Alessio Fabbricatore: Recensioni e Approccio alla Nutrizione per SIBO e IBS

Mi chiamo Alessio Fabbricatore e sono un biologo nutrizionista. La mia missione è stata sempre quella di essere un esempio di cambiamento, dimostrando che per ottenere risultati duraturi è fondamentale adottare un nuovo approccio alla nutrizione e al proprio stile di vita. Sono qui per aiutarvi. L’approccio funzionale permette di focalizzarsi sulla ricerca della causa piuttosto che sulla somma dei sintomi. Ogni intestino e ogni persona sono unici e meritano cure e attenzioni speciali.

Il Percorso Personale e Professionale di Alessio Fabbricatore

Per situazioni che nessun bambino dovrebbe mai affrontare, era un periodo di forte stress quando ho iniziato a manifestare i primi sintomi intestinali. Avevo 15 anni, ma a quell’età è facile dare la colpa alle merendine. Sporadici episodi di diarrea e dolore addominale. All’improvviso fui preso di mira da un paio di virus gastrointestinali: da li tutto buio. I sintomi peggiorarono drasticamente e con loro il peso scese sempre di più. Certo mi stabilizzai ma ero sempre stato e, ovviamente, al punto di poter mangiare veramente pochissime cose. Non essendo soddisfatto dell’etichetta “IBS”, ho iniziato a fare ricerche personali e a sperimentare ogni dieta possibile. Dopo essermi svegliato una notte in preda ai dolori intestinali, ricerco su Google (come immagino che tutti voi abbiate fatto almeno una volta) e trovo la parola SIBO. Finalmente entro in contatto con uno dei migliori gastroenterologi italiani e uno dei migliori nutrizionisti italiani che mi prescrivono le analisi giuste ed ecco la mia magia: Sì, avevo la SIBO. Dopo mesi di dieta e terapia adeguata mi sentivo rinato, potevo mangiare, potevo godermi una pizza.. finalmente! Avevo ripreso il controllo del mio intestino. È stato anche un sollievo sapere di non essere pazzo.

Soprattutto dopo aver visto tanti professionisti della salute che dicevano che non c’era niente che non andasse in me, mi consigliavano antidepressivi o cercavano di aiutarmi con un solo sintomo, senza mai cercare la causa principale dei miei problemi. Durante il mio percorso di guarigione ho capito che quella era la mia strada. Così, grazie alla mia formazione scientifica e all’esperienza personale che mi ha spinto a coltivare la passione per la salute dell’intestino, ho completato altri studi per aumentare ancor di più le mie conoscenze. Sono la conferma che se si vuole ottenere un risultato, la strada è quella di cambiare mentalità e stile di vita modificando il proprio approccio alla nutrizione. Spero che la mia storia vi dia il coraggio di condividere la vostra e di chiedere l’aiuto di cui avete bisogno.

Scegliere un approccio funzionale al cibo, intenderlo come una medicina mi ha cambiato davvero la vita, in meglio. Inizialmente mi sono laureato in Farmacia presso l’Università degli Studi di Salerno, acquisendo solide basi in farmacologia, ma il mio vero interesse si è rivolto verso le patologie gastrointestinali, il microbiota intestinale e la nutrizione clinica. Mi sono laureato all’Università degli Studi di Salerno perché mi sono appassionato visceralmente alle patologie gastrointestinali, al microbiota intestinale e alla nutrizione clinica. Ho approfondito il mio percorso di studi con una laurea in Scienze degli Alimenti e Nutrizione Umana all’Università della Campania. Ho approfondito il mio percorso di studi con una laurea in Scienze degli Alimenti e Nutrizione Umana all’Università della Campania. Nel corso degli anni, ho ampliato le mie competenze frequentando diversi corsi e master, tra cui la Scuola del Microbioma, un Master in Nutrizione Clinica, uno in Nutrizione Funzionale e uno in Nutrizione Sportiva. Ho talmente tanta passione che adesso, insieme al Dottor Marinelli, frequento un percorso di studi alla Functional Medicine University. Ho talmente tanta passione che mi sono specializzato alla Functional Medicine University. Per arricchire il mio percorso, ho deciso di ampliare la mia formazione internazionale, partecipando a studi avanzati presso alcune delle principali accademie mondiali di medicina funzionale, come la Functional Medicine University e l’Institute for Functional Medicine. Inoltre, mi sono specializzato nel trattamento delle patologie urogenitali, convinto che l'intestino sia il fulcro del nostro benessere complessivo. Sono qui, insieme al dottor Marinelli, per prendermi cura di te e perché - come dice sempre Francesco, ho voluto essere il cambiamento del mio mondo. Prima paziente, poi collaboratore. Insomma, faccio di tutto per essere più competente possibile per rispondere ai dubbi, alle domande, alle paure. Si può migliorare ogni giorno, prima che le situazioni si cronicizzino. Si può fare prevenzione attraverso l’alimentazione funzionale, si può migliorare il proprio stato di salute e la propria mente.

