Alluce Valgo: Cause, Sintomi, Rimedi e Alimentazione

L'alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede, caratterizzata dalla deviazione laterale dell'alluce verso le altre dita e dalla sporgenza mediale del primo osso metatarsale. Questa condizione, che colpisce prevalentemente le donne, può causare dolore, infiammazione e difficoltà nella deambulazione.

Cos'è l'Alluce Valgo?

L’alluce valgo è un problema del piede che interessa prevalentemente le donne e che generalmente insorge tra i 40 e i 60 anni, anche se un occhio esperto può notare una predisposizione già in età adolescenziale. Questo disturbo viene anche comunemente chiamato cipolla perché, negli stadi più avanzati, è caratterizzato dalla formazione di una protuberanza rossa e infiammata alla base dell’alluce. L'alluce è spostato verso l'esterno, cioè verso i mignoli.

Il sintomo principale dell'alluce valgo consiste nella presenza di dolore, che riflette un cambiamento nell'anatomia del piede. La deviazione laterale dell'alluce, a livello dell'attaccatura del dito (cioè della prima testa metatarsale) evidenzia la formazione della cosiddetta "cipolla", una protuberanza che indica un'infiammazione molto dolorosa (borsite), che tende a peggiorare con lo sfregamento della scarpa.

In mancanza di un intervento efficace, si può arrivare anche a limitazioni importanti della mobilità e forte dolore. A seconda della situazione, sono diversi anche gli approcci terapeutici per trattare il problema.

Gradi di Gravità dell'Alluce Valgo

Nell’alluce valgo le articolazioni del primo dito del piede si deformano, causandone la deviazione verso il secondo dito. Si distinguono diversi livelli di gravità di questa patologia, che vanno dal primo al terzo grado man mano che l’angolazione della falange, rispetto all’osso subito sotto (metatarso), aumenta. In un piede normale, l’angolo fisiologico è compreso tra 5 e 9-10 gradi. In caso di alluce valgo, si parla di:

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  • Alluce valgo di primo grado o lieve: per angoli compresi tra 10 e 25 gradi.
  • Alluce valgo di secondo grado o medio: per angoli compresi tra 25 e 40 gradi.
  • Alluce valgo di terzo grado o grave: per angoli superiori a 40 gradi.

Sintomi dell'Alluce Valgo

In presenza di alluce valgo, oltre alla graduale e progressiva deformazione dell’articolazione alla base dell’alluce, i primi sintomi sono rappresentati da:

  • Dolore
  • Gonfiore e rossore dell’alluce, della sua base e della pianta del piede
  • Ispessimento della pelle della pianta del piede e del secondo dito, al quale l’alluce può accavallarsi

L’articolazione alla base dell’alluce può inoltre andare incontro ad un’infiammazione definita borsite, con la formazione della protuberanza denominata comunemente cipolla. Deformazione e dolore possono essere tali da rendere molto difficile trovare calzature adatte e quasi impossibile la deambulazione.

Cause dell'Alluce Valgo

Le cause dell’alluce valgo sono sostanzialmente genetiche e anatomiche. Chi ha familiarità per la patologia, ha maggiori probabilità di svilupparla. Il rischio è accresciuto anche in chi presenta alcune caratteristiche anatomiche come il piede piatto e la lassità dei legamenti.

Anche alcuni traumi a carico del piede oppure patologie neurologiche o autoimmunitarie, come l’artrite reumatoide, possono portare all’insorgenza dell’alluce valgo. Elementi come il sovrappeso, l’indossare scarpe strette e col tacco alto sono considerate invece cause secondarie.

Queste, da sole, non sono correlate allo sviluppo dell’alluce valgo. Tuttavia, abbinate alla predisposizione o a problemi anatomici, possono accelerare il processo di deformazione e contribuire ad aggravarlo. All’ insorgenza dell’ alluce valgo contribuiscono però molto anche le cattive abitudini posturali, lo stile di vita e una nutrizione che non supporti bastevolmente il tono e l’efficienza dei tessuti articolari e muscolari.

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Le cause dell'alluce valgo sono solitamente congenite: tessuto connettivo debole in combinazione con un piede divaricato, pronato. La posizione in valgo dell'alluce porta a uno stress irregolare sull'arco del piede. Ciò fa affondare l'arco del piede. La punta dell'alluce viene spinta verso l'esterno e la testa del primo metatarso viene spinta verso l'interno.

