Il rigurgito nei neonati è un problema abbastanza comune, che interessa oltre la metà dei bimbi, con un’incidenza massima fra la quinta e l’ottava settimana di vita.
Sebbene faccia tanta paura ai neo-genitori, e su di esso siano state diffuse numerose (a volte anche “allarmanti”) false notizie, il rigurgito è un fenomeno assolutamente naturale e innocuo.
Nella maggior parte dei casi il rigurgito del neonato è costituito da piccole quantità di liquido trasparente, rappresentato da latte materno misto a saliva, e si verifica a pochi minuti di distanza dalla fine della poppata.
La paura del soffocamento del neonato a causa del rigurgito di latte è infondata, specialmente se si parla di un neonato sano.
Molti dei casi di morte neonatale improvvisa non sono infatti dovuti al soffocamento, ma a un evento molto particolare, del quale si sa ancora molto poco, chiamato SIDS o morte in culla.
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Reflusso Gastroesofageo nel Neonato: Cosa Sapere
Tra le tante sfide che crescere un neonato può portare, il reflusso gastroesofageo rappresenta un disturbo comune che può generare disagio e preoccupazione.
In questo articolo, scopriremo meglio il reflusso nel neonato, imparando a riconoscerne i segnali, a trovare sollievo e ad affrontare la situazione con la tranquillità e la competenza di una mamma informata.
Cos’è il reflusso gastroesofageo nel neonato?
Immagina lo stomaco del tuo bambino come un piccolo palloncino che si riempie di latte durante la poppata. Normalmente, una valvola muscolare chiamata sfintere esofageo inferiore impedisce al cibo di risalire. Nei neonati, questa valvola è ancora in fase di sviluppo, e questo causa il reflusso.
Uno dei sintomi più comuni del reflusso gastroesofageo è il rigurgito che nei neonati consiste in piccole quantità di liquido trasparente, latte misto a saliva, che si manifesta pochi minuti dopo la poppata.
Tuttavia, può capitare anche dopo qualche ora e, se insieme al latte, risale anche una quantità maggiore di succhi gastrici, si parla di rigurgito acido.
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I frequenti rigurgiti sono causati, quindi, sia dall’immaturità dello sfintere esofageo e sia da un’alimentazione solo liquida visto che l’unico nutrimento del neonato è il latte, o materno o in formula.
Non temere! Il rigurgito è transitorio e nel 90% dei bambini si risolve entro il primo anno di vita. Con il tempo, lo sfintere esofageo acquisirà maggiore tono e capacità di chiusura. Quindi, con fiducia e pazienza il tuo piccolo supererà presto anche questa piccola sfida!
Quali sono i sintomi del reflusso?
Riconoscere il reflusso nel tuo neonato può essere complicato, ma ci sono alcuni sintomi tipici a cui prestare attenzione:
- Rigurgito frequente: se il tuo neonato rigurgita spesso dopo la poppata, potrebbe essere un segno di reflusso.
- Irritabilità durante o dopo la poppata: un neonato che piange molto durante o subito dopo la poppata potrebbe avere reflusso.
- Singhiozzo frequente: il singhiozzo nei neonati è comune, ma se si verifica più volte al giorno, potrebbe essere associato al reflusso.
- Difficoltà a dormire: se il tuo bambino sembra avere difficoltà a dormire o si sveglia spesso piangendo, potrebbe essere un segno di reflusso.
Cosa Fare in Caso di Rigurgito del Neonato?
Esistono una serie di piccole strategie che permettono di evitare che questo fenomeno assolutamente naturale possa diventare un problema difficile da affrontare.
Se il neonato è allattato al seno non c’è alcun motivo di sospendere l’assunzione di latte materno: in questi casi si raccomanda di migliorare la tecnica di allattamento, magari tenendo il piccolo in una posizione tale che la testa sia più alta rispetto al sederino, con un angolo di circa 45°, evitando così l’assunzione del latte in modo vorace.
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Come puoi aiutare il tuo bambino a combattere il reflusso?
Nella maggior parte dei casi, il reflusso è un fenomeno transitorio che tende a risolversi spontaneamente entro i 12-18 mesi.
Tuttavia, ci sono piccoli accorgimenti che puoi adottare per ridurre il disagio del tuo bambino e favorire il suo benessere gastrointestinale:
- Posizione: tieni il tuo neonato in posizione verticale durante la poppata e per almeno 20-30 minuti dopo. Evita di metterlo sdraiato subito dopo il pasto anche se si addormenta durante la poppata.
- Poppate frequenti e brevi: favorisci poppate più piccole e frequenti per evitare di sovraccaricare lo stomaco del tuo bambino.
- Rimozione dell'aria: assicurati che il neonato non ingurgiti troppa aria durante la poppata. Far fare il “ruttino” a metà e alla fine della poppata può essere molto utile.
- Evitare sovralimentazione: presta attenzione ai segnali di sazietà del tuo bambino e non insistere troppo. Ogni bambino ha le proprie necessità ed esigenze, non ci sono delle regole o tabelle percentili per capire quanto un bambino deve mangiare, spesso basta osservare i suoi segnali.
