Acidosi Metabolica: Cause, Sintomi e Alimentazione

L'acidosi metabolica è una condizione che si verifica quando il pH ematico si abbassa troppo (sotto 7,35) a causa di un accumulo di acidi o di una perdita eccessiva di bicarbonati nel sangue (HCO3-). Questo squilibrio può essere causato da vari fattori, tra cui problemi metabolici, insufficienza renale o alcune malattie.

Che cos’è l’acidosi metabolica

L’acidosi metabolica è un accumulo di acidi nell’organismo, non adeguatamente compensato da altrettante sostanze basiche.

Cause dell’acidosi metabolica

L’acidosi metabolica può verificarsi a causa di un’aumentata produzione o ingestione di sostanze acide e di una loro ridotta escrezione. Dunque la principale causa è la cattiva alimentazione.

Altre possibili cause di acidosi sono: accumulo di acido lattico, insufficienza renale, diabete non controllato, alcolismo cronico, denutrizione, ingestione di particolari farmaci e/o tossine. Inoltre, tra le cause ci possono essere anche epatopatie e malattie dei reni, cardiopatie e disturbi respiratori.

Le cause principali dell’acidosi metabolica possono essere suddivise in tre categorie:

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  1. Eccessiva produzione di acidi
    • Acidosi lattica: si verifica quando si accumula troppo acido lattico, per esempio durante situazioni di scarso apporto di ossigeno ai tessuti (come shock o sepsi).
    • Chetoacidosi diabetica: tipica dei pazienti con diabete non controllato, comporta un aumento dei corpi chetonici nel sangue.
    • Intossicazioni: sostanze come metanolo, etilenglicole o salicilati possono alterare l’equilibrio acido-base.
  2. Ridotta eliminazione degli acidi dai reni
    • Acidosi metabolica renale: una condizione in cui i reni non riescono a eliminare correttamente gli acidi o a riassorbire il bicarbonato.
  3. Perdita eccessiva di bicarbonati
    • Problemi intestinali, come diarrea cronica o fistole, possono causare una riduzione dei bicarbonati.

Il gap anionico formula, ovvero la differenza fra la somma dei cationi (sodio, potassio, calcio, ecc) e degli anioni (soprattutto cloro, bicarbonato e fosforo), aiuta a distinguere i diversi tipi di acidosi metabolica e a identificare la causa sottostante.

Molti dei processi naturali che si verificano nel corpo producono acido. L’acidosi metabolica è il risultato di uno squilibrio nel pH del corpo che si sviluppa a causa di un aumento dell’ingestione (o della produzione) di sostanze acide, o per una mancata espulsione.

Altre cause includono: diabete non curato o non tenuto sotto controllo (acidosi diabetica), diarrea o vomito (in questo caso, si può sviluppare l'acidosi ipercloremica che deriva da una perdita di bicarbonato di sodio), abuso di alcol, insufficienza epatica, insufficienza cardiaca, bassi livelli di zucchero nel sangue o un esercizio fisico prolungato, malfunzionamento dei reni (l'acidosi tubulare renale si verifica quando i reni non sono in grado di espellere gli acidi nelle urine).

L’acidosi respiratoria, invece, si verifica quando si accumula troppa anidride carbonica (CO2) nel sangue. Normalmente, i polmoni sono in grado di espellere la CO2 con la respirazione.

Tutti i processi biochimici che si svolgono incessantemente nel nostro organismo e che sono fondamentali per la vita, producono un accumulo di scorie metaboliche che vengono eliminate attraverso l’intestino, i reni, la pelle e i polmoni. Molte di queste sostanze di scarto sono acide e devono essere neutralizzate o eliminate. Se il nostro corpo non sta lavorando al meglio, e fattori quali una cattiva alimentazione, lo stress, la vita sedentaria, l’inquinamento, l’utilizzo di farmaci, ecc., determinano l’accumulo di scorie acide che non vengono adeguatamente smaltite, assisteremo alla lunga a tutta una serie di problematiche (per lo più infiammatorie), legate ad una condizione chiamata acidosi metabolica.

