Agevolazioni Fiscali per Condizionatori con Pompa di Calore: Requisiti e Modalità

Con l’arrivo della primavera, l’attenzione di consumatori e tecnici passa dal “bonus riscaldamento” al “bonus condizionatori”. Ovviamente, il “bonus condizionatori” in realtà non è un vero è proprio bonus, ma un’espressione giornalistica che rimanda alla possibilità di accedere ad un incentivo per l’acquisto di:

  • climatizzatori a basso consumo energetico
  • deumidificatore
  • pompe di calore
in combinazione o nell’ambito di specifiche agevolazioni edilizie.

Se vuoi acquistare un climatizzatore con i bonus statali questo è il momento giusto. In questo articolo, ti offriamo una rapida sintesi degli incentivi previsti per questo tipo di apparecchi.

I condizionatori, insieme agli altri elettrodomestici installati nelle nostre abitazioni, sono gli apparecchi che incidono maggiormente sulla bolletta. Grazie ad un impianto fotovoltaico è possibile produrre in autonomia l’energia necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno.

Chi può chiedere il Bonus per i Condizionatori

Il Bonus può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.

Questi includono:

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  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative (divise e indivise)
  • imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce)
  • soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. L’accesso alle agevolazioni segue le stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

La detrazione è concessa anche a chi, pur sostenendo le spese e risultando beneficiario di bonifici e fatture, rientra in una delle seguenti categorie:

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili)
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Bonus Ristrutturazione: 36/50% sui condizionatori come manutenzione straordinaria

In caso di installazione di condizionatori nuovi con l’ausilio di pompe di calore che permettono di conseguire un risparmio energetico per l’abitazione si può accedere al Bonus ristrutturazione del 36%.

La detrazione è elevata al 50% nel caso in cui le spese siano sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. È previsto un recupero della spesa sostenuta in 10 anni, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro. L’intervento rientra infatti tra le spese detraibili per il risparmio energetico e gli interventi di climatizzazione invernale ed estiva agevolati nell’ambito della manutenzione straordinaria, come previsto dall’articolo 16-bis del TUIR. Poiché siamo nell’ambito della ristrutturazione straordinaria, non è richiesto che l’impianto sia abilitato al riscaldamento invernale. Per il climatizzatore deve essere rilasciato l’attestato di conformità e il libretto d’impianto. La fattura deve comprendere acquisto e installazione, oppure è possibile avere due fatture distinte.

Bonus condizionatori con ristrutturazione edilizia: la detrazione è fino al 50% per i condizionatori in pompa di calore aria/aria, anche non ad alta efficienza, ma che mirano al risparmio energetico, ed è valida solo per le unità immobiliari residenziali.

Condizionatori con Ecobonus in caso di sostituzione della caldaia a gas

Si ha diritto all’Ecobonus se si decide di sostituire una caldaia a gas con uno o più climatizzatori da utilizzare, dunque, come impianto di riscaldamento in via esclusiva e non di appoggio al gas. In questo caso, quindi, l’impianto deve essere abilitato al riscaldamento invernale e lo deve sostituire. In sostanza al posto di una caldaia a pompa di calore che mandi l’acqua calda nei radiatori, si può installare una serie di split nelle varie stanze, collegati ad una o più unità esterne, e non utilizzare più i radiatori.

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Per accedere all’agevolazione non serve dunque un contestuale intervento di riqualificazione energetica, ma è necessario avere l’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi realizzati in cui riportar l’importo delle spese sostenute, il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica), i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.

Bonus condizionatori con opere di ristrutturazione edilizia: la detrazione è fino al 50% per i condizionatori in pompa di calore aria/aria, anche non ad alta efficienza, ma che mirano al risparmio energetico, ed è valida solo per le unità immobiliari residenziali.

Requisiti aggiuntivi e note importanti

L'intervento deve configurarsi come sostituzione totale del vecchio impianto termico e non come nuova installazione.

Nota 1: Un edificio si considera esistente se risulta accatastato o se almeno è stata presentata domanda di accatastamento e se viene pagata l'ICI, se dovuta. Inoltre si ritiene che un impianto di riscaldamento, per essere considerato tale, debba rispondere alla definizione di cui al punto 14 dell'allegato A al D. Lgs.

Nota 2: L'installazione di pompe di calore è agevolata dall'art. 1 c. 5 del citato "decreto edifici" che ammette a detrazione la "sostituzione" di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia con contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione del calore. Il predetto articolo non precisa tuttavia se la sostituzione debba essere totale o anche solo parziale ma la risoluzione 458/E del 1° dicembre 2008 dell'Agenzia delle Entrate, basandosi sulla mancanza di un 'esplicita citazione della parola "parziale" sul testo dell'art. 1 c. 5 del decreto, ha interpretato che il beneficio si intende limitato alla sola sostituzione integrale di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza, purché ovviamente la pompa di calore abbia prestazioni non inferiori a quelle prescritte dall'allegato I al D.M. 6/8/09.

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Nota3: All'ENEA non va inviata una domanda ma una documentazione tecnica (attestato di qualificazione energetica e/o scheda informativa).

