L'acido tartarico è un acido organico naturale presente in numerosi frutti, particolarmente abbondante nell'uva e nei suoi derivati. Questa molecola, caratterizzata dalla formula chimica C4H6O6, svolge un ruolo fondamentale in ambito farmaceutico e nutraceutico come regolatore di acidità e agente chelante.
Cos'è l'Acido Tartarico Naturale?
L’Acido Tartarico Naturale (C4H6O6) è un acido organico naturalmente presente in numerose piante ed in modo particolare nell’uva, abbondante sia nella sua forma libera che in combinazione con sali di potassio, calcio e magnesio. È uno dei principali acidi reperibili nel vino. È ben noto sin dall’antichità che durante la fermentazione del vino, cristalli di potassio ditrartatro (tartaro) si formavano sulle pareti delle botti o depositavano un sottile sedimento noto come “feccia”.
Ancora oggi, l’unica materia prima utilizzata nella moderna produzione industriale dell’acido tartarico naturale è il tartrato di calcio ottenuto dalla riduzione delle fecce e degli altri sotto prodotti dell’industria vinicola. Industria Chimica Valenzana lo estrae purificandolo, ossia eliminando gli zuccheri, l’alcol, i coloranti rossi e verdi con cui si trova mescolato nell’acino d’uva, senza l’utilizzo di alcun prodotto tossico o pericoloso come: solventi, metalli o composti chimici di qualunque natura.
Proprietà Fisiche e Chimiche
L’Acido Tartarico, (2R,3R)-2,3-dihydroxybutane-1,4-diodic acid, si presenta come cristalli incolori o polvere bianca, altamente solubile in acqua e liberamente solubile in alcool, privo di odore e con un forte sapore acidulo. Chimicamente è molto stabile ed igroscopico.
Per mantenere correttamente il prodotto deve essere conservato in un luogo asciutto e fresco ben chiuso all’interno della confezione originale evitando l’esposizione alla luce solare diretta e a temperature estreme che potrebbero impaccarlo.
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Principali Proprietà dell’Acido Tartarico
- Massa molecolare: 150.09
- Solubilità in acqua: 139G/100 ml (20° C)
- Solubilità in etanolo: 33g/100 ml (25° C)
- Peso specifico: 1.76 G/ml
- Temperatura di fusione: 168-170° C
- Solubilità in acqua: 147g/100 ml (25° C)
- Densità apparente: 0,6-1,3 g/ml
- Peso equivalente: 75.05
- pH (1.5g/l in acqua): 2,2
Usi dell'Acido Tartarico
Grazie a queste molteplici proprietà fisiche e chimiche che lo rendono un prodotto molto versatile, l’acido tartarico è un acido prevalente nella produzione industriale di bevande, preparazioni alimentari e nel settore enologico. Presente in natura in una buona percentuale di piante (principalmente nell’uva e nel tamarindo) l’acido tartarico è un acido organico diprotico, cristallino e bianco. La sua formula chimica è C4H6O6 e il suo impiego si estende a un ampio spettro di settori industriali.
Settore Alimentare
Alcuni alimenti come la frutta sono, dunque, la prima fonte da cui viene ricavato il materiale. Ciò basta a dedurre che si tratta di una molecola perfettamente commestibile e che, quindi, può essere utilizzata nell’industria alimentare. La stessa Unione Europea ne consente l’impiego senza restrizioni ed è stato calcolato che la sua tossicità diventa letale solo quando assunto in quantità superiori a 7,5 grammi per chilo nell’essere umano. Grazie al sapore acidulo, l’acido tartarico viene aggiunto a caramelle, marmellate e succhi di frutta.
Settore Enologico
Altro settore d’impiego dell’acido tartarico è quello enologico. Anche in questo caso, il prodotto viene usato per conferire acidità, equilibrare i sapori e aumentare la longevità della bottiglia. Per la precisione, l’aggiunta di acido tartarico è pensata per riequilibrare i cristalli di bitartrato di potassio che si formano sempre durante il processo di produzione dei bianchi e dei rosati (solo raramente nei rossi). La correzione deve, però, essere eseguita in modo tale che i tartari non si formino all’interno della bottiglia.
