L’alfa fetoproteina (AFP) è una proteina prodotta dal fegato del feto. Per questa ragione la sua concentrazione è piuttosto elevata alla nascita, ma tende in seguito a diminuire rapidamente.
L'alfafetoproteina (AFP) è una glicoproteina composta da una catena di 591 aminoacidi codificata dal gene AFP localizzato sul cromosoma 4 sintetizzata, durante lo sviluppo embrionale e fetale, nel fegato fetale e nel sacco vitellino.
Il siero fetale mostra AFP misurabile già 29 giorni dopo il concepimento ed i valori aumentano (con livelli massimi di circa 300.000 ng/ml) sino alla 30a -32a settimana.
Le funzioni dell'alfafetoproteina nel feto non sono ancora ben chiare; si suppone che essa svolga le stesse funzioni dell'albumina, cioè quella di regolazione osmotica nella distribuzione dei liquidi nel corpo. Per tale motivo l'AFP è considerata la forma fetale dell'albumina.
Le sue concentrazioni nel liquido amniotico e nel sangue materno aumentano progressivamente nel corso della gravidanza raggiungendo il picco massimo tra la 12a e la 16a settimana di gestazione per poi diminuire fino al parto.
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Durante le prime fasi della gravidanza l'alfafetoproteina passa dal circolo fetale al liquido amniotico diffondendo attraverso l'epidermide fetale che in questa fase non è ancora cheratinizzata; verso la fine del I trimestre, quando i reni iniziano a funzionare l'alfafetoproteina passa nel liquido amniotico attraverso la produzione di urina.
Indipendentemente dalle concentrazioni amniotiche parte dell'AFP raggiunge il circolo materno sia per via transamniotica, attraverso le membrane fetali e la decidua uterina, sia per via transplacentare.
Quando e perché viene misurata l'alfa-fetoproteina?
L’esame ematico serve a misurare la sua concentrazione nel sangue. L’esame dell’alfa fetoproteina viene prescritto anche insieme al dosaggio di gonadotropina corionica umana ed estriolo nel sangue materno, nell’ambito del tritest. Per effettuare il dosaggio dell’alfa fetoproteina è sufficiente un campione di sangue venoso.
Valori di riferimento dell’alfa fetoproteina
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
La concentrazione di AFP comincia ad aumentare al termine del primo trimestre per poi diminuire dalla 32esima settimana di gravidanza. La concentrazione di alfa fetoproteina nel sangue diminuisce rapidamente in seguito al parto.
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Diversa è, invece, la situazione delle donne in gravidanza: la concentrazione di alfa fetoproteina aumenta sia nel sangue del feto sia nel liquido amniotico nel primo trimestre di gravidanza per poi diminuire progressivamente fino al parto.
Valori normali di AFP nel liquido amniotico (ng/ml)
- 14 sett. gravidanza: 6140 - 30730
- 15 sett. gravidanza: 7160 - 35830
- 16 sett. gravidanza: 5960 - 29810
- 17 sett. gravidanza: 4810 - 24050
- 18 sett. gravidanza: 3580 - 17910
- 19 sett. gravidanza: 3950 - 19780
Valori normali di AFP nel sangue materno (ng/ml)
- 3 mesi di gestazione: 30
- 4 mesi di gestazione: 35
- 5 mesi di gestazione: 65
- 8 mesi di gestazione: 30
Questi rappresentano dei valori medi; in molti casi si può avere un aumento delle concentrazioni di AFP fino a 2,5 volte più elevati senza la presenza di alcuna causa patologica.
Valori normali di AFP nel neonato (ng/ml)
Nel neonato l'AFP continua ad essere secreta dal fegato, seppure in quantità ridotta. Alcuni Autori riportano concentrazioni inferiori ai 50 ng/ml., altri riportano concentrazioni inferiori ai 10 ng/ml., altri ancora riportano concentrazioni inferiori ai 5 ng/ml. Comunque bisogna considerare che nel neonato i valori plasmatici di AFP sono superiori a quelli dell'adulto e non è raro che possano aversi dosaggi anche superiori ai 10.000 ng/ml. senza che vi sia alcuna patologia. I valori si normalizzano nell'arco del primo anno di vita raggiungendo, gradualmente, quelli fisiologici dell'adulto.
Valori normali di AFP nel sangue dell'adulto (ng/ml)
Nell'adulto in buona salute (femmina fuori gravidanza e maschio) le concentrazioni di AFP sierica sono inferiori ai 5 ng/ml e comunque non superiori ai 10 ng/ml.
Cosa vuol dire l’alfa fetoproteina alta?
Livelli elevati di alfa fetoproteina, infatti, sono riscontrabili nei pazienti affetti da uno dei tumori al fegato più comuni - l’epatocarcinoma - ma anche nei casi di epatoblastoma. Quest’ultimo è una rara forma tumorale al fegato che si manifesta, nella maggior parte dei casi, in età pediatrica.
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In campo epatologico, AFP è soprattutto nota come marcatore neoplastico di epatocarcinoma (HCC) ed epatoblastoma, patologie in cui si sono osservati i valori assoluti di AFP più elevati (sino a 5.000.000 ng/ml).