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L’acidosi metabolica è un termine indicante l’accumulo di sostanze acide nell’organismo a causa di diversi fattori o cause, che possono provocare un loro eccessivo rilascio o difficoltà nella loro eliminazione. Il corpo cerca di mantenere il più possibile un equilibrio dinamico tra i vari aspetti fisiologici che lo contraddistinguono. Tra questi spicca per importanza sicuramente il bilanciamento acido-base. In particolare, a livello del sangue il pH è mantenuto costante tra 7.35-7.45 al fine di favorire lo svolgimento delle reazioni biochimiche e l’adeguata ossigenazione.

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’acidosi compaiono gradualmente nell’organismo, cosicché è difficile accorgersene. E’ un po’ come la storia della rana che se viene messa dentro una pentola piena di acqua che sta bollendo schizza subito fuori per scampare il pericolo; se invece si mette la rana in una pentola di acqua fredda e si accende il fuoco che innalzerà pian piano la temperatura, la rana non si accorgerà del progressivo riscaldamento dell’acqua e finirà per bollire insieme all’acqua. Tutto questo a significare che la rana non si accorge del progressivo riscaldamento dell’acqua come noi non ci accorgiamo del progressivo peggioramento della nostra salute perché ci abituiamo gradualmente ai sintomi come la rana al riscaldarsi dell’acqua.

L’acidificazione modifica l’attività enzimatica, rallentando il metabolismo, provocando processi infiammatori e demineralizzazione ossea.

I sintomi dell’acidosi metabolica possono variare da lievi a gravi e includono:

  • Sintomi generali: stanchezza, nausea, vomito.
  • Acidosi del sangue: confusione, difficoltà respiratorie, come nei casi più gravi.
  • Compensazione respiratoria: il corpo cerca di eliminare l’anidride carbonica aumentando la respirazione (respiro di Kussmaul).
  • Acidosi metabolica e respiratoria: in alcuni casi, possono coesistere entrambe le condizioni, peggiorando la situazione.
  • Urine acide: il corpo elimina più acidi nelle urine, rendendole più acide del normale.

È possibile sospettare l’acidosi metabolica in base a diversi sintomi. «Al di là di una stanchezza cronica che persiste anche dopo aver riposato o che comunque è esagerata rispetto allo sforzo compiuto, si manifestano spesso nausea, vomito, mancanza di appetito, respiro irregolare, alito cattivo, crampi muscolari e, nel caso del diabete scompensato, la sintomatologia si accompagna a un aumento della sete e una maggiore frequenza di minzione».

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I principali sintomi dell’acidosi metabolica sono:

  • Stanchezza al mattino
  • Disturbi del sonno (con particolari risvegli tra l’una e le tre di notte)
  • Reflussi gastrici e bruciori di stomaco
  • Costipazione
  • Emicranie frequenti
  • Pelle grassa (soprattutto del viso) o eczemi
  • Sudorazione ai piedi e tendenza a sudare (sudori freddi)
  • Sensibilità e una minore resistenza al freddo
  • Dolori e crampi muscolari
  • Bronchite cronica con formazione di muco
  • Leucorrea (perdite vaginali)
  • Mancanza di energia
  • Disturbi dell’umore
  • Aritmia
  • Alitosi

Diagnosi

Per comprendere lo stato in cui si trova il nostro organismo, sarebbe necessario effettuare la misurazione del ph delle urine in tre momenti della giornata: la seconda urina del mattino, prima di pranzo, prima di cena. Questo andrebbe fatto per un periodo continuativo di 8 giorni. Per effettuare la misurazione si utilizzano delle apposite cartine che cambiano colore a seconda del ph che, nei momenti suddetti, dovrebbe posizionarsi tra i 7 e i 7,5. Se il valore del ph è inferiore a 7 per la maggior parte delle rilevazioni effettuate, siamo in presenza di acidosi.

