L'Helicobacter pylori è un batterio patogeno che trova il suo habitat ideale nel muco che riveste le pareti interne dello stomaco umano. Questo batterio è il principale responsabile di gastrite e di ulcera (sia gastrica che duodenale), perché grazie alla sua forma a spirale e alla presenza di flagelli (strutture locomotrici tipiche dei batteri), Helicobacter Pylori riesce a non essere trasportato passivamente dallo strato più superficiale del muco gastrico e di raggiungere la parte più profonda, meno viscosa e mobile, penetrando nel tessuto. Inoltre H.P. produce sostanze che richiamano i mediatori dell’infiammazione, causando uno stato infiammatorio che nella maggior parte dei casi diventa cronico.
Il nostro stomaco, infatti, attraverso la produzione di acido cloridrico da parte di alcune cellule appositamente deputate, le cellule ossintiche (o parietali), ha proprio il compito di rendere il cibo più sicuro, eliminando l’eventuale presenza di batteri patogeni che potremmo introdurre con l’alimentazione.
Come Diagnosticare l'Infezione da Helicobacter Pylori
In presenza di disturbi gastrointestinali e di sospetto di infezione da helicobacter pylori, il medico può richiedere esami specifici per la ricerca del batterio. Il più semplice è il test del respiro (urea breath test) effettuato su campioni di aria espirata. Entrambi i test possono essere influenzati dall'assunzione di farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco e, per questo motivo, tali medicinali dovrebbero essere sospesi per circa due settimane prima dell'esecuzione degli esami.
La ricerca dell'helicobacter pylori mediante esami non invasivi è, in genere, richiesta nelle persone con difficoltà digestive (dispepsia) di età inferiore ai 60 anni e senza disturbi (sintomi) importanti. Esami non invasivi sono anche raccomandati nelle persone costrette a prendere per lungo tempo farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica). Dopo i 60 anni di età e/o in presenza di disturbi (sintomi) che facciano sospettare l'infezione quali febbre, perdita di peso, anemia, sanguinamento intestinale, sensazione di arresto del cibo dopo la deglutizione o presenza di familiari con cancro dello stomaco, è richiesta più spesso la gastroscopia con il prelievo di piccole quantità di tessuto (biopsie).
Alimentazione Consigliata in Caso di Infezione da Helicobacter Pylori
Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa.
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Sono consigliati:
- Frutta e verdura, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida.
- Ortaggi, come le patate, e legumi.
- Acidi grassi polinsaturi, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche.
Un altro consiglio è quello di masticare molto lentamente per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane.
Inoltre, cibi ricchi di vitamina C e Zinco aiutano la riparazione dei tessuti danneggiati e supportano la funzione immunitaria.
Alimenti da Evitare
Vanno evitati:
- Il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l’alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle piccanti.
- I cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini.
- Cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati.
Quindi si consiglia di ridurre il consumo di bevande nervine (caffè, tè, cola), spezie, alcool, alimenti ricchi di grassi (come salse, dolci farciti con creme, cibi fritti), cioccolato, alimenti conservati sotto sale, formaggi molto grassi, bibite gassate, agrumi, pomodoro.
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Rimedi Naturali
In attesa di un vaccino efficace, sono stati studiati differenti approcci naturali, basati sull'impiego di estratti erboristici, probiotici e nutraceutici. Alcune piante sono in grado di produrre sostanze antibatteriche, attive anche nei confronti dell'Helicobacter pylori. Purtroppo, nonostante le potenti attività antibiotiche fatte registrare negli studi in vitro, molto spesso questi rimedi naturali si rivelano scarsamente efficaci nel combattere il battere quando vengono somministrati a volontari umani.
Se l'utilità dell'aglio sembra piuttosto scarsa, quella dei broccoli si avvantaggia di alcune timide conferme scientifiche, sia in vivo che su modelli animali. Pare che il consumo di broccoli riduca l'infezione, senza però riuscire a debellarla; oltre a un meccanismo batteriostatico diretto, si ipotizza anche un effetto protettivo dell'ortaggio sulla mucosa gastrica.
Anche le catechine del tè verde hanno dimostrato importanti attività batteriostatiche e battericide nei confronti dell'Helicobacter pylori, sia in vivo che in vitro.
I prodotti dell'alveare, tra cui il miele e la propoli, sono noti al grande pubblico per le loro attività antibatteriche, studiate anche nei confronti dell'Helicobacter pylori. Gli studi in vivo sembrano confermare tale utilità, con diversi studi clinici che indicano risultati positivi in termini di riduzione della colonizzazione batterica e miglioramento della gastrite associata all'infezione.
Il ricorso a rimedi naturali per il trattamento delle infezioni da helicobacter pylori, considerate le bassissime probabilità di ottenere un'eradicazione completa, dev'essere preventivamente concordato con il proprio medico curante; se alcuni di questi rimedi possono avere una certa utilità nei casi meno severi, in presenza di una sintomatologia grave o di complicanze, è fortemente sconsigliabile abbandonare spontaneamente il trattamento farmacologico tradizionale per intraprendere un percorso di cura naturale.
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Helicobacter Pylori e Cancro
Il possibile meccanismo con cui il batterio provocherebbe il cancro sembra mediato principalmente dall’infiammazione e dai danni ai tessuti associati all’infezione. Vi sarebbe poi anche l’azione diretta di alcune sostanze prodotte dal batterio, come la tossina CagA (Cytotoxin-associated Gene A), in grado di favorire la trasformazione tumorale.
L'infezione da H. pylori è considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di cancro dello stomaco, ma l’associazione tra la presenza del batterio e lo sviluppo della malattia è complessa e può dipendere anche da altri fattori, tra cui la parte dell’organo considerata. Anche altri fattori di rischio per il tumore dello stomaco non sono da trascurare, soprattutto quelli che si possono evitare o ridurre modificando le abitudini. Come per altre forme di tumore è prima di tutto fondamentale non fumare.
Come si Cura l'Helicobacter Pylori
Quando l’infezione da Helicobacter pylori provoca un’ulcera o il paziente deve assumere antinfiammatori non steroidei a lungo termine, è necessario eliminare il batterio. La terapia consiste in una combinazione di antibiotici e inibitori di pompa protonica, farmaci che riducono l’acidità dello stomaco, da assumere per circa due settimane.
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