L'atresia esofagea è un difetto congenito alla nascita che colpisce l'esofago, il tubo che collega la gola e lo stomaco. In questo disturbo, l'esofago non si forma correttamente mentre il feto si sta sviluppando. L’atresia esofagea è una malformazione congenita caratterizzata dall’assenza di una porzione intermedia di esofago.
L'atresia esofagea è un difetto congenito in cui l'esofago non si collega allo stomaco o ha connessioni anomale. L’atresia esofagea è un difetto congenito in cui una parte dell’esofago (il canale che collega la bocca allo stomaco) non si sviluppa correttamente; in un bambino che ne sia affetto l’esofago presenta due sezioni separate, l’esofago superiore e inferiore, non connesse tra loro.
Come molti difetti alla nascita congeniti, l'atresia esofagea non è un problema per il bambino prima che nasca, quando riceve nutrimento dalla placenta della madre. La condizione viene diagnosticata quando il bambino nasce e l'alimentazione non ha successo. Tuttavia, ogni bambino può sperimentare sintomi in modo diverso.
Tipi di Atresia Esofagea
Il termine “atresia esofagea” include in realtà un ampio ventaglio di varianti anatomiche: questo significa che la malformazione può svilupparsi in diverse forme a seconda che la parte superiore o inferiore (o entrambe) siano o meno collegate con la trachea.
- Tipo A: le parti superiore e inferiore dell’esofago non sono tra loro collegate e presentano estremità chiuse.
- Tipo B: la parte superiore dell’esofago è attaccata alla trachea, ma la parte inferiore dell’esofago presenta un’estremità chiusa.
- Tipo C: la parte superiore dell’esofago ha un’estremità chiusa, mentre la parte inferiore è attaccata alla trachea.
- Tipo D: le parti superiore e inferiore dell’esofago non sono collegate tra loro, ma ciascuna è indipendentemente collegata alla trachea.
Diagnosi
Può essere sospettata in gravidanza mediante l'ecografia di screening del secondo trimestre o "Ecografia morfologica" (tra la 19° e la 22° settimana di gestazione). Durante la gravidanza si può sospettare l’atresia esofagea quando si nota un aumento del liquido amniotico, quando lo stomaco è di dimensioni molto ridotte o di difficile individuazione e quando il tratto iniziale dell’esofago appare molto dilatato.
Leggi anche: Gestire l'Acalasia con l'Alimentazione
La diagnosi può essere confermata alla nascita con una radiografia diretta che includa collo, torace e addome, con sondino radioopaco nella parte superiore dell’esofago.
Alla nascita il paziente affetto da atresia esofagea presenta una “apparente” ipersalivazione, che in realtà è dovuta all’impossibilità di ingerire la saliva prodotta in quantità normale (che tende a accumularsi nella tasca a fondo cieco della parte superiore dell’esofago e quindi ad essere rigurgitata).
Trattamento Chirurgico
L’unico possibile approccio è chirurgico, mediante un intervento volto a ricollegare le due estremità dell’esofago in modo che il bambino possa respirare e nutrirsi correttamente. Per trattare l'atresia esofagea è necessaria la chirurgia. La riparazione dell'atresia esofagea dipende dalla vicinanza tra le sezioni separate dell'esofago, pertanto il corso del trattamento sarà diverso per ciascun paziente.
In genere l’atresia esofagea viene corretta attraverso un’operazione chirurgica nei primi giorni di vita. Dopo la conferma diagnostica il neonato viene ricoverato presso il reparto di terapia intensiva neonatale in attesa che sia sufficientemente stabile e in forze da poter affrontare l’intervento.
L’intervento viene praticato poco dopo la nascita; il bambino viene trasferito nell’unità di terapia intensiva neonatale, dove verrà somministrato un anestetico generale e praticato un accesso venoso per garantire il necessario nutrimento per via endovenosa. Viene dunque posizionato un sondino naso-esofageo per aspirare la saliva e un accesso endovenoso per garantire l’adeguato supporto nutrizionale.
Leggi anche: Alimentazione e Acalasia: La Guida
La procedura chirurgica prevede in genere un’apertura sul lato destro del torace, tra le costole, per consentire al chirurgo di chiude la connessione anomala (fistola) tra l’esofago e la trachea se presente e l’unione delle parti superiore e inferiore dell’esofago.
Nei rari casi in cui non è possibile procedere ad una ricostruzione immediata dell'esofago, i tempi diventano più lunghi e anche la strategia chirurgica può essere modificata e personalizzata. Se l'atresia esofagea non può essere riparata entro pochi giorni, un tubo gastrico viene posto direttamente nello stomaco.
Al termine dell'intervento un sondino può essere posizionato dal naso, attraverso l'esofago appena ricostruito, fino allo stomaco: rimarrà in questa sede per alcuni giorni (sondino nasogastrico trans-anastomotico) mentre un tubicino (drenaggio) di maggiori dimensioni viene lasciato nella sede in cui l'esofago è stato suturato e fuoriesce dal torace.
