La parola Dieta non deve essere considerata come sinonimo di restrizione o sofferenza da carenza di cibo; anzi è sinonimo di corretta alimentazione in tutte le sue forme e quindi tutt’altro che carenza!
Spesso i pazienti che si presentano alla prima visita sono più che diffidenti, direi spaventati. I motivi possono essere tantissimi: la paura di intraprendere un percorso che può sembrare una scalata impossibile, la paura delle rinunce, la paura del fallimento…ma più che altro c’è la paura di dover render conto dei futuri successi e , soprattutto,dei futuri insuccessi al professionista a cui ci si rivolge.
In realtà il ruolo della dietista deve essere un po’ come il ruolo di una guida che aiuta e facilita il percorso che stiamo per intraprendere:dovremo imparare a mangiare con l’aiuto di un professionista che ha studiato la scienza della nutrizione e che trasmette il suo sapere di volta in volta spiegando il perchè delle cose, il perché delle combinazioni alimentari in modo tale da acquisire col tempo una coscienza alimentare.
Chi teme il giudizio della dietista spesso arriva a mentire sugli errori fatti nel tempo trascorso tra un controllo e l’altro fino ad affermare “ Dottoressa la dieta non funziona, non sono dimagrita!”… il tutto per non ammettere che siamo umani e che ci sono dei momenti in cui cediamo alle tentazioni.
Questo accade frequentemente perché molte persone sono convinte che per perdere i chili di troppo si debba affrontare lunghe sofferenze, talvolta arrivano ad eliminare il pane, la pasta, a sopportare lunghi digiuni o tristi pause pranzo composte da un misero yogurt. Regimi alimentari così restrittivi non sono certo a lunga durata: dopo poco tempo il senso di costrizione fa sì che si passi all’abbuffata, a mangiar più di prima e a riprendere il peso perduto.
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Insomma il messaggio che voglio far passare è che non si può dimagrire “7 chili in 7 giorni”! Invece una corretta alimentazione che aiuta a tornare al peso ragionevole deve essere intesa come un cambiamento di vita definitivo, non come spesso pensano i pazienti : “faccio qualche mese di dieta per mettermi in costume….” E poi durante l’estate riprendono tutti i chili persi!
E’ per questo che i pazienti di mezza età che hanno seguito numerosi programmi dietetici nel passato (a volte prendendo anche farmaci non convenzionali) sono quelli “più difficili”: un po’ per la difficoltà a dimagrire causata dalla sindrome dello yo-yo, un po’ perché se hanno seguito e abbandonato tanti programmi dietetici, vuol dire che manca la costanza , e allora perché non farlo anche con il mio?!
Il ruolo della dietista è quello di adattare al meglio la corretta alimentazione in base allo stile di vita, agli orari frenetici del mondo del lavoro…a tutte le esigenze dei pazienti. Ad esempio molte signore non resistono alla tentazione di spilluzzicare qua e là mentre preparano il pasto e quando si siedono a tavola hanno praticamente già cenato: sarà allora la dietista a prevedere uno spuntino sano da consumare mentre si prepara il pasto.
Oppure le mamme che escono dal lavoro alle 14 e in quella ora e mezza che passa dall’uscita dal lavoro all’ora in cui devono prendere i bambini a scuola, anziché pranzare, fanno tutti i lavori di casa afferrando, tra un ’aspirapolvere e una scopa, formaggi e affettati dal frigo! Fermarsi mezz’ora per concedersi un pasto sano vuol dire prendersi cura di sé…e al giorno d’oggi nella vita delle mamme il “prendersi cura di sé “ non è contemplato!
Quando si decide di cambiare stile di vita alimentare è fondamentale l’appoggio delle persone che ci stanno vicine: è ovvio che non si può pensare di mettere in tavola due o tre menù diversi…la cosa che ripeto più spesso è che “l’educazione alimentare parte dalla spesa”!
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E così potrei elencare altre mille situazioni per cui, soprattutto molte signore prese dalla sindrome dell’accontentare tutti i familiari col cibo come simbolo di affetto, alla fine si trovano a mettere in tavola sei o sette portate con tre commensali. Tutto ciò è negativo per tutti i componenti della famiglia: per chi ha deciso di seguire una corretta alimentazione si sente diverso dagli altri, si sente un peso per il cuoco perché fa un menù ad hoc, oltre al fatto che è più facile “sgarrare” con alimenti ipercalorici ogni giorno della settimana.
