Dieta ed Emicrania: Un Approccio Multidisciplinare

L’emicrania rappresenta il principale fattore di disabilità nella popolazione adulta al di sotto dei 50 anni. Al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti è necessario un approccio multidisciplinare che prenda in esame le conoscenze attualmente note dei meccanismi fisiopatologici sottostanti tale disturbo.

Il Ruolo della Dieta Chetogenica

Secondo i dati di una rassegna bibliografica che ha esaminato la correlazione tra dieta ed emicrania nelle pubblicazioni su riviste scientifiche fino a maggio 2019, emergono risultati positivi dall’impiego della dieta chetogenica (KD) e della Modified Atkins diet (MAD), una variante meno restrittiva della KD. Innanzitutto, è bene spiegare in cosa consiste una dieta chetogenica: si tratta di una dieta a basso contenuto di calorie, a basso contenuto percentuale ed assoluto di carboidrati, con apporto normo/ipoproteico (quale la MAD) e ad alto contenuto percentuale ed assoluto di grassi (circa il 50% delle calorie). Durante tale regime alimentare nell’organismo vengono prodotte in modo controllato sostanze acide, definite corpi chetonici, in modo simile a quanto avviene anche in corso di digiuno.

Dal 1921 la KD è stata utilizzata inizialmente per trattare le forme di epilessia farmaco-resistenti. L’emicrania presenta analogie neurologiche con l’epilessia come dimostra l’utilizzo di farmaci antiepilettici anche nella profilassi delle cefalee primarie, seppur in dosi meno elevate. Nella profilassi per le cefalee primarie, in particolare per l’emicrania ad andamento cronico, la dieta chetogenica trova un razionale di impiego soprattutto nei soggetti che non rispondono alle più comuni terapie, ed è stato evidenziato un miglioramento del disturbo.

Attualmente sono ormai numerosi i Centri Cefalee in Italia che ne fanno ricorso. La KD è supportata da forti evidenze scientifiche in ambito metabolico, nel trattamento dell’obesità e nel controllo dei fattori di rischio cardiovascolare ed è stata validata nel 2015 dall’EFSA (European Food Safety Authority).

Altre Correlazioni Dietetiche

Una recente rassegna bibliografica ha scoperto una correlazione tra emicrania ed un certo numero di disturbi del tratto gastroenterico quali infezione da Helicobacter Pilory (HP), IBS, IBD e malattia celiaca. Un altro approccio dietetico considerato è:

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  • la dieta a basso carico glicemico: i benefici sarebbero attribuibili all’attenuazione dello stato infiammatorio per un minor stimolo dell’ormone insulina.

Nel caso specifico dell’obesità, una possibile correlazione con l’emicrania, potrebbe essere dovuta proprio a meccanismi come l’infiammazione e la funzione ipotalamica irregolare.

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