L'uso di farmaci per la perdita di peso è un tema sempre più discusso, soprattutto con l'avvento di nuove molecole come la semaglutide e la tirzepatide. Tuttavia, è fondamentale considerare i rischi associati a pratiche pericolose come l'uso di anfetamine, una pratica che può avere conseguenze gravi per la salute.
Anfetamine: Pericoli e Divieti
Le anfetamine sono potenti stimolanti del sistema nervoso centrale che possono provocare forte dipendenza e assuefazione. Esse agiscono sul neurotrasmettitore dopamina, sovraccaricandolo e impedendone il riassorbimento. La grande quantità di dopamina presente nel corpo causa un'iperstimolazione del sistema nervoso centrale, portando a sensazioni di euforia e forza.
L'abuso di anfetamine e metanfetamine può provocare il fenomeno della tolleranza, ossia la necessità di aumentare la quantità di sostanza da assimilare per godere degli stessi effetti. Non è da trascurare, inoltre, il fenomeno del craving, soprattutto nei soggetti che abusano di anfetamine per motivazioni lavorative o di studio.
I sintomi dell'abuso sono molteplici, sia fisici che psicologici. A livello psicologico, l'abuso di anfetamine comporta ansia, insonnia, comportamenti ossessivi e aggressivi. Nei casi peggiori insorgono allucinazioni e deliri, fino ad arrivare al desiderio di farsi del male.
Nei decenni passati, le anfetamine sono state messe al bando e la loro prescrizione in Italia è oggi fuorilegge. L'utilizzo dei farmaci anoressizzanti amfetamino-simili è gravato da importanti effetti collaterali come irritabilità, ansia, euforia, depressione, confusione, cefalea, insonnia, tremore, palpitazione, tachicardia e aritmia.
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Efedrina: Un'Alternativa Rischiosa
Nonostante i ben documentati effetti collaterali, l'efedrina è reperibile a dosaggi consistenti anche in Italia, in quanto presente come principio attivo in molti prodotti da banco venduti in farmacia o nelle parafarmacie.
Una delle caratteristiche più interessanti di questa sostanza, simile ma più potente di quella esercitata dalla caffeina, riguarda la capacità di accelerare il metabolismo stimolando la secrezione di catecolamine. Questo effetto, associato al potere inibente sull'appetito, non è quantificabile e varia da soggetto a soggetto.
L'assunzione di prodotti a base di efedrina a scopo dimagrante può comunque risultare impropria e potenzialmente pericolosa. Al fine di limitare l'abuso di questa sostanza a fini dimagranti, dall'11 Dicembre 2015 è fatto divieto ai medici di prescrivere preparazioni magistrali contenenti efedrina a scopo dimagrante, e ai farmacisti di eseguire tali preparazioni per lo stesso scopo.
Particolarmente a rischio sono i soggetti che soffrono già di problemi cardiaci, malattie tiroidee e diabete. In tutti questi casi il consumo di prodotti contenenti efedrina (anche a piccole dosi) è caldamente sconsigliato. L'uso di efedrina aumenta sensibilmente la pressione arteriosa (ipertensione) e la frequenza cardiaca (tachicardia).
Nuove Alternative Farmacologiche: Semaglutide e Tirzepatide
In questo contesto, il prossimo capitolo si sta già svolgendo con terapie che imitano più ormoni e sembrano essere ancora più dimagranti. Un farmaco, la tirzepatide di Eli Lilly & Co., è stato approvato negli Stati Uniti a novembre per la perdita di peso, dopo aver avuto il via libera l’anno scorso per il diabete. Un ampio studio clinico ha riferito che coloro che la assumevano hanno perso fino al 21% del peso corporeo.
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La semaglutide è un principio attivo utilizzato per il trattamento del diabete, appartenente al gruppo degli analoghi del peptide simil-glucagone-1 (glucagon-like peptide-1 - GLP-1), più correttamente definiti “agonisti del recettore”. Novo Nordisk con la semaglutide ha ricevuto il via libera negli Stati Uniti per la gestione del peso (è commercializzata come Ozempic® per il diabete e Wegovy® per l'obesità).
Science ha premiato il farmaco Ozempic come breakthrough of the year amplificando una mania già esplosa negli Stati Uniti. L’azienda produttrice, la Novo Nordisk, ha quindi condotto studi per confermare l’efficacia della molecola semaglutide anche nel trattamento dell’obesità, ottenendo il via libera per l’utilizzo in soggetti con obesità o sovrappeso complicato da patologie correlate.
