Alimentazione e Ossiuri: Cosa Sapere

Gli ossiuri sono minuscoli vermi parassiti, di colore bianco e lunghi pochi millimetri. Sono responsabili di una infezione provocata da parassiti detta enterobiasi o ossiuriasi, un’infestazione abbastanza frequente nei bambini: l’incidenza è di circa il 20%. Possono interessare anche gli adulti.

Cos'è l'Enterobiasi (Ossiuriasi)?

L'infezione da ossiuri, nota anche come enterobiasi o ossiuriasi, è uno dei più comuni tipi di infezioni da vermi intestinali umani. Si tratta di un'infezione dell'intestino crasso e della zona anale causata da un piccolo parassita bianco, che assomiglia ad un verme. Il nome medico per indicare il parassita è Enterobius vermicularis, ma esso è comunemente definito ossiuri.

Come si Contrae l'Infezione da Ossiuri?

Gli ossiuri si contraggono principalmente per via orale, per esempio mettendo in bocca mani sporche che sono state a contatto con oggetti contaminati (giochi, utensili, cibo, biancheria intima, la tavoletta del wc): è infatti facile che gli ossiuri si insedino sotto le unghie. L’infestazione si acquisisce ingerendo le uova: queste vengono disperse nell’ambiente da animali domestici o da persone infette. Il prurito anale, dovuto alla presenza degli ossiuri, provoca grattamento: le uova si infilano sotto le unghie delle dita e da qui si diffondono. Può anche succedere che le uova microscopiche siano disperse nell’aria, mentre si scuote un tappeto o un lenzuolo, e successivamente ingoiate.

Una volta penetrate nell’intestino, le uova dei parassiti giungono a maturazione a distanza di circa un mese, schiudendosi e liberando i vermi adulti. Una volta arrivate nell’intestino, dopo circa un mese le uova del parassita si schiudono liberando i vermi adulti. In seguito le femmine vanno a deporre altre uova a livello dell’orifizio anale. Da questo momento le femmine si muoveranno in direzione dell’orifizio anale per deporre altre uova tra le pieghe cutanee. Le uova risultano molto resistenti all’ambiente esterno - sopravvivono a lungo a basse temperature, ma non tollerano quelle alte - e possono restali vitali, quindi infettive, fino a tre settimane.

La diffusione dell'infezione da ossiuri si trasmette da persona a persona. Entro poche ore dal momento in cui le uova vengono depositate sulla pelle intorno all'ano, diventano infettive.

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Sintomi dell'Infezione da Ossiuri

Il sintomo principale dell’infezione da ossiuri è il prurito anale, causato dal movimento degli ossiuri femmine nella regione perianale allo scopo di deporre le uova. Proprio il suo movimento e la sostanza gelatinosa in cui depone le uova, sono responsabili del caratteristico e fastidioso prurito perianale, di norma particolarmente intenso la notte. Quest’ultimo può essere talmente intenso che il reiterato grattarsi provoca lesioni cutanee con possibili sovrainfezioni batteriche. Talvolta possono presentarsi lesioni da grattamento con la possibile insorgenza di infezioni locali.

Normalmente non danno seri problemi di salute o sono addirittura asintomatici. A volte vi possono essere disturbi generali: diarrea, irrequietezza, perdita di appetito, dolori addominali, insonnia. Alcuni bambini possono digrignare i denti mentre dormono o riprendere a fare la pipì a letto (enuresi), nonostante abbiano tolto il pannolino già da tempo.

Nelle bambine, per contaminazione, possono svilupparsi anche vulvite e vaginite, che si manifestano talvolta con il rilascio di una secrezione biancastra (leucorrea) nella biancheria. Talvolta i parassiti risalgono in vagina, provocando prurito e secrezione biancastra (leucorrea).

In casi più gravi, possono manifestarsi disturbi gastrointestinali come dolori addominali, nausea e, raramente, diarrea. Anche se i sintomi dell'infezione grave possono imitare l'appendicite, l'affermazione che l'infezione da ossiuri causi questa patologia è controversa. Tuttavia, le persone infettate dagli ossiuri mostrano una maggiore incidenza di appendicite, ma le ragioni di questo aumento non sono del tutto chiare.