Ma una diagnosi certa può arrivare solamente con un’indagine di laboratorio denominata emogasanalisi (EGA), un esame “istantaneo” che sfrutta un prelievo arterioso (di solito a livello del polso, arteria radiale, oppure nella piega del gomito, arteria brachiale) e non venoso come le comuni analisi del sangue: «Dal risultato, i medici riescono a rilevare con precisione il pH del sangue, l’eventuale grado di acidosi e il modo in cui l’organismo sta tentando di correggere questa situazione», illustra l’esperto.

Per diagnosticare l’acidosi metabolica si utilizza principalmente l’EGA (Emogasanalisi arteriosa), che misura:

  • Il pH ematico per verificare se è troppo basso.
  • La pCO2 alta o bassa per valutare la compensazione respiratoria.
  • I valori di HCO3 per controllare il livello di bicarbonati.

Conseguenze

Se non trattata, l’acidosi metabolica può causare problemi seri, come:

  • Alterazioni cardiovascolari: il cuore può funzionare meno efficacemente, portando a ipotensione o aritmie.
  • Effetti metabolici: resistenza all’insulina, perdita di massa muscolare.
  • Complicanze renali: i reni possono avere difficoltà a eliminare acidi, portando a un valore di ammonio basso nelle urine.

Se non opportunamente trattata, una condizione protratta di acidosi metabolica può intossicare il corpo e portare a diverse conseguenze, che vanno da un generico rischio per diverse co-morbilità fino al pericolo di coma, se il fenomeno è acuto o molto intenso.

Terapia dell’acidosi metabolica

Se il nostro ph non è ai livelli adeguati, si può intervenire con un alcalinizzante per vere un’azione immediata di ripristino del corretto ph, ma la correzione della dieta è un imperativo fondamentale per ritornare ad uno stato di salute ottimale.

Il trattamento dipende dalla causa scatenante:

  • Bicarbonato nel sangue: se il livello è molto basso, può essere necessario somministrare bicarbonato.
  • Risoluzione della causa sottostante:
    • Nella chetoacidosi diabetica, si somministra insulina.
    • Nell’acidosi metabolica renale, possono essere usate sostanze alcaline per bilanciare il pH.
    • Nei casi gravi, la dialisi può essere una soluzione.

Mentre nel caso del diabete il trattamento consiste in una dose di insulina adeguata per bloccare il rilascio dei corpi chetonici, nell’insufficienza renale o in altre situazioni di acidosi metabolica viene prescritto generalmente del bicarbonato di sodio in compresse, che viene assorbito dall’intestino e poi introdotto nel circolo sanguigno dove neutralizza gli acidi accumulati.

Alimentazione e acidosi metabolica

Gli alimenti che provocano acidosi sono quelli che contengono sostanze il cui catabolismo porta alla formazione di acidi. Questo è particolarmente vero per le proteine della carne che rilasciano acido solforico, acido fosforico, acido cloridrico, acido nitrico, acido urico. Gli animali carnivori che mangiano nella loro dieta quasi esclusivamente carne, hanno un enzima specifico (uricasi o urato ossidasi), che li protegge dalla contaminazione da acido urico legato al consumo di carne. Gli esseri umani non possiedono questo enzima, per questo un consumo eccessivo di proteine animali è spesso responsabile di malattie legate all’accumulo di acido urico, quali gotta, reumatismi, calcoli renali.

Anche alcuni cibi o bevande alcaloidi come il caffè, il tè nero, il cioccolato sono ricchi di purine e sono classificati come acidificanti. Lo stesso vale per lo zucchero bianco, la farina di grano raffinata e i suoi derivati, gli oli raffinati, i latticini.

Tutta la frutta e la verdura (tranne pochissime eccezioni) sono alcalinizzanti, meglio se mangiate crude e biologiche. Anche lo yogurt magro (o di soya) ha la stessa proprietà. Tra i semi oleosi, le mandorle hanno un buon potere alcalinizzante (non vanno però mangiate più di 15 al giorno).

