L’intervento chirurgico sul pancreas ha un impatto sistemico sull’organismo, influenzando lo stato di benessere del paziente. Questo doppio legame tra nutrizione e chirurgia pancreatica si manifesta sia attraverso la malattia stessa, che può causare malnutrizione, sia attraverso l’effetto della chirurgia, che può peggiorare o indurre un problema nutrizionale.
Gestione della Malnutrizione Pre e Post-Operatoria
Gestire la malnutrizione di una persona prima di un intervento chirurgico può richiedere la somministrazione di integratori alimentari e preparati specifici, insieme a consigli comportamentali per migliorare l’assunzione di nutrienti. A oggi, sono in uso protocolli post-operatori che promuovono una ripresa precoce dell’alimentazione nei primi giorni successivi all’intervento chirurgico. Questi protocolli consentono una degenza ospedaliera più breve e dimissioni rapide, senza aumentare le complicanze post-operatorie. Nelle prime settimane dopo l’intervento, è consigliato consumare pasti ridotti e mangiare frequentemente. In seguito, gradualmente si ritorna a un’alimentazione più normale, generalmente entro un mese dall’intervento.
Alimentazione Specifica Post-Pancreasectomia
Nel caso di operazione al pancreas, in particolare nel caso di pancreasectomia totale, si ha la perdita parziale o totale della produzione di insulina e degli enzimi necessari alla digestione. Un secondo problema derivante dall’intervento è il malassorbimento, che col tempo però si stabilizza. Una volta ripresa l’alimentazione si possono avere delle difficoltà digestive per un periodo che va dalle 2 alle 4 settimane. Dopo i pasti è possibile che ci siano dei fenomeni di nausea o vomito che col tempo si attenueranno fino a scomparire. All’inizio è raccomandato, per un determinato periodo, un introito proteico leggermente maggiore del normale, questo per recuperare la perdita di peso conseguente al ricovero ed evitare la perdita di massa magra. I pasti devono essere ben bilanciati e le calorie consigliate dovrebbero essere mangiate ogni giorno in modo da evitare la perdita di peso. Nella dieta è fondamentale la presenza di fibre, quindi non devono mai mancare la verdura, la frutta e arricchire l’alimentazione con cibi integrali.
Consigli Utili Dopo la Dimissione
I seguenti consigli possono essere utili nel periodo immediatamente successivo alla dimissione dopo intervento di chirurgia pancreatica e costituire un piccolo vademecum per la gestione delle normali attività e la risoluzione di piccoli problemi che potrebbero presentarsi.
- È possibile che nel periodo post-operatorio l’appetito sia ridotto, specialmente in seguito a duodenocefalopancreasectomia. È consigliabile frazionare i pasti nel corso della giornata.
- Dopo splenopancreasectomia sinistra, è piuttosto comune - durante i pasti - sentire un dolore profondo a sinistra, all’addome e dietro le spalle.
- L’intervento chirurgico, l’allettamento e l’utilizzo di alcuni farmaci antidolorifici può causare stipsi.
- In caso di difficoltà a digerire, senso di pesantezza e gonfiore addominale associato a diarrea e feci chiare, untuose e maleodoranti (steatorrea) potrebbe essere utile iniziare ad assumere enzimi pancreatici durante i pasti (pancrelipasi 10000 Unità) o - se già in terapia - aumentarne il dosaggio.
- Se le clip chirurgiche o i punti di sutura sono ancora in sede, la ferita può essere medicata con disinfettante a base di iodio, clorexidina o amuchina. La cute intorno alla ferita può essere detersa con acqua e sapone delicato. Una volta rimosse le clip o i punti di sutura è possibile fare la doccia.
- Se il paziente è dimesso con i drenaggi in sede è necessario registrare quotidianamente (sempre allo stesso orario) il quantitativo di liquido presente nel sacchetto di raccolta e successivamente svuotare il sacchetto stesso, a meno che non sia presente una quantità minima di liquido. È importante registrare variazioni nella qualità del liquido di drenaggio (e.g. variazioni del colore o della densità).