La Differenza tra Sintomo e Causa della Stitichezza

Nella mia pratica clinica mi capita di vedere molti pazienti clienti che hanno finalmente deciso di sconfiggere la stitichezza. Molti sono stati etichettati anni fa come affetti da sindrome dell’intestino irritabile (IBS-C) o da stitichezza funzionale (FC) e sono stati incoraggiati a non indagare oltre. Per coloro che non seguono questo consiglio, quasi sempre c’è una condizione sottostante (e curabile!). Il problema maggiore è avere una definizione per un sintomo (la stitichezza) ma etichettarlo come una condizione definitiva. Come se identificare la stitichezza in qualche modo permettesse di capire e trattare la causa principale. Nessuna di queste due definizioni lo fa. Ciò che fanno è creare uno scenario in cui molte persone pensano di conoscere il loro problema e smettono di cercare la vera causa di fondo e qualcosa che possono risolvere. Si sono limitati a resistere ai sintomi, senza rendersi conto di avere un’infezione intestinale o altre cause profonde simili che possono essere curate.

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Un sintomo è il risultato visibile di una problematica sottostante. Come la stipsi: c’è una causa principale che ne determina il verificarsi. La stitichezza è un sintomo e ha una causa principale. Non è possibile risolvere il problema della stitichezza semplicemente identificando che si tratta di un problema di stitichezza. È possibile risolvere la stitichezza solo dopo aver individuato il motivo per cui si soffre di stitichezza. Se si conosce solo il sintomo, ci si può concentrare solo sul miglioramento o l’eliminazione dei sintomo nell’immediato. Niente più di questo.

Classico esempio: avete mai preso lassativi per la stipsi? Certo, nel breve periodo aiutano, ma siete d’accordo con me che il loro utilizzo causa solo una diminuzione TEMPORANEA del stipsi? Vi sentirete sicuramente meglio, ma il sintomo alla fine resta e ritorna se non li riassumete nuovamente. Ecco un esempio, comunemente sperimentato nella pratica clinica, di come continuare a chiedere “perché?” possa avvicinarvi alla vera causa della vostra stitichezza e a una soluzione che funzioni davvero. Immagino che vi abbiano ripetuto molte volte: “Hai la stipsi perchè hai una IBS-C e i sintomi peggiorano perché mangi molti alimenti che contengono FODMAP”. Giustamente, la prima cosa che avrete fatto è stata quella di eliminare completamente i FODMAP per un periodo di tempo quasi illimitato. Ma se ci fossero altri “perchè” alla base del vostro problema? Questo esempio illustra il punto che, se vi fermate al primo “perché?”, rischiate di seguire per sempre una dieta ristretta a basso contenuto di FODMAP o di assumere lassativi per sempre, cercando costantemente di gestire i sintomi mentre la vostra salute si deteriora. Solo quando inizierete a porvi domande migliori (o più “perché”), potrete ottenere le risposte di cui avete bisogno per capire e guarire finalmente i vostri sintomi di stitichezza.

Cause Principali della Stitichezza

Infezione Intestinale

Quando parliamo di infezioni intestinali, ci riferiamo a infezioni che vanno dallo stomaco fino all’intestino tenue e al colon. Sono causate da agenti patogeni, i più comuni dei quali possono essere Parassiti, batteri e funghi (do you know candida?). Purtroppo gli agenti patogeni sono una parte normale della vita in tutti i paesi del mondo, ma l’importante è che il sistema immunitario sia abbastanza forte da combatterli. È per questo che abbiamo i succhi gastrici, i batteri buoni nell’intestino e un sistema immunitario per combattere e tenere a bada questi “cattivi”. Purtroppo capita sempre più spesso di avere un sistema immunitario non completamente funzionante che ci predispone ad un aumento del rischio di un’infezione intestinale con effetti potenzialmente duraturi, come i sintomi dell’IBS.