Con questi “agonisti dei recettori del Glp -1” (così detti perché imitano l’azione di un ormone naturale chiamato peptide-1 simil-glucagone) dimagrendo, si abbassa comunque la glicemia, ma diminuiscono, insieme alla montagna di grasso che sparisce, anche i problemi cardiovascolari. Dai cardiologi viene la notizia che gli infarti calano del 20 per cento. Poi arriva la notizia, sulla rivista Alzheimer’s and Dementia, che la semaglutide abbassa sensibilmente il rischio di Alzheimer in chi è malato di diabete. Infine, di recente, l'evidenza sul poter agire positivamente anche nella dipendenza da alcol.
Agonisti GLP-1R: Meccanismo d'Azione e Benefici
Si tratta di farmaci, chiamati “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1 (o agonisti GLP-1R)", che aiutano i soggetti sovrappeso/obesi a perdere tra il 15% e il 20% del loro peso corporeo, e a ridurre il rischio di problemi cardiaci. Il più popolare è semaglutide (Ozempic), ma ce ne sono altri quali, dulaglutide, lixisenatide, liraglutide, exenatide, e tirzepatide.
Grazie alla loro capacità di stimolare la secrezione di insulina, gli agonisti GLP-1R sono stati utilizzati con successo nelle fasi precoci del diabete di tipo 1, ma con un effetto sul controllo della glicemia che si attenua dopo mesi di trattamento. Sono altresì raccomandati per il controllo della glicemia in pazienti con diabete di tipo 2, anche prima di iniziare la terapia con insulina, perché il rischio di episodi di ipoglicemia è molto limitato, oltre che per l’effetto di riduzione del peso corporeo, che è spesso elevato in questi pazienti.
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Sin dal 2016 molti studi clinici hanno dimostrato che gli agonisti GLP-1R possono prevenire eventi cardiovascolari importanti, come l’infarto acuto del miocardio o l’ictus, e la mortalità associata. In particolare, uno studio recente in più di 17,000 pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e in sovrappeso o obesi, ha dimostrato che semaglutide riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus, fatali e non-fatali) rispetto a chi ha ricevuto placebo.
In altri studi in pazienti obesi o con diabete di tipo 2, soprattutto con ipertensione, gli agonisti GLP-1R hanno ridotto in modo significativo i valori di pressione arteriosa, indipendentemente dalla riduzione della glicemia e del peso corporeo, un effetto che può rendere conto anche della prevenzione cardiovascolare.
Altrettanto significativa è la notizia recente che lo studio FLOW, in più di 3,500 pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, è stato interrotto per eccesso di efficacia del trattamento con semaglutide. L’agonista GLP-1R ha ridotto del 24% il rischio di progressione della malattia renale verso l’insufficienza renale terminale (e la necessità di dialisi o trapianto), oltre che il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, rispetto a chi ha ricevuto placebo.
"Osservazioni impressionanti sono state raccolte anche in ambito oncologico", ha osservato Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto Mario Negri: "Pur non disponendo di uno studio controllato, è stata evidenziata, su due milioni di pazienti con diabete di tipo 2, la funzione protettiva dal rischio di sviluppre tumori associati all'obesità, come quelli a carico del colon, della colecisti e del pancreas".
Rischi e Considerazioni
Gli agonisti GLP-1R sono diventati estremamente popolari, nonostante la scarsità di dati a lungo termine sulla loro sicurezza. Sono stati riportati eventi avversi seri, quali pancreatiti, ostruzione intestinale, paresi dello stomaco, comparsa di pensieri di suicidio (non confermata in studi più recenti, in più di 1.5 milioni di pazienti con diabete di tipo 2) o di autolesionismo. Tuttavia servono conferme a queste osservazioni.
Quando una persona perde molto peso in breve tempo, come capita con semaglutide e gli altri agonisti GLP-1R, si perde non solo grasso, ma anche la massa muscolare magra, in quanto introducendo meno alimenti ad elevato contenuto in proteine (ad esempio pollo, pesce, uova), vengono a mancare gli aminoacidi necessari a mantenere la muscolatura, e quindi la forza. D’altra parte vanno evitati alimenti ad alto contenuto di grassi, perché rendono dolorosa la sensazione di sazietà avvertita dal soggetto.