Per gli altri familiari che fanno lavori molto attivi, che fanno sport o che hanno problemi con l’alimentazione e mangiano solo poche cose potrebbe essere un enorme vantaggio portare in tavola menù sano, corretto e vario. Chi ha un dispendio energetico maggiore non dovrebbe comunque nutrirsi quotidianamente con primi super conditi, con salse ipercaloriche e con affettati e formaggi ogni giorno; può soddisfare il suo fabbisogno calorico attraverso alimenti sani, prevenendo comunque Sovrappeso, Malattie Cardiovascolari e Diabete.
Mi trovo davanti a pazienti che intendono iniziare il programma dietetico e seguire alla lettera la corretta alimentazione senza mai concedersi qualche “sgarro” . In realtà funziona assolutamente così: è giusto avere una corretta alimentazione, ma è altrettanto corretto ogni tanto concedersi una cena fuori, con gli amici o con i familiari e mangiare liberamente senza sentirsi in colpa.
Intendendo la corretta alimentazione come un nuovo stile di vita è ovvio che si debba tener di conto di quello che è la vita sociale;il pasto rappresenta un importante momento di socializzazione a cui non si deve rinunciare altrimenti ci si trova a sentirsi esclusi e diversi dagli altri. A tal proposito io consiglio sempre un pasto libero alla settimana in cui si può mangiare liberamente cercando di includere comunque le verdure che riducono l’assorbimento di ciò che si mangia e danno un precoce senso di sazietà.
Patologie Correlate all'Alimentazione
E’ molto frequente che si presentino persone con “fegato grasso” a livello ecografico e alterati esami ematochimici di transaminasi ALT/AST e Gamma GT, anche se non consumano abitualmente alcool.
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La litiasi biliare è una condizione clinica caratterizzata dalla formazione di calcoli nella colecisti (colelitiasi) o nelle vie biliari, intra- o extra-epatiche. Rappresenta uno dei disturbi gastrointestinali che necessitano di ricovero ospedaliero più comuni.
Consiste nella presenza di reflusso del contenuto dello stomaco nella porzione esofagea E’ una patologia che colpisce prevalentemente i maschi intorno ai 50 anni ed ha un’incidenza maggiore nei paesi industrializzati, infatti il principale fattore di rischio è l’obesità.
L’Endometriosi è la presenza di endometrio e stroma di endometrio al di fuori della cavità uterina in altre zone del corpo femminile, normalmente nella pelvi.
Il sovrappeso e l'obesità, indipendentemente dalla gravidanza, sono associati a insulino-resistenza che va a incidere negativamente sulla riduzione fisiologica della sensibilità all'insulina indotta dalla gravidanza Le donne obese con maggior insulina resistenza e minore capacità compensatoria spesso presentano un‘alterata glicemia a digiuno che comporta poi lo sviluppo di Diabete Gestazionale GDM.
Una corretta alimentazione è condizione indispensabile per un buon esito della gravidanza. Un adeguato incremento del peso corporeo e un buon stato nutrizionale, sono strumenti necessari per soddisfare le richieste energetiche materne e fornire al feto i nutrienti necessari al suo sviluppo.
Educazione Alimentare nei Bambini
I programmi di educazione alimentare nel bambino possono essere più difficoltosi, piuttosto che nell’adulto, solo se ci imponiamo con regole ferree e se facciamo in modo che si senta “diverso” dal resto della famiglia. D’altra parte invece se la famiglia per intero adotta delle buone regole di stile di vita, per il bambino sarà facile seguire una corretta alimentazione e cercare di fare più movimento.
Talvolta purtroppo mi sono trovata a discutere con familiari ch intendono cucinare sano per il bambino in sovrappeso, ma continuare a seguire loro stessi una scorretta alimentazione: questo comporta non solo dei conflitti familiari, ma anche il fallimentodell’educazione alimentare, che invece dovrebbe iniziare proprio dalla spesa che mettiamo nel carrello.
Spesso il cibo è interpretato come simbolo dell’affettività, nel senso che alcune mamme, ma soprattutto le nonne, tendono a cucinare “manicaretti” ipercalorici “perché poverino il bambino è piccolo e deve crescere” e in questo modo sentono di aver fatto del bene.
