Acalasia Esofagea: Alimentazione e Consigli

L'acalasia esofagea è una patologia poco comune che coinvolge il muscolo dello sfintere esofageo inferiore e la sua capacità di rilassarsi durante la deglutizione. Mangiare un boccone o bere un sorso d'acqua è uno dei gesti più naturali che l'uomo compie più volte nell'arco della stessa giornata, ma per chi soffre di acalasia esofagea, nutrirsi e idratarsi correttamente può divenire una vera tortura.

Cos'è l'Acalasia Esofagea?

L’acalasia esofagea è una patologia poco comune che coinvolge il muscolo dello sfintere esofageo inferiore e la sua capacità di rilassarsi durante la deglutizione. L'acalasia è un disturbo della motilità dell’esofago che comporta l’assenza di peristalsi (le contrazioni ritmiche della muscolatura esofagea) e l’incompleta apertura dello sfintere esofageo inferiore, la valvola che collega l’esofago allo stomaco. Per spiegare meglio, durante la deglutizione, lo sfintere esofageo si rilassa, consentendo al bolo di cibo di passare nello stomaco. Nell’acalasia, questo muscolo rimane contratto. La parte inferiore dell’esofago viene di solito aperta grazie a una valvola muscolare che permette la deglutizione.

Si tratta di una malattia rara che colpisce la giunzione tra l'esofago e lo stomaco, regolata dal cardias. Il paziente così mangia, ma il cibo si accumula nell'esofago e non riesce a passare nello stomaco, se non dopo aver raggiunto un certo peso. Il ristagno di cibo all'interno dell'esofago determina la dilatazione dell'organo e può comportare rigurgito, se non anche complicanze respiratorie. L’acalasia è una malattia rara e si verifica in circa 0,6-1 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno.

Cause dell'Acalasia

Le cause alla base dell’acalasia non sono ancora del tutto chiare. L’acalasia primaria, la forma più comune, ha origine da un malfunzionamento dei nervi che controllano la muscolatura liscia dell’esofago. Queste vengono attaccate dal sistema immunitario del paziente e lentamente degenerano, per motivi che non sono attualmente compresi. Col progredire della malattia, i nervi cominciano a degenerare coinvolgendo progressivamente anche la funzione muscolare.

In particolare, il disturbo sembra essere comune nei soggetti con malattia di Chagas, causata dal Tripanosoma cruzii. Non ci sono prove che suggeriscono una possibile origine o trasmissione ereditaria.

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Sintomi dell'Acalasia

I sintomi dell'acalasia possono esordire in qualsiasi momento della vita e, in genere, si presentano gradualmente. La maggior parte delle persone con acalasia soffre inizialmente di disfagia, una condizione in cui è difficile e talvolta doloroso deglutire il cibo. Lentamente, nel corso di un certo numero di anni, le persone con acalasia esofagea sperimentano una crescente difficoltà a deglutire cibi solidi e liquidi. Questa condizione tende a peggiorare nel corso di un paio di anni.

La disfagia può causare: rigurgito del cibo non digerito poco dopo i pasti, soffocamento, dolore toracico e bruciore di stomaco. Alcune persone possono anche sperimentare attacchi di tosse quando si trovano sdraiate in posizione orizzontale. Il dolore che si manifesta a livello del torace (dietro lo sterno) è conosciuto anche come cardiospasmo e può essere spesso confuso per un attacco cardiaco.

La disfagia tende a peggiorare progressivamente nel tempo. Nello stadio successivo della malattia, quando l'esofago si deforma dilatandosi, la disfagia si manifesta con una minore entità (il cibo non si arresta più, dopo averlo ingoiato), ma insorgono nuovi sintomi come frequenti eruttazioni. Nella fase più avanzata, infine, la disfagia si presenta nuovamente, tanto da indurre una graduale ma significativa riduzione del peso, la comparsa di anemia ed il rigurgito di cibo non ingerito.

Se il rigurgito alimentare, a causa degli attacchi di tosse, riesce a penetrare nelle vie respiratorie può causare infezioni polmonari, come la polmonite ab ingestis.

Altri sintomi includono:

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  • Difficoltà a deglutire liquidi e solidi (disfagia)
  • Rigurgito del cibo ingerito (soprattutto notturno)
  • Dolore toracico, che può aumentare dopo aver mangiato
  • Pirosi (bruciore retrosternale)
  • Scialorrea (eccessiva salivazione) ed alitosi
  • Tosse e compromissione della funzionalità respiratoria
  • Calo ponderale

Diagnosi dell'Acalasia

La diagnosi di acalasia viene effettuata utilizzando diversi metodi.