Oltre al ruolo di marker di epatocarcinoma, sono state anche studiate le correlazioni tra elevati livelli di alfa-fetoproteina e condizioni epatiche di origine non virale.
Successivamente, ha destato interesse la dinamica di AFP in patologie infiammatorie epatoparenchimali, acute e croniche, e nella necrosi massiva con insufficienza epatica. Sono state studiate correlazioni dirette tra i valori di transaminasi e quelli di AFP nelle epatiti croniche post virali; AFP è stata messa in relazione diretta con lo sviluppo di fibrosi epatica al punto da entrare nei panel di score predittivi/prognostici di cirrosi, come fibrosteps, e di essere proposta come complemento di altri mezzi decisionali, come l’elastometria, per la scelta del miglior momento in cui avviare una terapia antivirale (HBV).
Studi recenti di ricerca molecolare hanno permesso di collegare positivamente i valori di AFP ai processi rigenerativi più efficenti in corso di insufficienza epatica acuta, specie se causata da HBV fulminante o da farmaci (DILI). L’osservazione che la rigenerazione epatica, dopo necrosi massiva, può avvenire in più di una modalità ha portato a scoprire che, di tali modalità, la più efficiente è la proliferazione di cellule epatocitarie residue di origine centrolobulare che si organizzano in strutture acinari dotate di triadi portali complete, e che queste cellule esprimono AFP in misura eclatante.
Anche in età adulta, un aumento (aspecifico) di AFP può essere osservato in una miscellanea di diagnosi internistiche, come BPCO, ulcera peptica, patologie mammarie ed urologiche benigne.
Cause di aumento di AFP in gravidanza
- aumento fisiologico in assenza di anomalie
- età gestazionale sbagliata ciò perchè i valori di riferimento sono estremamente variabili nelle diverse fasi della gravidanza
- difetti del tubo neurale: spina bifida, anencefalia
- difetti della parete addominale: gastroschisi, onfalocele
- displasia mesenchimale placentare (PMD)
- teratoma sacro-coccigeo
- minaccia di aborto
- morte intrauterina del feto
- gravidanza multipla
- distacco di placenta
- preeclampsia
Una causa molto rara di aumento di AFP nell’adulto assolutamente sano è la persistenza ereditaria di AFP (HPAFP), forma legata a varie alterazioni del gene di AFP sul cromosoma 4 (G116A; G119A; C55A; C65T; ecc), ereditata in forma autosomica dominante con penetranza completa, e che è stata sin qui riscontrata in 20 famiglie nel mondo (Italia, Spagna, Scozia, Corea, Giappone).
Non infrequentemente, un incremento di AFP è stato trovato in associazione con un sorprendente numero di neoplasie extraepatiche.
La presenza di significativi livelli sierici di AFP è anche osservabile in un ampio numero di patologie non neoplastiche e, insieme, non epatiche: è pressoché diagnostica di atassia teleangiectasia (Louis-Bar), rara e grave forma autosomica recessiva già evidente all’età di 1-2 anni; di sindrome nefrosica congenita di tipo finlandese (NPHS1) (forma di cui è possibile una diagnosi neonatale in base ai dosaggi di AFP nel liquido amniotico); e di tirosinemia ereditaria di I tipo; ed è riscontrabile in altre patologie dell’età precoce, come la sindrome di Wiskott Aldrich, la epidermolisi bollosa semplice, e la fibrosi cistica (forma in cui l’incremento di AFP è condiviso anche da molti familiari).
Cosa vuol dire l’alfa fetoproteina bassa?
Durante la gravidanza livelli troppo bassi di questa proteina nel sangue materno (specchio dei valori del feto) potrebbero essere indice della presenza di anomalie cromosomiche nel feto, come la Sindrome di Down.
Negli adulti sani avere livelli ematici minimi di alfa fetoproteina costituisce la normalità. Nel corso della gravidanza, invece, una bassa concentrazione di questa proteina nel feto potrebbe indicare la presenza di anomalie nei cromosomi come accade, ad esempio, nella trisomia 21 o Sindrome di Down (sono necessari ovviamente ulteriori esami di approfondimento per arrivare ad una diagnosi). Nelle gravidanze in cui il feto è portatore di alcune anomalie cromosomiche è stato osservato un basso livello di alfa-fetoproteina.
Le condizioni che determinano una diminuzione delle concentrazioni di AFP sono la Sindrome di Down (trisomia 21) e la Sindrome di Edwards (trisomia18). In questi casi i livelli sierici dell'AFP possono essere utilizzati come test di screening insieme ad altri markers biochimici come la frazione Beta dell'HCG e l'Estriolo non coniugato (E3).
È consigliabile che il risultato del test venga comunicato alla donna e alla coppia da un consulente genetico o da un medico per spiegarne il significato e illustrare il percorso clinico da seguire.
I pazienti nei quali si riscontra un aumento improvviso delle concentrazioni ematiche di AFP, a fronte ad esempio di infezioni o lesioni del fegato, dovrebbero essere sottoposti ad ulteriori accertamenti diagnostici come risonanze magnetiche, TAC, ecografie, biopsie o valutazioni di tipo istologico.
Sul fronte della ricerca, la glicoproteina sembrerebbe svolgere un’azione immunosoppressiva e immunomodulante tale da indicare la molecola quale nuovo target terapeutico.
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