Negli ultimi anni, l'importazione di suini vivi dai Paesi del Nord, in particolare dalla Danimarca, è aumentata. L'importazione di suini vivi dal resto d'Europa ha avuto un trend in crescita costante negli ultimi anni. Anche se gli ultimissimi dati sulle importazioni di scrofe sembrano far intendere un rallentamento del fenomeno, le tipologie genetiche provenienti dal Nord Europa hanno ormai una rilevante importanza nel panorama degli allevamenti italiani.
Al di là dei numeri relativi ai capi di riproduttori importati è evidente l'ormai grande presenza di “genetica nordeuropea” nei nostri allevamenti. Avere una genetica diversa significa avere delle produzioni diverse e, quindi, l'alimentazione ottimale sarà diversa. Intendiamoci, produzione diversa non significa necessariamente peggiore, anzi la selezione genetica la si fa perché dovrebbe portare vantaggi.
Implicazioni della Genetica Nordeuropea sull'Alimentazione
Avere più carne «magra» può significare avere una copertura adiposa insufficiente e un tenore in grasso di marezzatura non idonei per un buon prosciutto come lo intendono i buongustai della cucina italiana. Quindi la spesa per l'alimentazione sarà maggiore in quanto per fornire più energia ai nostri animali dobbiamo alimentarli di più. Questi costi sono dovuti al fatto che la deposizione di grasso rispetto al muscolo richiede una quantità di energia decisamente maggiore. Questo non accade per la formazione del tessuto adiposo: il grasso non si lega all'acqua.
Si intuisce facilmente che per avere il medesimo incremento di peso depositando tessuto adiposo, rispetto a quello muscolare, la spesa energetica sarà decisamente più elevata. Questi rapporti tra le velocità di crescita dei singoli tessuti (grasso, muscolo magro, tessuto osseo) rispetto alla crescita complessiva dell'animale sono definiti coefficienti allometrici. Essi sono maggiori di 1 per il grasso e minori per acqua, proteine (il muscolo magro) e minerali (ossa), significa che con la crescita dell'animale il contenuto percentuale di grasso del corpo del suino sarà sempre maggiore mentre quello di proteine (quindi di muscolo) diminuirà.
Questo non è identico per tutti gli animali, vi sono differenze per tipo genetico e per genere sessuale. I tipi genetici più magri hanno un coefficiente allometrico per il muscolo che può anche essere maggiore di 1 per determinati intervalli di peso. A fronte di rese alimentari che solitamente sono elevatissime i «nuovi» genotipi hanno spesso una resa alla macellazione inferiore. Lo spessore del grasso di copertura è solitamente maggiore nei suini «tradizionali». A parità di peso della carcassa le cosce da genetica tradizionale evidenziano spesso un peso leggermente maggiore rispetto quelle da nuovi ibridi commerciali più magri ma poi questa differenza si annulla dopo la rifilatura, a riprova della maggior presenza di grasso di copertura sulle prime.
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I suini della genetica tradizionale ancora mantengono qualità della carcassa e soprattutto dei prosciutti insuperate, ma le prestazioni zootecniche dei nuovi ibridi impongono una grande attenzione verso questi ultimi.
Tecniche Alimentari Ottimali per Suini Ibridi
Le tecniche alimentari da adottare con suini ibridi a elevata crescita muscolare devono considerare che avremo in allevamento tipi genetici che consentono maggiori depositi proteici. Dal punto di vista qualitativo le diete dovranno avere un rapporto proteina/energia maggiore rispetto a quelle che destineremo ai suini pesanti da genetica tradizionale. Il vantaggio sarà una resa alimentare migliore. Valutando le situazioni reali che abbiamo in molti allevamenti italiani dovremo però fare molta attenzione a non esagerare con gli apporti azotati in quanto oggigiorno in molti allevamenti i tenori proteici delle diete sono troppo elevati.
Probabilmente nella maggior parte degli allevamenti volendo passare a genetiche più spinte non dovremo differenziarci molto, in riferimento al rapporto proteina/energia, dalle formulazioni già attuate. Particolare attenzione andrà riposta sui livelli di Lisina e, a seguire, degli altri aminoacidi essenziali.
Piano Alimentare Suggerito
Considerando un periodo di ingrasso dai 40 ai 170 kg circa della macellazione e utilizzando almeno tre mangimi, per suini di genetica nordeuropea, si potrebbe ipotizzare un piano alimentare come quello riportato nel grafico 1. I tre mangimi dovrebbero avere le caratteristiche riportate nella tabella 1 e un contenuto in energia metabolizzabile di circa 13,2 MJ/kg, sempre sul tal quale.
Impatto sulla Produzione di Prosciutto DOP
Va sempre tenuto in considerazione che l'aumento della percentuale di carne magra nelle carcasse ha degli indubbi vantaggi relativamente agli indici di conversione alimentare. Però, per la produzione dei prosciutti, non è possibile andare in modo indiscriminato verso carni più «magre». La percentuale dei prosciutti che raggiunge la possibilità di avere il marchio dop tende a diminuire all'aumentare del contenuto di carne magra.
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Linee Guida PIGinnova
Il gruppo di lavoro PIGinnova ha realizzato un documento con le “Linee guida per l’allevamento del suino pesante all’ingrasso”. Si tratta di una sintesi dei bisogni e delle nuove possibilità a disposizione dei suinicoltori per gestire al meglio l'allevamento. In particolare, relativamente alla nutrizione dei suini all'ingrasso si considera anche l’innalzamento della soglia del peso massimo alla macellazione, dando spazio a nuove strategie di allevamento che promettono di aumentare l’efficienza alimentare e la qualità dei prosciutti.
Con le nuove norme introdotte dal settembre 2023 e da maggio 2025 nei Disciplinari dei principali Consorzi di tutela, i suini destinati alla produzione DOP, come il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele, possono ora raggiungere pesi di macellazione superiori ai tradizionali 160 kg, mantenendo una età minima al macello di 9 mesi. L'allevamento tradizionale del suino pesante per le produzioni DOP prevedeva un'alimentazione razionata, necessaria per raggiungere un peso di macellazione di circa 160 kg a non meno di 9 mesi di età, garantendo l'adeguata copertura adiposa.
Progetto NUTR-PIG: Alimentazione ad Libitum e Sostenibilità
Un aspetto centrale della ricerca NUTR-PIG è stata la verifica scientifica degli effetti dell'alimentazione ad libitum. Vengono riproposti tematiche riguardanti l’efficienza di utilizzo dell'azoto ingerito che si può ottenere rispetto ai dati storici, con un minore impatto ambientale per ogni chilogrammo di carne prodotta. Misurazioni precise dei consumi hanno inoltre confermato le notevoli potenzialità di crescita magra e di deposito lipidico di queste linee genetiche moderne.
- Efficienza nell'utilizzo dell'azoto - È stata riscontrata una nettamente superiore ritenzione dell'azoto ingerito (fino a oltre il 47% nei suini razionati e 42% in quelli alimentati a volontà) rispetto ai dati di riferimento precedenti (27,3%).
- Sostenibilità per kg di carne - Con suini più pesanti e una minore escrezione di azoto al giorno, si ottiene un miglioramento dell'escrezione azotata per ogni chilogrammo di carne prodotta.
Il progetto "Fabbisogni nutrizionali del suino pesante e sostenibilità tecnica ed ambientale della suinicoltura nazionale (NUTR-PIG)" è un PRIN (Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale) - Bando 2022 - Missione 4: Istruzione e ricerca.
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