Diagnosi dell'Infezione da Ossiuri

In alcuni casi è possibile rilevare la presenza di ossiuri con una semplice ispezione: essi possono essere visibili nelle feci (per esempio quando il bambino utilizza il vasino) o anche in zona anale e perianale in un momento in cui il bambino lamenta un forte prurito. Si consideri che si presentano come piccoli filamenti biancastri e possono essere facilmente visibili sia sulle feci che sulla biancheria intima. È preferibile effettuare questa operazione nel corso della notte o al risveglio.

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Se un bambino ha prurito o irritazione alla zona anale o, nella femmina, vulvare, potrebbe avere gli ossiuri. In tal caso cercate nella zona anale il vermetto, che si presenta come un filamento bianco, mobile. Per esaminare la zona perianale, utilizzate una luce diretta intensa, una pila, quando ha il prurito o comunque poche ore dopo che il bambino si è coricato o al mattino, appena sveglio, per due giorni consecutivi.

L’effettiva diagnosi si fa attraverso due esami di laboratorio: la ricerca dei parassiti nelle feci e lo scotch test. Se non li trovate e i disturbi persistono, sentite il pediatra perché valuti se eventualmente effettuare lo scotch test (consiste nell’applicazione di una striscia di nastro adesivo trasparente a livello del foro anale, senza averlo precedentemente deterso, e serve a far aderire eventuali uova o parassiti presenti in questa sede. Va staccato dopo 5 minuti e incollato direttamente su un vetrino) e l’esame parassitologico delle feci su tre campioni raccolti in tre giorni diversi.

Se si sospetta un'infezione da ossiuri, un nastro adesivo trasparente o una pagaia per l'ossiuri (fornita dal professionista sanitario) verrà applicato alla regione anale. Le uova (e talvolta gli stessi parassiti) aderiscono al nastro adesivo o alla pagaia e vengono identificati con l'esame al microscopio. Il test è a volte indicato come "il test del nastro adesivo".

Dovrebbe essere effettuato non appena la persona affetta si sveglia al mattino (perché il bagno o movimenti intestinali possono rimuovere la maggior parte delle uova e dei parassiti). L'applicazione, per qualche secondo, di un breve segmento di nastro adesivo (2,5cm), nell'area anale del paziente. L'esame può richiedere diversi campioni per la diagnosi.

Trattamento dell'Infezione da Ossiuri

Dietro indicazione del pediatra, che ne indicherà il dosaggio, il farmaco di prima scelta è il Mebendazolo: esso blocca l’utilizzo del glucosio da parte dei vermi, togliendo loro una fonte primaria di nutrimento e quindi di sopravvivenza. Il farmaco di norma impiegato solo per infestazioni sintomatiche è il Mebendazolo, dosato sulla base del peso e dell’età dei bambini. La medicina si assume in un’unica dose da ripetere a distanza di due settimane.

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Avete visto gli ossiuri? Chiamate il pediatra perché vi prescriva un farmaco adeguato. Sia il mebendazolo che l’albendazolo o il pirantel pamoato sono molto efficaci sui parassiti nella forma vitale, ma non le uova, con un’unica somministrazione. Il pirantel pamoato inibisce i recettori nicotici della placca neuromuscolare di diversi vermi intestinali - tra cui gli ossiuri - con conseguente paralisi motoria irreversibile di quest'ultimi. Si consiglia, pertanto, un secondo trattamento dopo due o tre settimane al fine di distruggere i vermi nati dalle uova rimaste nella zona anale ed eventualmente ingerite dopo la terapia iniziale.

Le recidive comunque sono molto frequenti, e di questo i genitori dovrebbero sempre essere informati preventivamente, anche perché di solito l’infestazione è diffusa, anche in maniera asintomatica, a tutto il nucleo familiare, compresi gli adulti. Per questo si consiglia, una volta individuato il caso iniziale, di trattare comunque, anche per l’ottima tollerabilità della terapia, tutti i membri del nucleo familiare. Anche altri soggetti con cui i suoi bambini hanno contatti frequenti (nonni, compagni di scuola, baby-sitter ecc.) potrebbero essere fonti di reinfestazione.

Alimentazione e Ossiuri: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

Non esistono specifici alimenti che causano o peggiorano l’infezione da ossiuri. La dieta è molto importante per combattere naturalmente l’infezione da ossiuri. Un rimedio della nonna contro i parassiti di ossiuri può essere quello di evitare l’assunzione di zuccheri, che costituiscono il nutriente più importante per questo tipo di vermi nello stomaco. Sono inoltre da evitare sia gli zuccheri primari, come il glucosio, che quelli secondari provenienti dalla digestione dei carboidrati.

