Negli ultimi anni, l'attenzione verso l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili è cresciuta notevolmente in Italia. Di conseguenza, sono state introdotte diverse agevolazioni fiscali per incentivare l'installazione di pompe di calore e sistemi fotovoltaici. Questo articolo offre una panoramica completa delle opportunità disponibili, con particolare attenzione alle pompe di calore e alle relative agevolazioni.
Incentivi per l'Installazione di Condizionatori a Pompa di Calore
Con l’arrivo della primavera, l’attenzione di consumatori e tecnici passa dal “bonus riscaldamento” al “bonus condizionatori”. Ovviamente, il “bonus condizionatori” in realtà non è un vero è proprio bonus, ma un’espressione giornalistica che rimanda alla possibilità di accedere ad un incentivo per l’acquisto di:
- climatizzatori a basso consumo energetico;
- deumidificatore;
- pompe di calore.
Questi incentivi sono disponibili in combinazione o nell’ambito di specifiche agevolazioni edilizie. Allo sconto Irpef, l’acquisto di un condizionatore a maggiore efficienza energetica dà diritto ad una riduzione dell’Iva al 10% sul costo di manodopera necessaria per l’installazione.
In questo articolo, ti offriamo una rapida sintesi degli incentivi previsti per questo tipo di apparecchi. I condizionatori, insieme agli altri elettrodomestici installati nelle nostre abitazioni, sono gli apparecchi che incidono maggiormente sulla bolletta.
Grazie ad un impianto fotovoltaico è possibile produrre in autonomia l’energia necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno.
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Chi può chiedere il Bonus per i Condizionatori
Il Bonus può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.
Questi includono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative (divise e indivise);
- imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce);
- soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. L’accesso alle agevolazioni segue le stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
La detrazione è concessa anche a chi, pur sostenendo le spese e risultando beneficiario di bonifici e fatture, rientra in una delle seguenti categorie:
- familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
- convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Bonus ristrutturazione: 36/50% sui condizionatori come manutenzione straordinaria
In caso di installazione di condizionatori nuovi con l’ausilio di pompe di calore che permettono di conseguire un risparmio energetico per l’abitazione si può accedere al Bonus ristrutturazione del 36%.
La detrazione è elevata al 50% nel caso in cui le spese siano sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
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E’ previsto un recupero della spesa sostenuta in 10 anni, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.
L’intervento rientra infatti tra le spese detraibili per il risparmio energetico e gli interventi di climatizzazione invernale ed estiva agevolati nell’ambito della manutenzione straordinaria, come previsto dall’articolo 16-bis del TUIR.
Poiché siamo nell’ambito della ristrutturazione straordinaria, non è richiesto che l’impianto sia abilitato al riscaldamento invernale
Per il climatizzatore deve essere rilasciato l’attestato di conformità e il libretto d’impianto.
La fattura deve comprendere acquisto e installazione, oppure è possibile avere due fatture distinte.
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Condizionatori con Ecobonus in caso di sostituzione della caldaia a gas
Si ha diritto all’Ecobonus se si decide di sostituire una caldaia a gas con uno o più climatizzatori da utilizzare, dunque, come impianto di riscaldamento in via esclusiva e non di appoggio al gas. In questo caso, quindi, l’impianto deve essere abilitato al riscaldamento invernale e lo deve sostituire.
In sostanza al posto di una caldaia a pompa di calore che mandi l’acqua calda nei radiatori, si può installare una serie di split nelle varie stanze, collegati ad una o più unità esterne, e non utilizzare più i radiatori.
Per accedere all’agevolazione non serve dunque un contestuale intervento di riqualificazione energetica, ma è necessario avere l’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi realizzati in cui riportar l’importo delle spese sostenute, il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica), i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.
Superbonus per i condizionatori? Solo nell’ambito di interventi trainanti
Con il Superbonus è prevista una detrazione sul costo sostenuto per l’acquisto o l’installazione di impianti di climatizzazione e anche per la sostituzione dell’impianto di condizionamento.
La spesa è ammessa a contributo solo effettuata nell’ambito di uno degli interventi trainanti del Superbonus (come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione) effettuati nei condomini.
Interventi come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione danno diritto alla detrazione. L’installazione dell’apparecchio deve garantire un miglioramento di due classi energetiche certificate con l’Ape.
Come si può richiedere il Bonus condizionatori
Allo stato attuale il bonus condizionatori si può ottenere solo attraverso la dichiarazione dei redditi senza limiti Isee (non è più prevista né lo sconto in fattura né la cessione del credito).
Inoltre, il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, indicando nella causale del versamento il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento.
Va infine precisato che è obbligato a inviare una specifica comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Per gli interventi che usufruiscono delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato.
Per le abitazioni dotate di un impianto di riscaldamento autonomo, l’acquisto del climatizzatore deve essere finalizzato alla sostituzione totale o parziale di un impianto di climatizzazione invernale già esistente (es. L’accesso alla detrazione fiscale del 50% nell’ambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, invece, è sempre ammessa in caso di nuovo impianto o sostituzione di un impianto di climatizzazione sia in caso di riscaldamento autonomo che centralizzato.
