Alimentazione del Capriolo: Cosa Mangia e Dove Vive

Il capriolo (Capreolus capreolus) è un ruminante della famiglia dei cervidi appartenente al gruppo degli ungulati, ovvero gli animali che per camminare appoggiano il proprio peso sulla punta delle dita ed hanno quindi sviluppato gli zoccoli per proteggerle dall'usura. Di questa specie sono state identificate quattro sottospecie principali.

Caratteristiche Fisiche del Capriolo

Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni, dal mantello fulvo in estate. Un capriolo è lungo 90-130 cm, alla spalla è alto 55-77 cm. Il peso oscilla tra 28-30 kg nei maschi e 24-26 kg nelle femmine (valori sono leggermente inferiori nella femmina).

La gola, le parti ventrali e la regione perianale, detta "specchio anale", sono bianche. La coda è cortissima e non emerge dal pelo: nella femmina c'è un ciuffo di peli color crema che ricopre l'apparato genitale, chiamato "falsa coda". Il maschio possiede piccoli palchi con tre punte; questi cadono ogni anno, da ottobre a dicembre, e ricrescono alla fine dell'inverno. I palchi sono costituiti da tessuto osseo.

Le femmine lasciano temporaneamente i propri piccoli nati tra maggio e giugno nell’erba alta. Alla nascita i piccoli hanno un mantello maculato che permette di essere maggiormente mimetici e inoltre non emanano alcun odore.

Come distinguere cervi, daini e caprioli

Due cervidi, anch'essi presenti in Italia, vengono talvolta confusi con il capriolo. Il primo è il cervo, un ungulato che però ha dimensioni decisamente superiori che lo portano a raggiungere e talvolta superare i 160 chilogrammi e i 2 metri di lunghezza. Il secondo cervide che rischia di venire confuso con il capriolo è il daino, il quale però di fatto assomiglia più al cervo, anche se è leggermente più basso e tozzo e ha il collo più corto. I palchi sono anche in questo caso molto sviluppati, ma hanno una forma che ricorda una pala e sono rivolti all'indietro.

Leggi anche: Cosa Mangiare con le Emorroidi

Habitat e Distribuzione

Secondo quanto descritto nel Piano d’azione nazionale per il Capriolo pubblicato da ISPRA, l'habitat di questa specie è caratterizzato da boschi aperti e pianure a patto che vi siano zone cespugliose in cui potersi rifugiare. É una specie legata alla presenza di boschi cedui di latifoglie, boschi misti di latifoglie e conifere, interrotti da frequenti radure, incolti, campi coltivati.

Per quanto riguarda la zona alpina, le sue abitudini si differenziano in base alle stagioni: mentre in estate popola i boschi fino addirittura ai 2400 metri di altitudine, in inverno scende sotto ai 2000 metri. Sulle Alpi lo si può osservare durante l'estate nei pascoli fino a 2400 m s.l.m., mentre in inverno tende a scendere progressivamente di quota con l'aumentare dello spessore della neve. Riesce a svernare anche oltre i 2000 m s.l.m. sfruttando le zone dove la neve viene erosa dal vento o dalle valanghe.

Per quanto riguarda l'Europa, questa specie è presente nella penisola iberica, nel Caucaso e in Scandinavia, mentre è assente in Islanda, Irlanda, Sardegna e nelle isole minori del Mediterraneo. E’ distribuito inoltre in Asia Minore, Turchia, Iran settentrionale, Iraq e Palestina.

È diffuso in gran parte dell'Europa continentale e in Gran Bretagna, mentre è assente in Irlanda e nelle isole del Mediterraneo. In Italia si trova sulle Alpi e sugli Appennini.

La presenza nel Parco è un evento recente, conseguenza dell'espansione di popolazioni frutto di rilasci a scopo venatorio fuori Parco. Le aree maggiormente interessate dalla sua presenza sono quelle della bassa Valle Soana e Orco.

Leggi anche: Gastrite: Cosa Non Mangiare

Cosa Mangia il Capriolo

Il capriolo è un ruminante che necessita di un'alimentazione selettiva. La sua dieta è principalmente a base di erbe dall'alto contenuto proteico, mentre i germogli delle latifoglie assumono un ruolo importante solo quando non è in grado di rintracciare l'adeguato pascolo erbaceo. In alcuni casi si nutre anche delle radici e delle parti legnose della pianta.