Fattori di Rischio

  • Congenite: le persone che presentano alterazioni del piede presenti dalla nascita (esempio: piedi piatti) hanno più probabilità di sviluppare l'alluce valgo nell'età dell'accrescimento.
  • Acquisite o secondarie: per le forme rachitiche, traumatiche, infiammatorie ecc. la responsabilità può essere attribuita soprattutto a modelli di calzatura inadeguati alla fisiologia del piede, come ad esempio scarpe con punta stretta, troppo piccole o col tacco alto.

Anche alcune patologie, come l'artrite reumatoide e la gotta, possono essere responsabili dell'insorgenza dell'alluce valgo.

Prevenzione dell'Alluce Valgo

Se ci si trova nella situazione in cui si ha una predisposizione, è consigliabile effettuare in giovane età una visita presso un chirurgo ortopedico specializzato. Lo specialista può suggerire tutti gli accorgimenti per evitare che il problema si manifesti o, almeno, far sì che rallenti la propria comparsa.

I consigli generalmente più ricorrenti sono di mantenere il peso forma e prediligere calzature comode, con la pianta e la punta larghe e con tacchi non più alto di 4-5 centimetri. Può essere inoltre d’aiuto indossare, quando possibile, calzature aperte o camminare a piedi nudi.

La scarpa migliore da indossare riprende la forma naturale dell'arco plantare, fornendo sostegno, protezione dagli urti e contenimento del piede. La suola dovrebbe adattarsi comodamente al tallone e la parte anteriore dovrebbe essere sufficientemente spaziosa e flessibile per accogliere la punta del piede ed assecondarne i movimenti (come la maggior parte delle calzature sportive).

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Rimedi per l'Alluce Valgo

Come già anticipato, la risoluzione dell’alluce valgo richiede necessariamente il ricorso alla chirurgia. Parliamo infatti di una patologia caratterizzata da una deformazione che non è possibile modificare diversamente. Il ricorso all’intervento chirurgico dipende ovviamente dalla gravità della situazione ed è l’ortopedico a decidere come e quando intervenire.

In attesa di procedere con l’intervento, tuttavia, è possibile attuare una terapia conservativa. Grazie ad essa si può rallentare il decorso della patologia, diminuendo anche i sintomi ad essa associati.

Terapia Conservativa

Molto ricorrente è la pratica che porta all’utilizzo di tutori, dispositivi medici in grado di creare una trazione che tende a far assumere all’alluce la posizione corretta. Sono diverse le tipologie disponibili: si va da quelli più flessibili e comodi da indossare anche durante la giornata insieme alle calzature, a quelli più rigidi da utilizzare di notte mentre si dorme.

Oltre ai tutori, è molto ricorrente anche l’uso di cerotti e separatori. Tuttavia, questi rimedi sono da considerare delle soluzioni per trovare sollievo dal problema ma non possono risolverlo. Per tale motivo, è comunque indispensabile effettuare una visita medica per comprendere il livello di gravità del disturbo.

A seconda della situazione, poi, potrebbe essere possibile intervenire con varie tecniche di fisioterapia. Anche dei semplici esercizi, sempre stabiliti e guidati dal fisioterapista, possono aiutare a rendere più flessibile e meno dolorante l’articolazione dell’alluce.

Esercizi specifici possono anche aiutare a contrastare quelle tensioni che portano all’aggravamento della patologia. In fisioterapia il focus è sulla statica del piede. Lo scopo è scoprire se sono presenti deformità del piede come piedi piatti o piedi divaricati. Il fisioterapista si assicurerà che tutte le articolazioni del piede e delle dita dei piedi abbiano una mobilità ottimale. La mobilità delle articolazioni può essere ottimizzata in fisioterapia, ad esempio utilizzando la terapia manuale.

Il fisioterapista insegnerà anche esercizi mirati di stabilizzazione del piede a casa. Viene esaminata e migliorata anche la posizione del piede sotto stress, come quando si cammina o si sta in piedi. Inoltre anche l'asse delle gambe può essere ottimizzato, se necessario, con esercizi attivi.

Sono disponibili anche distanziali per evitare l'attrito tra le dita, cuscinetti adesivi e speciali stecche per la correzione dell'articolazione e per raddrizzare l'allineamento dell'alluce.

Terapia Chirurgica

Quando i rimedi conservativi non sono sufficienti ad arginare il problema o se esso è già in stadio avanzato, il ricorso alla chirurgia diventa inevitabile. Sono numerose le tecniche chirurgiche che permettono di intervenire sull’alluce valgo.

