La salute del cane passa anche attraverso la corretta alimentazione, lo sanno bene i cacciatori che hanno un rapporto speciale con il loro amico a quattro zampe. Come sanno che il fabbisogno energetico di un cane da caccia non è sempre lo stesso durante l’anno.
Infatti, mentre nella stagione invernale a causa delle temperature basse il dispendio energetico è elevato anche nei giorni di riposo, nel periodo estivo, quando l’attività venatoria è ferma, l’impiego energetico sarà nettamente inferiore.
Il cane da caccia ha esigenze nutrizionali particolari che derivano dall’essere sottoposto, in determinati periodi dell’anno, ad attività fisica intensa e prolungata. L’alimentazione deve subire alcune modifiche durante l’attività venatoria per permettere al cane da caccia di mantenere il peso corporeo giusto e il tono muscolare adatto all’attività fisica richiesta.
Alimentazione Industriale vs. Casalinga
Ovviamente quando parliamo di alimentazione la scelta tra quella casalinga e quella industriale è personale, dipende molto dalle preferenze dei padroni. Se si sceglie quella casalinga, consultando un veterinario di certo si avranno le linee guida per creare un pasto equilibrato.
Più semplice (e conveniente) affidarsi agli alimenti per cani da caccia “industriali” di qualità. Al contrario, i mangimi per cani “appetibili” dal punto di vista economico hanno scarsi valori proteici e conseguentemente energetici.
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Possiamo dividere gli alimenti industriali in secchi (crocchette), umidi e semiumidi (scatolette, sacchettini, vaschette). I mangimi secchi sono i più venduti perché la tecnologia di produzione fa sì che siano più economici da produrre, da trasportare e da conservare.
Sono anche molto semplici da somministrare, basta solo aprire il sacco e versare la dose adatta al cane nella ciotola. Una volta richiuso il sacco (bene, altrimenti i grassi contenuti nelle crocchette rimaste finiscono con l’irrancidirsi), si torna alla vita di tutti i giorni.
Il prezzo può essere un parametro da tenere a mente, dal momento che è improbabile che mangimi economici possano contenere elevati quantitativi di materie prime importanti per il cane, ma costose, come la carne. D’altra parte, il prezzo può anche trarre in inganno e può essere che alcuni prodotti costino decisamente più di quel che valgono.
Anche la composizione del mangime, obbligatoriamente presente in etichetta e parametro a cui consiglio di affidarsi, è un’informazione non semplice da interpretare e bisogna essere bene informati per “leggere” correttamente.
Dieta casalinga
Passare a una dieta casalinga, invece, può essere una buona idea? L’alimentazione casalinga è un’opzione possibile ed è un’opzione sicura a patto che non si cerchi di super-semplificare la cosa.
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Con un investimento iniziale ammortizzabile nei mesi di utilizzo della dieta, il proprietario ottiene così uno schema da seguire che è stato studiato in misura delle caratteristiche (peso, sesso, età, problematiche particolari) dell’animale e alla tipologia del lavoro che svolgono (nel caso dei cani da caccia ad esempio).
Chi vuole fare da sé e risparmiare dovrebbe fermarsi e riflettere almeno su due punti principali: 1) il cane non è un essere umano e le sue esigenze nutrizionali non solo uguali alle nostre; 2) una buona dieta casalinga non è economica se il cane è di taglia medio-grande. Moltissime richieste di informazioni sulla dieta casalinga provengono da persone convinte di riuscire a spendere poco alimentando il cane con cibi freschi. Questo non succede.
Vediamo insieme cosa si intende per dieta casalinga, quali sono i suoi vantaggi e svantaggi, come prepararla e a quali animali è adatta. E’ una dieta preparata da voi a partire da prodotti che comprate e scegliete al supermercato sulla base delle indicazioni fornitevi da un veterinario nutrizionista.
