Alimentazione e Sclerosi Multipla: Linee Guida

La Sclerosi Multipla (SM), anche nota come sclerosi a placche, rientra nelle malattie demielinizzanti infiammatorie del sistema nervoso centrale: sono patologie che colpiscono la sostanza bianca, infatti vengono anche chiamate leucoencefalopatie. È la più frequente tra esse, e perciò rappresenta la causa maggiore di disabilità neurologica del giovane adulto. La sclerosi multipla compromette la corretta trasmissione nervosa, con la comparsa di sintomi e segni clinici di tipo fisico, mentale e psichiatrico.

Nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone con sclerosi multipla, di cui circa 72.000 in Italia (le donne risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini). La sclerosi multipla può presentarsi in vari modi ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni. I sintomi possono presentarsi singolarmente oppure simultaneamente, senza un criterio prestabilito. Proprio per questo motivo, è essenziale una corretta interpretazione dei sintomi e una diagnosi prettamente medica. Una diagnosi e un trattamento precoce consentono di mantenere una buona qualità di vita per molti anni anche in presenza di sclerosi multipla. Si tratta di una patologia neurodegenerativa complessa e imprevedibile, ma non riduce l’aspettativa di vita, infatti la vita media delle persone ammalate è paragonabile a quella della popolazione generale.

Numerosi studi scientifici hanno cercato di individuare quale tipo di alimentazione possa prevenire la sclerosi multipla e soprattutto rallentarne la progressione. I dati a oggi disponibili sono ancora parzialmente incompleti, ma in ogni caso ci permettono di dare consigli dietetici di ordine generale ai pazienti con sclerosi multipla. Questi consigli riguardano un’alimentazione sana, bilanciata e potenzialmente protettiva sul decorso della malattia.

Consigli Generali sull'Alimentazione

Alla base vi è l’indicazione a modificare la qualità dei grassi introdotti limitando i grassi saturi, i grassi idrogenati e prediligendo il consumo di lipidi mono e polinsaturi. Inoltre, deve essere garantito il corretto apporto di vitamine, sali minerali e antiossidanti, contenuti in particolar modo in frutta e verdura. Tra le vitamine, sembrano essere molto importanti soprattutto la vitamina D (della quale le persone affette da questa patologia sono spesso deficitarie) e la vitamina E. E’ anche importante prevenire il sovrappeso , che può peggiorare la disabilità. Mantenere il peso forma aiuta a non appesantire la struttura corporea e quindi a respirare meglio, stancarsi di meno, mantenere un migliore equilibrio psico-fisico.

Inoltre, la dietoterapia risulta fondamentale nel trattamento di alcune complicanze della sclerosi multipla che necessitano di un trattamento dietetico, tra cui la disfagia e la stitichezza. Alcuni pazienti possono sviluppare difficoltà nella deglutizione e nell’alvo, causate da malfunzionamento dei muscoli che ne sono responsabili. Importante distribuire l’alimentazione nei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) più due spuntini. Cucinare senza grassi aggiunti. I due capitoli che seguono indicano gli alimenti consentiti con moderazione e quelli consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.

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L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.

  • Bevande alcoliche: L’alcol ha effetti negativi sul sistema nervoso centrale e quindi deteriora ulteriormente il paziente, accentuando problemi dovuti alla malattia, come la mancanza di coordinamento ed equilibrio, tremori, deficit cognitivi.
  • Ad ogni pasto: Consumare almeno una porzione di verdura cruda e cotta (preferibilmente al vapore o lessata o grigliata o al forno).
  • Pesce: Almeno due volte a settimana, alternando i pesci più magri (come sogliola, trota, platessa) con quelli più grassi (come salmone o pesce spada) e con dell’ottimo pesce azzurro.
  • Formaggio: Formaggio fresco a basso contenuto di grassi(1-2 volte alla settimana) e formaggio stagionato prodotto con latte che durante la lavorazione è parzialmente decremato, come il Grana Padano DOP. Il suo consumo incrementa l’apporto proteico ai pasti e favorisce il raggiungimento del fabbisogno giornaliero di calcio.
  • Olio: Extravergine d’oliva aggiunto a crudo, ma consumare ogni giorno anche piccole quantità di oli di semi (girasole, lino, sesamo, germe di grano) spremuti a freddo (l’olio di lino va conservato in bottiglie scure per prevenirne l’irrancidimento).
  • Acqua: Evitare la sedentarietà. Svolgere regolarmente una costante attività fisica moderata, preferibilmente di tipo aerobico. In caso di sovrappeso eliminare i chili di troppo e normalizzare il “girovita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale, principalmente correlata al rischio cardiovascolare.
  • Non fumare! Preferire cibi morbidi e facili da consumare, piuttosto che alimenti che richiedano lunghi tempi di masticazione. Se gli accorgimenti dietetici non sono sufficienti, l’alimentazione può essere supplementata con integratori presenti in commercio.