Inoltre subisce un grande aumento del fabbisogno nei mesi estivi (principalmente giugno e luglio) per via dell'allattamento e dello sviluppo dei piccoli. Nei mesi invernali i caprioli tendono a nutrirsi maggiormente di ghiande, castagne, faggiole e funghi, cime di querce e, se presenti, abeti bianchi.

Secondo uno studio pubblicato nel 2009 sul Journal of Zoology, la preferenza e l'evitamento di determinate piante dipende soprattutto dalla concentrazione di zuccheri solubili all'interno delle stesse.

Mangia diverse volte al giorno (dalle 8 alle 12 volte). In estate si nutre anche di notte. L'alimentazione consiste in: erbe diverse, corteccia, foglie, germogli di latifoglie, conifere e frutti.

Si nutre prevalentemente di vegetali legnosi (intorno al 30% della dieta) e semilegnosi quali edera, rovo, lampone, sambuco, rosa canina (fino al 60% della dieta in inverno) ma può consumare anche vegetali erbacei e frutti selvatici. Il capriolo possiede una grande adattabilità alimentare, anche se le ridotte dimensioni dello stomaco lo obbligano a cercare alimenti molto energetici, come tutti i brucatori.

Leggi anche: Consigli Alimentari per l'Helicobacter

Comportamento e Vita Sociale

Il capriolo è un animale dalle attività prevalentemente crepuscolari che si muove con agilità e può diventare anche molto veloce grazie ai rapidi e potenti salti. Questo cervide ha una compressa struttura sociale con scadenze dettate soprattutto dalle stagioni e dalle condizioni dell'ambiente.

Durante la primavera i maschi instaurano un rapporto gerarchico attraverso marcature del territorio effettuate attraverso delle apposite ghiandole, soprattutto su rami e arbusti, ma anche manifestando aggressività o sottomissione verso i propri simili. Al termine della stagione degli amori però, quindi dopo i mesi estivi, i maschi cessano di manifestare comportamenti territoriali e attendono il formarsi dei gruppi familiari formati da 4 -8 individui di cui la maggior parte sono femmine con i piccoli nati prima dell'estate e, in alcuni casi, anche dei maschi che scelgono di evitare di trascorrere i mesi invernali in solitudine.

In passato il capriolo veniva considerato un animale solitario, sebbene oggi si sappia che ha un comportamento sociale complesso e articolato. Infatti, mentre i maschi conducono per gran parte dell'anno un'esistenza solitaria (anche perché già alla fine dell'inverno tra di loro iniziano le dispute territoriali), le femmine spesso vivono riunite in branchi, composti da 3-7 individui, diretti da una femmina dominante.

Riproduzione

Per quanto riguarda le femmine invece, la gestazione dura circa 10 mesi, con una diapausa (arresto spontaneo della gravidanza) nei mesi invernali. In primavera generalmente da alla luce 2 piccoli, del peso medio di 0,8 - 1,6 chilogrammi, i quali sono poco attivi e verranno curati fino alla totale indipendenza (9 -12 mesi).

La gestazione dura circa nove mesi e mezzo; l'ovulo, una volta fecondato, si impianta nell'utero materno e rimane quiescente fino a dicembre, quando riprende a svilupparsi. Nel periodo che va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate le femmine partoriscono, normalmente 1 o 2 piccoli, raramente tre, dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato.

Stato di Conservazione

Al giorno d'oggi in Italia settentrionale il capriolo mostra uno stato di conservazione complessivamente soddisfacente e in progressivo miglioramento, anche se non mancano situazioni locali nelle quali la densità demografica è bassa e non ne permette ancora la naturale ri-colonizzazione dei territori. Nelle regioni meridionali invece, secondo quanto osservato dalla IUCN, il capriolo versa in uno stato di conservazione estremamente precario e sarà importante lo sviluppo di programmi in grado di salvaguardare i nuclei autoctoni residui favorendone anche l'espansione o il reinserimento. Si tratta di una specie cacciabile secondo le modalità definite dalla Legge 157/92 e dai relativi regolamenti regionali.

Ulteriori cause di morte sono infine le predazioni da parte dei cani liberi, gli investimenti stradali e l'utilizzo di motofalciatrici che non individuano i cuccioli stesi nella vegetazione nei momenti in cui la madre è distante.

Classificazione Scientifica

Classe: Mammiferi
Superordine: Ungulati
Ordine: Artiodattili
Sottordine: Ruminanti
Famiglia: Cervidi
Genere: Capreolus
Specie: capreolus
Nome scientifico: Capreolus capreolus

tags: #alimentazione #del #capriolo #cosa #mangia

Scroll to Top