Una dieta ricca di frutta e vegetali ad alto contenuto di fibra mantiene l’intestino pulito ed evita che i parassiti possano attecchire e proliferare. L’alimentazione può venirci in aiuto anche in caso di infestazione da ossiuri. Da preferire, inoltre, gli alimenti che facilitano il transito intestinale, come prugne, cachi, albicocche, uva o fichi; a tal proposito può essere efficace dopo un farmaco vermifugo, assumere un lassativo per facilitare la rapida eliminazione dei parassiti trattati.

Rimedi Naturali Utili:

  • Aglio: Si tratta del rimedio naturale più efficace.
  • Cipolle: Tagliare a fette una cipolla fresca e lasciarla in infusione nell’acqua per una notte.
  • Estratto di semi di pompelmo: Miscelare 10 gocce in un bicchiere d’acqua e bere.
  • Assenzio romano: Danneggia la membrana cellulare del parassita. Mescolare alcune gocce in un bicchiere d'acqua o di infuso di tè ed ingerirlo, preferibilmente a stomaco vuoto.
  • Carote: Anche le carote sono un rimedio naturale molto utile contro l’infezione da ossiuri.
  • Noce di cocco: Un cucchiaio di polpa di cocco al mattino e, un paio d’ore dopo, un lassativo come l’olio di ricino.
  • Aceto di mele: Un cucchiaino o 2 in acqua, una volta al giorno.

Può risultare utile ricorrere ad alcune piante ad azione vermifuga, come la corteccia di melograno, il seme santo, l'assenzio e il tanaceto.

Attenzione: Ossiuri nei bambini: rimedi naturali. I rimedi naturali per gli ossiuri nei bambini, come semi di zucca, aglio nell'ano come supposta, buccia di limone, mallo delle noci, cannella e chiodi di garofano, non sono efficaci e possono addirittura contribuire a peggiorare la situazione. La soluzione migliore è l'assunzione di farmaci specifici prescritti da un medico, che garantiscono l'eliminazione sicura e completa dei parassiti.

Prevenzione dell'Infezione da Ossiuri

La prevenzione dell'infezione da ossiuri e la successiva reinfezione sono difficili, ma possibili. Sono soprattutto le comunità, le scuole, gli asili, i centri sportivi, i luoghi dove i bambini possono facilmente infettarsi e trasmettere l’infezione ad altri. La promiscuità e la scarsa attenzione all’igiene personale tipica dei bambini sono le cause principali. Passa circa un mese dall’avvenuto contagio prima che l’infezione si sviluppi ed è quindi necessario, in caso si fossero già manifestati casi di bambini infetti, adottare i trattamenti più idonei, soprattutto dal punto di vista igienico, per evitare che l’infezione si propaghi in famiglia, anche perché le uova possono vivere fino a 3 settimane al di fuori del corpo.

Si consiglia, come forma di prevenzione, una scrupolosa igiene personale e collettiva. Lavare frequentemente le mani e tenere le unghie corte e ben pulite. Va comunque ricordato che l’infezione da ossiuri è fastidiosa, ma non provoca alcuna patologia e gli unici problemi possono verificarsi per le infezioni procurate graffiandosi quando ci si gratta per alleviare il prurito.

La diagnosi e il trattamento per gli ossiuri devono riguardare tutti i membri infestati di una famiglia costituiscono parte integrante delle misure di controllo.

Misure Igieniche Importanti:

  • La biancheria intima e del letto deve essere rimossa frequentemente e lavata in lavatrice (almeno 60°C).
  • L’uso degli asciugamani deve essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco.
  • Lavare spesso le mani soprattutto dopo l’uso dei sevizi igienici, prima di mangiare o maneggiare alimenti.

Tabella Riassuntiva

Aspetto degli Ossiuri Piccoli filamenti bianchi (0,4-1 cm)
Trasmissione Via orale (ingestione di uova)
Sintomi Principali Prurito anale, irritazione
Diagnosi Ispezione visiva, scotch test, esame delle feci
Trattamento Farmaci specifici (Mebendazolo, Albendazolo, Pirantel Pamoato)
Prevenzione Igiene personale, lavaggio frequente della biancheria

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