La tragica vicenda di Anna Bellisario, una giovane di 20 anni allergica ai latticini e, in forma più lieve, alle uova, deceduta a Milano dopo aver consumato un tiramisù vegano contaminato, ha sollevato importanti interrogativi sulla sicurezza degli alimenti vegani e sulla gestione delle allergie alimentari.
I Fatti
La sera del 26 gennaio 2023, Anna Bellisario, mentre cenava in un ristorante specializzato in vegan-hamburgeria a Milano, ha ordinato un tiramisù vegano. Dopo averne ingerito solo quattro cucchiaini, ha iniziato a sentirsi male. Le sue condizioni sono apparse subito gravi, e nonostante i tentativi di rianimazione, è stata portata d’urgenza all’Ospedale “San Raffaele”, dove è rimasta in coma fino al decesso, avvenuto il 5 febbraio.
L’attività investigativa ha consentito di individuare la causa del decesso nel tiramisù parzialmente ingerito dalla vittima, per presenza di beta-lattoglobuline nonostante il prodotto fosse venduto come “vegano”. All’esito degli espletati accertamenti tecnici è emerso che il dessert parzialmente consumato dalla vittima conteneva un’elevata quantità di proteine allergeniche del latte vaccino, in particolare caseine.
Le indagini hanno escluso che la contaminazione sia avvenuta nel ristorante, concentrandosi sull’azienda produttrice del tiramisù e riscontrando “molteplici criticità” e “condotte negligenti”.
Misure Interdittive
Il Gip di Milano ha risposto la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare qualsivoglia attività imprenditoriale che abbia ad oggetto la produzione, fabbricazione, conservazione, stoccaggio e commercializzazione di prodotti destinati all’alimentazione e al consumo umano, per la durata di un anno, a carico di due persone, rispettivamente legale rappresentante/O.S.A. (Operatore del Settore Alimentare) e dipendente, socia e responsabile HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) di una società esercente attività di produzione e commercio di dolci vegani e non vegani.
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Ulteriori Non Conformità
“Peraltro - spiega la Procura di Milano in una nota -, dalle analisi eseguite da ATS Milano - intervenuta nell’immediatezza, la sera stessa, e poi anche successivamente - era risultata un’ulteriore non conformità relativa alla maionese “vegana”, componente della salsa, contenuta nel panino mangiato dalla vittima - per presenza di proteine dell’uovo. Tuttavia, essendo questa molto diluita con gli altri ingredienti, non venivano rilevate proteine dell’uovo nella salsa effettivamente consumata da Anna.
Inoltre, dalle risultanze della consulenza tecnica collegiale sulle cause della morte conferita dalla Procura a un medico legale e a un allergologo, si evince che la ragazza era sì un soggetto allergico a latticini e uovo, ma che tuttavia il grado di intensità delle due allergie non era minimamente comparabile: con riguardo alle proteine dell’uovo, infatti, Arma presentava un’ipersensibilità di livello contenuto, in relazione alla quale era stata effettuata una desensibilizzazione in ospedale; con riguardo alle proteine del latte vaccino, invece, la ragazza aveva presentato, fin dal divezzamento, una grave allergia, in relazione alla quale i due tentativi di desensibilizzazione, sempre in ospedale, del 2009 e del 2014, non avevano avuto successo. Vi sono, dunque, fondati elementi per ritenere che nessun altro alimento ingerito durante la cena, diverso dal tiramisù, abbia causato lo shock anafilattico”.
Le indagini hanno, inoltre permesso di escludere che l’evento mortale sia stato causato da una contaminazione del tiramisù avvenuta all’interno del ristorante durante la somministrazione perché il vasetto consegnato ad Anna era perfettamente sigillato o, ancora, che al ristorante siano stati erroneamente consegnati i tiramisù non vegani, perché il dolce consumato dalla vittima, come si evince dalla fotografia scattata dalla stessa Anna e conservata sul suo cellulare, presentava il c.d. “doppio biscotto”, caratteristica esclusiva del dolce destinato ai consumatori vegani.
“Si accertava dunque - riferisce la nota della Procura - che l’evento che ha causato il decesso di Anna Bellisario sia da ricondurre, secondo la prospettazione accusatoria, all’erroneo utilizzo di mascarpone nella produzione della crema destinata al tiramisù vegano. La quantità di caseine riscontrata nel prodotto in questione, infatti, indica che il mascarpone era presente nel preparato come ingrediente e non come “semplice” contaminante e che, quindi, sia risultato fatale per la vittima”.
Le attività investigative si sono quindi concentrate sulla società che aveva prodotto e confezionato il tiramisù consumato dalla ragazza: “Sono fin da subito emerse molteplici criticità in ordine alle procedure produttive, alla formazione del personale, nonché alla prevenzione, eliminazione e/o riduzione dei pericoli che hanno avuto un effetto causale nella determinazione dell’evento. Precisi riscontri di tale ipotesi sono stati acquisiti grazie ad attività di intercettazione telefonica, servizi di o.c.p., assunzione di sommarie informazioni nonché l’interrogatorio di un dipendente. Le condotte negligenti accertate hanno consentito la confusione tra ingredienti e preparati di origine animali (come il mascarpone) e ingredienti di origine vegetale”, fa sapere la Procura.
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Per tutti questi motivi, le condotte ascritte agli indagati sono state qualificate ai sensi dell’art. 589c.p., ossia omicidio colposo in cooperazione tra gli stessi.