L’acido tartarico viene comunemente aggiunto nella vinificazione poiché l’acidità naturale dell’uva può non essere sufficiente. Inoltre, influenza il gusto, equilibra il colore, i tannini e la dolcezza, e mantiene la stabilità chimica del vino.
Non è raro che l'acido tartarico del vino cristallizzi, formando cristalli di bitartrato di potassio, ben visibili nel tappo di sughero (i cosiddetti diamanti del vino). Seppur innocui, questi composti cristallini - chiamati "tartrati" - sono spesso considerati segno di vino scadente o cattivo.
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Altri Settori
Oltre che nel comparto enogastronomico, l’acido tartarico trova impiego in farmaceutica, nell’industria chimica e in agricoltura.
- Impiego in agricoltura: la molecola è in grado di chelare ioni metallici come calcio e magnesio.
- Impiego nell’industria chimica: l’acido tartarico è alla base di prodotti pensati per la pulizia dei metalli come alluminio, rame, ferro e leghe varie.
- Impiego in farmacologia: quando miscelato al bicarbonato di sodio, l’acido tartarico ha proprietà effervescenti e digestive. Altrettanto importante è il suo contributo per aumentare la solubilità.
- Impiego nell’industria cosmetica: l’acido tartarico è utilizzato per la formulazione di prodotti schiarenti, antimacchia, nel trattamento di discromie e melasma. Appartiene alla categoria degli alfa-idrossiacidi ed è particolarmente abbondante nell’uva e nel tamarindo, ma anche nelle banane e negli agrumi.
Acido Tartarico in Cosmetica
L’acido tartarico è utilizzato in cosmesi soprattutto per le sue capacità esfolianti, schiarenti e antiossidanti e compare spesso nella lista di ingredienti di peeling esfolianti e prodotti per la cura della pelle ad azione idratante, antimacchia e anti-age. Può essere impiegato da solo o in combinazione con altri alfa-idrossiacidi e normalmente è presente in concentrazioni comprese tra 1 e 10%.
In cosmesi, l'acido tartarico è sfruttato soprattutto per le sue capacità cheratolitiche, schiarenti ed antiossidanti; non a caso, costituisce spesso l'ingrediente dominante di creme idratanti, esfolianti, antimacchia ed antiage.
L'acido tartarico, in cosmesi, trova indicazione nel trattamento di:
- Pelli mature, aride e poco elastiche → formulato insieme a sostanze idratanti.
- Punti neri ed acne → l'acido tartarico esercita un'ottima attività comedolitica, incoraggiando lo svuotamento delle cisti.
- Macchie scure sulla pelle → l'acido tartarico esfolia la pelle rimuovendo le cellule superficiali dall'epidermide, incoraggiando nel contempo il rinnovamento cellulare. In questo modo, le creme all'acido tartarico aumentano la luminosità delle pelle.
Le creme o gli altri prodotti cosmetici formulati con acido tartarico richiedono un'applicazione costante. Per un risultato ottimale, si consiglia di spalmare il prodotto al mattino e alla sera, su pelle pulita ed accuratamente asciugata. Il massaggio è parte integrante del trattamento: per questo, è importante massaggiare delicatamente, fino a completo assorbimento della crema. Proseguire il trattamento per un periodo di almeno 4-6 settimane.
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L’acido tartarico esercita una notevole azione su punti neri e acne in genere, favorendo lo svuotamento dei comedoni e delle cisti, promuove il rinnovamento cellulare donando luminosità alla pelle.
Benefici dell'Acido Tartarico per la Pelle
- Esfoliazione: Aiuta a rimuovere le cellule morte dalla superficie della pelle, favorendo il rinnovamento cellulare.
- Bilanciamento del pH: Utilizzato per bilanciare il pH dei prodotti cosmetici, migliorandone la stabilità e l’efficacia.
- Miglioramento della texture della pelle: Contribuisce a una pelle più liscia e uniforme.