E prima che possiate obiettare che una volta i cani mangiavano gli avanzi: sì, li mangiavano, ma se arrivavano a vivere cinque anni era già tanto. Questo tanto per sgombrare subito il campo da fantasiose leggende metropolitane. Quando un veterinario vi parla di alimentazione casalinga non intende l’arrosto, il pesce fritto, il ragù e via dicendo. Con il termine alimentazione casalinga si intende un cibo preparato esclusivamente per il cane.
Pregi dell’alimentazione casalinga:
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- sai perfettamente quali materiali stai usando
- non ci sono conservanti
- risulta più appetibile a molti cani
- più salutare sopratutto per cani con intolleranze
Gli svantaggi dell’alimentazione casalinga sono:
- che devi cucinare per il cane ogni 2-3 giorni e conservarlo in frigo oppure stoccare il cibo in freezer (e sopratutto ricordarti di scongelarlo)
- devi usare tagli buoni (non vale andare al risparmio prendendo scarti pieni di grassi o pezzi come il polmone che contengono solo cartilagine, in questo caso tanto vale fare un’alimentazione commerciale)
- è facilmente deperibile soprattutto quando arriva il caldo
- è più costosa
- una volta cominciata difficilmente il cane tornerà a mangiare commerciale (non si torna indietro)
- scomoda per organizzarsi in viaggio o in vacanza
BARF (Biologically Appropriate Raw Food)
Questo acronimo significa Bones and Raw Food (ossa e cibo crudo) oppure Biologically Appropriate Raw Food (cibo crudo biologicamente appropriato). Siamo agli albori di una nuova tendenza?
Generalmente un'alimentazione in stile BARF è composta al 60% da ossa con carne e muscolo, al 25% solo di carne e al 15% da frutta, verdura, uova o interiora. Tuttavia prima di scegliere questo particolare regime di alimentazione, bisogna consultare sempre un veterinario.
Fondamentalmente si basa sul recupero delle abitudini alimentari dei cani a partire da quelle dei loro antenati, i lupi. Come funziona la dieta Barf: Occorre chiarire subito un aspetto: i lupi, e in generale gli antenati dei moderni cani, non erano esclusivamente carnivori ma si nutrivano di un mix di carne cruda, in quantità preponderante, frutta, verdura e vegetali.
Fabbisogno Nutrizionale del Cane da Caccia
Visto che le calorie servono per mantenere il peso e conservare le caratteristiche fisiche del segugio, queste devono essere suddivise nel modo corretto tra grassi, proteine e carboidrati.
Quindi per i cani atleti nella prima parte della stagione, quando le temperature non sono ancora troppo basse, si può aumentare di circa il 20/30% l’alimentazione rispetto a quella del periodo estivo, quando il cane è fermo. Quando il freddo aumenta e si entra nel vivo della stagione venatoria il consumo sarà maggiore e il fabbisogno giornaliero del cane atleta aumenterà, inoltre durante il giorno di caccia si dovrà aumentare anche la quantità di cibo.
Le crocchette somministrate devono avere la giusta quota lipidica, che eviti il calo del peso e che verrà utilizzata per produrre energia, attraverso un metabolismo aerobico tipico di questo esercizio. Non sarà necessario aumentare la quantità del cibo e, nel frattempo, se ne migliorerà l’appetibilità.
Dato che la stagione venatoria è invernale, va tenuta d’occhio anche la termoregolazione corretta. Per farlo serve una quota di grassi elevata che permetta a Fido di combattere il freddo.
Il tenore proteico dell’alimento per il cane da caccia deve essere superiore rispetto a quello del cibo di mantenimento, ma non tutte le proteine sono uguali tra loro. Il proprietario deve tenere in considerazione il valore biologico, che è uno dei valori che indicano la qualità delle proteine introdotte con la dieta, e si ottiene dal rapporto tra l’azoto trattenuto e l’azoto assorbito.
Il passaggio dall’alimento di mantenimento a quello più specifico per i periodi di intensa attività deve avvenire in modo graduale per dare il tempo all’apparato gastrointestinale di adattarsi.