Quando i genitori decidono di seguire una corretta alimentazione, ci scontriamo comunque con la difficoltà di far mangiare frutta e verdura ai bambini, che si rifiutano categoricamente di assaggiarli. Dovremo cercare di proporre i piatti a base di verdure in modo diverso, senza imposizioni, ma chiedendo di assaggiare solamente..e se una verdura non piace cotta in un modo potremo provare ad assaggiarla cucinata diversamente; oltre al fatto che solitamente coinvolgiamo i bambini nella preparazione di dolci, ma mai nella preparazione di piatti a base di verdure, ad esempio di torte di verdura.
Un’altra nota dolente dell’alimentazione del bambino è costituito, appunto, dalle merende: a scuola sono tutti abituati a mangiare eccessive quantità di schiacciata, ricca di sale e olio di scarsa qualità, e gli adolescenti aggiungono anche bibite di tè freddo, ricche di zuccheri ed eccitanti, e il pomeriggio solitamente consumano delle merendine, o della pizza o gelato, comunque ipercalorici. E’ chiaro che se certi prodotti dell’industria alimentare non si trovassero a casa, il bambino non avrebbe la tentazione di mangiarli.
Dovremmo anzi cercare di sostituire queste merende elaborate, con del pane con marmellata, pane e pomodoro, pane e prosciutto o della frutta…la merenda di un tempo!!! è importante fare degli spuntini tra i pasti principali in modo tale da non arrivare al pasto troppo affamati.
Consigli Generali per una Corretta Alimentazione
- E’ causa di ritenzione idrica e ipertensione, la quantità di sale raccomandata deve essere al massimo di 5 grammi al giorno e il sale deve essere iodato.
- La quantità di acqua raccomandata per le persone sane è di 1,5/2 lt al giorno di acqua oligominerale.
- Molte persone, soprattutto quelle che cucinano, hanno la cattiva abitudine di spilluzzicare, e finiscono per sedersi a tavola avendo già ingerito numerose calorie.
- Da non sottovalutare le calorie introdotte con l’alcool. La quantità concessa è di un bicchiere di vino al giorno, preferibilmente rosso, che contiene sostanze antiossidanti e antitumorali.
- In realtà per mangiare sano non dobbiamo impiegare molto tempo, è più una questione di organizzazione: è importante avere delle semplici verdure (magari anche già lavate) sempre nel frigorifero, e sfruttare al meglio il freezer tenendoci del minestrone, dei sughi di pomodoro congelati in piccoli contenitori a porzione, delle fettine di pollo o manzo da poter fare alla griglia.
Ricetta: Impasto pizza senza glutine
- 250 gr. Farina per la pizza nutrifree senza glutine CHO 212
- 250 gr. Farina Caputo senza glutine CHO 220
- 2 cucchiaini di lievito di birra disidratato senza glutine
- 1 cucchiaino di zucchero CHO 5,2
- 1 cucchiaino di sale
- 250 gr acqua naturale
- Fare l’impasto almeno 3 ore prima.
Curriculum di Anna Menasci
Diplomata alla Scuola Superiore I.T.I.S di Livorno, in Biologia e Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 2013, ho completato il mio corso di studi come tirocinante presso lo studio della Dott.ssa, Dietista Anna Menasci.Finita la Laurea ho deciso di fare un’esperienza all’estero, di 3 mesi, a Cambridge, dove se pur breve, mi ha aiutata a migliorare il mio inglese scolastico.Tornata dall’Inghilterra ho lavorato per una ditta di Ristorazione, “Serenissima Ristorazione S.p.a.” dove il mio lavoro consisteva nel controllo di qualità nelle varie mense. Oltre alla stesura di piani dietetici mi sono presa l’impegno di organizzare delle camminate nel weekend per avvicinare e invogliare sempre di più le persone al movimento.