- Un periodo di scompenso delle glicemie è abbastanza comune anche nei soggetti non-diabetici prima dell’intervento. Tale fenomeno è solitamente transitorio. È consigliata per i soggetti già diabetici la prosecuzione della presa in carico da parte di un centro di fiducia per la terapia del diabete stesso.
Importanza di una Dieta Equilibrata nel Percorso Oncologico
Il paziente colpito da cancro deve sempre seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Questa regola vale prima, durante e dopo le cure oncologiche, ed è ancora più importante per una forma di tumore particolarmente insidiosa come quella al pancreas. I pazienti affetti da questa neoplasia hanno spesso difficoltà ad alimentarsi in maniera adeguata. La ridotta alimentazione, insieme alle alterazioni metaboliche che la malattia provoca nell’organismo, è responsabile della malnutrizione per difetto, caratterizzata da perdita di peso corporeo e di massa muscolare. Ciò riduce la tolleranza ai trattamenti, peggiora la qualità di vita e determina un aumento della mortalità.
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Obiettivi della Prevenzione della Malnutrizione
- Diminuire la tossicità dei trattamenti antineoplastici.
- Ridurre le complicanze, limitando la necessità e la durata di ricoveri ospedalieri.
- Migliorare la qualità di vita generale del paziente.
Perdita di Peso e Insufficienza Pancreatica
I pazienti con cancro del pancreas manifestano frequentemente segni e sintomi di interesse nutrizionale. Questi sono rappresentati dalla perdita di appetito, anche, ma non esclusivamente, secondaria ai trattamenti chirurgici, chemioterapici e radioterapici, con conseguente riduzione degli apporti alimentari da cui deriva una perdita di peso involontaria. La perdita di peso, tuttavia, non è dovuta solo alla riduzione dell’alimentazione, ma anche all’interferenza che il tumore, anche se di piccole dimensioni, esercita sul metabolismo del paziente. Inoltre, nei casi in cui il paziente venga sottoposto a pancreasectomia (asportazione del pancreas), la riduzione della massa pancreatica comporta spesso il quadro di insufficienza pancreatica endocrina ed esocrina, con conseguente riduzione della produzione di insulina e di enzimi pancreatici. Ciò determina, da un lato, la possibile insorgenza di intolleranza glicemica o diabete, dall’altro di una sindrome da malassorbimento intestinale per l’alterata funzione di digestione e assorbimento degli alimenti.
Screening Nutrizionale
Lo screening nutrizionale è una procedura semplice ed efficace, basata sull’utilizzo di appositi questionari e sulla rilevazione di alcune misure, come il peso e l’altezza, per identificare le persone a rischio di malnutrizione e indirizzarle alla successiva valutazione dello stato di nutrizione. È fondamentale che l’oncologo tenga in considerazione, sin dall’inizio del percorso terapeutico, l’importanza dello screening e della valutazione dello stato di nutrizione. Lo screening nutrizionale dovrebbe essere effettuato in occasione della prima visita dall’oncologo e di tutte le visite di controllo.
Terapia Enzimatica Sostitutiva
Molti pazienti con tumore del pancreas (operati e non operati) sviluppano una insufficienza pancreatica esocrina (IPE), cioè una ridotta capacità del pancreas di produrre e/o secernere enzimi digestivi in quantità sufficiente a digerire gli alimenti e a permettere il loro assorbimento intestinale. In presenza di insufficienza pancreatica esocrina, l’oncologo o il nutrizionista possono consigliare al paziente l’assunzione di estratti enzimatici (terapia enzimatica sostitutiva). Questa terapia orale ha lo scopo di sostituire gli enzimi digestivi normalmente prodotti e secreti dal pancreas e mira alla normalizzazione della digestione e a un miglior controllo dei sintomi gastrointestinali associati alla maldigestione. Le capsule vanno assunte in concomitanza dei pasti principali, nelle dosi indicate dal medico e non necessitano di modifiche della dieta.