- Scelta del latte: se allatti al seno, consulta il tuo pediatra per valutare eventuali modifiche alla tua alimentazione. Se usi il latte artificiale, il pediatra potrebbe consigliarti un latte specifico anti-reflusso.
- Ambiente tranquillo: crea un ambiente sereno e rilassante durante la poppata per favorire una buona digestione.
- Massaggio: un delicato massaggio alla schiena dopo la poppata può aiutare a rilassare il tuo bambino e alleviare il disagio.
- Dieta della mamma: considera di eliminare alcuni alimenti dalla tua dieta in allattamento che potrebbero contribuire al reflusso, come latticini, caffeina e cibi speziati.
Inoltre, se il tuo neonato è allattato al seno, migliora la tecnica di allattamento tenendo il piccolo in una posizione tale che la testa sia più alta rispetto al sederino, con un angolo di circa 45°. Se invece il tuo bambino è alimentato artificialmente, assicurati che il biberon o la tettarella non siano mai completamente pieni per evitare una poppata troppo veloce.
Svezzamento e Reflusso: Consigli Utili
Attorno allo svezzamento ci sono sempre molti dubbi e insicurezze.
Chiamato anche “divezzamento” o “alimentazione complementare”, lo svezzamento è un momento molto delicato sia per i genitori ma anche per il bambino, in quanto determina il suo primo incontro con gli alimenti diversi dal latte materno che viene pian piano ridotto.
Cosa fare, quindi, per agevolare questo passaggio e viverlo in maniera serena? «Lo svezzamento può essere di due tipi - spiega il dottor Ciralli -. l’autodivezzamento, quando il bambino si avvicina da solo agli alimenti mangiati dai genitori, o tradizionale, ovvero quando quando le differenti tipologie del cibo vengono introdotte gradualmente nell’alimentazione del divezzo.
Variare spesso i cibi - uno dei fattori principali per uno svezzamento equilibrato è la varietà. Provare anche la frutta di stagione - il timore generale è che frutta come pesca, ciliegia e albicocca provochino allergia.
Il consiglio in questo caso è di provare con piccole quantità di frutta, dato che se l’allergia è presente si manifesterà comunque prima o poi.
Per quanto riguarda ad esempio la celiachia, è stato dimostrato che ritardare l’inserimento del glutine non è rilevante per evitare che si presenti la problematica, specie se in famiglia ci sono parenti che ne soffrono.
Stabilire rituali positivi - la regolarità dei pasti giornalieri aiuta il bambino ad acquisire uno stile alimentare equilibrato e sano. Fare attenzione anche alla qualità - in questa fase delicata sarebbe opportuno preferire cibi sani e nutrienti ed evitare quelli processati (quindi no a merendine e biscotti confezionati, sì a dolci fatti in casa, ad esempio).
Per quanto riguarda gli omogeneizzati, in realtà non c’è molta differenza con l’alternativa della carne o frutta frullata. Ascoltare i bisogni del bambino - sia che si tratti di richiesta di latte materno o rifiuto di mangiare qualcosa, bisogna ricordare che i segnali del bimbo non sono mai immotivati.
Per questo, sarebbe opportuno cercare di interpretare le motivazioni delle loro richieste o rifiuti e assecondarli per quanto possibile».
Quando Rivolgersi al Medico?
È utile ripetere la differenza tra rigurgito e reflusso: mentre il rigurgito è la semplice fuoriuscita di piccole quantità di latte dalla bocca del neonato, il reflusso è un processo più complesso che può includere sintomi più gravi e richiedere attenzione medica.
È naturale preoccuparsi per il benessere del tuo piccolo, ma sappi che il rigurgito è nella maggior parte dei casi un fenomeno normale e innocuo. Tuttavia, ci sono alcuni segnali d’allarme che potrebbero indicare un problema di salute più serio.
Fai attenzione se noti nel tuo neonato:
- Perdita di peso o scarsa crescita
- Tracce di sangue o vomito di colore verdastro
- Vomito a getto
- Irritabilità eccessiva
- Difficoltà di alimentazione non spiegate: rifiuto del cibo, conati di vomito, apnea
Se il tuo bambino presenta rigurgiti frequenti ma cresce bene e non mostra nessun segno o sintomo d’allarme, non c'è motivo di preoccuparsi: si tratta dei cosiddetti "rigurgitatori felici" o "happy spitters".
Non allarmarti nemmeno se, dopo un rigurgito abbondante, il neonato chiede di essere attaccato nuovamente al seno; in questo modo, infatti, cerca di recuperare con un supplemento di poppata il latte perso.
Rivolgiti al pediatra se il tuo bambino non cresce adeguatamente, vomita con forza, ha difficoltà a respirare, o se il reflusso persiste dopo i 12 mesi.
La salute del tuo piccolo è la priorità e il tuo pediatra saprà darti il giusto supporto.
Mamma, abbi fiducia e pazienza. Il tuo piccolo sta crescendo e con questi piccoli accorgimenti potrà superare anche questa fase con serenità.
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