Diete e Sclerosi Multipla

Molte diete sono state proposte come trattamento per la malattia, sulla base del principio che la SM potesse essere dovuta a squilibri alimentari o alla mancanza/eccesso di alcuni componenti nell’organismo. Alcune sono ancora seguite come per esempio la dieta Kousmine, benché al momento, non esistano dati certi al riguardo e la dieta di Swank, mentre altre rispetto al passato sono cadute in disuso come per esempio la dieta priva di glutine, priva di allergeni, dieta con dosi elevate di acido ascorbico, ed altre ancora che non hanno avuto alcun effetto sul decorso della SM. Molte di queste sono costose e possono creare inoltre alterazioni nell’equilibrio alimentare della persona e sarebbero comunque da seguire sotto controllo medico.

Protocollo Autoimmune (AIP)

Il protocollo autoimmune (AIP) è un tipo di alimentazione che si basa su una dieta paleolitica nella quale vengono eliminati specifici additivi alimentari, emulsionanti e alimenti associati con la dieta occidentale implicati nella: degradazione del microbiota intestinale, disregolazione del riconoscimento di antigeni, sviluppo di autoimmunità. Prevede invece il consumo di alimenti con una densità calorica inferiore, come: alimenti integrali, ortaggi, frutta, acidi grassi mono e poli insaturi, carne, prodotti non trasformati.

Questo protocollo si compone di due fasi:

  • Una prima fase di eliminazione, durante la quale si escludono dalla dieta alcuni alimenti associati a episodi di autoimmunità;
  • Una seconda fase di reintroduzione, durante la quale gradualmente si cerca di reintrodurre gli alimenti eliminati, uno per volta.

Questo tipo di dieta aveva lo scopo di limitare alimenti associati a reazioni allergiche, cercando correlazioni fra sclerosi multipla e allergeni esterni. Alcuni studi hanno evidenziato come il protocollo autoimmune sembra possa ridurre l’infiammazione sistemica, la proteina C reattiva, nonché la conta dei globuli bianchi. Non vi sono al momento evidenze in letteratura scientifica che correlino il protocollo autoimmune con la sclerosi multipla.

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Alimentazione associata a particolari sostanze

Sono stati negli anni proposti altri tipi di diete associate alla limitazione o all’aumentato consumo di particolari sostanze.

Dieta priva di glutine

La dieta priva di glutine si basa sulla teoria che questa sostanza, presente in alcuni cereali, possa aumentare l’incidenza della sclerosi multipla. In base alle informazioni presenti in letteratura questo tipo di dieta non ha efficacia nei confronti di tale condizione.

Dieta con integratori vitaminici

La dieta con integratori vitaminici prevede l’integrazione e il consumo di vitamine all’interno di una normale dieta. La teoria si basa sulla relazione fra incidenza di sclerosi multipla e deficit di alcune vitamine. L’assunzione di vitamine è sicuramente una cosa da raccomandare, ma non esiste ad oggi evidenza scientifica che correli dosi supplementari di esse con un decorso positivo della malattia. Va ricordato che una integrazione vitaminica a dosi elevate per un lungo periodo può causare effetti indesiderati e gravi.

Diete Swank, Kousmine, Hebener e Best Bet

Le diete Swank, Kousmine, Hebener e Best Bet sono state sviluppate partendo dal concetto che la sclerosi multipla potrebbe essere il risultato di una alimentazione “non sana”. Vediamole nel dettaglio.

Dieta Swank

La dieta Swank è un approccio basato sulla limitazione dell’apporto di grassi e in particolare di quelli saturi. Questo tipo di alimentazione predilige il consumo di olio ricco in grassi polinsaturi come l’olio vegetale o olio di fegato di merluzzo, mantenendo comunque un consumo limitato.

