Molti di noi hanno sofferto o soffrono di reflusso gastro-esofageo. Il reflusso gastro-esofageo è un fenomeno caratterizzato dalla risalita dei succhi gastrici (acidi), prodotti dallo stomaco, verso l’esofago e che, nei casi più gravi, arrivano fino in gola.
Appena ti sdrai a letto o sul divano comincia a salire un forte senso di bruciore allo stomaco che arriva fino alla gola e vorresti capire se è un problema legato alla tua alimentazione?
Il medico ti ha diagnosticato reflusso gastroesofageo e ti piacerebbe cominciare a seguire l’alimentazione corretta per reflusso gastroesofageo? Scoprirai che il reflusso gastroesofageo è una patologia molto comune che se non curata adeguatamente modificando anche l’alimentazione e lo stile di vita può peggiorare notevolmente.
Se dopo aver mangiato cominci a percepire una forte sensazione di bruciore di stomaco che tende a peggiorare in posizione sdraiata, potresti soffrire di reflusso gastroesofageo. Come abbiamo detto sopra, il bruciore di stomaco o pirosi, un dolore urente dietro lo sterno, è il sintomo più evidente del reflusso gastroesofageo.
Le cause di questo comune disturbo, che consiste in un’eccessiva risalita di contenuto acido dallo stomaco in esofago, sono molteplici, legate a fattori ambientali, costituzionali e allo stile di vita. Il reflusso si può presentare con un bruciore retrosternale, dolore al petto talvolta irradiato posteriormente, con il singhiozzo o il senso di amaro in bocca.
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Anche la tosse stizzosa, la sensazione di “nodo in gola” e la raucedine possono esserne delle espressioni. Questi disturbi si riacutizzano ai cambi di stagione (primavera compresa) probabilmente a causa del cambiamento repentino delle temperature e la conseguente stimolazione di importanti vie nervose e ormonali.
Il consiglio generale è innanzitutto di non ignorare mai i sintomi del reflusso e segnalarli al proprio medico curante per eventuale terapia medica.
Ad ogni modo, è possibile tenere sotto controllo il reflusso gastroesofageo e, se diagnosticato in tempi rapidi, può essere anche eliminato, curando in particolar modo lo stile di vita e l’alimentazione. Infatti, come abbiamo detto sopra, alcune cattive abitudini alimentari possono contribuire all’insorgenza e al peggioramento del reflusso gastroesofageo.
Un’alimentazione corretta per reflusso gastroesofageo contempla anche eliminare prodotti di bassa qualità per far spazio a quelli di qualità in quanto i primi, nel lungo periodo, possono causare problemi di reflusso gastroesofageo a causa di tutti gli additivi chimici che spesso vengono utilizzati per la loro preparazione così come anche gli anabolizzanti nella carne.
Evitare anche la frittura come tipologia di cottura può essere una buona abitudine alimentare per cercare di gestire al meglio il tuo reflusso gastroesofageo.
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Cosa mangiare con il reflusso gastrico, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso?
Sia la scelta di quali cibi evitare e cosa mangiare con il reflusso, sia il seguire uno stile di vita sano e mangiare pasti piccoli e frequenti, sono attenzioni fondamentali per il trattamento di questi disturbi.
La scelta di cosa mangiare per calmare il reflusso gastroesofageo, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso è importante perché può aiutare a contrastarne i sintomi. Inoltre, un’alimentazione irregolare e la mancanza di uno stile di vita sano possono essere alla base di queste problematiche.
Il reflusso biliare, invece, è caratterizzato dalla risalita della bile verso lo stomaco e nei casi più gravi verso l’esofago. La bile è la sostanza prodotta dal fegato che si concentra nella cistifellea, prima di essere rilasciata nella prima parte dell’intestino (duodeno) per digerire i grassi, subito dopo lo stomaco.
L’esofagite da reflusso è un’infiammazione, momentanea o persistente nel tempo, dell’esofago, il condotto che porta il cibo dalla bocca allo stomaco.
Per la prima colazione vanno bene biscotti secchi, marmellate e miele. Il latte non è controindicato in quanto, essendo un cibo alcalino, neutralizza l’acidità del reflusso. Meglio il latte scremato poiché il latte intero è ricco di grassi, proteine e calcio che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco.
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Quindi, non esagerare con il latte in quanto dopo un immediato beneficio si ha una veloce ricomparsa dei sintomi. Pasta e riso si possono mangiare con sughi e condimenti leggeri. Le carni più indicate sono quelle bianche (tacchino, pollo) e quelle magre (vitello e coniglio).
Attenzione alle carni grasse (maiale) e quelle affumicate. Tra gli affettati si possono mangiare la bresaola e il prosciutto (sia crudo che cotto). Gli insaccati vanno evitati o assunti con molta moderazione.