  • Radiografie con bolo baritato: consente di osservare il movimento del bolo alimentare attraverso l’esofago, permettendo di valutare eventuali anomalie. Viene eseguita una sequenza di immagini radiografiche dopo l'ingestione, da parte del paziente, di una preparazione a base di bario. In presenza di acalasia, il movimento peristaltico attraverso l'esofago non è normale e si associa ad un ritardo nel passaggio del bario nello stomaco. Una tradizionale radiografia toracica può evidenziare la deformità dell'esofago.
  • Esofagogastroduodenoscopia: viene comunemente eseguita per escludere la presenza di tumori nel cardias (la regione anatomica di congiunzione tra esofago e stomaco).
  • Manometria esofagea: è la procedura che consente una diagnosi definitiva e consiste nell‘introduzione di una sonda attraverso il naso. Questa sonda permette di valutare l’attività peristaltica dell’esofago, le pressioni e la capacità di rilascio dello sfintere esofageo inferiore. Questa indagine valuta la funzionalità esofagea e, per la sua sensibilità, fornisce la conferma diagnostica: misura il tempo e la forza delle onde peristaltiche esofagee e le contrazioni a livello dello sfintere esofageo inferiore. Un sottile tubo di plastica viene inserito attraverso il naso o la bocca. La sonda misura le contrazioni muscolari in diverse parti dell'esofago durante la deglutizione.

Trattamento dell'Acalasia

La terapia per l’acalasia è principalmente mirata a gestire i sintomi, e in particolare ridurre la pressione nello sfintere inferiore dell’esofago, per facilitare il passaggio del cibo, dal momento che non è possibile ripristinare completamente la funzione muscolare dell’esofago. Il trattamento dell'acalasia esofagea ha lo scopo di ridurre la pressione all'interno dello sfintere esofageo inferiore, per consentire un più facile passaggio del cibo dall'esofago allo stomaco. La malattia di base non può essere curata, ma ci sono vari modi per migliorare i sintomi.

  • Terapia farmacologica: La terapia farmacologica è indicata soprattutto per i pazienti con malattia lieve o moderata. Alcuni farmaci nitroderivati (per esempio, isosorbide dinitrato) o calcio antagonisti (come la nifedipina) possono aiutare a rilassare temporaneamente i muscoli esofagei spastici e lo sfintere all'estremità inferiore dell'esofago. Tuttavia, i farmaci funzionano solo nel breve termine, pertanto la terapia farmacologica non offre la risoluzione definitiva del problema.
  • Dilatazione pneumatica: tramite un palloncino si andrà a dilatare meccanicamente lo sfintere gonfiandolo. Un piccolo palloncino appositamente progettato viene inserito attraverso la bocca tramite un endoscopio, fatto scendere fino allo sfintere esofageo inferiore ed ivi gonfiato (raggiunge un diametro di circa 3-4 cm). La tecnica viene utilizzata per allungare e dilatare le fibre muscolari dello stintere, allargandone l'apertura per consentire al cibo di entrare nello stomaco e migliorare la deglutizione. Alcuni pazienti possono sottoporsi a trattamenti di dilatazione ripetuti al fine di ottenere un miglioramento dei sintomi; inoltre il trattamento può essere ripetuto dopo uno o più anni per garantire risultati a lungo termine. Lo stiramento dello sfintere esofageo inferiore offre infatti la possibilità di alleviare i sintomi per un periodo di alcuni anni. Il principale rischio connesso alla procedura, tuttavia, è la potenziale perforazione dell'esofago.
  • Miotomia (Miotomia di Heller): con un laparoscopio o con un toracoscopio si andranno a tagliare le fibre muscolari dello sfintere esofageo inferiore. L'operazione, attualmente, è spesso eseguita avvalendosi di alcune tecniche chirurgiche mini-invasive laparoscopiche (esofagotomia o miotomia laparoscopica di Heller), che si avvalgono di piccole incisioni. Tradizionalmente, infatti, la miotomia di Heller veniva completata attraverso un'incisione aperta nell'addome o nella parte sinistra del torace, tra le costole. La miotomia laparoscopica di Heller richiede, di solito, un breve periodo di degenza ed il recupero è in genere accelerato rispetto alla chirurgia convenzionale. Fino a due terzi dei pazienti con acalasia esofagea sono trattati con successo tramite la chirurgia, anche se alcuni soggetti possono presentare la necessità di sottoporsi ad ulteriori interventi chirurgici o richiedere una dilatazione con palloncino per ottenere risultati soddisfacenti a lungo termine.
  • Iniezioni di tossina botulinica: Anche alcuni farmaci possono rilassare sia lo sfintere all’estremità inferiore dell’esofago che i muscoli esofagei spastici, questi sono i nitrati e i calcio antagonisti. Le iniezioni devono essere ripetute frequentemente per ottenere sollievo dai sintomi, ma questa opzione consente di ottenere buoni risultati senza il rischio di perforazione esofagea. Questa procedura può essere la più adatta per i pazienti che non possono sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Dieta per Acalasia Esofagea

