Le origini di una vacca destinata alla produzione di latte, così come l’insieme delle sue caratteristiche fisiche e fisiologiche, incidono sul suo rendimento e produzione di latte.
In pratica quindi, il patrimonio genetico di una vacca da latte definisce la sua potenzialità produttiva, ossia il limite massimo di latte che l’animale può produrre.
Oltre alle risorse derivanti dal patrimonio genetico e dalle condizioni ambientali, la massima produzione di una vacca da latte si ottiene anche attraverso una corretta alimentazione.
Quest’ultima, infatti, deve assicurare il corretto apporto quali-quantitativo di principi nutritivi che l’animale richiede per mantenersi in salute, in una corretta condizione corporea relativamente alla fase in cui si trova, così da riprodursi e fornire le produzioni attese.
Fabbisogni Nutritivi nelle Diverse Fasi Fisiologiche
I fabbisogni nutritivi delle vacche da latte, ad esempio, variano specificatamente in base ai diversi momenti fisiologici che gli animali attraversano durante il corso della propria vita:
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- Periodo di svezzamento
- Fase di crescita
- Fecondazione e gravidanza
- Lattazione
- Fase di asciutta
I fabbisogni alimentari devono quindi essere completi in termini di energia assimilabile dall’organismo, proteine, minerali necessari, oligoelementi, e vitamine.
Ciò che viene assimilato dalle vacche da latte è dato dalle sostanze che sono il risultato delle fermentazioni che avvengono all’interno del rumine a opera del microbioma ruminale.
Si tratta di un complesso ecosistema costituito in massima parte da batteri (oltre 200 specie diverse), alcune specie di protozoi e funghi, tutti accomunati dalla caratteristica di vivere in assoluta o parziale assenza di ossigeno.
Il Ruolo della Biomassa Ruminale
La biomassa ruminale, è assorbita nell’intestino della vacca da latte e rappresenta la proteina metabolizzabile.
Questo avviene perché la selezione genetica “premia” quegli assetti metabolici e ormonali che rendono ciò possibile.
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Tutto ciò si traduce in pratica nelle priorità di ripartizione dei nutrienti assunti dall’esterno o prodotti dal microbiota ruminale, tra le principali funzioni metaboliche, come il metabolismo basale, la crescita, la riproduzione, la produzione e l’efficienza del sistema immunitario.
Considerazioni sull'Allevamento delle Manze
Nel visitare i reparti delle vitelle e delle manze si valuta soggettivamente, ossia quasi sempre con metodi di stima, il peso corporeo, il BCS, la statura, la profondità addominale e la larghezza della groppa allo svezzamento, alla pubertà, al tempo della prima fecondazione (13-15 mesi) e al parto.
Gli standard di altezza al garrese, BCS e peso corporeo che normalmente vengono utilizzato soffrono di precoce invecchiamento, perché determinati su animali geneticamente superati a causa del tempo.
Quello che è difficile per un nutrizionista sono due ordini di problemi.
Il primo è quello di raggiungere contemporaneamente diversi obiettivi tecnici, ossia avere manze che partoriscono non oltre i 24 mesi ma che abbiano anche una statura ottimale, un’elevata profondità addominale e un BCS non superiore al 3.25 per ridurre al minimo il rischio di chetosi nel puerperio.
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Per fare questo sia la settima che l’ottava edizione del Nutrient Requirements of Dairy Cattle hanno pubblicato i fabbisogni dettagliati di alcune fasi topiche dell’allevamento delle manze di razza Holstein.
Nella 7^ edizione, anche detta NRC 2001, si faceva riferimento a manze di razza frisona che raggiungevano il peso in età matura, ossia in terza lattazione, di 680 kg.
Questo vincolo ha messo in difficoltà i nutrizionisti per oltre 20 anni perché la Frisona italiana in età matura raggiunge un peso che va ben oltre i 700 kg.
Le tre colonne della tabella 14-16 di NRC 2001 facevano riferimento al 6° mese d’età, ossia a 200 kg di peso corporeo, a 12 mesi (300 kg) e a 18 mesi (450 kg).
Nell’ottava edizione del Nutrient Requirements of Dairy Cattle, ossia il NASEM 2021, nella tabella 21-2 sono rappresentati i fabbisogni nutritivi medi a 30, 100, 225, 350, 475 e 600 giorni di vita.
Accrescimento Medio Giornaliero (AMG)
Come si può osservare dalla sottostante tabella tratta dalla 21-2 di NASEM 2021, si auspica un accrescimento medio giornaliero (AMG) a 225 gg di 0.9 kg e successivamente di 0.8 kg.
| Giorni di Vita | Accrescimento Medio Giornaliero (AMG) |
|---|---|
| 225 | 0.9 kg |
| Successivamente | 0.8 kg |
Durante il periodo pre-post fecondazione l’ingestione oscilla dagli 8.5 ai 9.8 kg (~ 9.2) di sostanza secca, con una concentrazione energetica di 1.92-1.95 EM/kg, l’11.7-12.6% di proteina grezza e il 6.1-6.8% di proteina metabolizzabile.