Così, per arrivare ad una idonea dieta per un cane da caccia in piena attività, si deve aumentare gradualmente la percentuale di questi ultimi anche del 5-10% rispetto alla quota di mantenimento, arrivando ad avere razioni che contengono anche il 30-35 % di grassi sul totale delle sostanze (la cosiddetta “Sostanza Secca”).
I grassi sono sostanze che abbastanza rapidamente possono andare incontro ad alterazioni organolettiche, soprattutto a causa di temperature elevate, per cui, soprattutto d’estate, alimenti che ne contengono una percentuale elevata dovranno accuratamente essere conservati in un ambiente fresco, anche se confezionati sotto forma di alimento secco.
Grande importanza per un cane da lavoro assume la quota di proteine ingerite quotidianamente. Le proteine, soprattutto quelle d’origine animale, devono essere aumentate gradualmente in quanto vanno a sostituire o riparare quelle muscolari, consumate in maniera maggiore quanto più intensa è l’attività.
Inoltre esse contrastano la possibile lieve anemia dei soggetti sportivi e facilitano la ricostituzione delle riserve ridotte per lo stress. Per questo motivo nella dieta vi deve esserne una maggiorazione del 5-7% rispetto al mantenimento.
Per far “posto” all’aumento di proteine e grassi, deve ovviamente diminuire del 10-17% la quota di zuccheri (carboidrati) che per il cane rappresentano una componente alimentare a ridotta concentrazione energetica.
Consigli Pratici
Durante la stagione attiva, i cani da caccia necessitano di una dieta equilibrata che fornisca l'energia necessaria per sostenere sessioni di attività fisica intense, che possono durare dalle 3 alle 5 ore, due volte a settimana. È importante garantire un apporto adeguato di proteine e grassi di origine animale. Si raccomanda di scegliere un mangime secco con un contenuto di proteine intorno al 30-35% e grassi al 20-22%.
Per fornire un ulteriore apporto energetico e favorire l'idratazione, puoi integrare la dieta del tuo cane con carni grasse e salsicce specifiche per cani. Tuttavia, è fondamentale non scendere ha compromessi sulla qualità degli alimenti scelti. In questo periodo, cerca mangimi con un contenuto proteico del 25-27% e un contenuto di grassi tra il 15-20%.
Una delle raccomandazioni principali è somministrare il pasto principale del cane la sera prima di una giornata di caccia. Questo consente al cane di digerire correttamente il cibo e ridurre il rischio di torsione dello stomaco.
In previsione dell’inizio del periodo di maggiore affaticamento per il cane, è opportuno cominciare a modificare gradualmente la dieta circa 3 settimane prima, in maniera che il soggetto arrivi ad affrontare il lavoro con un adeguato adattamento all’alimento più energetico. Nel periodo di riposo si tornerà gradualmente ad una razione da mantenimento.
E’ consigliabile nutrire il cane circa 4 ore prima dell’inizio dell’attività per evitare un eccessivo appesantimento del cane durante il lavoro e il rischio di torsione gastrica ma soprattutto, per soggetti che lavorano tutta la giornata, è essenziale portare con sé dell’acqua da somministrare frequentemente al cane durante la battuta di caccia.
Sarà inoltre buona abitudine recare con sé del pane secco, appetibile e rapidamente digeribile, da somministrare in piccole quote sia prima della partenza per la caccia sia durante la battuta, per evitare che lo stress prolungato porti il cane ad una crisi ipoglicemica. Al ritorno dalla battuta è bene far riposare il cane qualche ora e poi dargli il pasto quando sarà tranquillo, lasciandogli la possibilità immediata di bere a volontà.
Il Bracco Italiano: un esempio di razza
Una razza dalle origini nobili e legate al territorio della nostra penisola, il Bracco Italiano è una razza davvero speciale, dotata di grande intelligenza e sensibilità.
Il Bracco Italiano è un cane di taglia medio-grande ben riconoscibile per le sue grosse orecchie penzolanti e per un bel pelo bicolore che varia dal bianco, al marrone a diverse sfumature di arancio.
