Dieta Mediterranea: Un Esempio di Alimentazione Sana

Il primo scienziato ad interessarsi alla mediterranean diet fu Ancel Keys, un fisiologo statunitense che negli anni ’50 condusse una serie di osservazioni per esaminare la correlazione tra le abitudini alimentari, lo stile di vita e la longevità di varie popolazioni. Il suo lavoro culminò nel “Seven Countries Study”, uno studio che coinvolse 12.000 uomini di età compresa tra i 40 e i 59 anni di sette paesi differenti (USA, Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Grecia, ex Jugoslavia e Giappone). In particolare, in Italia lo studio riguardò gli abitanti di Nicotera, in Calabria.

Keys comprese quindi che era possibile prevenire alcuni tipi di malattie rispettando una dieta equilibrata e varia e adottando abitudini sane. Non a caso, nel 2010 l’Unesco ha inserito la Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale.

Questo regime si basa su una serie di principi studiati per favorire salute e benessere psicofisico. Ma, come abbiamo detto, la vera dieta mediterranea non è solo una lista di alimenti! Gli alimenti tipici della dieta mediterranea sono in gran parte di origine vegetale.

Oggi, soprattutto a causa di uno stile di vita sempre più frenetico, è difficile mantenere un’alimentazione regolare e spopola la tendenza a consumare pranzi veloci fuori casa. Questo modello alimentare, noto come Western Diet, è basato su cibi pronti e a basso costo, spesso ottenuti da allevamenti e agricoltura intensivi. Di conseguenza, migliorare le proprie abitudini alimentari influisce positivamente sul bilancio pubblico.

Ovviamente è importante tenere conto della specifica situazione individuale, dell’età biologica, delle patologie esistenti, della forma e della composizione corporea nonché dell’attività sportiva. Ricorda, è molto importante rispettare le porzioni e assumere il corretto quantitativo di calorie, in base alle proprie esigenze.

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Dieta senza glutine: Alimenti consentiti e vietati

“Il riso contiene glutine? E la soia? “Chi è celiaco può mangiare i salumi? Ma di cosa si tratta? Un’allergia? Nessuna delle due.

L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha classificato vari prodotti in base alla presenza di glutine o al rischio di contaminazione. Alimenti confezionati con il logo ‘Spiga Barrata’, rilasciato dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia).

Tutti i tipi di verdura e tutti i legumi non contengono naturalmente glutine. Anche la frutta si può mangiare tranquillamente, sia essa fresca, surgelata, secca, disidratata o sciroppata, a patto che non sia addizionata con ingredienti vietati.

Gli alimenti di questa categoria sono consumabili tranquillamente, purché siano miscelati solo a sale, zucchero o altri ingredienti privi di glutine. Tra gli alimenti vietati rientrano naturalmente anche tutti i prodotti derivati dai cereali contenenti glutine, come gli gnocchi, le paste ripiene, le crêpes, e tutte le preparazioni che utilizzano farine di cereali vietati.

Il rischio maggiore anche per i dolci è rappresentato dalle lavorazioni industriali che potrebbero mescolare ingredienti consentiti con ingredienti non idonei per una dieta celiaca. Surrogati del caffè (es.

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Nota a margine per l’avena che può essere introdotta solo dopo aver seguito una dieta senza glutine e senza avena per due anni.

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