NASEM 2021 raccomanda di non superare la concentrazione del 15-20% di amido della razione per tutta la durata della fase di accrescimento delle manze.
La seconda variabile che può compromettere la correttezza delle razioni formulate per le manze è l’utilizzo non controllato dello scarto dell’unifeed delle bovine in lattazione, che spesso è troppo sia come quantità che come concentrazione nutriva.
Alimentazione dei Bovini da Latte a Secco: Cosa Sapere
L’alimentazione dei bovini da latte a secco va dunque studiata nei minimi dettagli per garantire nutrimento e soddisfare il fabbisogno grazie a una selezione di materie prime di qualità.
Proprio il tema della qualità si è fatto spazio negli ultimi anni quando si è radicata la convinzione (correttissima) che se un animale mangia bene anche tutto ciò che da lui deriva (latte e latticini) sarà di qualità.
E con questa premessa, ecco spiegato perché è importante non sottovalutare il tema dell’alimentazione dei bovini da latte e in generale di tutti gli animali da allevamento.
Intanto i fabbisogni del capo, quindi la capacità di ingestione e le caratteristiche dei vari alimenti che dovranno essere poi abbinati nelle giuste quantità per garantire una razione completa, dal punto di vista dei nutrienti.
Questi ruminanti necessitano di due fonti principali di alimenti per vivere bene: energetici e azotati.
Il mix di questi alimenti serve per regolare la temperatura, camminare, formare la muscolatura, assicurare un corretto metabolismo, fondamentale - quest’ultimo - per mantenere il peso forma.
Il capitolo legato all’alimentazione dei bovini da latte a secco però deve tenere in considerazione anche l’acqua che, così come per noi umani, riveste un ruolo davvero molto importante.
In media un bovino da latte beve da 30 a 50 litri d’acqua al giorno: per garantirgli una corretta idratazione, quindi, sarà necessario anche dover considerare non solo le quantità di quello che mangia in termini quindi di nutrimento ma anche di quello che beve garantendogli dunque la possibilità di ingoiare acqua ogni qualvolta ne avverta il bisogno.
Fabbisogno Alimentare: Quantificazione
La quantificazione delle richieste alimentari deve essere effettuata distinguendo il fabbisogno relativo a diversi momenti fisiologici: mantenimento, accrescimento, gestazione e produzione di latte.
Si tratta ovviamente di una semplificazione perché in alcuni periodi i momenti fisiologici si sovrappongono (è il caso ad esempio del mantenimento che è sempre contemporaneo alle produzioni).
In questi casi succede che gli effetti sui vari tipi di fabbisogni alimentari vengano ad aggiungersi l’uno all’altro.
Possiamo dire che la somma dei singoli fabbisogni rappresenta le esigenze in toto dell’animale in un dato momento e indica, con precisione, quali dovranno essere gli apporti nutrizionali della razione in termini di energia, proteine, minerali e vitamine.
Intanto quello energetico che si riferisce alla quantità complessiva di energia che l’animale richiede in un dato momento produttivo; è espresso in unità foraggere latte.
Il fabbisogno proteico può invece essere espresso in proteine grezze (PG), proteine digeribili (PD) e proteine digeribili intestinali (PDI).
Oltre i 30 Kg di latte si suggerisce di misurare il fabbisogno proteico in PDI.
Per garantire una corretta funzionalità ruminale occorre poi considerare il fabbisogno in fibra con la fibra grezza che non deve essere inferiore al 17-18%.
Per quanto riguarda invece il fabbisogno in minerali e vitamine possiamo dire che le quantità di calcio e fosforo variano con alcune variabile da ritrovare nel peso dell’animale, nel suo stato fisiologico, nell’entità e nella qualità della produzione, per cui il calcolo del fabbisogno deve essere particolarmente accurato.
Per tutti gli altri minerali e vitamine il fabbisogno può essere stimato sulla base dello stadio fisiologico dell’animale.
Materie Prime Utilizzabili
Le materie prime che possono essere utilizzate nell’alimentazione dei bovini da latte a secco sono varie.
Tra queste ecco mais, orzo, avena, frumento, triticale, segale e sorgo, semi di soia, lino, girasole.
E ancora, farine delle essenze foraggere ammesse, polpe secche di bietola, semi di fava, favino e pisello proteico.
La cosa fondamentale è la qualità.
Materie prime scadenti hanno ripercussioni negative sullo stato di benessere dell’animale che si ripercuotono poi anche sui costi da affrontare da parte dell’allevatore.
Valutare il fabbisogno di una vacca da latte è un compito fondamentale per gli allevatori che puntano a massimizzare la produzione di latte mantenendo al contempo la salute e il benessere degli animali.
Questo processo inizia con la comprensione delle esigenze nutrizionali della vacca, le quali variano in base a diversi fattori, tra cui lo stadio di lattazione, la produzione di latte attesa, lo stato di salute e le condizioni ambientali.
Le vacche da latte hanno bisogno di una dieta bilanciata che fornisca energia, proteine, vitamine e minerali.
La quantità e la qualità del foraggio sono alla base dell’alimentazione, ma spesso è necessario integrare la dieta con concentrati per soddisfare il fabbisogno energetico e proteico.
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