Il Rotary Club Pistoia-Montecatini Terme ha recentemente ospitato il medico pistoiese, Dott. Andrea Grieco, figura di spicco nel panorama medico italiano e autore del libro “Dieta I-Pax: la rivoluzione della nutrizione in Pax Insulinica”. Il Dott. Grieco, che vanta specializzazioni in Neurologia e Nefrologia conseguite all’Università di Firenze e un perfezionamento in Medicina Naturale e Biotecnologie all’Università di Milano, ha condiviso la sua visione rivoluzionaria della nutrizione, frutto di oltre quattro decenni di esperienza clinica.
Riconosciuto come uno dei maggiori esperti italiani nella cura della Fibromialgia e delle Infiammazioni croniche, il Dott. Grieco ha dedicato la sua vita professionale alla cura della sindrome fibromialgica (Fibromialgia) e della Infiammazione Cronica Silente di basso grado (ICSbg). Questo libro sulla fibromialgia è un contributo, per certi versi rivoluzionario, alla comprensione della vera origine della fibromialgia, dei dolori cronici, della stanchezza e dei tanti malesseri che molti si portano dietro senza trovare comprensione o aiuto risolutivo.
La Pax Insulinica: Il Cuore della Dieta I-Pax
Durante il suo appassionato intervento, ha presentato il concetto di “Pax Insulinica”, una condizione metabolica ottenuta attraverso scelte nutrizionali precise che evitano di stimolare eccessivamente la produzione di insulina. “Non si tratta di una semplice dieta,” ha spiegato il Dott. Grieco. La Dieta I-Pax, ha spiegato il Dott. Grieco, non è un rigido elenco di cibi da consumare, ma un insieme di criteri basati su solide conoscenze biochimiche, facilmente adottabili da tutti.
Il medico ha evidenziato come l’attuale crisi della salute moderna sia strettamente legata alle nostre scelte alimentari, sottolineando la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui concepiamo il rapporto tra cibo e benessere.
Il Concetto di Longevità e Stile di Vita
C’è la sensazione che la longevità, così come le malattie, sia qualcosa che “accade” in modo più o meno fortuito. Sia la longevità che le malattie sono invece la risultante delle nostre scelte o non-scelte, e quindi del nostro stile di vita: salute e longevità sono il “premio” del nostro miglior stile di vita. Quello che si definisce “invecchiare male” non è una malattia, né un’opera del destino malevolo, né il risultato di un decreto divino, con valenza punitiva, emesso da Qualcuno seduto su un trono sopra le nuvole.
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Certo, è intuibile che il miglior risultato si otterrà se si abbraccia una via virtuosa fin dalla nascita, ma non esiste in tema di longevità un definitivo “ormai”, neppure se si è oltrepassata la soglia dei novanta! Il passare degli anni deve diventare un viaggio verso nuove destinazioni che presentano panorami bellissimi e mozzafiato: spesso per raggiungere questi luoghi le strade possono essere impegnative e lungo la strada troviamo tutta una serie di segnali stradali di pericolo che ci richiamano alla giusta condotta di guida.
Biochimica e Medicina: Una Visione Integrata
In una seconda parte, grazie alla sua profonda conoscenza medica e alla sua esperienza clinica, il Dott. Grieco approfondisce gli aspetti più strettamente legati allo studio della Biochimica che permette di andare in profondità dei fenomeni metabolici, in particolare di quelli che si svolgono nei mitocondri, delle funzioni degli enzimi e delle macromolecole biologiche coinvolte nella espressività dei geni. Studiarla è fondamentale per comprendere le manifestazioni sia fisiologiche sia patologiche, che possono condizionare, in un verso o nell’altro, la longevità.
Non si tratta di speculazioni scientifiche o intellettuali, a beneficio dei soli addetti ai lavori. Gli argomenti descritti in modo semplice e divulgativo sono i protagonisti collettivi della grande rappresentazione teatrale che chiamiamo “vita”. Il palcoscenico nel quale questi attori “interpretano” ognuno la propria parte entrando in relazione fra di loro, è il nostro organismo, e in particolare il nostro “terreno biologico”.
L'Importanza della Colazione: Un Approccio Ragionato
Affrontando il tema della colazione, spesso oggetto di dibattito, il Dott. Grieco invita a un approccio ragionato, basato sulla comprensione dell'impatto metabolico dei cibi che consumiamo. Sicuro è che la colazione va ad interrompere il più lungo dei nostri “digiuni” postprandiali, quel periodo di “riposo” metabolico benefico che assicuriamo al nostro organismo con il riposo notturno. Non a caso gli inglesi chiamano la colazione “breakfast”, che etimologicamente vuol dire “rompi digiuno”.