Acido Tartarico in Farmaceutica
Nel contesto farmaceutico, l'acido tartarico svolge un ruolo cruciale nella regolazione del pH delle formulazioni. La sua capacità tampone permette di mantenere stabile l'acidità del preparato, aspetto fondamentale per garantire la stabilità e l'efficacia dei principi attivi. La presenza di due gruppi carbossilici conferisce all'acido tartarico una particolare efficacia nel controllo del pH, permettendo di ottenere formulazioni con acidità ottimale per la stabilità dei componenti attivi.
L'effetto regolatore dell'acido tartarico si estende anche al processo di dissoluzione dei farmaci. La sua presenza può influenzare significativamente la velocità di disgregazione delle forme farmaceutiche solide, contribuendo a ottimizzare il rilascio dei principi attivi.
L'acido tartarico eccelle nella sua funzione di agente chelante, formando complessi stabili con diversi minerali che ne migliorano l'assorbimento intestinale. Questa proprietà è particolarmente rilevante nella formulazione di integratori minerali, dove l'acido tartarico può aumentare significativamente la biodisponibilità di elementi come ferro, calcio e magnesio.
L'efficacia dell'acido tartarico nell'ottimizzare l'assorbimento si estende anche ad altre sostanze attive. La sua presenza nelle formulazioni può modificare la permeabilità delle membrane biologiche, facilitando il passaggio di molecole attive.
Modalità di Assunzione
L'assunzione dell'acido tartarico avviene principalmente attraverso prodotti farmaceutici e integratori dove è utilizzato come eccipiente. Il suo dosaggio è attentamente calibrato nelle formulazioni per garantire la massima efficacia e sicurezza.
I tempi di assunzione dell'acido tartarico dipendono dal tipo di preparazione in cui è contenuto. Per gli integratori minerali, si consiglia l'assunzione lontano dai pasti principali per ottimizzare l'assorbimento dei minerali. Le formulazioni effervescenti devono essere completamente dissolte prima dell'assunzione. Nel caso di preparazioni multivitaminiche, seguire le indicazioni specifiche del prodotto, che generalmente prevedono l'assunzione durante o subito dopo i pasti.
Effetti Collaterali
Gli effetti collaterali dell'acido tartarico sono generalmente lievi e rari quando utilizzato nelle dosi presenti nelle formulazioni farmaceutiche standard. Tuttavia, l'assunzione di dosi elevate può causare disturbi gastrointestinali come nausea, dolori addominali o diarrea. In alcuni casi, si possono manifestare irritazioni della mucosa gastrica, specialmente in soggetti sensibili o con storia di problemi gastrici.
L'uso prolungato di alte dosi può interferire con l'equilibrio acido-base dell'organismo e l'assorbimento di alcuni minerali. Raramente, possono verificarsi reazioni allergiche che si manifestano con prurito, eruzioni cutanee o difficoltà respiratorie. In caso di assunzione di dosi molto elevate, potrebbero verificarsi squilibri elettrolitici e alterazioni della funzionalità renale.
Sicurezza e Approvazioni
L’acido tartarico è stato approvato come ingrediente sicuro dalla Food and Drug Administration (FDA), dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Comitato misto degli esperti FAO/OMS sugli additivi alimentari (JECFA).
Conclusioni
L'acido tartarico rappresenta un componente fondamentale nella tecnologia farmaceutica moderna, grazie alle sue proprietà uniche come regolatore di acidità e agente chelante. La sua efficacia nel migliorare la biodisponibilità di minerali e principi attivi lo rende un eccipiente prezioso nella formulazione di farmaci e integratori. Tuttavia, il suo utilizzo deve essere sempre considerato nel contesto della formulazione complessiva e delle esigenze specifiche del paziente.
È fondamentale affidarsi a prodotti di qualità farmaceutica, dove l'acido tartarico è presente in concentrazioni ottimali e standardizzate.
Per massimizzare i benefici dei prodotti contenenti acido tartarico, è importante seguire alcune linee guida pratiche. Nel caso di integratori minerali, l'assunzione a stomaco vuoto può ottimizzare l'assorbimento, mentre per le formulazioni multivitaminiche potrebbe essere preferibile l'assunzione durante i pasti. È consigliabile evitare l'assunzione contemporanea di prodotti che potrebbero interferire con la sua azione chelante. In caso di terapie farmacologiche multiple, è opportuno consultare il proprio medico per valutare possibili interazioni.