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Dieta Kousmine

La dieta Kousmine identifica un regime alimentare creato dalla Dott.sa Catherine Kousmine. Inizia con un periodo di 2-3 giorni durante i quali vengono consumate solamente piccole quantità di frutta. In seguito l’alimentazione prevede: un basso consumo di zuccheri e grassi, alto contenuto di fibre, integrazione di: vitamine A, vitamina C, vitamina D, vitamine E, vitamine B.

Dieta Hebener

La dieta Hebener si basa su una relazione fra il danno che si presenta a livello della guaina mielinica ricoprente le fibre nervose e il consumo di specifici acidi grassi polinsaturi quali l’acido linoleico, un acido grasso omega-6 ed il suo derivato, l’acido arachidonico. Richiede quindi il consumo di un basso contenuto di acido arachidonico e acido linoleico. Questo approccio prevede inoltre l’integrazione di: olio di pesce, vitamina E, selenio, vitamine del gruppo B, coenzima Q10.

Dieta Best Bet

La dieta Best Bet si basa sul concetto che la sclerosi multipla sia causata dall’ingestione di proteine alimentari con una struttura simile alla struttura proteica della mielina: tutti questi alimenti vengono rimossi dalla dieta. Vengono inoltre consigliati i test per le intolleranze e viene consigliata l’eliminazione di: glutine, latticini, lievito, uova, carne rossa, soia. Fra le integrazioni consigliate sono presenti quella di vitamina D, magnesio e calcio.

Ad oggi, però, non ci sono studi scientifici che verificano l’efficacia di queste diete, nonostante la loro diffusione.

Dieta chetogenica per la sclerosi multipla

La dieta chetogenica rappresenta un tipo di alimentazione povera di carboidrati. Il corpo, in assenza di carboidrati, produce i corpi chetonici come fonte energetica, a partire dai grassi: è quindi un tipo di alimentazione che punta al consumo delle riserve di grasso. Esistono studi preclinici, condotti su modelli animali, che correlano la dieta chetogenica con una modulazione dell’immunità, in grado di ridurre la gravità della sclerosi multipla. I miglioramenti sono associati in particolar modo a una riduzione dei radicali dell’ossigeno (ROS): queste forme sono in grado di provocare stress ossidativo e possono portare a un aumento della risposta pro-infiammatoria.

Altre diete

Vediamo nel dettaglio altre diete che sono state proposte in passato, ma che ad oggi non sono raccomandate.

Dieta priva di allergeni

Descrizione: uso regolare di una dieta che elimina quei cibi identificati come causa di allergie che possano manifestarsi con eruzioni cutanee e attacchi di asma.

Razionale: questa dieta è basata sulla teoria che le lesioni della SM potrebbero essere un tipo di reazione allergica anche ai comuni allergeni ambientali e alimentari.

Valutazioni: la teoria che la SM potrebbe essere dovuta a cause allergiche era già popolare alla fine degli anni Quaranta e nei primi degli anni Cinquanta, anche se le reazioni allergiche non sono così comuni nelle persone con SM rispetto alla popolazione generale.

Costi: non costosa.

Rischi: l’uso a breve termine della dieta priva di allergeni non ha rischi associati.

Conclusioni: non sono dimostrate correlazioni tra SM e allergeni esterni. L’efficacia di questa dieta non è stata dimostrata e di conseguenza il suo utilizzo è decaduto. Non vi sembrano essere al momento basi scientifiche per l’utilizzo di questa dieta per la SM.

Dieta priva di glutine

Descrizione: una dieta equilibrata con esclusione di prodotti contenenti frumento e segale.

Razionale: la teoria alla base di questo metodo suggerisce che l’incidenza della SM è più elevata nelle zone del mondo che consumano il frumento e la segale, cereali contenenti glutine, e bassa incidenza nelle zone dove si consuma maggiormente il riso e i cereali privi di glutine.

Valutazioni: uno studio non-controllato di due anni su una dieta priva di glutine ha segnalato che le ricadute e la progressione della SM si sono presentate ugualmente nelle persone con SM che seguivano tale dieta. La malattia aveva seguito il suo decorso naturale indipendentemente dalla dieta. Successivamente un piccolo studio a doppio cieco su 28 persone con SM non ha dimostrato benefici derivanti dalla dieta in questione.

Costi: non facilmente quantificabile.

Rischi: l’eliminazione del frumento e della segale dalla dieta può provocare una inadeguata introduzione di proteine.

Conclusioni: in base ai dati attualmente disponibili questa dieta deve essere considerata non efficace nella SM.