Nel libro “A History of Breakfast” una nota divulgatrice americana, Heather Arndt Anderson, descrive una interessante carrellata delle caratteristiche della colazione nella dieta umana nel corso dei secoli. Nella tradizione greca e romana la colazione era il meno impegnativo dei nostri pasti in termini culinari in quanto consisteva per secoli in un semplice spuntino di formaggio, miele e olio, destinato ai mattinieri che dovevano occuparsi dei raccolti e del bestiame, a coloro che dovevano percorrere delle lunghe distanze dopo essersi alzati, o un pasto per bambini e infermi. Questo elemento di pragmaticità è prevalso sino al Medioevo, dove la generalità delle persone evitava la colazione, anche per motivi religiosi.
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Tommaso d’Aquino, nella sua Summa Theologica, considerava il mangiare troppo presto come uno dei modi per commettere il peccato mortale della gola: il consumo di un pasto mattutino, seguendo quella logica, era ritenuto un affronto a Dio e a se stessi. Il digiuno invece era visto come prova della propria capacità di negare i desideri della carne; il programma alimentare ideale, da questo punto di vista, era una pasto leggero (consumato a mezzogiorno) seguito da una cena più sostanziosa la sera.
Dal 16° secolo in Europa cominciarono invece a svilupparsi teorie che vedevano nella colazione un pasto importante. Thomas Cogan, un medico inglese del tempo, sosteneva che “soffrire a lungo la fame riempie lo stomaco di cattivi umori”, e i ricchi e i nobili iniziarono a includere carne, uova e altri cibi. Questa tendenza alla colazione con cibi “cucinati” si estese ai ceti più bassi con la rivoluzione industriale del XIX secolo e l’ascesa del lavoro in fabbrica.
Si cominciarono così a diffondere una miriade di problemi di salute e di dispepsia, e a fine ‘800 si cominciò a sospettare (con ragione) che i pasti pesanti delle ore mattutine ne fossero fattori chiave. Per concludere, sottolineo come la colazione sia da diversi anni oggetto di innumerevoli studi divisi tra coloro che ritengono sia un pasto indispensabile e altri che raccomandano la salubrità del saltarla.
Alcuni di questi studi sono eccellenti e di grande utilità pratica, altri sono talvolta gravati dal peso di alcuni elementi di superficialità, in primis prendere in esame coorti troppo ristrette per poter ottenere indicazioni generali utili, o valutare il tema in base alla sola ricaduta sul peso corporeo, senza considerare adeguatamente i profili fisiologici e di vita degli osservati, ed escludendo tutta una serie di fattori fondamentali per il complesso intreccio biochimico - ormonale - neuroendocrino qual è il nostro organismo.
Come spesso accade quando si parla di nutrizione, preconcetti e insufficiente aggiornamento scientifico possono portare a indicazioni fuorvianti o troppo perentorie. Ci si deve sempre concedere di usare il buon senso, quando si parla di nutrizione, perché altrimenti qualunque ragionamento esasperato può diventare una “religione”, ma a quel punto non è né più valido, né condivisibile da tutti. Troppe volte nel mondo della cultura nutrizionale si riscontra disinformazione e pressapochismo.
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Contro la Disinformazione e per una Scelta Consapevole
Durante la serata, il Dott. Grieco ha anche affrontato il tema della disinformazione nel campo della nutrizione, sottolineando l’importanza di basare le scelte alimentari su evidenze scientifiche piuttosto che su mode passeggere o consigli non qualificati. L’evento si è concluso con un vivace dibattito durante il quale i soci del Rotary hanno potuto approfondire vari aspetti di questo innovativo approccio nutrizionale.
Il primo compito del medico è indicare, anche con l’esempio personale, la via per occuparsi al meglio della propria salute, proponendo uno stile di vita che permetta di vivere in pienezza, accogliendo il tempo che passa come una benedizione per le esperienze, il sapere, i sentimenti, le relazioni che porta con sé. Come sanno bene i suoi pazienti e i tanti lettori del Dott. Grieco, nella sua visione la Medicina è l’Arte della cura che deve offrire alle persone una cosa sola: il meglio di quello che le nostre conoscenze scientifiche possono offrire.
Come rifare “l’impianto elettrico” dell’organismo, è una delle indicazioni del libro.
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