Vanno bene tutti i tipi di pesce (sia fresco che surgelato). Tra i formaggi sono più adatti quelli freschi (come ricotta o mozzarella). Tutte le verdure vanno bene in quanto le fibre indigeribili sono molto utili per facilitare il regolare transito intestinale.
Tuttavia, lo svuotamento gastrico può essere rallentato in quanto lo stomaco ha la funzione di frammentare tali fibre. Ciò significa che un pasto serale molto abbondante di fibre potrebbe quindi favorire il reflusso.
Bere acqua naturale non gassata: l’acqua diluisce i succhi gastrici e quindi protegge lo stomaco. Attenzione alle bevande alcoliche ! Da evitare assolutamente i superalcolici. No al vino bianco, meglio un bicchiere di rosso.
Limitare l’uso di tè, caffè, bibite gassate, bibite contenenti caffeina, succhi di frutta (arancio, pompelmo, limone, ananas, pomodoro). Attenzione alla menta che viene spesso indicata (soprattutto come bibita) come “da evitare” perché sembra ridurre il tono della valvola tra stomaco ed esofago.
Con i dolci non bisogna esagerare. Evitare quelli farciti con creme o cioccolato. E preferire i biscotti secchi e piccole quantità di marmellata alla frutta. Condimenti: evitare il burro, strutto e dado. Meglio condire solo con olio d’oliva (meglio se extra-vergine).
Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati . Si consiglia di masticare bene e mangiare lentamente. La triturazione del cibo e l’azione della saliva (che contiene enzimi digestivi) facilitano la successiva funzione gastrica.
Tutto quello che viene mangiato in fretta (il classico panino “al volo”) allunga il lavoro dello stomaco. Quindi, pasti piccoli e frequenti ed evitare la classica “abbuffata”. Attenzione agli abbinamenti dei cibi in particolare evitare prodotti che contengono proteine con diversa provenienza come nel caso di uova e legumi oppure di carne e formaggi.
Mai affrontare la notte subito dopo un lauto pasto! Sappiamo adesso come e cosa mangiare ma….. In caso di obesità e sovrappeso l’aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico.
I suggerimenti forniti non devono costituire delle regole assolute, ma sono consigli utili a migliorare la qualità di vita. Quando il paziente con reflusso gastro-esofageo deve affrontare la problematica dell’alimentazione deve farlo con assoluta tranquillità senza imporsi schemi rigidi.
L’alimentazione, inoltre, ha un senso se il soggetto ha un buon stile di vita. Quando ha carattere cronico, il reflusso gastroesofageo è dovuto a un malfunzionamento del cardias, ossia la valvola che, posta tra esofago e stomaco, impedisce la risalita del cibo proprio da quest'ultimo.
Tra i fattori che possono pregiudicare il funzionamento del cardias, rientrano condizioni come l'obesità, il fumo di sigaretta, l'ernia iatale, l'asma, l'assunzione costante di certi medicinali, la gravidanza, lo stress e un'alimentazione poco salutare.
Le grandi abbuffate per frenare i morsi della fame, dovuti a un digiuno prolungato, rappresentano, per le persone con reflusso gastroesofageo, una delle principali ragioni di comparsa della sintomatologia. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, un errore molto comune che può scatenare la sintomatologia è andare a letto poco tempo dopo il pasto, quindi con la cosiddetta “pancia piena”.
L'eccessiva presenza di grasso a livello addominale comporta una pressione intraddominale più elevata del normale. Tra i nemici giurati di chi soffre di reflusso gastroesofageo rientrano gli intingoli e soprattutto gli alimenti ricchi di grassi (es: fritti, carni rosse grasse, formaggi grassi, troppo olio ecc.); questi, infatti, permangono nello stomaco a lungo (perché richiedono molto tempo per la digestione), inducono un'ingente produzione di succhi gastrici (sempre per motivi legati alla digestione) e, infine, riducono il tono muscolare del cardias.
Uscendo dall'ambito dietetico-alimentare, un altro importante fattore capace di scatenare il fenomeno del reflusso gastroesofageo è il fumo di sigaretta. I cereali integrali a basso contenuto di grassi. L'ingente quantità di fibre dei cereali integrali assorbe i succhi gastrici dello stomaco, rendendo meno probabile il fenomeno del reflusso gastroesofageo.
La dieta per la gastrite si basa, in larga parte, sulle stesse semplici regole della dieta per il reflusso gastroesofageo, presenti in quest'articolo. La dieta per il reflusso. Seguire un’alimentazione controllata chi è affetto da malattia del reflusso gastroesofageo, o GERD, è essenziale.