Anche l’uso precedente di antibiotici (spesso utilizzati per eliminare un’altra infezione intestinale) è una causa molto comune di infezioni intestinali, in particolare della Candida o di crescite eccessive come la SIBO. Sebbene gli antibiotici possano talvolta essere efficaci nell’eliminare l’infezione batterica primaria, distruggendo tutti i batteri buoni allo stesso tempo, creano un ambiente in cui i patogeni opportunistici e le crescite eccessive possono proliferare e causare condizioni croniche a lungo termine. Infatti, alcune tipologie di batteri patogeni opportunistici possono emettere neurotossine che “paralizzano” i muscoli intorno all’intestino, rallentando la peristalsi (movimento intestinale) in modo che gli organismi non vengano eliminati con le feci con la stessa facilità di prima.

Sovracrescita Batterica del Piccolo Intestino (SIBO) o IMO

La SIBO è caratterizzata da un aumento del numero e/o da un tipo anomalo di batteri nell’intestino tenue. Poiché questi batteri vivono generalmente nell’intestino crasso, si tratta per lo più di specie che fermentano i carboidrati in idrogeno gassoso (H2) o di archea (non tecnicamente batteri) che producono gas metano (CH4). Cosi come per la IBS, anche per la SIBO ci sono tre categorie diverse: a prevalenza di diarrea, a prevalenza di costipazione o con variazioni alternate di entrambe… suona familiare? Perché, secondo alcuni studi, ben l’85% delle persone a cui è stata diagnosticata la sindrome dell’intestino irritabile ha in realtà la SIBO.

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La SIBO a prevalenza di diarrea è generalmente il risultato di batteri che fermentano i carboidrati e producono idrogeno gassoso nell’intestino tenue. Chi soffre di stitichezza, invece, ha generalmente un aumento di archea metanogeni. Durante la fermentazione dei carboidrati, gli archea, come il M.smithii, si nutrono dell’idrogeno prodotto dai batteri e producono un loro sottoprodotto: il metano. Come nel caso dell’idrogeno, il gas metano nell’intestino tenue provoca gonfiore addominale, oltre a un problema ben più grave: il rallentamento del tempo di transito e, infine, la stitichezza. Infatti, l metano infuso nel duodeno degli animali ha prolungato il tempo di transito: «aumenta la contrattilità e ritarda la velocità di conduzione peristaltica ileale attraverso effetti sui neuroni colinergici»

Se volessimo essere precisi, è stato coniato un nuovo temine per riclassificare la vecchia SIBO - C (cioè quella con la prevalenza di metano): IMO, che è l’acronimo di INTESTINAL METHANOGEN OVERGROWTH. È stata cambiata la nomenclatura, in quanto gli archea metanogeni crescono sia nell’intestino tenue (Small Intestin - SI) ma anche nel intestino crasso (Large Intestin - LI). Inoltre, i produttori di metano sono sono archei, non batteri. Il metano è correlato alla stipsi e la sintomatologia è quantità-dipendente: ↑CH4 ↑ stipsi e gonfiore. Addirittura alcuni studi hanno notato che la presenza di eccesso di archea può può predire la stipsi con una sensibilità del 91,7% e una specificità del 100%. Il principale responsabile della produzione di metano nel nostro è il Methanobrevibacter smithii, un’archea antico rigorosamente anaerobio e non patogeno.

Incoordinazione Muscolare del Pavimento Pelvico

Ho sempre considerato l’atto della defecazione un meccanismo estremamente particolare e, purtroppo, non bastano poche righe per riuscire a spiegarvelo. Partiamo comunque dal presupposto che la riuscita di un movimento intestinale corretto richiede la coordinazione di delicate contrazioni dei muscoli addominali profondi e il contemporaneo rilassamento completo del pavimento pelvico. Il muscolo puborettale agisce come un’imbragatura che, quando è rilassato, aumenta l’angolo tra il retto e l’ano e favorisce la defecazione. Lo sfintere anale esterno, situato subito dopo l’ano, aiuta a mantenere le feci al sicuro all’interno del retto fino a quando la persona decide consapevolmente di andare di corpo. Chi ha sintomi predominanti di stitichezza potrebbe avere un’incoordinazione muscolare del pavimento pelvico, il che che vi porta a sforzarvi invano per muovere le feci. I sintomi possono includere il passaggio di una piccola quantità di feci in una sola volta, che in genere porta a ripetuti viaggi al bagno in un breve periodo di tempo nel tentativo di evacuare le feci rimanenti.

