Angela Altomare: Nutrizionista e Giornalista Freelance

Angela Altomare è una giornalista freelance dal 2012, mamma dal 2021, buongustaia e smart worker da sempre. Dalla Calabria, scrive di salute per la carta stampata e online.

Ama definire la sua vita, vissuta per la maggior parte dalla Punta dello Stivale, un caleidoscopio di esperienze. In passato è stata, tra le altre cose, presidente di un'associazione giovanile e membro del consiglio di amministrazione di una banca. La sua storia professionale è finita addirittura in un libro dal titolo "Mobile Working: lavorare ovunque in modo semplice e produttivo" (Hoepli).

Curiosa per professione e testarda per vocazione, è sempre a caccia di nuove tendenze da raccontare, con una particolare attenzione al benessere e all'alimentazione sana. Perché mangiare bene è un vero piacere, ma farlo in buona salute lo è ancora di più.

Ha collaborato con VanityFair.it, Vogue.it, Glamour.it, Grazia.it, Iodonna.it, Starbene, Donna Moderna, Confidenze, BenEssere, F e Natural Style.

Medicina Culinaria: Un Approccio Innovativo all'Alimentazione

Non è solo ciò che mettiamo nel piatto a fare la differenza per la nostra salute, ma il modo in cui lo prepariamo. Di questo si occupa la Medicina Culinaria, disciplina da tempo diffusa negli Stati Uniti e che pian piano si sta facendo largo in Europa, in particolare in Italia.

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Cos'è la Medicina Culinaria

La Medicina Culinaria coniuga scienza medica e arte culinaria per fare prevenzione, ed è anche il titolo di un libro edito da Zanichelli. Un volume con il contributo di 18 scienziati, ricercatori ed esperti, coordinati dal professor Michele Rubbini, che è stato titolare della prima cattedra in Europa dedicata alla disciplina, e Chiara Manzi, nutrizionista e docente di Medicina Culinaria all'Università di Ferrara, nonché fondatrice con il professore della Prima Accademia di Medicina Culinaria a Bologna.

Un testo rivolto agli universitari, ma che farebbe bene a tutti, perché siamo noi a scegliere cosa mettere nel piatto e come farlo, e per questo il libro suggerisce anche diverse ricette da provare. Basta anche solo un'occhiata per rendersi conto che certe abitudini consolidate nelle nostre cucine non sono salutari come forse pensiamo.

«In tanti» commenta la professoressa Manzi, «credono di mangiare sano perché comprano prodotti biologici, olio eccellente e altri prodotti di prima qualità. Poi però li cucinano male: usano troppo olio o, in generale, eccessive quantità di grassi, abbondano anche con il sale, abbinano troppi ingredienti nella stessa ricetta».

Perché la dieta non funziona

Una delle ultime evidenze scientifiche, per esempio, è che seguire le mode di cibi “light” e “healthy”, o dei superfood, contribuisce a farci prendere peso, perché li usiamo in quantità eccessive convinti di poter esagerare. «La Medicina Culinaria nasce per correggere questi errori, e dare sane linee guida» prosegue la dottoressa.

A cosa serve la Medicina Culinaria

Ne abbiamo bisogno tutti: in Italia 17 milioni di persone (circa il 15%) sono sovrappeso e spicchiamo tra i Paesi Mediterranei per i tassi di obesità infantile (che colpisce quasi 10 milioni di bambini, specie al Sud). Sempre nel nostro Paese ogni anno muoiono 180mila persone a causa di tumori e 230mila a causa di malattie cardiovascolari: due patologie strettamente legate a una cattiva alimentazione.

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«La prevenzione è fondamentale perché è più efficace della cura, e per fare una corretta prevenzione bisogna sapere cosa mangiare, come farlo, in quali orari: ognuno di noi dovrebbe diventare un esperto» nota la professoressa Manzi. È lei a firmare le ricette del libro, e sempre lei ha lanciato l'applicazione gratuita GolosiLongevi, che contiene varie ricette e presto una funzione che consentirà di ottenere una ricetta sana e leggera del proprio piatto preferito.

«A noi piace mangiare quello ci piace, e non dobbiamo privarcene. Se amiamo l'amatriciana, che amatriciana sia, perché con i giusti metodi il guanciale può diventare meno grasso. Lo stesso vale per tutti gli altri piatti tipici della cucina italiana: con le tecniche di Medicina Culinaria si possono portare in tavola gli stessi sapori di sempre in modo innovativo».

Per darci un esempio abbiamo chiesto alla professoressa Manzi di suggerirci 5 regole facilmente applicabili per mangiare e cucinare in modo sano.

Come mangiare e cucinare in modo sano

  1. Il primo piatto deve essere il contorno: «Ci sono tante evidenze scientifiche che dimostrano l'efficacia di un pasto iniziato con le verdure: abbassano notevolmente l'impatto glicemico del pasto e saziano (anche) il nostro cervello. Abbinatele a due bicchieri d'acqua per aumentare ulteriormente il senso di sazietà e non esagerare a tavola».
  2. Gli zuccheri vanno “smascherati”: «L'italiano medio è abituato a comprare prodotti di qualità, ma forse è meno abituato a leggere le etichette. Tra i primi ingredienti cui fare attenzione c'è lo zucchero aggiunto, spesso “nascosto” con altri nomi: il siero di latte in polvere che non è altro che lattosio (uno zucchero, appunto) alle maltodestrine. Poi, tra gli altri esempi, la grande famiglia degli sciroppi: da quello di maltosio a quello di agave».
  3. L'olio deve essere poco e buono: «Altro errore diffuso è usare troppo extravergine, ignari del fatto che è l'ingrediente con maggiore intensità calorica e quindi anche che, se si eccede, provoca infiammazione. Per beneficiare dei suoi antiossidanti non bisogna esagerare: bastano circa 30 grammi al giorno, cioè tre cucchiai. L'importante è saperli dosare. Per esempio, anziché versare l'olio in pentola, ungete il fondo con un pennello calcolandone un cucchiaio a porzione. Oppure mettete la quantità di olio per porzione in una ciotola e usatela per “massaggiare” le verdure prima di cuocerle o condirle».
  4. Le verdure non devono stare troppo ammollo: «L'ammollo non deve essere prolungato: le verdure vanno solo sciacquate con cura, altrimenti vitamine idrosolubili e minerali si disperdono. Per questa stessa ragione non andrebbero cotte a lungo: al vapore o bollite, al massimo le verdure devono cuocere 5 o 6 minuti e rimanere sempre croccanti».
  5. La cottura al forno va modulata: «I prodotti amidacei come il pane, i biscotti, le torte, non vanno cotte a temperature troppo alte: oltre i 150 gradi si moltiplica la possibilità che sulla superficie si sviluppi acrilammide».

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