Riconosciuto principalmente come cane da caccia, il Bracco Italiano non è solo questo, anzi, è molto di più! Il suo carattere mansueto e la sua spiccata intelligenza lo rendono facilmente addestrabile, per cui potrete divertirvi insieme ad imparare mille giochi e trucchi di addestramento!
Quando si tratta di svolgere attività fisica, infatti, è difficile che il Bracco Italiano si tiri indietro!
Per quanto riguarda l’alimentazione specifica per il tuo Bracco Italiano, invece, sappi che dovrebbe tenere conto principalmente di 3 fattori: peso, età e livello di attività fisica. Queste sono sicuramente le variabili che incidono maggiormente quando si parla di dieta su misura, ma chiaramente ci sono situazioni in cui potrebbero esserci ulteriori variabili da considerare, come stato fisiologico o patologico.
Una volta individuati questi parametri, puoi calcolare il fabbisogno calorico giornaliero e di conseguenza quante crocchette dare al tuo cane.
Considerando che un cane di questa razza completa la sua crescita attorno ai 16 mesi di età, ti consigliamo di effettuare il cambio di alimentazione attorno a questa scadenza, ossia quando il peso del tuo pet inizierà a stabilizzarsi.
Il Bracco Italiano è un cane che gode di buona salute, ma c’è bisogno di qualche accorgimento per farlo restare in forma e in salute. Innanzitutto, devi sapere che è generalmente molto vorace, perciò dovrai essere molto attento alle dosi corrette di cibo da somministrargli. In secondo luogo, è importante fargli svolgere attività fisica e non lasciarlo impigrire.
Non scendere mai sotto i due pasti al giorno, poiché questo significherebbe sovraccaricare la digestione e aumentare il rischio, gravissimo, di torsione dello stomaco.
Il Setter Inglese: un esempio di razza
I setter inglesi sono cani eleganti, energici e affettuosi, con una predisposizione naturale per la caccia e l’attività fisica. Mantenere un’alimentazione corretta e bilanciata è fondamentale per la loro salute, vitalità e benessere.
Il setter inglese è un cane di taglia media, elegante e atletico, noto per la sua straordinaria agilità e il suo carattere gentile. Sono cani da caccia, in particolare da ferma, che si distinguono per l’olfatto fine e la capacità di coprire lunghe distanze. Hanno un mantello morbido e setoso, spesso con macchie o striature di colore che variano dal bianco al nero.
A livello comportamentale, i setter inglesi sono affettuosi e sociali, ideali per famiglie attive. Tuttavia, la loro energia e il desiderio di esplorare richiedono un’alimentazione equilibrata per mantenere alta la loro resistenza e assicurare che rimangano in buona salute.
Durante la fase di crescita, che va fino ai 12-18 mesi, l’alimentazione del cucciolo di setter inglese è cruciale per un corretto sviluppo muscolare e osseo. Il cucciolo ha bisogno di un apporto nutrizionale bilanciato, ricco di proteine, grassi sani, vitamine e minerali, per supportare la crescita.
Un buon cibo per cuccioli deve contenere almeno il 22-30% di proteine di alta qualità e una moderata quantità di grassi (12-15%), per favorire il corretto sviluppo delle articolazioni, del sistema immunitario e della struttura scheletrica. Assicurati di dividere la razione giornaliera in 3-4 piccoli pasti, in modo da evitare sovraccarichi digestivi e mantenere il livello energetico costante.
Una volta raggiunta l’età adulta, il setter inglese avrà bisogno di un regime alimentare che supporti la sua energia senza appesantirlo. Essendo un cane molto attivo, una dieta ricca di proteine di qualità è essenziale. Il fabbisogno proteico di un adulto è di circa il 18-22%, con una percentuale di grassi intorno al 12-15%, che gli garantisce la giusta dose di energia. È consigliato suddividere il cibo in due pasti al giorno, mattina e sera, per evitare problemi digestivi o il rischio di torsione gastrica, una condizione comune nei cani di taglia media e grande.