Supplementi Nutrizionali Orali
I supplementi nutrizionali orali sono alimenti diretti a fini medici speciali (cosiddetti AFMS) disponibili sotto forma di bevande già pronte, bilanciate dal punto di vista calorico, proteico, vitaminico e minerale, da assumere sotto controllo medico. Se previsto dalle normative regionali, sono forniti gratuitamente, previa prescrizione da parte di un centro di nutrizione clinica. I supplementi nutrizionali orali possono essere al sapore di latte, comunque aromatizzati in modo vario, e anche alla frutta, con contenuto variabile di carboidrati, proteine e lipidi. Dovrebbero essere bevuti lentamente, a piccoli sorsi, nell’arco di 60-120 minuti, per evitare senso di gonfiore gastrico e addominale.
Nutraceutici
Alcuni nutraceutici possono trovare indicazione nella nutrizione del malato oncologico:
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- Aminoacidi a catena ramificata: si sono rivelati efficaci nel migliorare l’appetito, favorendo lo sviluppo della massa muscolare.
- Acido eicosapentaenoico (EPA): grasso della serie omega-3, di cui è particolarmente ricco il pesce azzurro. L’integrazione della normale alimentazione con l’assunzione di supplementi nutrizionali orali arricchiti in EPA, calorie e proteine consente di ridurre la perdita di peso e di massa muscolare.
- Beta-idrossi-beta-metilbutirrato (HMB): è il metabolita attivo della leucina, un aminoacido a catena ramificata. È contenuto in minima parte negli alimenti, particolarmente in alcuni tipi di pesce, negli agrumi e nel latte materno. La somministrazione di HMB potrebbe contribuire a ridurre la perdita di massa muscolare che frequentemente si osserva in corso di malattia oncologica.
- Carnitina: dati clinici hanno indicato che l’assunzione di L-carnitina può migliorare in modo significativo la stanchezza, l’appetito e la massa magra dei pazienti.
Consigli per una Corretta Nutrizione Durante le Terapie
Durante il periodo del trattamento chemioterapico e radioterapico, possono subentrare diversi eventi indesiderati come un calo dell’appetito, l’alterazione del gusto, l’infiammazione delle mucose, difficoltà ad evacuare o, al contrario, diarrea e talvolta nausea e/o vomito. Questi disagi, di intensità variabile da persona a persona, dal tipo di terapia oncologica e dal dosaggio, sono per lo più passeggeri e scompaiono di solito dopo alcuni giorni dal trattamento.
Accortezze Utili
- Consumare acqua a temperatura ambiente lontano dai pasti, alternarla con tisane o infusi ai semi di finocchio, di anice stellato o tè matcha (tè verde), importanti per le loro proprietà digestive.
- Fondamentale fare bocconi piccoli, masticare bene e lentamente il cibo per facilitare la digestione. Può essere utile utilizzare posate di plastica o di legno (anziché di metallo), per ridurre il gusto metallico.
- Quando è presente uno stato infiammatorio a livello dell’intestino e del cavo orale, è bene consumare cereali integrali abbinati a legumi sotto forma di creme, prediligendo lenticchie rosse decorticate. Verdure come zucca o zucchine sono ottime come abbinamento. Altri alimenti utili a contrastare questo stato infiammatorio sono il pesce azzurro, la frutta fresca, olio extravergine di oliva ed olio di lino.
- Quando insorgono diarrea, nausea e vomito, è opportuno suddividere i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto. Il cibo poi deve essere a temperatura ambiente o tiepido, mai bollente. Anche in questo caso vige la regola di non assumere grandi quantità di liquidi durante i pasti ma arrivare all’obiettivo di 8/12 bicchieri di liquidi al giorno, suddivisi fra acqua e integratori salini, mantenuti a temperatura ambiente. È importante non dimenticarsi mai di consumare cibi ricchi di sodio o potassio come banane, succo di pesca e albicocca.
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