Inoltre, chi assume questi farmaci ha spesso anche meno sete, con il rischio di disidratarsi; si raccomanda quindi di bere acqua a sufficienza, monitorandone la quantità assunta ogni giorno. C’è però anche un aspetto positivo. Chi è obeso e perde decine di chili, quasi sempre diventa molto più consapevole della qualità di ciò di cui si nutre. Temendo di riacquistare peso, queste persone tendono a evitare soprattutto gli snack, le bevande zuccherate e i dolci e, in generale, gli alimenti ipercalorici, e poveri dal punto di vista nutrizionale.
Studio sull'Ozempic: Effetti a Lungo Termine
A gennaio 2025 sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine i risultati del primo grande studio sugli effetti di un uso prolungato dei farmaci cosiddetti “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1”, o GLP-1RA, di cui il più famoso è l'Ozempic.
La ricerca è stata condotta su oltre 17.000 persone in sovrappeso o obese, senza diabete ma ad alto rischio cardiovascolare. I risultati hanno confermato che Ozempic non solo favorisce un dimagrimento significativo, ma riduce il rischio di eventi cardiovascolari gravi, anche tra chi non soffre di diabete.
In particolare, è emerso che i pazienti trattati con Ozempic e altri agonisti del recettore GLP-1 hanno una minore probabilità di sviluppare 42 diverse patologie, tra cui insufficienza renale cronica, ictus, problemi di coagulazione e malattie cardiache. Inoltre, il trattamento sembra ridurre il rischio di Alzheimer del 12%, di schizofrenia e altri disturbi psicotici del 18%, infezioni batteriche e dipendenze.
Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato alcuni rischi e possibili effetti collaterali da non sottovalutare, alcuni dei quali già evidenziati in precedenza: i pazienti che hanno assunto farmaci GLP-1RA hanno mostrato un rischio maggiore per 19 condizioni, tra cui un aumento dell’11% per l’artrite e addirittura del 146% per la pancreatite, una grave infiammazione del pancreas. Altri effetti indesiderati frequenti sono stati nausea, vomito, dolori addominali, pressione bassa, così come un aumento dei casi di calcoli renali, diverticolite ed emorroidi.
Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati incoraggianti che segnano un passo avanti importante nella lotta all’obesità e alle sue complicanze, è necessario continuare a monitorare la sicurezza a lungo termine di questi farmaci. Semaglutide e i suoi “cugini” rappresentano oggi una svolta terapeutica, ma la scelta del trattamento deve essere sempre individualizzata e guidata da una valutazione dei benefici e dei rischi, in base alle condizioni cliniche di ognuno.
Prescrivibilità dell'Ozempic in Italia
In Italia semaglutide (Ozempic®) è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) solo per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico: a) come monoterapia, quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni; b) in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete.
Per quanto riguarda l’obesità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recepito la valutazione positiva dell’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA) per semaglutide, approvando il farmaco anche per questa ulteriore indicazione, ma per ora non ne è prevista la rimborsabilità dal SSN. In sintesi, in Italia semaglutide ha l’indicazione anche per il trattamento dell’obesità, ma comunque solo a pagamento.
Questo è anche il caso di semaglutide, in commercio col nome di Ozempic® per il trattamento del diabete di tipo 2 e col nome di Wegovy® (non ancora disponibile in Italia) per l’obesità. La spiegazione è che per il controllo del diabete è sufficiente una dose non superiore a 1 mg per settimana di semaglutide (Ozempic®) per raggiungere il massimo effetto sulla glicemia, mentre per l’obesità serve raddoppiare la dose (2.4 mg per settimana) per perdere più di 10 kg di peso.
Va infine considerato un aspetto etico: la corsa all’uso di semaglutide da parte di chi è obeso o semplicemente in sovrappeso (nonostante i costi e la ripresa di peso alla sospensione del trattamento), attualmente mette a rischio la disponibilità di Ozempic® per la popolazione di pazienti con diabete di tipo 2 per cui il farmaco è indicato e rimborsabile dal SSN.
L'Importanza di un Approccio Medico Specializzato
Rivolgersi a centri medici specializzati che operano secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è una garanzia di sicurezza e di efficacia del trattamento che gli viene proposto. L'obiettivo è sempre quello, far perdere peso (almeno il 10%) al paziente. Ma il peso raggiunto deve essere mantenuto per almeno 5 anni: "Perdere peso in poco tempo e riacquisirlo subito dopo è pericoloso almeno quanto la stessa condizione di obesità".