Avere un’alimentazione specifica e concordata con il medico allevia, infatti, i sintomi ed evita complicazioni. Tutto ciò, senza dimenticare che il problema va affrontato alla base. Per questo al Rome American Hospital gruppo Nefrocenter i nostri specialisti sono esperti nella cura e nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo.
Gli alimenti consentiti sono diversi. Ciò non costringe a delle vere e proprie limitazioni alimentari. Diventano però importanti metodi di cottura e quantità. La dieta per il reflusso gastroesofageo deve assolutamente limitare o vietare totalmente il consumo di cibi grassi, acidi, speziati e piccanti.
Ogni cibo vietato ha una motivazione importante. I cibi grassi, ad esempio, rallentano lo svuotamento dello stomaco, aumentando la pressione sullo sfintere esofageo inferiore e favorendo il reflusso. Quelli acidi, invece, irritano la mucosa esofagea, peggiorando i sintomi del reflusso.
I cibi speziati e piccanti, inoltre, aumentano anche la produzione di succhi gastrici, cosa che fa il caffè che contestualmente irrita la mucosa. Quando invece vengono vietate bevande gassate è perché aumentano la pressione nello stomaco. L’alcol, dal canto suo, irrita la mucosa esofagea e può rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
Il cioccolato è da eliminare perché contiene metilxantine, che possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore. Esistono dei comportamenti da seguire da associare alla dieta. Ad esempio, mangiare pasti piccoli e frequenti è una buona abitudine. Aiuta a ridurre la pressione sullo stomaco e a facilitare la digestione.
Masticare bene il cibo, invece, aiuta a facilitare la digestione e a ridurre la quantità di aria nello stomaco. Non coricarsi subito dopo aver mangiato e attendere almeno 2-3 ore prima di andare a dormire è un’ottima regola. Dormire con la testa sollevata riduce il reflusso notturno.
Perdere peso se si è in sovrappeso o obesi può aiutare a ridurre i sintomi del reflusso.
Quali cibi evitare?
Alcuni cambiamenti nella dieta abituale possono essere di aiuto nella gestione dei sintomi. Ecco cosa evitare:
- cibi piccanti (evitare quindi pepe e peperoncino, curry e noce moscata);
- cibi molto grassi sia dolci (creme, cioccolati) sia salati (salame, mortadella, coppa, lardo);
- integratori a base di olio di pesce;
- tè-caffè e alcolici (sono tutte sostanze che irritano la mucosa gastroesofagea e fanno peggiorare i sintomi);
- bibite gassate e succhi di frutta;
- cibi allergizzanti (arachidi, uova, crostacei e soia);
- cibi acidi (agrumi e succo di limone);
- cibi fritti, preferire cotture semplici (cartoccio, vapore o piastra)
- pomodori (crudi), cetrioli, cipolle e aglio;
- fumo di sigaretta (studi scientifici hanno dimostrato che fumare indebolisce il cardias e ne compromette il buon funzionamento);
Alcuni consigli sulla dieta da seguire
- Frutta a basso contenuto di acido citrico (es: mele, meloni, frutti di bosco/fragole, banane, pesche ecc.);
- Pane, pasta e cereali senza grassi, alternando quelli integrali a quelli non integrali;
- Pesce fresco, carni bianche, legumi decorticati;
- Verdure non citate sopra;
- Olio extravergine di oliva per condire (no a burro e salse grasse, tipo maionese).
Attenzione anche al comportamento alimentare:
- Non mangiare o bere qualcosa troppo vicino all'ora di andare a dormire;
- La posizione orizzontale dopo i pasti favorisce la risalita dei succhi gastrici in esofago, mangiare mantenendo una posizione eretta e rimanere in tale posizione per almeno 1 ora dopo aver mangiato;
- Fare pasti piccoli e frazionati durante il giorno, poiché è più probabile che uno stomaco più pieno spinga l'acido verso l'alto nell'esofago peggiorando i sintomi;
- Masticare bene e curare l’igiene del cavo orale dopo i pasti;
- Se ci sono chili in più, guardare al reflusso come un altro importante segnale per perdere peso.
Anche la combinazione di grassi cotti e proteine è da evitare se vuoi seguire l’alimentazione corretta per reflusso gastroesofageo! Infatti i grassi cotti tendono a rallentare i tempi di digestione delle proteine nell’intestino e generano processi putrefattivi che possono causare appunto refuso gastroesofageo.
Se il reflusso gatroesofageo non viene curato per tempo e trascurato possono verificarsi anche:
- infiammazioni dell’esofago
- ulcere dell’esofago
- restringimento dell’esofago
- insorgenza di tumori
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