Se ti è stato diagnosticato un tumore al pancreas, è fondamentale che parallelamente alle terapie mediche e chirurgiche tu venga assistito anche a livello nutrizionale. In presenza di un tumore del pancreas è essenziale nutrire l’organismo, frenando il deperimento che spesso si riscontra nei pazienti affetti da questa patologia.
L'Importanza della Nutrizione nel Trattamento del Tumore al Pancreas
Ridurre il rischio di precachessia/cachessia/sarcopenia precoce: sono conseguenze tipiche della malnutrizione, caratterizzata da perdita di peso e, in particolare, di massa muscolare. In presenza di un tumore del pancreas, è possibile che tu abbia meno appetito e/o che tu abbia un problema di digestione e assorbimento dei nutrienti.
Le evidenze scientifiche sottolineano sempre più l’importanza dell’immunonutrizione in previsione di un intervento.
Cosa Mangiare e Cosa Evitare
In via prudenziale, specie se sei anche diabetico, consigliamo di evitare alimenti che innalzano troppo rapidamente la glicemia, per far sì che il tuo organismo non produca troppa insulina, un ormone che fa crescere i tessuti. Tuttavia, non ci sono alimenti da escludere in assoluto in questa fase: l’importante è che tu introduca abbastanza proteine e non perda peso, alimentandoti in modo sano ed equilibrato, facendo pasti sempre completi, limitando l’alcol e le cotture troppo ricche in grassi.
Alimentazione Post-Operatoria: Consigli Utili
I seguenti consigli possono essere utili nel periodo immediatamente successivo alla dimissione dopo intervento di chirurgia pancreatica e costituire un piccolo vademecum per la gestione delle normali attività e la risoluzione di piccoli problemi che potrebbero presentarsi.
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E’ possibile che nel periodo post-operatorio l’appetito sia ridotto, specialmente in seguito a duodenocefalopancreasectomia. E’ consigliabile frazionare i pasti nel corso della giornata.
Una volta ripresa l’alimentazione si possono avere delle difficoltà digestive per un periodo che va dalle 2 alle 4 settimane. Dopo i pasti è possibile che ci siano dei fenomeni di nausea o vomito che col tempo si attenueranno fino a scomparire.
Gestione delle Complicazioni Post-Operatorie
L’intervento chirurgico, l’allettamento e l’utilizzo di alcuni farmaci antidolorifici può causare stipsi. Il caso di difficoltà a digerire, senso di pesantezza e gonfiore addominale associato a diarrea e feci chiare, untuose e maleodoranti (steatorrea) potrebbe essere utile iniziare ad assumere enzimi pancreatici durante i pasti (pancrelipasi 10000 Unità) o - se già in terapia - aumentarne il dosaggio.
Un periodo di scompenso delle glicemie è abbastanza comune anche nei soggetti non-diabetici prima dell’intervento. Tale fenomeno è solitamente transitorio. E consigliata per i soggetti già diabetici la prosecuzione della presa in carico da parte di un centro di fiducia per la terapia del diabete stesso.
Consigliamo di contattare il reparto se nel primo periodo post-dimissione si verifica un importante peggioramento delle condizioni generali, se compare febbre al di sopra dei 38.5°C, se compare arrossamento della ferita chirurgica e/o secrezione di materiale purulento dalla ferita stessa o dai tramiti dei drenaggi addominali.
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Il Percorso Post-Operatorio: Dettagli sull'Intervento e la Ripresa
L‘intervento (DCP sec. Traverso-Longmire) consiste nella rimozione del duodeno, della via biliare principale, della colecisti e della testa del pancreas. In alcuni casi, può essere necessaria anche l‘asportazione di parte dello stomaco e del piloro (in questo caso si parla di DCP sec. Tale intervento ha una durata media di circa 5-6 ore ed è condotto in anestesia generale.
Nell’immediato postoperatorio, il paziente viene trasferito presso l’Unità di Terapia Intensiva (UTI) dove continua il monitoraggio dei parametri clinici. I drenaggi addominali verranno rimossi a partire dalla III giornata post-operatoria, in base alle condizioni cliniche del paziente.
Respirazione: prima dell’intervento viene consegnato al paziente un incentivatore del respiro (TRIFLO’), con cui dovrà esercitarsi a partire dall’immediato post-operatorio per almeno 5 minuti ogni ora.
Alimentazione precoce: il paziente inizia gradualmente a rialimentarsi a partire dalla I giornata post-operatoria. L’alimentazione precoce ha lo scopo di ripristinare il più velocemente possibile la normale funzione intestinale.
Dolore: durante il decorso post-operatorio sarà instaurata una terapia antalgica mirata a controllare in maniera ottimale il dolore avvertito dal paziente.
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La Dieta Post-Operatoria: Un Approccio Graduale
Prima dell’intervento viene valutato lo stato nutrizionale, le variazioni di peso e le abitudini alimentari del paziente. Dopo l’intervento sono stati studiati dei protocolli dietetici post-operatori specifici, con l’obiettivo di riabilitare gradualmente l’organismo alle normali funzioni metaboliche. Già dal primo giorno è possibile riprendere l’alimentazione per via orale, attraverso diete progressivamente più solide.