Dieta con dosi elevate di acido ascorbico (mega ascorbico)

Descrizione: dosi elevate di acido ascorbico (vitamina C).

Razionale: l’ipotesi sarebbe che molte persone hanno un gene difettoso coinvolto nel metabolismo epatico che causerebbe un deficit nella produzione della vitamina C. Questo deficit è stato chiamato in causa nella SM e di molte altre malattie, tra cui tumori, malattie cardiache, artrite, leucemia, eccetera. Nel caso della SM, livelli elevati di vitamina C sarebbero utili per promuovere le capacità di produrre l’interferone e resistere alle infezioni virali.

Valutazioni: non si conosce esattamente il rapporto tra vitamina C e SM. Inoltre nessuna prova scientifica sufficientemente valida è stata condotta per valutare l’utilizzo delle megadosi di vitamina C nella SM.

Costi: trattamenti continuativi con la vitamina C ad alto dosaggio sono costosi.

Rischi: dosi elevate di acido ascorbico possono causare problemi gastrici e calcolosi renale.

Conclusioni: il valore della terapia megascorbica nella SM non è stato dimostrato con prove scientifiche valide e pertanto questo trattamento non è raccomandato.

Dieta con integratori di vitamine

Descrizione: le diverse vitamine o le associazioni di vitamine sono assunte in forma liquida o solida come supplemento/integrazione a una dieta normale.

Razionale: questo metodo ipotizza che la SM potrebbe derivare da un non ben identificato deficit di vitamine.

Valutazione: verso la fine degli anni Venti e fino agli anni Sessanta sono stati pubblicati lavori nella letteratura scientifica sull’uso di vitamine (da sole o in associazione tra loro) nel trattamento della SM. In particolare le preparazioni della vitamina usate hanno incluso la tiamina (B1), l’acido nicotinico (niacina), la vitamina B12 (cianocobalamina), l’acido ascorbico (vitamina C), il tocoferolo (vitamina E). Le combinazioni specifiche di vitamine usate riguardano le vitamine liposolubili nel grasso (A, D, E e K) con il cloruro dell’ammonio, la tiamina e l’acido nicotinico. Purtroppo nessuno degli studi aveva seguito i criteri impiegati attualmente negli studi clinici per la valuta valutazione scientifica delle terapie nella SM.

Costi: moderatamente costoso, variabile a seconda dei dosaggi e delle modalità di somministrazione.

Rischi: non vi è prova negli esperimenti sugli animali che la mancanza delle vitamine produca lesioni simili a quelle presenti nella SM, inoltre alcune vitamine come la A e D a dosi elevate sono tossiche.

Conclusioni: un’adeguata introduzione di vitamine nelle persone con SM è raccomandata ma non sembra esserci prova scientifica che dosi supplementari di vitamine, singole o in associazione, influiscano positivamente sul decorso della malattia. Quindi non vi sembrano essere basi scientifiche per utilizzare questa dieta con intenti terapeutici. L’uso prolungato di vitamine ad alto dosaggio può essere associato con effetti secondari seri significativi.

Dieta di Hebener

Descrizione: dieta a basso contenuto di acido arachidonico e linoleico (massimo 1.800 mg/die), con integrazione di alcune sostanze: olio di pesce, vitamina E, selenio, estratto di mollusco arricchito di vitamine del gruppo B e del Coenzima Q10.

Razionale: alla base di questa dieta vi sarebbero osservazioni e studi anatomo-patologici della letteratura internazionale che hanno dimostrato una significativa riduzione dei lipidi della mielina nella zona di placca e nel liquor, in particolare di specifici acidi grassi polinsaturi, quali l’acido linoleico (omega 6) ed il suo derivato acido arachidonico, che svolgerebbero un ruolo fondamentale nel processo infiammatorio. La base della terapia del dott. Hebener consiste proprio nel ridurre l’apporto alimentare di acido linoleico (e conseguentemente di acido arachidonico) e nella somministrazione di sostanze naturali che ne antagonizzino l’effetto con lo scopo finale di una globale diminuzione del processo infiammatorio.

Valutazione: non sono mai stati eseguiti studi clinici scientificamente validi, ma solo delle “Analisi empiriche”.

Rischi: non valutabili

Costi: costosa.

Conclusioni: il valore di questa terapia nella SM non è stato dimostrato con prove scientifiche valide e pertanto questo trattamento non è raccomandato.

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