Superbonus per i condizionatori? Solo nell’ambito di interventi trainanti

Con il Superbonus è prevista una detrazione sul costo sostenuto per l’acquisto o l’installazione di impianti di climatizzazione e anche per la sostituzione dell’impianto di condizionamento. La spesa è ammessa a contributo solo effettuata nell’ambito di uno degli interventi trainanti del Superbonus (come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione) effettuati nei condomini. Interventi come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione danno diritto alla detrazione. L’installazione dell’apparecchio deve garantire un miglioramento di due classi energetiche certificate con l’Ape.

Come si può richiedere il Bonus condizionatori

Allo stato attuale il bonus condizionatori si può ottenere solo attraverso la dichiarazione dei redditi senza limiti Isee (non è più prevista né lo sconto in fattura né la cessione del credito). Inoltre, il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, indicando nella causale del versamento il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento. Va infine precisato che è obbligato a inviare una specifica comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Per gli interventi che usufruiscono delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato.

Comunicazione all’ENEA

Per ottenere le detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus 2025, è necessario comunicare all’ENEA le informazioni relative agli interventi eseguiti. N.B. la registrazione dell’utente (da eseguirsi una sola volta, anche nel caso in cui si trasmettano più richieste); esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della L. sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. scheda informativa dell’intervento (Allegato E al D.M.

Altre informazioni utili

  • 50% nel caso di abitazione principale (fino al 31 dicembre 2025).
  • 36% nel caso di altre abitazioni, es. seconda o terza casa (fino al 31 dicembre 2025).
  • L’agevolazione si può utilizzare anche senza sostituire necessariamente il precedente impianto di climatizzazione invernale.

Esempio di causale: Acquisto condizionatore ai fini della detrazione fiscale per recupero edilizio, art. Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento.

Una pompa di calore è considerata “bene significativo”, quindi può beneficiare dell’Iva agevolata al 10% (invece del 22%).

Si possono sfruttare Ecobonus o Bonus Ristrutturazioni per detrarre dalle tasse il 50% della spesa per una pompa di calore. L’investimento iniziale per una pompa di calore, però, può rappresentare un ostacolo, specialmente se è necessario effettuare altri lavori, come sostituire i vecchi termosifoni e installare un sistema di diffusione del calore a bassa temperatura. Per fortuna anche nel 2025 sono disponibili incentivi statali che abbattono i costi di installazione sia delle pompe di calore sia dei sistemi ibridi.

Esistono due detrazioni fiscali per l’installazione di una pompa di calore: Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni (o Bonus casa). Un limite massimo di detrazione a seconda della tecnologia che si installa. Un limite massimo specifico di spesa. Per le pompe di calore 1.760 euro/kW.

Se stai ristrutturando la tua casa (interventi di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo) puoi far rientrare nelle spese incentivabili con il Bonus Ristrutturazioni l’installazione di una pompa di calore. In questo caso, può accedere all’incentivo anche l’installazione di un climatizzatore estivo a pompa di calore in una casa già dotata di sistema di riscaldamento. Il corrispettivo rimborsato può arrivare fino al 65% della spesa ed è calcolato in base a una formula che tiene conto della potenza termica dell’apparecchio, del coefficiente di prestazione energetica e della zona climatica dove si trova l’edificio.

L’iter burocratico per il Bonus Ristrutturazioni è abbastanza semplice. Può essere collegato a una manutenzione straordinaria o risanamento conservativo. Può essere eseguito senza un intervento di manutenzione straordinaria ai sensi della normativa urbanistica. Anche in questo caso la ditta che esegue l’intervento deve essere abilitata e le fattura con relative quietanze di pagamento devono essere conservate per 15 anni.

Per accedere al Conto Termico serve un’asseverazione sul rispetto dei requisiti tecnici delle apparecchiature e anche una relazione tecnico-fotografica che attesti la situazione prima e dopo l’intervento. A questo punto, può sorgere spontaneo il dubbio su: quale sia l’incentivo più conveniente da utilizzare per installare una pompa di calore? In considerazione del fatto che oggi il Bonus Ristrutturazioni e l’Ecobonus prevedono le stesse aliquote di detrazione.

Dal 50 al 70% con Bonus ristrutturazioni, Bonus mobili, Ecobonus e Superbonus.

Nel caso di errori nella scelta della modalità di pagamento: utilizzo carta di credito, PAYPAL, pagamento con bonifico ordinario o bonifico bancario parlante per diversa detrazione fiscale.

Nel caso di richiesta di rimborso per i seguenti casi: annullamento dell'ordine per scelta del cliente o per bonifico bancario errato per diversa detrazione fiscale.

In questo caso non si tratta di una detrazione fiscale, ma di un vero e proprio rimborso di buona parte della spesa. Il rimborso viene effettuato tramite bonifico bancario, direttamente sul tuo conto corrente, in 2 o 5 rate annuali. La possibilità di fruire dello sconto diretto in fattura, infatti, è stata cancellata dal Decreto legge n.

Questo significa che se si investono 1.000 euro (IVA e lavori d'installazione compresi), 650 euro non si pagheranno in tasse.

La detrazione è ormai prevista da alcuni anni; però ci sono alcuni punti che non sempre sono chiari per l'utente.

in caso di demolizione, è ammessa a detrazione la sola “fedele ricostruzione”.

È richiesta l’asseverazione di un tecnico che certifichi proprio tale incremento del livello di efficienza energetica dell’edificio.

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