L'attenzione, quindi, è spostata sul perché il paziente ha un comportamento alterato nei confronti del cibo; si agisce sull'aspetto psicologico in cui il farmaco è un sostegno, un facilitatore, perché fisiologicamente agisce a livello centrale e modifica lo stimolo e il desiderio di mangiare.
Consigli Utili per un Dimagrimento Sano
- Dieta e attività fisica: Per perdere peso ciò che fa la differenza è ridurre le calorie complessive e aumentare l’attività fisica.
- No al fai da te: Per le diete affidati a personale qualificato con esperienza in nutrizione per dimagrire. Non basta leggere libri o notizie online.
- Alimentazione completa: Anche se si è a dieta, le diverse famiglie di alimenti devono essere tutte presenti, limitando opportunamente le quantità.
- Buone abitudini durature: Perdere peso non basta: la dieta deve servire anche a riprendere l’abitudine a una corretta alimentazione da mantenere nel tempo, in modo da non vanificare i risultati raggiunti.
- Colazione: mai senza. Non saltare la colazione per dimagrire: è il pasto più importante, dà l’energia necessaria per iniziare la giornata.
- Occhio ai fuoripasto: Snack salati, dolci e alcolici possono rappresentare un surplus energetico che, specie se ripetuto, interferisce con il dimagrimento.
- Concediti uno strappo: Non bisogna avere un atteggiamento eccessivamente restrittivo nei confronti degli alimenti.
Integratori Dimagranti Online: Una Giungla Pericolosa
Sul web il mondo degli integratori per dimagrire è una vera giungla, dove è possibile trovare di tutto, anche prodotti illegali: lo dimostra questa indagine, in cui abbiamo acquistato online trenta prodotti che si proponevano come integratori per dimagrire. Li abbiamo analizzati in laboratorio e ne abbiamo verificato le etichette: ne abbiamo trovato uno che contiene anfetamina, un farmaco non ammesso negli integratori né nei farmaci per dimagrire, nonché un estratto vegetale vietato in Europa; due contenenti un principio attivo da usare solo sulla pelle e non da ingerire; prodotti in cui non c’era alcuna traccia delle sostanze attive dichiarate in etichetta. Quasi tutti inoltre presentano irregolarità rispetto alle indicazioni obbligatorie in etichetta.
La situazione che emerge da questa inchiesta è chiara: acquistare integratori dimagranti su internet può essere pericoloso. Non solo si trovano prodotti contraffatti, privi di sostanze attive, che non rispettano le regole sull’etichettatura; soprattutto, è possibile trovare integratori che contengono farmaci o sostanze pericolose, magari introdotte perché hanno davvero la capacità di far dimagrire e quindi di soddisfare i consumatori, che così continueranno ad acquistare, a rischio della salute.
Gli integratori non solo non fanno miracoli, ma non servono, perché per perdere peso bastano dieta ed esercizio fisico. Se si vuole comunque acquistarli ed evitare prodotti contraffatti, attenzione alla presenza delle informazioni obbligatorie: che siano in italiano e facilmente comprensibili. Importante poi rivolgersi a siti affidabili, in cui il venditore sia identificabile, verificando anche l’opinione degli altri utenti; diffidiamo dei siti con errori grammaticali e/o traduzioni automatiche mal fatte; occhio anche ai prezzi troppo bassi.
Tabella Comparativa Farmaci per Dimagrire
| Farmaco | Principio Attivo | Indicazione | Effetti Collaterali Comuni |
|---|---|---|---|
| Ozempic® | Semaglutide | Diabete di tipo 2, Obesità (off-label) | Nausea, vomito, diarrea, costipazione |
| Wegovy® | Semaglutide | Obesità | Nausea, vomito, diarrea, costipazione |
| Mounjaro®/Zepbound® | Tirzepatide | Diabete di tipo 2, Obesità | Nausea, vomito, diarrea, costipazione |
| Saxenda® | Liraglutide | Obesità | Nausea, vomito, diarrea, costipazione |
Disclaimer: Questo articolo è solo a scopo informativo e non sostituisce il parere medico professionale. Consultare sempre un medico prima di intraprendere qualsiasi trattamento per la perdita di peso.
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