Sostanzialmente, comunque, l’operazione consiste nel creare delle lesioni in alcuni punti specifici, per far sì che l’alluce torni nella posizione corretta. L’intervento a cielo aperto, al quale oggi si ricorre raramente, ha un post operatorio e un percorso di guarigione abbastanza doloroso e lungo.

Per fortuna, le tecniche micro-invasive più moderne hanno permesso di ridurre di molto sia il dolore che i tempi di guarigione e ottenere ugualmente ottimi risultati. La soluzione chirurgica è l’unica che può correggere, per quanto possibile, la deformità. Il suo successo dipenderà dalla gravità del disturbo, dal tipo di intervento e dal recupero post-operatorio.

Inoltre, occorre tenere presente l'eventuale rischio di ricomparsa dell'alluce valgo. Nella maggior parte dei casi l'intervento è eseguito in regime di day hospital, quindi, non è necessario il ricovero ospedaliero, e quasi sempre in anestesia locale.

Tecnica percutanea: appartiene alla chirurgia mini-invasiva e prevede l'esecuzione di mini-incisioni sulla pelle attraverso cui introdurre specifici strumenti chirurgici che eliminano la sporgenza ossea. La tecnica percutanea è meno traumatica per la persona e prevede, in genere, un recupero post-operatorio più rapido.

In entrambi i casi è necessario creare delle microfratture ossee per correggere la deformità e riportare l'alluce in posizione naturale. Con l'intervento tradizionale, l'osso dell'alluce, dopo essere stato “rotto”, viene riallineato e fissato con piccole viti in modo che la frattura guarisca nel modo corretto.

Molte procedure di correzione dell'alluce valgo possono essere eseguite in regime di day hospital, quindi non è necessario il ricovero ospedaliero. L'operazione può essere effettuata in anestesia locale o generale. Il tempo di recupero dipende dal tipo di procedura eseguita (dopo circa cinque settimane viene rimosso definitivamente il bendaggio).

Dopo l'intervento chirurgico, potrebbe essere necessario indossare un gesso o un'apposita scarpa post-operatoria, per mantenere il piede nella posizione corretta fino a quando le ossa non si sono consolidate.

Quando Considerare la Chirurgia?

  • L'età: nei bambini, la chirurgia dell'alluce valgo è spesso posticipata a causa di un aumento del rischio che l'alluce valgo ritorni (le ossa sono ancora in fase di accrescimento).
  • L'attività professionale e lo stile di vita: se il paziente è un ballerino professionista o uno sportivo, la chirurgia dell'alluce valgo può essere consigliata solo in alcuni specifici casi.
  • La gravità dei sintomi: la chirurgia è consigliata se l'entità della deformazione del piede è grave e associata a notevole dolore o nel caso in cui il trattamento convenzionale non sia in grado di limitare la progressione del disturbo.

Alimentazione e Alluce Valgo

Per l’ alluce valgo è utile una dieta che applichi strategie alimentari idonee a contenere l’infiammazione, l’acidificazione e la dispersione di massa magra. Si tratta di una metodica complessa integrata in una terapia che non si deve concludere solo con una precisa sequenza nutrizionale. L’impiego di una dieta è particolarmente importante in tutte le patologie degenerative e infiammatorie delle articolazioni che provocano dolore e disfunzione.

All’ insorgenza dell’ alluce valgo contribuiscono però molto anche le cattive abitudini posturali, lo stile di vita e una nutrizione che non supporti bastevolmente il tono e l’efficienza dei tessuti articolari e muscolari.

La dieta coerente nella cura dell’ alluce valgo applica quelle strategie alimentari idonee a ridurre l’ infiammazione cronica, la situazione metabolica iperacida tipica in questi pazienti e contenere il peso corporeo. L’articolazione dell’ alluce risente certamente anche del carico oltre che del metabolismo.

Secondo la dieta coerente le abitudini alimentari interferiscono in modo significativo con il corretto equilibrio del cortisolo. Gli effetti negativi di una circadianità perduta cortisolo e delle alterate retroazioni ormonali comportano l’alterazione della corretta risposta infiammatoria.

La dieta coerente rappresenta un presidio per la terapia e uno strumento di prevenzione importante. La dieta e la cura sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, biochimici e metabolici. Il trattamento tramite dieta è integrativo di altri strumenti di terapia.

Rimedi Naturali

  • L'olio di ricino utilizzato localmente ha proprietà lenitive e spesso porta sollievo.
  • La curcuma è un antinfiammatorio naturale.

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