La difficoltà a deglutire (disfagia) rende necessario adottare alcune modifiche nelle abitudini alimentari, per prevenire un eventuale passaggio di cibo nelle vie aeree (aspirazione), con conseguente rischio di polmonite ab ingestis, o per impedire un potenziale arresto del bolo alimentare a livello esofageo, con conseguente necessità di ricorrere alla disostruzione per via endoscopica. In particolare, l’aspirazione di alimenti nelle vie aeree è un problema molto importante, che a volte può non essere chiaramente manifesto e pertanto richiede una seria e tempestiva considerazione.

Sebbene ogni persona affetta da acalasia sia un caso a sé, esistono una serie di accorgimenti che possono alleviare i sintomi garantendo un apporto nutritivo adeguato. È importante sottolineare che, nei Pazienti disfagici, è sempre opportuno consigliare l’assunzione di piccoli pasti e l’ausilio di bevande, meglio se calde, che facilitino la progressione del bolo e miorilassino la muscolatura. Ulteriore consiglio è quello di procedere a una masticazione corretta e protratta, in modo da “ridurre” il più possibile il volume gli alimenti assunti.

Alimenti Consigliati

Alimenti di consistenza morbida, cremosa o semisolida. Alimenti sicuri sono quelli che formano un bolo (boccone) omogeneo e che scivolano senza impastare. Cibi morbidi e ben cotti: optare per alimenti morbidi e ben cotti può ridurre al minimo la pressione sullo sfintere esofageo e facilitare il passaggio del cibo. Un potage caldo è indicato.

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  • Formaggi a pasta molle: ideali per apportare sia minerali, come il calcio, essenziale per la salute dello scheletro, che proteine, possono essere consumati sia a crudo, in insalata, che sotto forma di fonduta di formaggio.
  • Yogurt e gelati: prodotti lattiero-caseari come yogurt e gelati possono essere inclusi a loro volta nella dieta; la loro consistenza morbida li rende adatti per chi ha difficoltà nella deglutizione.

Alimenti da Evitare

Cibi secchi, che si sbriciolano, ad esempio i cracker, le fette biscottate, i grissini, ma anche il pane: le briciole possono essere inalate e penetrare nei polmoni. Gli alimenti molto asciutti, che vengono deglutiti con difficoltà anche da persone sane: per esempio la carne di pollo, la carne lessata, i taralli.

Alimenti di consistenza liquida (es. yogurt da bere, sciroppi, succhi di frutta, bibite e acqua) vanno assunti con attenzione al rischio di aspirazione: in alcuni casi è opportuno addensare gli alimenti liquidi, utilizzando specifici prodotti addensanti, anche se tale procedura va valutata sulla base della valutazione clinica del Paziente. I cibi secchi vanno evitati.

Evitare inoltre:

  • Le bucce e i semi della frutta, oltre che le componenti fibrose di carne e pesce.
  • Le carni bianche o rosse, soprattutto se non adeguatamente masticate.
  • Riso.
  • Alcuni tipi di frutta pastosa, come le mele e le pere.
  • I cibi a consistenza doppia: minestre in brodo, pastina in brodo, fette biscottate nel latte, perchè la parte residuale asciutta può impattare come bolo secco in esofago.

Consigli Comportamentali

  • Masticazione lenta: masticare lentamente e prendersi il tempo durante i pasti può aiutare a ridurre la pressione sull’esofago, migliorando la deglutizione.
  • Recupero dopo il trattamento per ridurre i sintomi, sia prima che dopo il trattamento, i pazienti con acalasia esofagea possono:
    • Masticare bene il cibo;
    • Mangiare lentamente;
    • Bere molta acqua durante i pasti;
    • Mangiare sempre il cibo mantenendo una posizione verticale;
    • Evitare di mangiare prima di andare a dormire;
    • Utilizzare diversi cuscini per dormire, in modo da mantenere la testa abbastanza eretta e agevolare lo svuotamento dell'esofago per gravità.

Farmaci

Dopo l'intervento chirurgico o la dilatazione, il medico può prescrivere alcuni farmaci inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica). Infine, dovrebbero essere evitati gli alimenti che possono aggravare il reflusso gastroesofageo, tra cui agrumi, cioccolato, alcol e caffeina.

Invalidità Civile

L’acalasia è una malattia rara per la quale è possibile richiedere l’invalidità ai sensi della Legge 104. La valutazione per l’assegnazione dell’invalidità civile si basa sulla capacità lavorativa e sulla limitazione nell’esecuzione di compiti e funzioni rispetto all’età del richiedente.

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