Clorogenico?
Diverse sono le proprietà benefiche attribuite all'acido clorogenico grazie alle quali questa sostanza viene inserita in diversi integratori. Le applicazioni salutistiche più studiate dell'acido clorogenico riguardano i suoi effetti ipotensivi e modulatori della glicemia. L'acido clorogenico esibisce inoltre interessanti proprietà antiossidanti, antibatteriche e antinfiammatorie.
Nello specifico, essa sarebbe in grado di abbassare i valori della pressione sanguigna e, allo stesso tempo, di modulare il rilascio di glucosio all’interno del sangue dopo aver mangiato, riducendo l’assorbimento dello zucchero a livello intestinale (riduzione della glicemia post-prandiale): tutti effetti benefici per la salute che potrebbero risultare molto utili nel caso di perdita di peso e nel trattamento della sindrome metabolica.
L’acido clorogenico è in grado di ridurre i picchi di insulina e glicemia dopo un pasto. L’acido clorogenico sembrerebbe modificare il metabolismo del glucosio soprattutto a livello intestinale, riducendo i picchi glicemici post-prandiali ed opponendosi all'aumento di peso indotto da una dieta ricca di zuccheri.
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In uno studio clinico, il consumo di caffè arricchito in acido clorogenico ha indotto una riduzione dell'assorbimento di glucosio pari al 6,9%; inoltre, il consumo regolare per 12 settimane ha indotto una riduzione del peso corporeo media di 5,4kg in persone sovrappeso.
Da diversi piccoli studi sui topi, è emerso che l’estratto di caffè verde aiuta a ridurre il peso corporeo totale e l’accumulo di grasso. In uno di questi studi, condotto su 12 volontari sani, il caffè arricchito con acido clorogenico ha aumentato la perdita di peso riducendo l’assorbimento di zuccheri.
In 4 studi clinici su oltre 200 persone ipertese, l’assunzione di un estratto di caffè ricco di acido clorogenico ha ridotto la pressione arteriosa migliorando la dilatazione dei vasi sanguigni. In 57 donne sane, l’acido clorogenico ha ridotto la glicemia e i valori di emoglobina glicata. L’estratto di caffè verde ha ridotto la glicemia a digiuno, i livelli di lipidi nel sangue e il grasso corporeo in uno studio clinico su 43 persone con sindrome metabolica.
In uno studio clinico su 52 persone, il caffè ricco di acido clorogenico ha in effetti ridotto il peso e i fattori di rischio per le malattie cardiache. In un altro studio di 8 settimane, 50 persone con sindrome metabolica hanno assunto 400 mg di estratto di caffè verde decaffeinato 2 volte al giorno.
In uno studio randomizzato crossover, le donne sane in postmenopausa che hanno mangiato 125 g di yogurt bioattivo contenente curcumina e acido clorogenico hanno mostrato livelli plasmatici di TNFα (un marker infiammatorio) significativamente più bassi, sia rispetto al placebo (yogurt non arricchito) e al basale.
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Lacido clorogenico ha dimostrato notevoli proprietà antiossidanti, sia in vitro che in vivo. L'utilizzo dell'acido clorogenico come additivo alimentare è stato proposto per rallentare l'avvizzimento dei frutti dopo la raccolta.
L'acido clorogenico ha anche un leggero effetto psico-stimolatorio, la sua potenza è circa un terzo della caffeina.
Fonti di Acido Clorogenico
L'acido clorogenico si trova in alte concentrazioni nel caffè verde, mentre la sua biodisponibilità si riduce per effetto della torrefazione. Sebbene il caffè verde sia oggetto della maggior parte delle ricerche relative alle applicazioni salutistiche del CGA, anche il mate è una fonte particolarmente generosa di acido clorogenico. Oltre al caffè, fonti naturali di acido clorogenico sono rappresentate da diversi alimenti vegetali di uso comune, come mele, mirtilli, pesche, pere, prugne, pomodori, melanzane, arachidi e patate.
Biodisponibilità
Le capacità di assorbimento dell'acido clorogenico da parte dell'intestino umano sembrano limitate. Negli studi su ratti percentuali molto modeste, fino all'8% in peso, del CGA ingerito vengono idrolizzate in acido caffeico e conseguentemente assorbite.
Effetti Collaterali e Controindicazioni
Si pensa che l'acido clorogenico e l'acido caffeico siano degli anti-tiaminasi, ovvero composti che bloccano l’assorbimento di tiamina (vitamina B1) inducendone carenza. Altri studi sono stati condotti per collegare l’elevato consumo di caffè (in cui è ricca la presenza di acido clorogenico) con la presenza nell’organismo umano di alti livelli di omocisteina nel sangue.
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Dosaggio
E' stato stimato che chi consuma regolarmente caffè ed altri alimenti ricchi di CGA assuma da 0,5g fino a 1g di acido clorogenico al giorno; tuttavia, la torrefazione del caffè potrebbe generare composti che riducono la biodisponibilità dell'acido clorogenico presente nell'alimento. I range di assunzione più utilizzati negli studi sin qui citati, sono nell'ordine di 120-300mg di acido clorogenico al giorno, distribuiti in un'unica o in due assunzioni giornaliere.
Attualmente non risultano esservi claim autorizzati dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) specificatamente rivolti a prodotti a base di acido clorogenico. L’assunzione di acido clorogenico - secondo gli studi finora condotti - sembrerebbe essere ben tollerata.
Le informazioni riportate in questo articolo rappresentano delle indicazioni generali e non possono in alcun modo sostituire il parere medico.
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