Sottocategorie della Diagnosi di IBS

Le principali sottocategorie della sindrome dell’intestino irritabile sono la diarrea predominante (IBS-D), la costipazione predominante (IBS-C), un tipo misto (IBS-M) e un tipo non classificato (IBS-U). Una quindicina è IBS post-infettiva (PI-IBS), ma purtroppo questa forma importante e comune non è elencata nella Roma IV. Quanti di voi si riconoscono in questi sintomi? Perché? Vi sembrerà strano, ma quella insalata non perfettamente sciacquata presa al bar potrebbe aver cambiato la vostra vita. Prova a ripensare a quando sono iniziati i sintomi dell’IBS - ti ricordi di aver avuto un mal di stomaco, un’intossicazione alimentare o un’influenza intestinale in quel periodo? Anche se non ci riesci, non dovresti escludere la possibilità di una sindrome del colon irritabile post-infettiva, dato che possono passare anche 6 mesi dall’intossicazione alimentare perché si sviluppino i sintomi dell’IBS. Oh, e una volta che hai un’intossicazione alimentare è più probabile che tu la prenda più facilmente in futuro.

Disbiosi Intestinale e IBS

Tra i vari fattori causali della sindrome dell’intestino irritabile, il ruolo della disbiosi intestinale è quello più frequentemente descritto. La disbiosi è un progressivo impoverimento della flora batterica, in termini sia di varietà che di ricchezza, in cui si vengono quindi a perdere tutte le condizioni di equilibrio che sono presenti durante uno stato di normalità del nostro microbiota intestinale (che viene definito eubiosi). Da questo dipende l’intero ventaglio di sintomi che lamentano le persone affette da disbiosi, che possono andare da segni e sintomi gastrointestinali (IBS) a problemi più gravi (malattie infiammatorie intestinali, malattie autoimmuni, malattie degenerative, etc). In oltre il 70% dei pazienti affetti da IBS è dimostrata una ridotta diversità del microbiota e la composizione del microbiota intestinale mostra differenze significative rispetto ai controlli sani. I risultati comuni dell’alternanza del microbiota nella sindrome dell’intestino irritabile sono un aumento di batteri come Streptococcus e una ridotta abbondanza di lattobacilli e bifidobatteri.

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Considero una vera tragedia il fatto che a così tante persone venga ancora diagnosticata l’IBS senza andare ad approfondire le cause. Infatti IBS e SIBO non sono solo nomi diversi per la stessa condizione, ma la SIBO è la VERA causa dei sintomi che chiamiamo IBS. Si tratta di molto più che chiamare l’IBS con il “nome giusto”. Avrei sicuramente voluto risparmiare anni di lotte nei confronti di chi mi liquidava banalmente come “hai l’intestino irritabile, non è niente!”, ma come si dice? È tutta esperienza. Non credo per niente nel semplice “intestino irritabile”. Credo che ci sia sempre una causa che porta ai disturbi intestinali. E se c’è una causa c’è, quasi sempre, anche una soluzione! C’è sempre una causa. Quante volte vi siete sentiti dire che le analisi erano nei range? Che quella gastroscopia o quella colonscopie erano normalissime? Addirittura siete anche arrivati a sperare che in qualche analisi si trovasse qualcosa di anomalo. A quel punto cosa avete fatto? Probabilmente avete cambiato la vostra dieta… più di una volta. Avete provato a fare ancora di più attività fisica, magari cambiandola più volte, anche se con scarsi risultati (addirittura peggiorativi). Ok allora lasciate che vi aiuti. Sono stato proprio al vostro posto: ho fatto i test, ho fatto tante diete, provato diverse attività fisiche, ho preso integratori. Pensavo che avrei vissuto con i miei sintomi della SIBO per il resto della mia vita….

Tabella: Sottotipi di IBS e Caratteristiche

Sottotipo IBS Caratteristiche Principali
IBS-D (Diarrea Predominante) Frequente diarrea
IBS-C (Costipazione Predominante) Stitichezza cronica
IBS-M (Misto) Alternanza tra diarrea e stitichezza
IBS-U (Non Classificato) Sintomi non rientrano nelle altre categorie
PI-IBS (Post-Infettiva) Sviluppo dei sintomi dopo un'infezione intestinale

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