*Normative di riferimento: Art. 14 Dl 63/2013 (detrazioni fiscali nell’ambito di interventi di riqualificazione energetica), Art.
Ecobonus 2024: Fotovoltaico e Pompe di Calore in Detrazione
Parlando di Ecobonus nel 2024, si intende un incentivo statale che permette di installare un impianto fotovoltaico o una pompa di calore in detrazione. Nello specifico, per detrazione si intende quel meccanismo per cui, tramite la dichiarazione dei redditi o il 730, lo Stato rimborsa una percentuale della spesa sostenuta per l’installazione in 10 anni.
Le percentuali sono così divise:
- 50% delle spese per fotovoltaico ed eventuale accumulo
- 65% per sistemi in pompa di calore, ibrida o Full Electric
Per quanto riguarda il Bonus Fotovoltaico al 50%, questo riguarda sia le batterie fotovoltaiche che eventuali ampliamenti, purché la potenza dell’impianto non superi i 20 kWp. Questo, inoltre, rientra anche nel Bonus Casa 2024, con gli interventi di ristrutturazione, e perciò la spesa totale degli interventi deve essere inferiore a 96.000 euro.
La Detrazione al 65% per le pompe di calore, comprende sia sistemi ibridi che totalmente elettrici e, come si può notare, un’aliquota più alta. Sono incentivi ancora oggi validi e sicuri, che permettono di risparmiare notevolmente e di rientrare nell’investimento in dieci anni grazie al rimborso.
Perché conviene?
Installare un impianto fotovoltaico o una pompa di calore in regime di Detrazione fiscale, permette di ottenere tutti i vantaggi dell’energia sostenibile e della sicurezza, usufruendo di un incentivo sicuro e ormai collaudato da qualche anno.
Vi sono molti incentivi per il fotovoltaico in questo periodo, sia a livello statale che regionale, ma la Detrazione fiscale è l’incentivo di cui tutti possono beneficiare, senza particolari requisiti. Questo è molto utile perché permette a tutte le famiglie di pensare al riscaldamento elettrico e all’energia solare in tutta tranquillità, sapendo di poter accedere a un rimborso in dieci anni di parte della spesa.
Ecobonus 2024: perché puntare alla sostenibilità?
L’incentivo dell’Ecobonus 2024 che riguarda fotovoltaico e pompe di calore, è utile anche per avvicinare sempre più persone alla sostenibilità. Le rinnovabili sono il futuro, sia del riscaldamento che dell’energia, e lo dimostra il consenso che stanno avendo in Italia queste tecnologie.
Per esempio, ARERA, nel suo rapporto annuale, ha evidenziato come, nell’anno 2023, la produzione di energia fotovoltaica sia aumentata del 9,2%, passando dai 28.122 Gwh del 2022 ai 30.711 GWh del 2023.
Inoltre, ci si sta accorgendo della spesa che rappresenta il gas ogni mese e quanto sia potenzialmente nocivo per la salute e la sicurezza e, per questo, molte famiglie hanno optato per una pompa di calore alimentata proprio grazie a un impianto fotovoltaico.
Queste due tecnologie, inoltre, contribuiscono all’efficienza energetica degli edifici, abbassandone l’impronta ecologica, per lasciare un mondo più sostenibile alle generazioni future. Puntare alla sostenibilità non è mai stato così conveniente.
La Tariffa D1 e la Riforma delle Tariffe Elettriche
Dal 2014, l’Autorità per l’energia elettrica ha introdotto in via sperimentale la tariffa D1, una tariffa applicabile agli utenti domestici che riscaldano un appartamento con una pompa di calore. La tariffa D1 prevede che il prezzo di ogni kWh consumato sia costante, cioè indipendente dai consumi annui totali. Con un allineamento delle diverse tariffe ai costi, grazie alla riforma vengono abolite le differenziazioni dei prezzi per scaglioni di consumo.
L’intervento vuole ridurre in maniera importante i costi annuali della pompa di calore. Ha diversi obiettivi, tra cui quello di incentivare l’installazione di apparecchiature ad alta efficienza energetica e snaturare la vecchia concezione che una pompa di calore non sia una spesa affrontabile per tutte le famiglie. Prima della riforma, infatti, chi sceglieva di riscaldare un appartamento utilizzando una pompa di calore veniva penalizzato con bollette più alte.
Il capo gruppo italiano Pompe di Calore di Assoclima Fernando Pettorossi spiega che «In base a dati recenti risulta che a dicembre 2016 erano circa 16.000 gli impianti di riscaldamento a pompa di calore che usufruivano della tariffa D1, tre quarti dei quali installati proprio tra il 2014 e il 2016, durante la fase di sperimentazione. Altro dato interessante è che circa il 60% di coloro che hanno installato pompe di calore e chiesto la D1 hanno contemporaneamente installato anche un sistema fotovoltaico. Da un’analisi è emerso che, nonostante non ci siano più incentivazioni, un impianto fotovoltaico con scambio sul posto e sistema di riscaldamento elettrico a pompa di calore si ammortizza in 4-5 anni.