I cibi da diminuire (in certi casi da evitare) nelle quantità sono: i carboidrati, lo zucchero, la farina bianca, il riso bianco, il mais, il latte e i formaggi, la carne, il lievito di birra, i funghi, l’alcol, il caffè, le arachidi, il cibo cotto con le microonde, i dolcificanti artificiali.

Oltre a ciò dovrebbe essere completamente abbandonato il cibo spazzatura, come: patatine fritte, biscotti, dolciumi, i pasti pronti ipocalorici. Tutti questi cibi sono manipolati e trattati sin dall’origine, sono carichi di zucchero, sale raffinato, coloranti artificiali, additivi, conservanti, e sono tutti acidificanti.

Inoltre, per tenere maggiormente alcalino il proprio corpo, si dovrebbe rispettare il vecchio detto:“a colazione mangia come un re, a pranzo come un principe, a cena come un povero”.

Integratore Alcalinizzante

L’Alcalinizzante è un integratore, che aiuta a completare la tua dieta contro l’acidosi metabolica. Questo magnifico prodotto mantiene stabile l’equilibrio acido-base grazie a diversi sali minerali alcalini contenuti al suo interno tra cui Magnesio, Zinco e Vitamina D.

L’importanza dei minerali contro l’acidosi metabolica

L’integrazione con agenti alcalinizzanti, associata a modificazioni alimentari, rappresenta un’ottima strategia per favorire il ripristino dell’equilibrio acido-base.

Elementi fondamentali contenuti nell’Alcalinizzante

  • Sodio Carbonato: Svolge un ruolo determinante nel mantenimento dell’equilibrio acido-base. Contrasta l’azione aggressiva degli acidi dello stomaco sulle mucose prevenendo la formazione di ulcere.
  • Calcio Carbonato Marino: È un importante fattore nutrizionale osseo. Le ossa rappresentano una riserva fondamentale di minerali alcalini in quanto fungono da “magazzino” dal quale poter attingere risorse per la tutela dell’organismo.
  • Magnesio Citrato: Efficace sale per riequilibrare i livelli di pH. Favorisce l’assimilazione delle vitamine B, C ed E e della Vitamina D contenuta nell’alcalinizzante. È un nutriente fondamentale che aiuta a produrre energia, partecipa al metabolismo degli zuccheri, delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. Risulta particolarmente efficace in caso di stress.
  • Potassio Bicarbonato: È un regolatore di minerali, quali calcio e fosforo, e ne impedisce l’eliminazione da parte di ossa e reni. È inoltre un sostegno per muscoli e sistema nervoso.
  • Zinco Gluconato: Indispensabile per il corpo umano, è un elemento costitutivo di oltre 200 enzimi di molte altre proteine che regolano la respirazione cellulare, digestione e al metabolismo.
  • Vitamina D: La Vitamina D promuove l’assorbimento di calcio e fosforo nell’intestino e il riassorbimento di calcio a livello renale.

Prevenzione

Sembra che l’acidosi sia prevenibile solo in parte.

  • Smettere di fumare.
  • Mantenere un peso sano.
  • Rimanere idratati.
  • Tenere sotto controllo il diabete.
  • Smettere di bere alcolici.
  • Fare movimento.
  • Evitare l’abuso di farmaci.
  • Evitare lo stress, per quanto possibile.

Acidosi e Alcalosi

L’organismo mantiene un delicato equilibrio tra acidosi e alcalosi. Quando il pH del sangue sale troppo si parla di alcalosi, che può essere metabolica o respiratoria. Per L’alcalosi respiratoria le cause più comuni sono l’iperventilazione e la riduzione eccessiva della pCO2. La terapia dell’alcalosi metabolica si basa sul ripristino dell’equilibrio elettrolitico.

L’acidosi metabolica è una condizione seria che richiede una diagnosi e un trattamento tempestivi. Monitorare il pH ematico, i bicarbonati nel sangue, e utilizzare strumenti diagnostici come l’EGA è fondamentale per evitare complicanze e ristabilire l’equilibrio acido-base.

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