Sono Volontaria presso la Lilt Livorno con sede in Via F. de Sanctis 16, partecipando alle giornate di prevenzione.Iscritta all’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) e all’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), dove da quest’anno 2018, abbiamo un Albo e Ordine, che tutela il Professionista e il cittadino contro l’abusivismo della professione.Ogni anno partecipo al “Mese dell’Intolleranza al Glutine” collaborando con Farmacie che aderiscono al progetto per offrire informazioni/consigli su questa patologia che sta’ emergendo sempre di più.Ho partecipato alla programmazione di Menù per Scuole Materne e Primarie, per Le Tre G S.A.S di Surace Giuseppe & Co - Arena Metato e Menù per Residenza Familiare per Anziani, Cuore di Maria, Livorno.Nel Settembre 2015 sono stata richiamata da un’altra ditta di Ristorazione “ELIOR” con Sede a Pisa, Ospedaletto, nel quale ho lavorato per 3 mesi, ma come l’esperienza passata , ho deciso di abbandonare e dedicarmi soltanto alla libera professione.Nel 2016 ho avuto una collaborazione con lo “Slow Food” Ristorante Le Rondinaie, Guasticce.Dal 2017 ho avuto il piacere di iniziare a lavorare presso gli Studi Pediatrici di Rosignano, Via Berlinguer 39, e la passione di aiutare e migliorare lo stile di vita cominciando dalle famiglie e dai bambini in particolare, ha stimolato in me la voglia di specializzarmi in questo settore.Tant’è che sono stata contattata da altri studi Pediatrici, e attualmente esercito la mia professione anche presso L’Officina Pediatrica, Via del Monte Est, Bientina (Pisa)Un’altra passione che ho, e che fortunatamente mi è stata trasmessa dai miei genitori, è lo Sport.
Master post Laurea in Dietetica e Nutrizione in Nefrologia, c/o Università degli Studi di Pisa Dipartimento di Medicina Interna, Prof.Redazione Piani di autocontrollo, conformi alle procedure ISO22000, British Retail Consortiun (BRC ) Global Standard Food, come consulente della Italia Servizi Globali s.r.l.Dicembre 2005 corso di educazione alimentare al personale Operatore Socio Sanitario dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa (Dott.Organizzazione di gruppi di auto-aiuto per soggetti in sovrappeso in collaborazione con la Dott.ssa Psicologa V.15 Maggio 2009 “Dieta e tumori: quali possibilità di prevenzione?” La Bottega del Caffè , Livorno.
Da Giugno 2006 a Dicembre 2006, ambulatorio presso la Sez. malattie Endocrine e metaboliche Servizio ad alta specializzazione per lo studio e cura delle malattie tiroidee, del diabete mellito e delle patologie endocrino-metaboliche Responsabile: Dr D. Barbaro.Contratto di libera professione con la USL 6 di livorno dal 1 dicembre 2007 al 30 aprile 2009 come dietista c/o Sez. malattie Endocrine e metaboliche Servizio ad alta specializzazione per lo studio e cura delle malattie tiroidee, del diabete mellito e delle patologie endocrino-metaboliche Responsabile: Dr D.
Partecipazione allo studio Cachessia Cardiaca e Nutrizione condotto dal Dott.Da Giugno 2006 al30 aprile 2009, ambulatorio presso la Sez. malattie Endocrine e metaboliche Servizio ad alta specializzazione per lo studio e cura delle malattie tiroidee, del diabete mellito e delle patologie endocrino-metaboliche Responsabile: Dr D. Barbaro.
Tirocinio c/o Nefrologia Universitaria Dott.Da Giugno 2006 al 30 aprile 2009 , ambulatorio presso la Sez. malattie Endocrine e metaboliche Servizio ad alta specializzazione per lo studio e cura delle malattie tiroidee, del diabete mellito e delle patologie endocrino-metaboliche Responsabile: Dr D. Barbaro.Da Gennaio 2012 a tutt’oggi: Borsa di studio c/o UO Nefrologia USL 2 Lucca Direttore Dott. A.Gestione dei pazienti in Soprappeso e Obesi dell’Ambulatorio Pediatrico del Dott. Gucci, Dott.ssa Pierini e Dott.Stage della durata di quattro mesi in affiancamento all’attività ambulatoriale della Dott.Dal 1 Febbraio 2002 al 31 Luglio 2002 anno ho svolto attività di tirocinio volontario, presso il Servizio Dietetico dell’Azienda Ospedaliera Pisana (S.III Congresso Regionale ADI Toscana Dagli alimenti funzionali alla nutrigenomica. Ritorno al futuro. Convegno “obesità: approccio plurispecialistico.
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