Intorno alla sesta giornata post-operatoria, dopo che è stata verificata la buona riuscita dell'intervento con un controllo radiologico, viene finalmente iniziata l'alimentazione per bocca. Saranno anche rimossi sia il sondino nasogastrico che la sonda toracica di drenaggio.
Il sondino naso-gastrico verrà tolto non appena il bambino sarà in grado di mangiare per bocca la quantità di latte di cui ha bisogno ed è quindi molto utile che la mamma cominci a tirarsi il latte subito dopo il parto, come se il bambino fosse accanto a lei.
Leggi anche: Alleviare i Sintomi dell'Ulcera Esofagea
Magneto-anastomosi: Una Tecnica Innovativa
Si chiama magneto-anastomosi. È l’innovativa tecnica utilizzata per la prima volta in Italia dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per curare l’atresia dell’esofago, una malformazione congenita rara che comporta la mancanza di un tratto di esofago e impedisce nei neonati la normale alimentazione attraverso la bocca.
Grazie all’azione di due magneti, posizionati alle estremità dei monconi esofagei, è possibile ristabilire la continuità dell’esofago senza ricorrere a interventi chirurgici. I primi 5 bambini trattati dall’Ospedale, tutti sotto i 4 mesi d’età, sono stati descritti sulla rivista scientifica Journal of Pediatric Surgery.
Si effettua posizionando i magneti, due calamite di 0,5 cm di diametro, nella parte finale dei due monconi non comunicanti dell’esofago. I bambini con atresia dell’esofago long-gap, infatti, devono essere nutriti temporaneamente in modo artificiale fino alla risoluzione del problema.
L’intervento dura in media circa un’ora rispetto alle 2/4 ore della tecnica chirurgica classica. Nel giro di una settimana circa, la pressione esercitata dai magneti “erode” le pareti dell’esofago aprendo il passaggio tra moncone superiore e inferiore.
Complicanze Post-Operatorie e Gestione dell'Alimentazione
Tra le complicanze più comuni si riscontrano difficoltà di vario genere e grado di alimentazione, deglutizione, disfagia e avversione al cibo. Il reflusso può avere intensità e gravità diversa.
Il reflusso gastro-esofageo (RGE), ovvero la risalita in esofago di cibo e di materiale acido proveniente dallo stomaco. Tra i sintomi del reflusso ci sono vomiti frequenti, irrequietezza, sudorazione, tosse notturna, frequenti infezioni respiratorie, interruzioni improvvisa del respiro (crisi di apnea).
Si può ipotizzare una stenosi quando il bambino non riesce a deglutire o sembra “ingorgarsi” dopo i primi sorsi, con conseguente tosse e mancanza del respiro (apnea). Questo stato di malessere tende a portarlo al rifiuto del cibo, specie quello solido.
Una volta escluse cause meccaniche legate al riflusso o alle stenosi, è importante far valutare il bambino da disfagisti specializzati per inserirlo, se necessario, in un percorso di riabilitazione alla deglutizione, alla masticazione e in generale alla nutrizione.
Anche se incoraggiamo tutti i nostri potenziali clienti a prestare molta attenzione nella scelta del loro avvocato per danni da farmaco, è importante capire che il tempo è essenziale. Trascorso tale periodo non si ha più il diritto all'eventuale risarcimento e non è più possibile esercitare la relativa azione legale.
Follow-up a Lungo Termine
Per tutti i pazienti di atresia esofagea è fondamentale essere inseriti in un programma adeguato di follow-up che deve proseguire, con tempi e modalità diverse, anche nell’età adulta. Pochi centri ospedalieri in Italia e nel mondo offrono questo servizio, la maggior parte dei pazienti sono lasciati dopo i primi anni, a se stessi e alle cure, da adulti, di gastroenterologi che non hanno familiarità con questa patologia.
Grazie ai progressi nell’assistenza chirurgica e neonatale, la sopravvivenza dei bambini con AE è nettamente migliorata. In sintesi, seppure si tratti di una situazione non comune, tutti i bambini con AE richiedono uno screening sistematico per disturbi della nutrizione e la correzione di questi ultimi potrebbe migliorarne lo stato di salute.
Supporto Emotivo e Coinvolgimento dei Genitori
Sia prima che dopo l'intervento è importante la presenza dei genitori, il bambino infatti li riconosce e ha bisogno di contatto. Possiamo dire che esiste un bisogno reciproco di vicinanza e di relazione tra i genitori e il bambino.
Appena i genitori si sentono pronti, possono iniziare ad accudire il bambino (cambio pannolino, tutina, ecc.): nessuno lo può fare con più amore e attenzione di loro.
Associazione di Pazienti e Famiglie
Esiste una Associazione di pazienti e famiglie dedicata all'atresia esofagea il cui nome è F.AT.E.
tags: #atresia #esofagea #alimentazione #neonato