Dopo una prima fase di rodaggio, dal 1 gennaio 2017 è stato attuato il secondo step della riforma delle tariffe di rete e delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema per i clienti domestici di energia elettrica. TD identifica tutti gli utenti domestici senza distinguere tra classi di consumo, in base a una variazione che cambia solo in funzione del kWh e della potenza impegnata. Con questa nuova riforma, quindi, spariranno le vecchie tariffe elettriche D2 per i residenti che consumano fino a 3 kW e D3 per gli utenti che hanno un consumo superiore ai 3 kW. La novità più importante è che ci saranno dei livelli di potenza chiamati “taglie” con cui si valuterà il consumo elettrico. Dal 1° Gennaio 2018 la riforma delle tariffe elettriche entrerà ufficialmente in vigore.
Tipologie di Pompe di Calore
La pompa di calore è una macchina elettrica in grado di trasferire calore da un ambiente a bassa temperatura a uno a temperatura più elevata. Per definirla si usa il termine “pompa” perché trasferisce il calore in modo simile a quanto una pompa idraulica fa con l’acqua. La pompa di calore è considerata una tecnologia rispettosa dell’ambiente, efficiente e conveniente.
Esistono diversi tipi di pompe di calore che assolvono funzioni specifiche e che sfruttano diverse fonti di calore (aria esterna, gas, acqua, calore del terreno, energia solare). Ecco alcune tipologie:
- Pompa di calore aria-aria: preleva il calore (energia termica) dall’aria esterna e lo trasferisce all’aria interna per riscaldare e raffrescare gli ambienti. La pompa di calore aria - aria è composta da una macchina esterna (motore) e da almeno una macchina interna (split) per ogni stanza.
- Pompa di calore aria-acqua: è composta da una macchina esterna e da un componente, chiamato modulo idronico, che può essere posto all’interno o all’esterno dell’abitazione. Queste due tipologie sono completamente elettriche.
- Pompa di calore ibrida: combina una caldaia a condensazione (detta anche caldaia a gas) e una pompa di calore per riscaldare l’acqua e gli ambienti. La pompa di calore ibrida riscalda la casa utilizzando una caldaia a condensazione alimentata a gas integrata con una pompa di calore. In questo modo offre la possibilità di riscaldare gli ambienti, raffrescarli e produrre acqua calda sanitaria utilizzando entrambi i sistemi.
Incentivi Aggiuntivi
Oltre agli incentivi già menzionati, è possibile usufruire di ulteriori agevolazioni:
- Ecobonus: Questa misura, recentemente estesa, riconosce una detrazione fiscale pari al 65% dell’importo speso per l’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Il credito d’imposta può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.
- Bonus ristrutturazione: Concede di detrarre fiscalmente il 50% della spesa relativa agli interventi di risparmio energetico sulla ristrutturazione edilizia. In alternativa è possibile usufruire del Conto termico, un incentivo mediato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica.
Costi delle Pompe di Calore
Come abbiamo visto, seppur parlando sempre di “pompe di calore”, si tratta di prodotti diversi che hanno funzioni differenti, perciò i costi possono variare: ad esempio una pompa di calore aria-aria parte da un range di prezzo che va da 700 - 900 € per i modelli entry level con l’installazione inclusa.
Incentivi per Impianti Fotovoltaici
Oltre alle pompe di calore, anche l'installazione di impianti fotovoltaici è incentivata. Ecco alcuni dei principali incentivi disponibili:
- Superbonus: Il Superbonus resta la detrazione più elevata per il fotovoltaico residenziale, ma in forma ridimensionata. L’aliquota di detrazione è scesa al 65% per le spese sostenute. Il limite di spesa è di 2.400 €/kWp di potenza FV installata, con un tetto massimo.
- Fondo Reddito Energetico: Contributo a fondo perduto per impianti fotovoltaici destinati a famiglie con Isee fino a 15mila euro (o fino a 30mila € con almeno 4 figli a carico). Copre l’intero costo di installazione di impianti fra 2 e 6 kWp.
- Autoconsumo Collettivo e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): Tariffa incentivante per l’energia condivisa tra membri di comunità energetiche e autoconsumatori collettivi. Gli impianti fino a 1 MW ricevono incentivi Gse per 20 anni sulla quota di energia autoconsumata collettivamente.
- IVA Agevolata al 10%: Installazione di impianti fotovoltaici per uso residenziale con IVA agevolata al 10% sulla manodopera e sui materiali forniti.
Tabella Riepilogativa degli Incentivi
| Incentivo | Descrizione | Percentuale/Importo |
|---|---|---|
| Ecobonus | Detrazione per interventi di riqualificazione energetica | 65% |
| Bonus Ristrutturazione | Detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia con risparmio energetico | 50% |
| Superbonus | Detrazione per interventi trainanti e trainati di efficienza energetica | 65% |
| Fondo Reddito Energetico | Contributo a fondo perduto per famiglie a basso reddito | Copertura totale dei costi |
| Autoconsumo Collettivo | Tariffa incentivante per l'energia condivisa | Variabile |