Diete Vegane Estreme e Rischi per la Salute
Il caso di Anna Bellisario non è isolato e solleva preoccupazioni più ampie sui rischi delle diete vegane, soprattutto quando non adeguatamente pianificate o in presenza di allergie alimentari. Diversi episodi hanno evidenziato le potenziali conseguenze negative di regimi alimentari restrittivi, in particolare per bambini e soggetti vulnerabili.
- Carenze Nutrizionali: La dieta vegana, se non ben bilanciata, può portare a carenze di nutrienti essenziali come la vitamina B12, la vitamina D, il ferro, il calcio, lo zinco e gli acidi grassi omega-3.
- Malnutrizione Infantile: Alcuni casi hanno visto bambini ricoverati in gravi condizioni a causa di diete vegane non integrate correttamente, con conseguenze sullo sviluppo fisico e cognitivo.
- Ortoressia: L'ossessione per il cibo "puro" e salutare può portare a disturbi alimentari come l'ortoressia, con conseguenze negative sulla salute mentale e fisica.
Il China Study: Un'Analisi Critica
Il cosiddetto China Study è un ampio studio epidemiologico di dubbia qualità e basso rigore scientifico, svolto negli anni Ottanta nella popolazione cinese, per verificare l’eventuale esistenza di un nesso tra determinati alimenti e lo sviluppo di malattie cardiovascolari e cancro. Nello studio sono stati considerati 367 diversi tipi di dati e analizzati oltre 8.000 correlazioni fra essi e la salute della popolazione.
Colin Campbell, l’autore del China Study, ha pubblicato i risultati in un libro e non in riviste scientifiche i cui articoli sono sottoposti a valutazione tramite il metodo internazionale di peer review. Il testo afferma, fra le altre cose, che la caseina, una proteina contenuta nel latte, sarebbe un potente fertilizzante per il cancro.
Il China Study mescola indicazioni e dati corretti (come quelli sulla relazione tra consumo di carne rossa e lo sviluppo di alcuni tumori) con altri non sostenuti da osservazioni scientifiche adeguate: per questa ragione è un testo insidioso, oltre che inaffidabile.
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Vi sono molte ragioni per cui la comunità scientifica ritiene inattendibili le conclusioni di questo studio così come sono esposte nel libro. La principale riguarda il metodo utilizzato per collegare le possibili cause con gli effetti. Senza entrare in dettagli statistici di difficile comprensione, è importante capire che il nesso tra un evento e un altro può essere facilmente travisato se non si tengono in considerazione tutti i possibili elementi confondenti.
La Caseina è da Eliminare?
Prendiamo il caso più eclatante, quello della caseina, la proteina contenuta nel latte e nei formaggi. Sulla base dei dati del China Study e del fatto che i cinesi consumano pochissimi latticini, Campbell ha dedotto che i latticini sono cancerogeni. Ha condotto anche un esperimento con ratti con tumori, dimostrando che togliendo la caseina si riduce la dimensione del tumore.
Nella dieta di un occidentale la lisina è sempre presente, perché è uno dei nove amminoacidi essenziali che dobbiamo introdurre con la dieta, dato che il nostro organismo non può sintetizzarlo da solo. Ormai da più di un secolo quasi nessuno soffre di carenze nutrizionali nei Paesi occidentali. Quindi suggerire di eliminare i latticini perché sarebbero cancerogeni, conservando però le altre proteine di origine vegetale, non ha senso. Altri studi, tra l’altro, hanno identificato nel siero di latte alcune proteine che hanno l’effetto opposto, ovvero hanno proprietà antitumorali.
Troppi Dati e Troppe Correlazioni
Il China Study ha anche altri difetti di metodo: per esempio mette in relazione un numero enorme di variabili (367, come si è detto, con oltre 8.000 diverse correlazioni). Ciò consente, con appropriati utilizzi della statistica e in assenza di studi di controllo, di dimostrare apparentemente pressoché qualsiasi teoria preconcetta.
Conclusioni
La vicenda di Anna Bellisario e altri casi simili sottolineano l'importanza di una corretta informazione e di un'attenta pianificazione delle diete vegane, soprattutto in presenza di allergie alimentari o in età pediatrica. È fondamentale consultare professionisti della nutrizione per garantire un adeguato apporto di tutti i nutrienti necessari e per evitare rischi per la salute.
La conoscenza dei gruppi di alimenti più comuni della dieta vegana ci aiuta a pianificare un’alimentazione bilanciata e ad assistere i genitori che scelgono per i propri figli tale tipo di dieta.
Tabella: Alimenti Comuni nella Dieta Vegana e Nutrienti Chiave
| Alimento | Nutrienti Chiave | Note |
|---|---|---|
| Cereali (integrali, semintegrali, raffinati) | Glicidi, proteine (lisina limitante) | Preferire integrali per maggiore apporto di fibre e minerali. |
| Legumi (fagioli, lenticchie, piselli, ceci, soia) | Proteine (metionina limitante) | Considerare l'equivalente della carne per la dieta onnivora. |
| Frutta e Verdura | Minerali, acidi organici, vitamine, fibre, fitocomposti | Variare spesso per raccogliere tutti i possibili benefici. |
| Frutta Secca e Semi Oleaginosi | Acidi grassi insaturi, proteine, calorie | Importanti per compensare la bassa densità calorica degli alimenti vegetali. |
| Olio di Oliva e Lino | Grassi, omega-3 | Olio di lino richiede conservazione attenta per evitare ossidazione. |