Il comune denominatore è una dieta leggera, frazionata nei pasti, con esclusione di latte, a ridotto introito di fibra e di grassi e che potrebbe alterare un po’ il gusto del pasto.
Considerazioni Generali sull'Alimentazione Post-Chirurgica
Non è possibile generalizzare un tipo unico di dieta per i diversi tipi di interventi chirurgici a cui si può essere sottoposti. In linea di massima, le operazioni chirurgiche che non coinvolgono l’addome ed il tratto digestivo non richiedono alimentazioni particolari, al di là del fatto che vanno evitati i cibi elaborati e di difficoltosa digestione (in quanto sottraggono per tempi più lunghi del dovuto sangue alla circolazione generale).
All’inizio è raccomandato, per un determinato periodo, un introito proteico leggermente maggiore del normale, questo per recuperare la perdita di peso conseguente al ricovero ed evitare la perdita di massa magra. i pasti devono essere ben bilanciati e le calorie consigliate dovrebbero essere mangiate ogni giorno in modo da evitare la perdita di peso. nella dieta è fondamentale la presenza di fibre, quindi non devono mai mancare la verdura, la frutta e arricchire l’alimentazione con cibi integrali (es.
Attualmente esistono dei protocolli di gestione post-operatoria che prevedono una ripresa dell’alimentazione molto precoce nei primissimi giorni dopo l’intervento, che consentono decorsi brevi e dimissioni rapide, senza aumentare le complicanze post-operatorie. Nelle prime settimane dopo l’intervento è necessario fare pasti piccoli, mangiando poco e spesso.
Altri Interventi e l'Alimentazione
La chirurgia del pancreas si effettua principalmente in casi di tumore o di pancreatite. Nel caso di operazione al pancreas, in particolare nel caso di pancreasectomia totale, si ha la perdita parziale o totale della produzione di insulina e degli enzimi necessari alla digestione. Un secondo problema derivante dall’intervento è il malassorbimento, che col tempo però si stabilizza.
La chirurgia gastrica viene eseguita come terapia per alcune patologie dello stomaco. Nel decorso post operatorio il 30% dei pazienti presenta problemi relativi all’alimentazione. limitare l’assunzione di zuccheri semplici (come zucchero, marmellata, miele, bevande zuccherate, ecc.) in quanto vengono assorbiti molto velocemente creando effetti collaterali.
Il trapianto di fegato consiste nella sostituzione di un fegato ammalato con uno sano proveniente da un donatore che può essere sia vivente che deceduto. Prima del trapianto: se viene rilevato uno stato di malnutrizione è importante che il paziente sia adeguatamente trattato al fine di prevenire possibili complicanze dopo il trapianto, come il rischio di infezioni, e per migliorare l’esito e il recupero postoperatorio. È quindi necessario migliorare il più possibile il metabolismo epatico, la funzione muscolare e lo stato immunologico.
Dopo il trapianto: dopo circa 12 ore dall’intervento, il paziente viene nutrito per via enterale, attraverso un tubo passante per il naso che immette i nutrienti direttamente all’interno dello stomaco. Solitamente il paziente potrà riprendere a mangiare normalmente il secondo o il terzo giorno dopo l’intervento. Il paziente trapiantato va incontro a una rapida perdita di peso e ha, quindi, bisogno di un maggiore apporto di proteine ed energia. Per contrastare la perdita di peso è importante che assuma il 120-130% della spesa energetica basale. Spesso il paziente sottoposto a trapianto può ricevere bevande proteiche e glucosio; inoltre, è incoraggiato al consumo dei suoi cibi preferiti. Non esiste in realtà una dieta specifica per chi ha subito un trapianto, l’importante è tenere un’alimentazione sana, equilibrata e molto varia con un adeguato apporto di verdura e frutta.
Bisogna prestare attenzione ai livelli ematici di colesterolo, infatti l’ipercolesterolemia, fattore di rischio per malattie cardiovascolari, si presenta spesso nei pazienti sottoposti a trapianto. La terapia immunosoppressiva può aumentare la sensibilità alle infezioni da parte di alcuni microrganismi patogeni, come Listeria Monocytogenes, che può essere presente in carne e pesce crudi e formaggi molli, e Vibrio Vulnificans, presente soprattutto nei molluschi di mare crudi.
Anche l’esercizio fisico regolare è importante per un adeguato controllo del peso e per difendersi dall’insorgenza di altre patologie connesse con uno stato nutrizionale alterato. l’attività fisica deve essere eseguita con moderazione e gradualmente, evitando soprattutto per i primi due mesi dopo la dimissione dall’ospedale sforzi come il sollevare borse della spesa che pesino più di 5-6 kg oppure tutte quelle attività che affaticano i muscoli addominali. L’intervento interferisce in modo sistemico su tutto l’organismo, interferendo sul nostro stato di benessere. Si può gestire supplementando l’alimentazione con integratori alimentari ed altri preparati specifici, associati a consigli comportamentali.
Ricorda sempre di affidarti a professionisti qualificati. Non esitare a richiedere una consulenza, se hai recentemente ricevuto una diagnosi di tumore al pancreas.